Osservare il cielo/Costellazioni australi

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
La costellazione di Orione

CopertinaOsservare il cielo/Copertina
Riconoscere stelle e costellazioni
  1. Prima di iniziareOsservare il cielo/Prima di iniziare
  2. Imparare gli allineamentiOsservare il cielo/Imparare gli allineamenti
  3. Costellazioni circumpolariOsservare il cielo/Costellazioni circumpolari
  4. Costellazioni estiveOsservare il cielo/Costellazioni estive
  5. Costellazioni autunnaliOsservare il cielo/Costellazioni autunnali
  6. Costellazioni invernaliOsservare il cielo/Costellazioni invernali
  7. Costellazioni primaveriliOsservare il cielo/Costellazioni primaverili
  8. Costellazioni australiOsservare il cielo/Costellazioni australi
Oltre le stelle
  1. Il transito dei pianetiOsservare il cielo/Il transito dei pianeti
  2. Oggetti del profondo cieloOsservare il cielo/Gli oggetti del profondo cielo
Gli strumenti di osservazione
  1. Osservare con il binocoloOsservare il cielo/Osservare con il binocolo
  2. Osservare al telescopioOsservare il cielo/Osservare al telescopio
Appendici
Il cielo del sud

La prima cosa che un osservatore del cielo boreale nota quando alza per la prima volta gli occhi al cielo del sud, è la grande abbondanza di stelle, sia luminose, che di fondo, rispetto al cielo a cui è abituato.

La prima, la seconda e la terza fra le stelle più luminose del cielo si osservano qui, tutte insieme, frammezzate da un notevole numero di altre stelle, alcune delle quali decisamente brillanti, allineate lungo un tratto della Via Lattea che in certi punti non appare meno luminosa del centro galattico o del tratto del Cigno. La sensazione è che tutte le stelle del cielo "si siano avvicinate", acquistando una magnitudine più brillante.

Lontano dalla Via Lattea, il cielo si fa invece molto meno ricco, e mancano, al contrario dell'emisfero boreale, degli asterismi facilmente riconoscibili. La monotonia è rotta dalla presenza di due macchie chiare estese, simili come apparenza alla Galassia di Andromeda, ma più grandi e irregolari: le due Nubi di Magellano.

Le Nubi di Magellano sono due galassie molto vicine alla Via Lattea, al punto da essere satelliti, ossia che compiono orbite attorno alla nostra Galassia.


Trovare il polo sud[modifica]

Dopo lo spaesamento iniziale, appare logico iniziare a cercare il polo sud celeste. La Stella Polare, indicatrice del polo nord, non c'è, ovviamente, trovandoci nell'emisfero sud; il punto è che, mentre a nord la Stella Polare fornisce un'indicazione sicura del nord, nell'emisfero australe manca una stella corrispondente, pertanto occorre orientarsi in modo diverso.

La Croce del Sud[modifica]

La Croce del Sud

Ciò che sicuramente più di ogni altra cosa colpisce nei cieli del sud è la presenza, lungo la Via Lattea, di un gruppo di stelle molto luminose piuttosto vicine fra di loro; due di queste, le più luminose, sono disposte in coppia, mentre ad ovest si trova un secondo gruppo di stelle, disposte a formare una croce quasi perfetta. Questa seconda parte è in realtà una vera e propria costellazione, la celebre Croce del Sud, riportata anche nelle bandiere di molte nazioni meridionali, come l'Australia, e la Nuova Zelanda. La Croce del Sud è uno dei simboli dell'emisfero australe, un po' come il Grande Carro lo è in quello boreale, e come quest'ultimo permette di rintracciare il polo celeste.

La Croce del Sud diventa completamente circumpolare a sud del 32°S, ossia non molto lontano dal Tropico del Capricorno; più a nord, anche se non appare circumpolare, è pur sempre presente per gran parte delle notti.

Il polo sud celeste[modifica]

Il polo sud

Il metodo più semplice per rintracciare il polo sud celeste consiste, una volta nota la Croce del Sud, nel tracciare una linea che parta dalla stella più settentrionale della Croce, scenda alla più meridionale, secondo l'asse maggiore, e prolungandola nella stessa direzione per circa cinque volte. Al termine, si arriva in un'area di cielo quasi priva di stelle, dove sono osservabili, in un cielo limpido, solo alcune stelle di quinta magnitudine sparse. Lì ricade il polo sud celeste, in un punto quasi al centro della debole costellazione dell'Ottante.

