Gaio Lucilio/Prefazione

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Una grave perdita[modifica]

In Italia nel medioevo la produzione epica conobbe una battuta d'arresto perché l'Eneide di Virgilio era nascosta nei monasteri; e quando nella biblioteca capitolare di Verona furono riportati alla luce i carmi di Catullo, solo allora la produzione lirica si rinvigorì con poeti del calibro di Petrarca. Vediamo così che l'«opera prima» di un genere letterario – ad esempio, l'Iliade per l'epica – è il lascito, il testamento del suo iniziatore, ed è perciò indispensabile alla conservazione delle linee guida del genere: è il cardine di tutte le altre sue manifestazioni. Quindi, sebbene lo statuto del genere satirico si sia salvato per mediazione di Orazio, Persio e Giovenale, la perdita dei Sermones di Lucilio – «opera prima» per la satira – è la peggiore di tutte, per la nostra civiltà; e quei pochi frammenti pervenutici sotto forma di citazioni non ci consentono la visione d'insieme di un'opera che era tanto lunga da essere articolata in ben trenta libri, contro uno solo di Persio, due di Orazio e cinque di Giovenale.

Covenzioni[modifica]

Risulta quindi determinante l'aiuto di grammatici quali Servio, Lattanzio, Nonio, Festo e Carisio, e di pochi auctores, tra i quali Cicerone. Alcuni frammenti ci sono stati tramandati con l'indicazione dei libri da cui sono tratti; altri no, e si possono solo formulare ipotesi e congetture, le migliori delle quali sono a opera dei moderni filologi Eric Herbert Warmington, Friedrich Marx, Nicola Terzaghi e Werner Krenkel. Ciascuno di essi avanza una propria teoria sulla posizione reciproca dei frammenti, perciò le fonti dei brani qui proposti riportano nell'ordine:

  1. il libro tale brano si colloca,
  2. l'ipotesi sulla posizione,
  3. il filologo che promuove tale ipotesi.

Per es.

(IT)
« i celesti tenevano una discussione sui più urgenti problemi dei mortali »

(LA)
« consilium summis hominum de rebus habebant »
(I, 5 Warmington)

  1. si colloca nel libro I,
  2. ed è il 5° frammento...
  3. ... secondo Warmington.

Ultima cosa: Lucilio amava i grecismi, che talvolta eseguiva in lettere greche e talvolta in lettere latine. Qui sono tutti traslitterati in latino con a parte una segnalazione del lemma greco.

Per es.

(IT)
« Ritieni forse inammissibile che una donna dai bei capelli e dalle belle gambe
toccasse con il seno la pancia o anche l'inguine,
o che la moglie di Anfitrione, Alcmena, avesse i piedi a papera o le gambe storte,
o che le altre donne, o che la stessa Elena, quella... – non voglio
dirlo: vedi tu, scegli il bisillabo che vuoi –
che quella donna di nobili origini non avesse qualcosa da criticare,
una verruca, un neo, un punto nero, o anche solo un dente prominente? »

(LA)
« Num censes calliplocamon [ καλλιπλόχαμον ] callisphyron [ καλλίσφυρον ] ullam
non licitum esse uterum atque etiam inguina tangere mammis,
compernem aut varam fuisse Amphitryonis acoetin [ ἄχοιτιν ]
Alcmenam, atque alias, Helenam ipsam denique... – nolo
dicere: tute vide atque disyllabon elige quodvis –
kouren eupatereian [ κούρην εὐπατέρειαν ] aliquam rem insignem habuisse,
verrucam, naevum, punctum, dentem eminulum unum? »
(XVI, 541-547 Krenkel)

Hai notato, nella fonte, il trattino tra i due numeri? Attenzione: non sono tanti frammenti messi insieme, che invece segnaleremo con i simboli "+", ma è un frammento solo, fatto di più versi.

Crystal kedit.png Glossario

Auctor, Epica, Filologo, Frammento, Grammatico, Poesia lirica, Satira