Imprese spaziali/Imprese Russia/1957-1960

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Sputnik 1 ( 1957 )[modifica]

Sputnik 1

Lo Sputnik 1 è in assoluto il primo oggetto che l’uomo sia riuscito a lanciare oltre l’atmosfera e a mettere in orbita attorno alla Terra. Il satellite fu lanciato il 4 ottobre 1957 alle ore 19.12 ( Tempo Universale ) dalla base di Tyratam in Kazakistan. Iniziava così la corsa allo spazio che si sarebbe tradotta essenzialmente in una gara a due fra URSS e USA.

Lo Sputnik era una sfera di 58 cm. di diametro dotato di 4 antenne. Rimase operativo per tre settimane finché si scaricarono le batterie e non mandò più segnali. Arrivò ad un'altezza massima di 947 km. che si ridussero a 600 agli inizi di dicembre. Se ne persero le tracce 92 giorni dopo il lancio, quando aveva ormai compiuto 1400 orbite attorno al nostro pianeta accumulando un totale di 70 milioni di km. percorsi. Scopo della missione, oltre la sua ovvia importanza storica, era la misura della densità degli strati superiori dell’atmosfera terrestre e lo studio della propagazione delle onde radio nella ionosfera.

Sputnik 2 ( 1957 )[modifica]

Sputnik 2

Sputnik 2 è il secondo satellite artificiale lanciato dai russi, famoso perché recava a bordo la cagnetta Laika. Il lancio fu effettuato il 3 novembre 1957 alle ore 2.30 Tempo Universale. Tutto il razzo pesava 508 Kg. La parte terminale del razzo lanciatore era un cono di 4 metri per 2 di base che conteneva vari comparti contenenti strumenti scientifici, più una cabina che conteneva il cane. Compiva un'orbita in 103 minuti e ne percorse in totale circa 2000. Oltre a testare le condizioni di sopravvivenza di un essere vivente nello spazio, la missione prevedeva anche la misurazione delle radiazioni solari e dei raggi cosmici. Dopo l’entrata in orbita il cono fu sganciato ma il dispositivo chiamato Blok A non si separò e non fu mai possibile controllare la temperatura interna del satellite. Questo fu un grosso inconveniente per Laika. Il cane aveva a disposizione ossigeno e cibo per dieci giorni, al termine dei quali era previsto che con l’ultima porzione di cibo fosse somministrato all’animale un farmaco che l’avrebbe soppresso senza soffrire. Ma il calore interno del veicolo era troppo alto ( 40° ), cosa che non si poteva sapere a terra causa la mancanza dei dati del Blok. Laika morì quindi molto tempo prima dei 10 giorni preventivati a causa del caldo ma anche dello stress. La missione ebbe comunque pieno successo. Dopo 162 giorni, il 14 aprile 1958 Sputnik 2 rientrò nell’atmosfera dove si disintegrò.

LUNA 1958A – LUNA 1958B – LUNA1958C[modifica]

Dopo che le prime missioni riguardanti sonde orbitatnti attorno alla Terra andarono a buon fine, i russi rivolsero la loro attenzione alla Luna e nel 1958, a partire da settembre, lanciarono tre sonde con l’obiettivo di farle arrivare al nostro satellite in modo che impattassero sul suolo lunare. Tutti e tre i lanci, però, fallirono.

Le tre sonde partirono da Tyuratam. La prima, denominata Luna 1958A, fu lanciata il 23 settembre. Il razzo che la trasportava esplose 92 secondi dopo il decollo.

Il 12 ottobre fu lanciata Luna 1958B. Anche in questo caso, dopo cento secondi dalla partenza, il razzo esplose. Da notare che questa sonda fu lanciata poche ore dopo che gli americani avevano lanciato, con gli stessi obiettivi, il Pioneer 1.

Infine il 4 dicembre fu lanciata Luna 1958C. Stavolta non ci furono esplosioni ma il primo stadio del razzo andò in avaria 245 secondi dopo la partenza e ricadde a terra.