L'Ottante è una costellazione introdotta a metà del Settecento da Nicolas Louis de Lacaille, uno dei primi che studiò sistematicamente i cieli del sud, da Città del Capo; egli individuò inoltre una quindicina di nuove costellazioni per riempire i "buchi" nelle mappe celesti del periodo. Nacquero così costellazioni estremamente piccole e dai nomi decisamente poco "poetici", come Sestante, Ottante, Macchina Pneumatica, Bulino, Fornace, Scultore, Telescopio, Microscopio, e così via, tutte create per colmare queste lacune nei raggruppamenti celesti, esistenti poiché queste parti di cielo, essendo visibili solo a latitudini australi o al massimo equatoriali, non furono mai osservate dagli astronomi delle grandi civiltà classiche del Mediterraneo.

Centauro e Croce[modifica]

Centauro e Croce del Sud

Il Centauro e la Croce del Sud sono le due costellazioni più caratteristiche del cielo australe; mentre la parte centro-settentrionale del Centauro è osservabile anche dalle latitudini italiane, la Croce del Sud resta sempre sotto l'orizzonte, così come pure le stelle più brillanti del Centauro.

Vale la pena soffermarsi un po' su questa parte di cielo. La Croce del Sud giace per intero nella Via Lattea australe; la sua stella più luminosa, che è anche la tredicesima stella più brillante del cielo (magnitudine 0,77) e la stella di prima grandezza più meridionale del cielo, è nota come Acrux: in realtà questa è una stella doppia. Segue Mimosa, la ventesima stella del cielo (magnitudine 1,23). Gacrux e la δ Crucis completano invece la figura della Croce. Anticamente queste stelle erano considerate parte del Centauro, ma la loro particolare disposizione fece sì che in seguito venisse riconosciuta come una costellazione a sé stante.

Il Centauro è invece un'importante costellazione australe; è molto estesa, e la sua parte più meridionale ricade anch'essa sulla Via Lattea del sud. Le zampe anteriori sono indicate da due stelle molto luminose; la più brillante delle due è la famosissima Alfa Centauri (nota anche come Rigil Kentaurus), che oltre ad essere la terza stella più luminosa del cielo (magnitudine -0,27) è anche la stella più vicina al nostro Sistema Solare, con una distanza di appena 4,3 anni luce. In realtà anche questa stella è doppia, anzi tripla, dato che oltre alle due stelle principali ve n'è una terza, una nana rossa, invisibile ad occhio nudo, che in questo periodo si trova ancora più vicina, ed è per questo nota come Proxima Centauri. La seconda delle due stelle è Hadar, la decima stella del cielo per luminosità, con una magnitudine pari a 0,61.

La Nave Argo[modifica]

Croci nel sud
Vele e Carena

A occidente della Croce del Sud si estende un'area di cielo in cui sono presenti un gran numero di stelle di seconda grandezza, con uno sfondo ricco di piccoli astri. La Via Lattea si fa qui estremamente luminosa, per poi disperdersi nei campi stellari. Ancora più ad ovest, staccata dalla Via Lattea, brilla una stella giallastra estremamente luminosa, isolata: si tratta di Canopo, la seconda stella più brillante del cielo, quella che già dalle isole siciliane di Linosa e Lampedusa iniziava a mostrarsi bassa sull'orizzonte meridionale.

La fascia di cielo fra Canopo e la Croce del Sud è invece meno semplice da "districare". Il metodo più semplice per orientarvisi è cercare, ad ovest della Croce del Sud, due asterismi, ancora una volta a forma di croce: uno si individua poco a sud della densa Via Lattea, ed ha una forma allungata; quest'asterismo è noto come Croce di diamante. L'altra "croce", più compatta e luminosa, si può osservare ancora più ad ovest, dove la Via Lattea si fa meno intensa; quest'altro asterismo è invece noto come Falsa croce, a causa della sua somiglianza con la verca Croce del Sud, e non è raro che all'inizio la si possa confondere proprio con la vera costellazione.

