Dietro il coding/Come potrebbe funzionare davvero

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CopertinaDietro il coding/Copertina
  1. Che cos'è il codingDietro il coding/Che cos'è il coding
  2. Perché è così importante?Dietro il coding/Perché è così importante?
  3. Una valutazione storicaDietro il coding/Una valutazione storica
  4. Come si parla del coding?Dietro il coding/Come si parla del coding?
  5. Gli schieramenti in campoDietro il coding/Gli schieramenti in campo
  6. Primo Intermezzo: che significa opensource?Dietro il coding/Primo Intermezzo: che significa opensource?
  7. A che serve il coding?Dietro il coding/A che serve il coding?
  8. Chi può insegnare il coding?Dietro il coding/Chi può insegnare il coding?
  9. Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggiDietro il coding/Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggi
  10. Che linguaggio?Dietro il coding/Che linguaggio?
  11. Il modello didattico dietro ScratchDietro il coding/Il modello didattico dietro Scratch
  12. Come va praticato il CodingDietro il coding/Come va praticato il Coding
  13. Un po' di storia…Dietro il coding/Un po' di storia…
  14. E oggi?Dietro il coding/E oggi?
  15. Come potrebbe funzionare davveroDietro il coding/Come potrebbe funzionare davvero
  16. Suggerimenti di letturaDietro il coding/Suggerimenti di lettura

Ma allora, perché stavolta funzioni, quanto tempo ci va dedicato? 8 ore l’anno non sono sufficienti?

No. Ma non perché bisogna farne 10.

Perché insieme al coding vanno affrontati altre questioni.

  1. Ci deve essere un piano didattico più esteso che comprenda le competenze di cittadinanza digitale, i nuovi diritti e i doveri “digitali” – la privacy, la condivisione, l’attenzione all'uso consapevole delle risorse digitali. Non sono temi che si possono rimandare (anche perché non capiterà mai di affrontarli, qualsiasi percorso accademico si scelga).
  2. In questo piano devono essere prese in carico (o smontate e rimontate) le altre “materie”, senza le quali il coding perde di senso a scuola. Perché non può essere un’attività ricreativa incastrata tra l'ora di matematica e quella di storia, ma deve fare i conti con entrambe.
  3. E non si possono prendere in prestito proposte didattiche validissime, si, ma in contesti educativi molto differenti. Vanno adattate tenendo conto della nostra cultura e del nostro ambiente – in negativo e in positivo.
  4. Deve essere rivalutata la componente linguistica del coding, la sua parentela con le altre forme di scrittura. In fondo non si insegna a scrivere in Italiano trascinando blocchetti...
  5. Il coding deve essere affrontato nel quadro di un ripensamento della didattica che prepari non solo alla soluzione di problemi dati, ma anche alla posizione di nuovi problemi, all’invenzione di narrazioni in tutti campi.
  6. Vanno esaminati e gestiti gli aspetti affettivi dell’apprendimento tramite costruzione di artefatti digitali.
  7. Devono essere scelti un ambiente e un linguaggio adatti, in funzione dell’età degli studenti, di obiettivi didattici concreti, dei dispositivi e degli ambienti disponibili. Ma con uno sguardo d'insieme, con una prospettiva che copra tutto l'arco dell'educazione, non solo qualche anno.
  8. Soprattutto, in attesa di occasioni formative non randomiche e superficiali, bisogna darsi da fare: domandarsi, cercare, studiare, provare.

Insomma: coding si, ma sul serio.

Note[modifica]