Osservare il cielo/Storia

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La costellazione di Orione

CopertinaOsservare il cielo/Copertina
Riconoscere stelle e costellazioni
  1. Prima di iniziareOsservare il cielo/Prima di iniziare
  2. Imparare gli allineamentiOsservare il cielo/Imparare gli allineamenti
  3. Costellazioni circumpolariOsservare il cielo/Costellazioni circumpolari
  4. Costellazioni estiveOsservare il cielo/Costellazioni estive
  5. Costellazioni autunnaliOsservare il cielo/Costellazioni autunnali
  6. Costellazioni invernaliOsservare il cielo/Costellazioni invernali
  7. Costellazioni primaveriliOsservare il cielo/Costellazioni primaverili
  8. Costellazioni australiOsservare il cielo/Costellazioni australi
Oltre le stelle
  1. Il transito dei pianetiOsservare il cielo/Il transito dei pianeti
  2. Oggetti del profondo cieloOsservare il cielo/Gli oggetti del profondo cielo
Gli strumenti di osservazione
  1. Osservare con il binocoloOsservare il cielo/Osservare con il binocolo
  2. Osservare al telescopioOsservare il cielo/Osservare al telescopio
Appendici

Come già visto, le costellazioni sono un'invenzione antica, e sono state probabilmente create allo scopo di orientarsi con facilità nel cielo notturno. Le costellazioni attualmente riconosciute dall'Unione Astronomica Internazionale sono 88, suddivise in 18 boreali, 34 equatoriali (a cavallo tra i due emisferi) e 36 australi; questa disparità è dovuta al fatto che nell'emisfero boreale le costellazioni sono di grandi dimensioni, mentre quelle australi, spesso di recente invenzione, sono molto più piccole.

Primordi[modifica]

Rappresentazione dei due emisferi celesti risalente al Settecento.

Nella società occidentale le prime costellazioni di cui abbiamo notizia sono quelle riconosciute nell'antica Grecia: alcuni riferimenti ci arrivano addirittura da Omero, il quale citava le Pleiadi, che considerava una costellazione a sé stante; altri riferimenti riguardanti l'Orsa Maggiore e lo Scorpione ci giungono da quell'epoca. Tuttavia vi sono testimonianze sul fatto che molto addietro, fin dall'epoca dei Babilonesi, fosse in uso l'abitudine di suddividere il cielo in costellazioni, specialmente in quell'area di cielo ricadente nella fascia dello zodiaco. Questa pratica fu poi ripresa dagli Egizi, che elaborarono le prime carte stellari complete dell'antichità.

In Egitto visse anche il più grande astronomo dell'epoca antica, Claudio Tolomeo; egli compilò, sulla base di osservazioni proprie e ad opera di autori precedenti, un vasto catalogo stellare, il Megàle Sýntaxis, oggi noto universalmente come Almagesto. In quest'opera, considerata la più completa dell'epoca e per i successivi mille anni, Tolomeo riporta anche 48 costellazioni note nella sua epoca, oggi giunte a noi con gli stessi nomi e riconosciute a livello internazionale.

Il Medioevo[modifica]

Durante il Medioevo, lo studio dell'astronomia perse di importanza in Europa, dove le conoscenze antiche venivano rielaborate e utilizzate per formulare oroscopi, mentre restò una materia molto studiata dagli Arabi: a loro si deve infatti la traslitterazione dell'Almagesto (e anche il suo nome attuale, una storpiatura dell'originaria parola greca Megiste, arabizzata in Almagesto) e la sua successiva diffusione in occidente. Astronomi come Al Sûfi ripresero le nozioni dell'epoca di Tolomeo e ne aggiunsero di nuove, studiarono i cieli da una posizione più meridionale, che permetteva loro una maggiore conoscenza delle stelle dell'emisfero sud e individuarono, oltre alle stelle, anche diversi oggetti in seguito riconosciuti come ammassi e nebulose.

L'epoca moderna[modifica]

Alfabeto greco.png
Una bella rappresentazione della costellazione della Nave Argo, in seguito smembrata nelle costellazioni di Poppa, Vele e Carena.

Nel Rinascimento, a seguito delle grandi scoperte geografiche e dell'esplorazione dei mari e delle terre del sud, fu estesa anche la conoscenza delle stelle visibili dall'emisfero meridionale; quest'area di cielo era in un certo senso "vergine" per la società europea, così diversi studiosi si spinsero nelle regioni australi per studiare le nuove stelle e raggrupparle in costellazioni di nuova invenzione.

Ci fu così un fiorire di atlanti celesti, ricchi di illustrazioni, che più che a testi scientifici somigliano di più a delle opere d'arte, che oltre alle costellazioni classiche dell'antichità raffiguravano, anche nei cieli boreali, costellazioni originali; molte di queste raffiguravano oggetti di recente invenzione, come l'Orologio a muro, l'Orologio a pendolo, il Sestante e l'Ottante, il Telescopio e il Microscopio, il Pallone aerostatico e così via, gran parte delle quali posizionate nell'emisfero australe. Molte di queste sono state in seguito abbandonate ed assorbite da altre costellazioni, altre hanno semplicemente cambiato nome, altre ancora sono sopravvissute ai nostri giorni, sebbene poco note e anche poco luminose. Tra i più grandi studiosi e inventori di nuove costellazioni vi fu Nicolas Louis de Lacaille, il quale, durante il suo soggiorno in Sudafrica del 1751-1752, inventò 14 nuove costellazioni e smembrò la vastissima Nave Argo in tre parti minori, oggi note come Poppa, Vele e Carena.

Oltre alle costellazioni, anche le stelle furono oggetto di classificazione; il sistema tutt'ora utilizzato per catalogare le stelle di una costellazione in base alla loro luminosità è quello adottato da Johann Bayer, il quale inventò una classificazione secondo l'alfabeto greco: la stella più brillante di una costellazione aveva la lettera α (alfa), la seconda la β (beta) e così via. Questo sistema ha spesso degli errori, perché in alcune costellazioni la stella più luminosa non è la stella α, ma la β o altre. Una volta esaurite le lettere greche, veniva utilizzato l'alfabeto latino, dapprima in lettere minuscole, poi in maiuscole. Un altro sistema, utilizzato però solo nelle costellazioni boreali e in poche australi, è quello della numerazione di Flamsteed, che considera le stelle per costellazione in base alle loro coordinate di ascensione retta crescente, ossia da ovest ad est.

Nel 1930 l'Unione Astronomica Internazionale, per porre rimedio alla confusione creatasi riguardo al numero delle costellazioni e al loro nome, si riunì per stabilire quali costellazioni adottare come permanenti e quali "confini" dovessero avere; molte piccole costellazioni australi vennero così accorpate ad altre, e si stabilì il numero definitivo di 88 costellazioni.