Questi due asterismi aiutano ad individuare due costellazioni importanti, la Carena, la più meridionale, in cui è contenuta Canopo, e le Vele, metà della quale risulta visibile anche dalle latitudini italiane. Queste due costellazioni formavano, assieme alla più settentrionale Poppa (visibile per intero dal sud Italia), la grande e antica costellazione della Nave Argo, smembrata nel Settecento dal Lacaille.

Le Nubi di Magellano[modifica]

Le Nubi di Magellano
Costellazioni meridionali

Le Nubi di Magellano, come già visto, sono due galassie satelliti della nostra. Si osservano ad una certa distanza dalla Via Lattea, in aree poco ricche di stelle, se se ne escludono due, molto luminose: la prima è Canopo, come già visto, mentre la seconda è Achernar, la nona stella più brillante del cielo, la foce del grande fiume Eridano, visibile in Italia durante i mesi autunnali ad eccezione di questa stella.

La Grande Nube di Magellano è, oltre ad essere la più luminosa, anche la più vicina a noi; ha una forma allungata e si osserva circa 20 gradi a sud di Canopo, ed è divisa fra due piccole e oscure costellazioni australi, il Dorado e la Mensa. Nei pressi della Grande Nube si trova il polo sud dell'eclittica, ossia il polo dell'orbita terrestre, coincidente grosso modo con il polo del Sistema Solare.

La Piccola Nube di Magellano è invece più piccola e più lontana; la stella di riferimento per individuarla è Achernar. Se si ha a disposizione nella stessa notte Achernar e Rigil Kentaurus, la Piccola Nube si individua facilmente perché sta proprio sulla congiungente delle due stelle, più vicina ad Achernar. La costellazione in cui si trova è il Tucano.

Entrambe le Nubi sono luminose, ma per notarle occorre comunque un cielo non inquinato e possibilmente senza Luna.

Achernar facilita il riconoscimento della costellazione dell'Idra Maschio, che è formata principalmente da tre stelle di terza grandezza col vertice che punta verso nord, quasi in direzione di Achernar. La stessa Achernar aiuta ad individuare la stella del vertice. Fra Achernar e Canopo si trova, con facilità, la piccola costellazione del Reticolo, in risalto perché formata da stelle di terza e quarta grandezza molto vicine fra loro. La Croce di diamante invece permette il facile riconoscimento del Pesce volante, una piccola costellazione ai piedi della Carena.

Oltre Fomalhaut[modifica]

Le Nubi di Magellano
Costellazioni meridionali

Fomalhaut è una stella che anche dall'Italia è ben osservabile, durante i mesi autunnali. Quando si è descritto il cielo a sud del Pesce Australe, si è parlato di un gruppo di stelle brillanti presenti in quest'area, parte delle quali non è però visibile dalle nostre latitudini. Quest'ultima sezione tratta questo gruppo di stelle, ed è osservabile completamente dalle latitudini australi specialmente nei mesi compresi fra agosto e gennaio.

Fomalhaut forma con altre due stelle un triangolo luminoso che a nord può essere chiamato "Triangolo d'autunno"; in realtà, dall'emisfero sud sarebbe quasi un "Triangolo di primavera". Il vertice meridionale di questo triangolo punta grosso modo verso Achernar, mentre a occidente di questo si trova la brillante costellazione della Gru, riconoscibile per le sue due stelle brillanti e per le varie coppie di stelle allineate verso nord, che rappresentano il collo dell'uccello.

A sud della Gru si trova il Tucano, la costellazione che contiene la Piccola Nube di Magellano; l'unica caratteristica notevole di questa costellazione, oltre alla Nube, è una stella arancione di magnitudine 2,9. Ad ovest del Tucano si trova un'altra stella luminosa (magnitudine 1,9), l'unica che riporti un nome inglese, Peacock, che in questa lingua significa Pavone; Pavone è infatti il nome della costellazione che la contiene. Poco a nord di questa, a sud del Capricorno, si individua la stella alfa dell'Indiano, di terza magnitudine, visibile anche dalle regioni meridionali italiane.

Chiude il gruppo la Fenice, una costellazione abbastanza appariscente la cui stella più luminosa, Ankaa, costituisce il vertice meridionale del "Triangolo d'autunno"; il resto della costellazione è visibile a sud, e termina in prossimità della stella Achernar.