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Filosofia dell'informatica/Il sapere nell'era digitale

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Wikipedia è un'enciclopedia online a contenuto libero, collaborativa, multilingue e gratuita, nata nel 2001, sostenuta e ospitata dalla Wikimedia Foundation, un'organizzazione non a scopo di lucro statunitense. Lanciata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001, inizialmente nell'edizione in lingua inglese, nei mesi successivi ha aggiunto edizioni in numerose altre lingue. Etimologicamente, Wikipedia significa "cultura veloce", dal termine hawaiano wiki (veloce), con l'aggiunta del suffisso -pedia (dal greco antico παιδεία, paideia, formazione). Con più di 45 milioni di voci in oltre 280 lingue, è l'enciclopedia più grande mai scritta, tra i dieci siti web più visitati al mondo e costituisce la maggiore e più consultata opera di riferimento generalista su Internet.

Wikipedia prese il via come progetto complementare di Nupedia, un progetto fondato nel 2000 per la creazione di un'enciclopedia libera online le cui voci erano scritte da esperti volontari attraverso un processo formale di revisione. Per il concetto di wiki, Wales e Sanger dichiararono di essersi ispirati ai siti WikiWikiWeb o Portland Pattern Repository di Ward Cunningham. Wikipedia, che esisteva già come servizio di Nupedia.com dal 10 gennaio 2001, fu formalmente lanciata il 15 gennaio successivo sul sito Wikipedia.com, in lingua inglese. Verso maggio giunsero i primi utenti registrati e, nel corso dell'anno, si svilupparono le edizioni in francese, tedesco, inglese, catalano, spagnolo, svedese, portoghese e, a fine anno, italiano. Nupedia e Wikipedia coesistettero finché i server della prima furono chiusi definitivamente nel 2003 e i suoi testi incorporati in Wikipedia (Nupedia aveva sofferto un tasso di crescita estremamente lento, a causa dei complicati processi di revisione, riuscendo a pubblicare solo 24 voci); Sanger uscì di scena e un gruppo di utenti attuò una biforcazione della Wikipedia in spagnolo per costituire l'Enciclopedia Libre.

Da Wikipedia e Nupedia, nacque nel 2003 la Wikimedia Foundation, l'organizzazione non profit che sostiene Wikipedia e i progetti fratelli (il primo dei quali fu In Memoriam: September 11 Wiki) che nel tempo si sono aggiunti, ognuno dei quali è specializzato in un determinato ambito del sapere. La Wikimedia Foundation ha infatti successivamente dato vita a progetti complementari tra i quali: Wiktionary, Wikibooks, Wikisource, Wikispecies, Wikiquote, Wikinotizie, Wikiversità e Wikivoyage. Wales cedette tutti i diritti alla fondazione da lui promossa, che tuttora gestisce i marchi e l'infrastruttura informatica, garantendo che la gestione dei contenuti rimanesse affidata alla comunità degli utenti. A partire dal 2004 è iniziata a costituirsi una rete di associazioni nazionali collegate alla Wikimedia Foundation (chiamati "capitoli ufficiali"), tra le quali Wikimedia Italia, fondata nel 2005. Nel settembre dello stesso anno l'edizione in italiano ha superato le 100 000 voci.

L'obiettivo di Wikipedia è creare un'enciclopedia libera, ovvero liberamente accessibile, a contenuto libero, aperto e "universale" in termini di ampiezza di argomenti trattati. Il progetto, ambizioso, ma realistico, si colloca dunque nell'ambito della condivisione della conoscenza e della cultura partecipativa sfruttando la cosiddetta intelligenza collettiva sulla base delle regole d'uso e di contribuzione espresse dall'enciclopedia stessa. In quanto enciclopedia a carattere universale (o "generalista"), Wikipedia tratta voci di ogni disciplina, organizzate in categorie tematiche; i temi generali sono generalmente illustrati da portali e coordinati tramite progetti. L'enciclopedia è completamente gratuita e priva di pubblicità, in linea con i suoi principi base: il suo sostentamento è dovuto unicamente alle libere donazioni degli utenti, grazie a una raccolta fondi avviata ogni anno dalla Wikimedia Foundation. Il logo ufficiale di Wikipedia è una sfera quasi completa costruita con pezzi di puzzle che riportano caratteri di vari alfabeti, a simboleggiare il mondo e una conoscenza globale in costruzione, a disposizione di tutti. A differenza delle enciclopedie che l'hanno preceduta, il contenuto di Wikipedia è distribuito con una licenza libera.

