Valdobbiadene/Da Valdobbiadene alle colline del Cartizze

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Indice del libro
Monumento ai caduti di Bigolino.jpg

Introduzione[modifica]

Durante questo itinerario, attraverso alcuni monumenti di Valdobbiadene e dintorni, potrete ripercorrere e rivivere alcuni momenti della prima e della seconda guerra mondiale. Cogliamo l'occasione per farvi scoprire le verdi colline del territorio ed i spettacolari paesaggi che si nascondano tra filari di viti.

La piazza[modifica]

Palazzo Piva[modifica]

Monumento ai caduti della 1^ guerra mondiale, palazzo Piva

Palazzo Piva, in via Piva a Valdobbiadene (TV), è un edificio storico che ospita la Biblioteca comunale. Sulle scale per salire al secondo piano dell'edificio, è possibile ammirare il monumento ai caduti della 1^ guerra mondiale. Questo monumento, realizzato in marmo, risale al periodo fascista.

In alto, è rappresentata la Vittoria alata, appena sotto si possono vedere due soldati nemici nell'atto di stringersi la mano in segno di riconciliazione. La loro realizzazione riprende il modello greco-romano, caro al fascismo. Ancora più in basso si trova l'elenco dei soldati morti durante la guerra, ordinati per forza armata. Interessante, in basso a destra, l'indicazione del numero di civili morti per fame durante il profugato nel Friuli e nel Vittoriese (dicembre 1917-ottobre 1918), oppure perché colpiti da proiettili durante il mese di occupazione di Valdobbiadene (novembre-dicembre 1917).

Lo stato di conservazione del monumento è buono, poiché si trova in un luogo chiuso, al riparo dalle intemperie. Ciò nonostante, la sua posizione lo rende poco visibile al visitatore.

San Pietro di Barbozza[modifica]

La Chiesa di San Pietro di Barbozza, dedicata ai santi Pietro e Paolo, in via Chiesa 2, presenta, a destra della facciata principale, una lastra marmorea con un'incisione raffigurante parte del "Bollettino della Vittoria" del Generale Armando Diaz, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, successore di Luigi Cadorna.

A sinistra dell'entrata della chiesa, una seconda lapide marmorea riproduce l'elenco dei cittadini sanpietrini caduti durante la Grande Guerra.

Il monumento è ben leggibile e in buono stato di conservazione.

Osteria senza oste[modifica]

L’osteria senza l’oste, a Santo Stefano di Valdobbiandene, patria del Cartizze e del Prosecco DOCG, si trova in un eremo collinare dal quale si possono ammirare vigneti e dolci vallate dal verde riposante. Quest'osteria è stata attrezzata di tutto punto per appetitosi spuntini, da consumarsi in solitaria o in compagnia.

Ecco la particolarità: l’oste non c’è, ci si serve liberamente e l’offerta per ciò che si è gustato è lasciata all’onestà degli avventori, soprattutto turisti, che possono depositare il denaro in una cassetta sul tavolo della cucina. I cibi (di ottima qualità) sono ben conservati in frigorifero all'interno di contenitori sottovuoto su cui sono leggibili i prezzi. Alla fine, sazi e soddisfatti si tirano le somme e si lasciano i soldi nell’apposito cassetto.

L’interno della vecchia casa rurale è accogliente (spesso d’inverno c’è anche il caminetto acceso), la piccola terrazza panoramica sembra un trampolino di lancio verso l’infinito.

Monumento ai caduti[modifica]

Monumento ai Caduti situato al culmine di Viale Vittoria a Valdobbiadene

Il monumento ai caduti di Valdobbiadene (TV) è un monumento in ricordo dei caduti della prima e della seconda suerra mondiale, realizzato negli anni '60.

In questo monumento sono rappresentate forme stilizzate raffiguranti: soldati, donne, bambini e contadini. I soldati sono rappresentati in diverse posizioni.

La lettura deve essere effettuata in orizzontale, in modo da permettere allo spettatore una visione ordinata e completa di questo sito storico-artistico.

Il monumento racchiude molti sentimenti ed emozioni vissute dai caduti in un unico complesso di semplicità ed immensità, in un connubio artistico rappresentato in diversi stili.