Dietro il coding/Gli schieramenti in campo

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CopertinaDietro il coding/Copertina
  1. Che cos'è il codingDietro il coding/Che cos'è il coding
  2. Perché è così importante?Dietro il coding/Perché è così importante?
  3. Una valutazione storicaDietro il coding/Una valutazione storica
  4. Come si parla del coding?Dietro il coding/Come si parla del coding?
  5. Gli schieramenti in campoDietro il coding/Gli schieramenti in campo
  6. Primo Intermezzo: che significa opensource?Dietro il coding/Primo Intermezzo: che significa opensource?
  7. A che serve il coding?Dietro il coding/A che serve il coding?
  8. Chi può insegnare il coding?Dietro il coding/Chi può insegnare il coding?
  9. Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggiDietro il coding/Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggi
  10. Che linguaggio?Dietro il coding/Che linguaggio?
  11. Il modello didattico dietro ScratchDietro il coding/Il modello didattico dietro Scratch
  12. Come va praticato il CodingDietro il coding/Come va praticato il Coding
  13. Un po' di storia…Dietro il coding/Un po' di storia…
  14. E oggi?Dietro il coding/E oggi?
  15. Come potrebbe funzionare davveroDietro il coding/Come potrebbe funzionare davvero
  16. Suggerimenti di letturaDietro il coding/Suggerimenti di lettura

Quelli che ho trovato finora, con rare eccezioni, sono tre partiti schierati:

  • quelli che sono incondizionatamente a favore del “coding in classe”, dei Dojo, della settimana, il giorno e l’ora dei codice (gli entusiasti);
  • quelli che sono contrari per principio all’insegnamento della programmazione ai bambini (i luddisti);
  • quelli che sono delusi e tornano sui propri passi (i disillusi).

Non faccio parte di nessuno di questi tre partiti, e nel seguito proverò a spiegare perché. Mi piacerebbe però che – magari anche grazie alla lettura di testi come questo - si infoltisse la sparuta schiera di un quarto partito:

  • quelli che provano a capirci qualcosa (i critici).

Gli Entusiasti[modifica]

Dei primi, non condivido l’entusiasmo acritico, senza radici nella storia e senza una visione degli aspetti culturali, sociali, economici che sono intorno al coding.

Non capisco come ci si possa dedicare integralmente a Scratch come se non ci fosse mai stato altro, o come se non esistessero alternative.

Non capisco come si possa copiare un modello educativo statunitense senza adattarlo al contesto italiano, o almeno senza capirlo.

I Luddisti[modifica]

Dei secondi, non condivido l’idiosincrasia verso tutto quello che sa di macchina e ancora di più la netta separazione tra mondo digitale e mondo “vero” (complesso, affettivo, etc).

Sarà perché la mia vita professionale si è giocata tutta nello spazio tra questi due mondi: non solo perché sono nato in uno e mi sono trasferito nell’altro, ma perché il dialogo tra questi due mondi mi sembra interessante, anzi fondamentale.

O ancora: perché finisco, oggi, per non vederla più, questa differenza. C’è un mondo solo e noi ci siamo dentro.

I Disillusi[modifica]

Non faccio nemmeno parte dei Disillusi, quelli che rimpiangono i bei tempi andati, quando in classe c'erano i Commodore 64. Che non si ritrovano nelle "nuove tecnologie" (social, mobile, video) perché non sono più quelle che gli erano familiari.

Penso che mantenere un atteggiamento di curiosità critica – insieme a una disponibilità di fondo ad imparare – sia fondamentale in ogni momento della propria vita professionale[1].

Parabola

Provo a dettagliare le ragioni di questa posizione esterna esaminando alcuni elementi della proposta di coding corrente, partendo dagli obiettivi. Ma prima, un intermezzo.


Note[modifica]

  1. Su questo vedi: http://steve.lynxlab.com/?m=201608