Sistema delle acque bolognesi/Aposa

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search

L'Aposa è l'unico torrente naturale che attraversa la città di Bologna.

Il corso di tale torrente è circa 7,5 chilometri e la sua sorgente è presso Roncrio, località collinare ai margini del territorio comunale bolognese. Il torrente Aposa è particolarmente importante dal punto di vista storico, perché è l'unico corso d'acqua che naturalmente passa per il territorio di Bologna e pare che proprio sulle sue sponde sia sorta l'etrusca Felsina nel VI secolo a.C. da cui poi si è sviluppata la romana Bononia. Proprio in età romana il corso del torrente fu spostato artificialmente verso occidente, per poi tornare, durante il medioevo a scorrere nel naturale tracciato di secoli prima. Tale tracciato è quello ancor'oggi seguito dal torrente, che dalla sorgente presso Ravone entra nel centro storico della città fra Porta Castiglione e Porta San Mamolo dove ancora un serraglio medievale ne testimonia l'antico passaggio. Continua poi il proprio corso, sotterraneo già prima dell'ingresso nel centro storico, passando attraverso l'area più antica della città e lambendo le due torri, presso le quali l'antica Via Emilia romana, ora interrata, scavalca il torrente con un ponte oggi ancora in parte esistente, benché sotterraneo. Prosegue poi verso nord fino a confluire, sempre nel centro storico della città, sotto la stazione delle corriere, nel canale delle Moline (canale di Reno), uno dei due canali principali (l'altro è quello di Savena) costituenti il complesso sistema di acque sotterranee della città, a sua volta confluente nel Canale Navile, che nella periferia nord della città raccoglie tutte le acque urbane.

A partire dal 1995 l'Aposa è stato soggetto a riscoperta e riqualificazione principalmente dovute al progetto di separazione delle acque meteoriche dagli scarichi urbani, fino ad allora confluenti nelle medesime arterie. Da allora l'Aposa è caratterizzato da una portata d'acqua minima che però, come accade di norma per i corsi d'acqua passanti per terreni fortemente antropizzati o pressoché totalmente cementificati come le città, può aumentare immensamente in caso di periodi di pioggia. Nell'anno 2000 (sempre in seguito ai lavori tardonovecenteschi) parte del corso del torrente (circa cinquecento metri da Piazza Minghetti a Piazza San Martino) è stato reso accessibile ed è stato attrezzato per visite guidate e per fungere da teatro di spettacoli solitamente legati alle acque bolognesi; il tutto inserito in un più vasto progetto di recupero e riqualificazione delle acque della città, oggi in parte gestito dall'Associazione Amici delle Acque.

Nei toponimi caratterizzanti luoghi e vie di Bologna la memoria storica ha cristallizzato il fondamentale valore che le acque hanno avuto in passato per la città e ancor oggi l'Aposa, talvolta ancora nella lezione anteriore Avesa, nome che la leggenda vuole attribuito al torrente dall'etrusco Fero a ricordare l'amante Gallica, più precisamente, principessa dei Galli Boi che insieme agli Etruschi abitavano la città in età preromana, annegata nelle acque del torrente per raggiungere l'amato, ricorre spesso in nomi come Via Valdaposa o Via Avesella.


Bibliografia[modifica]

  • Marco Poli, Il torrente Aposa (con testi di Marco Poli, Elena De Angelis, Francisco Giordano, Maria Luisa Rezza, Angelo Zanotti), Bologna, ed. Costa, 2000 (volume riedito nel 2001 con aggiornamenti);
  • Angelo Zanotti, Il sistema delle acque a Bologna dal XIII al XIX secolo, Bologna, ed. Compositori, 2000;
  • Francisco Giordano, Alla scoperta del torrente Aposa. Scale d’accesso in Piazza Minghetti e Piazza San Martino, in: INARCOS, rivista ingegneri e architetti, Bologna, LVI, 618, aprile 2001;
  • Francisco Giordano, L’occultamento dell’Aposa nel 1865: “gioverà sempre e potentemente al comodo ed alla salute di un’imponente classe di cittadini”, in: Strenna Storica Bolognese, ed. Pàtron, LI, 2001, Bologna;
  • Francisco Giordano, Le acque di Bologna ritrovate, in: INARCOS, rivista ingegneri e architetti, Bologna, LXII, 682, settembre 2007;
  • Francisco Giordano, Angelo Zanotti, La riscoperta dell`acqua “che fa passaggio pel mezo della città”, in: Il Carrobbio, Bologna, ed. Pàtron, XXXIV, 2008.
  • Massimo Brunelli, Francisco Giordano, "Aposa segreto, i rifugi antiaerei", Bologna, Associazione amici delle acque e dei sotterranei di Bologna, 2012 (numero 0 della Collana Bologna sotterranea).
  • Anna Brini, Massimo Brunelli, Angelo Zanotti, "Il torrente sconosciuto", il percorso fotografico completo dell'Aposa dalle sorgenti sino al ventre della città e oltre, Bologna, Maglio Editore, 2013 (numero 1 della Collana Bologna sotterranea).