Linguistica contestuale/Medioevo e Rinascimento

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I primi linguisti senza dubbio sono stati «gli uomini che hanno inventato e perfezionato la scrittura»[1]: durante il Medio Evo, accanto ad uno studio convenzionale e grammaticale, spiccano alcune intuizioni originali e quasi anticipatrici di teorie ancora oggi attuali, come quelle di Dante, che esamineremo più oltre. Successivamente, la riforma dell'ortografia, operata in tutta Europa e resa operante con l'invenzione della stampa, stimolerà lo studio della fonetica fino al secolo XVIII.

Del XIV secolo sono invece le prime grammatiche delle lingue volgari. Guido Cavalcanti scrisse «una grammatica e un'arte del dire» sul volgare fiorentino[2]. Dal XVI secolo inizia poi lo studio delle lingue amerinde e nascono i primi dizionari poliglotti; si tentano inoltre le prime classificazioni linguistiche (Scaligero).

Note[modifica]

  1. Meillet, in Mounin, Guida alla linguistica, U.E. 626, Feltrinelli ed., Milano 1975, pagg. 19 segg.
  2. Francesco De Sanctis, Storia della letteratura italiana, Vol. I, pag. 56, Einaudi, 1958