Storia di Roma/Fondazione del principato

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Ottaviano e il principato[modifica]

Ottaviano

Con la morte di Antonio, Ottaviano rimase l'unico personaggio che poteva governare Roma; per attenuare l'eccessiva militarizzazione dei cittadini, ridusse le legioni da 60 a 28 e ai soldati congedati fu consegnato un premio in denaro, e ai veterani un appezzamento di terreno. Per non rendere subito chiaro il passaggio che voleva fare, dalla repubblica alla monarchia, e alimentare i sospetti Ottaviano aspettò che il senato gli attribuisse gradualmente una serie di cariche, che riunite nella stessa persona conferivano un grande potere:

  • Dalla fine del triumvirato, nel 32 a.C., fu nominato ogni anno console.
  • Nel 28 a.C. divenne princeps senatus (primo del senato) che il dava il potere di presiedere e convocare l'assemblea dei senatori
  • Il 27 a.C. il senato gli attribuì il titolo di Augustus, che gli conferiva una protezione divina.
  • Nel 23 a.C. rinunciò al consolato, ma il senato gli attribuì i titoli di: imperium proconsolare (comando su tutte le province e legioni) e la tribunicia potestas il potere dei tribuni della plebe senza limiti di tempo.
  • Il 19 a.C. divenne console a vita, prefetto dei costumi ( vigilare sulla moralità pubblica) e pontefice massimo.
  • Infine nel 2 a.C. fu proclamato padre della patria.

Ottaviano ebbe molta cura dell'amministrazione territoriale, dividendo le terre in Province imperiali (sotto il diretto controllo di Ottaviano, comprendeva anche l'Egitto e le tasse che venivano versate andavano nella cassa personale dell'imperatore chiamata fisco) e in Province senatorie ( amministrate dal senato con l'appoggio dei proconsoli e pretori, le tesse finivano nella cassa dello Stato o erario). Inoltre inserì nuovi organismi:

  • Prefettura urbana: formata da tre corti, assicurava la sicurezza pubblica
  • Prefettura dei vigili: formato principalmente da schiavi liberi, durante la notte vigilava la città ed era anche addetta alla difesa contro gli incendi
  • Prefettura dell'annona: provvedeva ai rifornimenti e alla distribuzione gratuita degli alimentare
  • Guardia pretoria: corpo militare composto da nove persone e guidati dal prefetto del pretorio, dovevano proteggere il princeps (principe ovvero Ottaviano)

Inoltre divise l'Italia in undici regioni, per trovare un rimedio alla grave disoccupazione iniziò la costruzione di grandi opere pubbliche come nel 9 a.C. l'Ara Pacis, un altare dedicato alla pace. Ma non trascurò le imprese militari e le conquiste, le ultime tribù in Spagna vennero domate assicurando la conquista della penisola iberica, nelle Alpi vennero fondate le colonie di: Augusta taurinorum e Augusta Pretoria; i figli di Ottaviano o Augusto, Tiberio e Druso costituirono le province di Nuoro e Rezia. Tiberio inoltre, giunse fino al Danubio fondando la provincia dell'Illirico dove sedò una rivolta nel 6 d.C., in più costituì anche le provincie della Dalmazia e della Pannonia. Augusto tentò di conquistare la Germania e l'Europa continentale, affidò il compito ai figli che avanzarono oltre il Reno sottomettendo i Batavi, i Frisoni e i Marcomanni, nel 9 d.C. però ottennero una sonora sconfitta nella selva di Teutoburgo da Arminio, capo dei Cherusi; questo disastro ha molta importanza per la storia romana infatti, costrinse Roma a rinunciare alla conquista dell'Europa continentale. In Oriente, Augusto scelse una politica diversa, infatti agì per vie diplomatiche ottenendo: le insegne romane perdute da Crasso nella battaglia di Carre nel 53 a.C., e nell'Armenia, nella Tracia, nel Bosforo e nel Ponto insediò sovrani favorevoli all'impero romano.

Ottaviano, cercò di porre rimedio al problema della successione dopo la sua morte, scegliendo un sovrano ben visto dal senato e dall'esercito; per questo scelse il suo figliastro Tiberio, affermando così il principio della successione ereditaria.