Le varie edizioni in lingua sono sviluppate indipendentemente l'una dall'altra, ovvero non sono vincolate ai contenuti presenti nelle altre, ma sono tenute unicamente al rispetto delle linee guida generali del progetto come il punto di vista neutrale. I testi delle voci e i contenuti multimediali tuttavia sono spesso condivisi tra le varie edizioni: i primi grazie alle traduzioni, i secondi attraverso il progetto condiviso chiamato Wikimedia Commons. Le voci di Wikipedia sono spesso citate dai mass media tradizionali e da istituti accademici.

La caratteristica primaria di Wikipedia è il fatto che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto che si appoggia su una piattaforma Wiki (MediaWiki). In altri termini essa è curata da volontari ovvero le pagine possono essere modificate da chiunque e non c'è un comitato di redazione né alcun controllo preventivo sul contenuto inviato. In particolare essa si basa sul diritto di citazione come testimonianza di attendibilità dei contenuti presenti che citino dunque la fonte di origine, classificandosi dunque come fonte terziaria. La registrazione non è obbligatoria, ma consigliata. A causa della sua natura aperta, vandalismi e imprecisioni sono problemi riscontrabili in Wikipedia. Il miglioramento dell'enciclopedia è dovuto unicamente al continuo apporto di contributi sia in termini di nuovi contenuti che di revisioni degli stessi, della forma e della formattazione secondo le linee guida da parte di tutti gli utenti volontari.

Per garantire tale progresso, Wikipedia si fonda su cinque pilastri, sulle seguenti linee guida, volte ad identificare quali tipi di informazioni siano adatte a esservi inserite e su un codice di comportamento detto Wikiquette. Ad esse si fa spesso riferimento nelle dispute per decidere se un particolare contenuto debba essere aggiunto, rivisto, trasferito ad un progetto affine oppure rimosso. Uno dei principi alla base di Wikipedia è il "punto di vista neutrale", secondo il quale ad esempio le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva. Caratteristica delle voci di Wikipedia è inoltre l'avere frequenti collegamenti ipertestuali ad altre voci dell'enciclopedia attraverso i cosiddetti wikilink che permettono una facile navigazione nel Portale e un più facile approfondimento di altre voci con uno stile dunque che ricorda il Web 1.0 o Web statico mentre di fatto la piattaforma Mediawiki appartiene al Web 2.0 o Web dinamico.

Wikipedia è pubblicata con licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo (CC BY-SA). Originariamente pubblicata sotto la licenza libera GFDL, dal 15 giugno 2009 è migrata alla licenza Creative Commons BY-SA 3.0, più compatibile con gli scopi e gli usi di Wikipedia e in generale dei progetti Wikimedia (le licenze Creative Commons non esistevano nel 2001 alla nascita del progetto). La licenza sotto la quale le voci di Wikipedia sono rese disponibili è una delle molte licenze di copyright di tipo permissivo (ma dal copyleft di tipo "forte"), in quanto permette la redistribuzione, la creazione di opere derivate e l'uso commerciale del contenuto a condizione che si mantenga l'attribuzione agli autori e che il contenuto rimanga disponibile sotto la stessa licenza. Quando un utente contribuisce al progetto con materiale originale, i diritti d'autore rimangono in suo possesso ma egli acconsente a concedere la propria opera sotto la licenza libera. Il materiale di Wikipedia può quindi essere distribuito a, o incorporato da, fonti che a loro volta usino questa licenza. Del contenuto di Wikipedia sono stati creati numerosi mirror o progetti derivati a partire da copie dei database.

