Astrologia occidentale/Storia

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Astrologia babilonese[modifica]

La tradizione astrologica occidentale affonda le sue basi nell'astrologia babilonese, fondata nel II millennio a.C. come disciplina religiosa dedicata a interpretare i presagi dati dal movimento dei pianeti. La suddivisione in dodici segni di trenta gradi ciascuno fu stabilita proprio dai Babilonesi; fondarono anche il sistema delle dodici case astrologiche che ancora oggi sono numerate allo stesso modo nell'astrologia occidentale. La divinazione astrologica babilonese era di carattere generale: dal movimento dei pianeti e dalle loro posizioni si deducevano gli auspici per eventi di interesse collettivo; l'unica applicazione individuale era sulla persona del re ma proprio perché questa figura era di interesse collettivo. Gli astrologi babilonesi erano anche astronomi, cosa assolutamente normale nell'antichità; identificarono i cinque pianeti visibili dalla terra oltre al Sole e alla Luna (che ordinavano Giove, Venere, Saturno, Mercurio e Marte) e in particolare scoprirono l'unicità di Venere e Mercurio (i Greci per esempio pensavano si trattasse di due coppie di oggetti distinti). Furono sempre i Babilonesi i primi a dare il nome dei pianeti, che identificavano con alcuni loro Dei, ai giorni della settimana.

Astrologia ellenistica[modifica]

Nel IV secolo a.C. in seguito alle conquiste di Alessandro Magno l'astrologia babilonese incontrò la cultura e l'astrologia indiana a est; entrò in contatto con la cultura greca a ovest. ellenistica. I Greci, gli Egiziani in particolare, utilizzavano già una semplice forma di astrologia e assorbirono rapidamente le scoperte e le tradizioni molto più avanzate dell'astrologia babilonese, applicandole ai propri metodi divinatori; nacquero così gli oroscopi, vale a dire la ricerca dei presagi e degli auspici astrologici individuali in particolare basandosi sulla posizione dell'Ascendente nel tema natale, ossia la carta astrologica di una persona al momento della sua nascita.

Astrologia araba e persiana[modifica]

Mentre l'Europa entrava negli anni più bui del Medioevo, intorno all'VIII secolo la cultura islamica conservò e proseguì la cultura classica occidentale, compresa l'astrologia (che ancora era imprescindibile dall'astronomia). L'astrologia araba introdusse i concetti di indicazione "favorevole" e "sfavorevole" e li applicò non solo all'oroscopo personale ma anche alla ricerca del momento migliore per iniziare una qualunque attività personale. In Persia venne elaborato anche un calendario astrologico, il cui capodanno coincide col primo giorno dell'Ariete, tuttora in vigore nell'odierno Iran. Alla cultura araba e persiana dobbiamo la separazione tra astronomia e astrologia durante l'XI secolo; a seguito di questa separazione, l'astrologia venne progressivamente abbandonata in quanto, secondo il Corano, la conoscenza dell'occulto è riservata solamente a Dio. Gli astronomi persiani diedero a molte stelle il nome che gli diamo ancora oggi.

Astrologia occidentale moderna e contemporanea[modifica]

Mentre l'astrologia venne abbandonata nel mondo islamico, questa tornò in Europa grazie alla traduzione dell'Almagesto e alla sua diffusione in varie forme durante il XII secolo. Fintantoché l'universo geocentrico di Tolomeo ebbe fortuna e riconoscimento, l'astrologia godette di favore soprattutto presso le corti. Con l'introduzione del sistema eliocentrico di Copernico nel XVI secolo e lo sviluppo scientifico dei secoli successivi alcune pretese dell'astrologia furono confutate e l'astrologia ne venne ridimensionata fino a non essere più considerata una scienza. Al giorno d'oggi esistono ancora astrologi che pretendono di ricavare, dal loro studio degli astri, risultati improbabili o non verificabili; altri astrologi odierni si limitano a indagare le influenze soprannaturali del movimento e della posizione dei pianeti nella sfera personale.