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Confessione di fede di Westminster/cfw17/cfw17-3

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17:3 Cionondimento, a causa delle tentazioni di Satana e del mondo, del sopravvento [prevalenza] della corruzione che resta in loro e dalla negligenza dei mezzi della loro preservazione [salvaguardia], essi possono cadere in peccati gravi (338) e continuare [a commetterli] per un certo tempo (339), incorrendo così nel dispiacere di Dio (340) e rattristando il Suo Santo Spirito (341), giungendo in una certa misura a privarsi delle loro grazie e consolazioni (342); i loro cuori ne restano induriti (343) e le loro coscienze ferite (344); sono di nocumento e di scandalo per altri (345) ed attirano su di sé giudizi temporali (346)

Testo originale

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Inglese Latino
III. Nevertheless they may, through the temptations of Satan and of the world, the prevalency of corruption remaining in them, and the neglect of the means of their preservation, fall into grievous sins; and for a time continue therein: whereby they incur God's displeasure, and grieve his Holy Spirit; come to be deprived of some measure of their graces and comforts; have their hearts hardened, and their consciences wounded; hurt and scandalize others, and bring temporal judgments upon themselves. III. Nihilo tamen minus fieri potest ut iidem illi, qua Satanæ mundique tentatione, qua manentis adhuc in iis corruptionis prævalentia, et neglectu mediorum conservationis suæ, in peccata gravia incidant, in eisque ad tempus commorentur; unde iram Dei sibi ipsis contrahunt, ejusque Spiritum Sanctum contristant, gratias suas et consolationes quadantenus et quoad gradus nonnullos amittunt, corda sibi habent indurata, et vulneratas conscientias; aliis nocumento sunt et offendiculo, sibimet ipsis denique accersunt judicia Dei temporalia.

Riferimenti biblici

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  • (338) "Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici» ... Ed egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo» ... Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!» In quell'istante il gallo cantò" (Matteo 26:70,72,74).
  • (339) Vedi Salmo 51.
  • (340) "Tu vai incontro a chi gode nel praticare la giustizia, a chi, camminando nelle tue vie, si ricorda di te; ma tu ti sei adirato, perché abbiamo peccato nel tempo passato, ma noi saremo salvati ... Non c'è più nessuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te; poiché tu ci hai nascosto la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità ... Non adirarti fino all'estremo, o SIGNORE! Non ricordarti dell'iniquità per sempre; ecco, guarda, ti supplichiamo; noi siamo tutti tuo popolo" (Isaia 64:5,7,9); "Dopo che ebbe finito i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere in casa sua. Lei divenne sua moglie e gli partorì un figlio. Ma quello che Davide aveva fatto dispiacque al SIGNORE" (2 Samuele 11:27).
  • (341) "Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzion" (Efesini 4:30).
  • (342) "Fammi di nuovo udire canti di gioia e letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate. Distogli lo sguardo dai miei peccati, e cancella tutte le mie colpe. O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito" (Salmo 51:8-11); "Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore." (Apocalisse 2:4); "Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. Sento la voce del mio amico che bussa e dice: «Aprimi, sorella mia, amica mia, colomba mia, o mia perfetta! Poiché il mio capo è coperto di rugiada e le mie chiome sono piene di gocce della notte». Io mi sono tolta la gonna; come me la rimetterei ancora? Mi sono lavata i piedi; come li sporcherei ancora? L'amico mio ha passato la mano per la finestra, il mio amore si è agitato per lui. Mi sono alzata per aprire al mio amico, e le mie mani hanno stillato mirra, le mie dita mirra liquida, sulla maniglia della serratura. Ho aperto all'amico mio, ma l'amico mio si era ritirato, era partito. Ero fuori di me mentr'egli parlava; l'ho cercato, ma non l'ho trovato; l'ho chiamato, ma non mi ha risposto" (Cantico 5:2‑6).
  • (343) ­"SIGNORE, perché ci fai peregrinare lontano dalle tue vie e rendi duro il nostro cuore perché non ti tema? Ritorna, per amor dei tuoi servi, delle tribù della tua eredità!" (Isaia 63:17); "...perché non avevano capito il fatto dei pani, anzi il loro cuore era indurito ... Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risuscitato" (Marco 6:52; 16:14).
  • (344) "Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano tra i lamenti che facevo tutto il giorno ... Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me, il mio vigore inaridiva come per arsura d'estate ... Fammi di nuovo udire canti di gioia e letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate" (Salmo 32:3,4; 51:8).
  • (345) "Tuttavia, siccome facendo così tu hai dato ai nemici del SIGNORE ampia occasione di bestemmiare, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa sua" (2 Samuele 12:14).
  • (346) "...se violano i miei statuti e non osservano i miei comandamenti ... io punirò il loro peccato con la verga e la loro colpa con percosse" (Salmo 89:31,32); "...ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo" (1 Corinzi 11:32).

I santi tuttavia possono cadere in peccati molto gravi a causa delle tentazioni di Satana e del mondo, dal prevalere in essi della loro corruzione residua, e dal fatto di avere trascurato i mezzi che Dio ha provveduto per preservarli. E' possibile che continuino in questo stato per un certo tempo, in modo da causare su di loro il dispiacere di Dio, da contri­stare il suo Spirito Santo e da venire privati in qualche misura delle loro grazie e consolazioni, da subire l'indurimento del loro cuore ed il ferimento della loro coscienza, da offendere e scandalizz­are gli altri e da attirare su di sé giudizi temporanei.