Tiberio[modifica]

Dopo la morte di Augusto nel 14 d.C., Tiberio non trovando nessun ostacolo divenne il nuovo princeps di Roma. Come primi cambiamenti trasferì dai comizi al senato il diritto di eleggere i magistrati e sciolse il <<consiglio del principe>>; dal punto di vista militare rafforzò il confine romano che si estendeva dal Reno fino al Danubio e annette le regioni della Cappadocia, della Commagene e dell'Armenia con un'azione diplomatica. Durante il suo mandato, a capo dei pretoriani c'era Elio Seiano, di famiglia equestre, che usò Tiberio per diminuire i poteri dell'aristocrazia e guastando così i rapporti tra l'imperatore e il senato; l'occasione per prendere il posto del princeps, la ottenne nel 27 d.C. quando Tiberio partì per l'isola di Capri, lasciando Roma a Seiano. Quest'ultimo si servì dei processi di lesa maestà (azioni giudiziarie contro chi poteva mirare alla sicurezza del principe) per condannare a morte con la confisca dei beni un gran numero di nobili; ma nel 31 d.C. Tiberio, scoperta una congiura che Seiano ordiva contro di lui, lo fece condannare a morte, senza tornare a Roma, e prima di morire nel 37 d.C. scelse come suo successore Gaio Cesare.

Caligola e Claudio[modifica]

Gaio Cesare Germanico, durante i 3 anni in cui fu al potere, seguì una politica diversa da quella di Tiberio, infatti voleva trasformare il principato in una monarchia di tipo orientale, seguendo come esempio Alessandro Magno. Per cercare l'appoggio della plebe e dei soldati, organizzò giochi e distribuì denaro, ma le forti spese richiedevano nuove entrate e Caligola aumentò i processi di lesa maestà e la confisca dei beni. Provocò anche una rivolta degli Ebrei, poiché aveva fatto collocare una propria statua nel tempio di Gerusalemme; proprio per il suo assolutismo, fu ucciso in una congiura ordinata dal senato nel 41 d.C.

Alla morte di Caligola i pretoriani scelsero come successore Tiberio Claudio che ebbe verso il senato sempre un atteggiamento rispettoso, anche se suscitò in loro irritazione per il suo tentativo di inserire nel senato provinciali di origine gallica e per il fatto che affidò incarichi amministrativi ai liberi ( schiavi che poi il padrone aveva liberato), che si occuparono della politica finanziaria, dell'edilizia pubblica, degli spettacoli e dell'annona; proprio con il loro aiuto Claudio si rivelò un buon amministratore assicurando una regolare fornitura di grano, costruendo un porto a Ostia e rafforzando la flotta mercantile. Sotto il suo regno fu molto importante la conquista della Britannia tra il 43 e il 44 d.C., in Africa creò le provincie della Mauritania e della Tingitania mentre in Oriente quelle della Licia e della Tracia. Come ultima legge concesse la cittadinanza romana a tutti i veterani dell'esercito di origine provinciale, fu avvelenato dalla moglie Agrippina nel 54 d.C. dopo aver nominato come imperatore suo figlio Nerone.

Nerone[modifica]

Busto raffigurante Nerone

Nerone all'inizio guidato dal capo dei pretoriani, dalla madre Agrippina e dal filosofo Seneca, si dimostrava rispettoso del senato, ma dopo aver ucciso il fratello Britannico, la moglie Ottavia e la madre rivelò le sue vere intenzioni: abolire il potere del senato favorendo il più possibile il popolo. Nel 58 d.C. Nerone propose di abolire i portoria ovvero le tasse doganali sulle merci che arrivavano nei porti, da una parte avrebbe si favorito il ceto equestre ma avrebbe diminuite le entrate nelle casse dello stato, per questo motivo la proposta non fu accettata. Per guadagnarsi la simpatia generale, seguì l'esempio del suo predecessore Caligola, ma con la diminuzione di fondi dovette realizzare una riforma monetaria nel 63 d.C. riducendo il peso della moneta, che col tempo perse progressivamente valore. Nel 64 d.C. un violento incendio distrusse gran parte di Roma e Nerone ne approfittò per costruire un'imponente reggia che sarebbe sorta nel centro della città: la domus aurea; proprio per questo motivo Nerone fu accusato di aver appiccato l'incendio, per dar vita a questo progetto, e per allontanare i sospetti accusò la comunità cristiana, molti furono processati e condannati. L'aristocrazia cercò di sbarazzarsi di lui con una congiura guidata da Gaio Calpurino Pisone, ma fu scoperta da Nerone che giustiziò i congiurati. Nel 66 d.C. Nerone intraprese un viaggio in Grecia, e rimanendo molto affascinato da quei luoghi esentò le città greche dal pagamento delle tasse e la Grecia fu inserita dalle provincie senatorie a quelle imperiali; al suo ritorno a Roma, un anno dopo, Nerone parlò con grande entusiasmo della cultura e educazione del mondo ellenistico, ponendo Roma e la Grecia sullo stesso piano. Nel 68 d.C. le legioni si mossero contro Nerone, poiché la popolazione non era più in grado di vivere, il princeps scappò nella villa di un liberto e si fece uccidere da uno schiavo; alla sua morte il senato investì Nerone della damnatio memoriae, ovvero la cancellazione di atti,iscrizioni ritratti ecc di un personaggio, come se non fosse mai esistito; il modo errato in cui Nerone governò Roma portò l'impero a una grave crisi istituzionale.