"Immaginate un mondo in cui chiunque possa essere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana. Questo è il nostro scopo".[1]. Multilingue e collaborativa, on-line e gratuita, con quasi 15 milioni di voci e 22 milioni di utenti registrati, Wikipedia è oggi l'enciclopedia più grande del mondo, e tra i dieci siti più visitati. Fondata sul concetto di "user generated content" (i contenuti sono creati dagli stessi utenti del sito) e sulla tecnologia "wiki" ( termine di origine hawaiana che significa "veloce"), dà l'opportunità a chiunque di "contribuire a qualsiasi pagina in qualunque momento". Si tratta di un’enciclopedia redatta da autori volontari e sottoposta a libera licenza. Per "libera" si intende un concetto di libertà ramificato in 4 gradi: libertà di copiare un lavoro, libertà di modificarlo, libertà di ridistribuirlo, libertà di ridistribuirne versioni modificate. Difatti libera, aperta, neutrale, tempestiva e sociale sono gli aggettivi più appropriati per sintetizzare il fenomeno globale di Wikipedia. Nel testo La rivoluzione di Wikipedia, Andrew Lih, esperto di new media e profondo conoscitore delle dinamiche delle comunità collaborative on-line, racconta la nascita, l'evoluzione e gli effetti di quello che, lontano dall'essere solo un sito, è diventato a tutti gli effetti un fenomeno sociale in larga scala.

L'accesso aperto è una modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca scientifica, come ad esempio gli articoli scientifici pubblicati in riviste accademiche o atti di conferenze, ma anche capitoli di libri, monografie, o dati sperimentali; che ne consente accesso libero e senza restrizione. Data la contrapposizione del modello di pubblicazione ad accesso aperto rispetto a quello classico, nel quale tipicamente le case editrici accademiche detengono diritti esclusivi sul materiale e ne vendono abbonamenti e licenze, l'espressione indica anche il movimento che sostiene e promuove la strategia ad accesso aperto. In un'accezione ancor più ampia, il termine esprime la libera disponibilità online di contenuti digitali in generale e riguarda l'insieme della conoscenza e della creatività liberamente utilizzabile, in quanto non coperta da restrizioni legati alla proprietà intellettuale.

Si sono affermate due strategie principali per garantire pubblicazioni ad accesso aperto.

  • Viene definita via verde ("green road") la pratica dell'autoarchiviazione ("self-archiving"), da parte degli autori, di copie dei loro articoli in archivi istituzionali o disciplinari, o ancora nei loro siti personali.
  • Viene definita via d'oro ("gold road") la pubblicazione di riviste in cui gli articoli sono direttamente ed immediatamente accessibili ad accesso aperto. Tali pubblicazioni vengono chiamate riviste ad accesso aperto.

Una delle prime importanti dichiarazioni internazionali sull'Open Access (spesso chiamato per sigla OA) è il Budapest Open Access Initiative del 2001. Viene infatti riconosciuto come il primo raduno storico di fondazione dell'Open Access. Una seconda importante iniziativa internazionale, del 2003, è la dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica. Essa si costruisce e si basa sulla definizione della conferenza di Budapest. Tale dichiarazione ha fondato il movimento Open Access. Le università italiane hanno aderito alla Dichiarazione di Berlino nel novembre 2004, in occasione del convegno "Gli atenei italiani per l'Open Access: verso l'accesso aperto alla letteratura di ricerca" a Messina: infatti per l'Italia si parla di Dichiarazione di Messina.

La biblioteca ipertestuale

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Un modello concettuale che esplichi esaustivamente le funzioni e la natura delle biblioteche (quelle digitali in maggior misura, ma anche quelle tradizionali costituite da documenti analogici e gestite manualmente) è quello di ipertestualità. In questo paradigma le principali funzioni della biblioteca - selezionare, conservare, organizzare, gestire e far fruire - sono descritte attraverso caratteristiche che mirano a realizzare una fitta struttura sindetica tra i documenti, ognuno in aperta connessione con l'intero docuverso, grazie anche alla ricerca di una complessa, e al tempo stesso, integrata interfaccia. La biblioteca è un contenitore di documenti indefinitamente scomponibili (granularità), costituiti da media diversi (multimedialità) e percorribile dall'utente secondo itinerari personalizzabili (multilinearità); inoltre, il dinamismo proprio degli ipertesti si riflette nella biblioteca attraverso il contributo degli utilizzatori, liberi di accrescere e arricchire nodi e link (integrabilità e interattività). La realizzazione di un tale modello richiede, naturalmente, la cooperazione tra più biblioteche - si parla ,infatti, di reti bibliotecarie - e la compatibilità tra le risorse informative digitali e i servizi, come il reference, il document delivery e il prestito interbibliotecario[2].

  1. Andrew Lih, La rivoluzione di Wikipedia, p. 3.
  2. R. Ridi, La biblioteca come ipertesto, Milano 2007.