Luna 1 ( 1959 )[modifica]

Luna 1 è stata la prima sonda a raggiungere il nostro satellite naturale, iniziatrice di una serie di analoghi apparecchi lanciati verso la Luna, tutte con esito positivo.

La sonda era costituita da una sfera; da uno dei due emiferi spuntavano 5 antenne. Non c’era nessun sistema propulsore in quanto forse l’intento era quello di farla precipitare sul suolo lunare. Luna1 fu lanciato il 2 gennaio 1959 alle ore 16.41 T.U. Il terzo stadio del razzo vettore pilotò la sonda verso il nostro satellite. A 113.000 km. dalla Terra, fu rilasciata intenzionalmente una nube di Sodio per motivi sperimentali. Il 4 gennaio, dopo 34 ore di volo, Luna 1 sorvolò il nostro satellite a 5995 km di distanza. Si mise poi in un’orbita attorno al Sole seguendo un percorso compreso tra l’orbita della Terra e quella di Marte.

Durante la missione furono rilevati nuovi dati riguardanti le radiazioni cosmiche e si scoprì che la Luna non ha campi magnetici.

Luna 1959A[modifica]

La sonda Luna 1959A partì il 18 giugno da Tyuratam. La missione prevedeva il raggiungimento della Luna e il successivo impatto sul suolo lunare. Ma il sistema di guida del razzo andò in avaria e non gli fu possibile abbandonare l’orbita terrestre. Missione fallita.

Luna 2 ( 1959 )[modifica]

La sonda Luna 2, o Lunik 2 secondo la denominazione russa, fu lanciata il 12 settembre 1959 alle ore 22.02 T.U. Seconda di una serie di sonde russe dirette alla Luna, fu la prima in assoluto a raggiungere il suolo lunare. Impattò in una zona del Mare della Serenità, nei pressi dei crateri Archimede e Aristide.

Di costruzione simile a Luna 1, la sonda era a sua volta una sfera dalla quale spuntavano varie antenne. A bordo recava, tra gli altri strumenti, un contatore Geiger e un magnetometro. Dopo aver raggiunto la velocità di fuga, Luna 2, pilotata dal terzo stadio del razzo si avviò verso il nostro satellite naturale. Il 13 settembre il razzo rilasciò una nube di Sodio a scopo sperimentale.

Il 14 settembre, dopo 33 ore di volo, il segnale radio proveniente da Luna 2 si interruppe bruscamente indicando così che l’impatto era avvenuto. Dopo circa 30 minuti anche il terzo stadio cadde sulla superficie lunare. La missione confermò che la Luna non ha campo magnetico e non ci sono fasce di radiazione.

Luna 3 ( 1959 )[modifica]

Lunik 3

Lunik 3 fu lanciato il 4 ottobre 1959 alle ore 2.24 Tempo Universale. Il suo obiettivo era il raggiungimento della Luna, operazione andata a buon fine. Fu la prima sonda a riprendere immagini della faccia nascosta del nostro satellite, anche se la qualità di tali immagini era molto scadente. Comunque fu possibile stabilire che ci sono molte differenze tra la parte visibile e quella non visibile della Luna.

La sonda era lunga 130 cm. Montava delle celle solari per alimentare le batterie interne. La parte superiore era aperta per permettere la ripresa della fotocamera. Era inoltre dotata di quattro antenne sulla parte superiore e due in quella inferiore. Gli apparecchi per il rilevamento delle micrometeoriti e per la misura dei raggi cosmici erano montati all’esterno. La fotocamera era dotata di due lenti: una con focale da 200 mm. e l’altra con focale da 500 mm. Dato che era fissa all’interno della sonda, era quest’ultima che veniva manovrata per il puntamento.

Raggiunta la Luna il 6 ottobre, la sonda passò a 6.500 km. sopra il polo Sud. Il 7 ottobre cominciò la ripresa delle immagini. La prima venne effettuata da una distanza di 63.500 km. In tutto furono effettuate 29 foto coprendo il 70% della superficie lunare. Dopo il completamento delle riprese la sonda sorvolò il polo Nord e riprese la direzione per la Terra. La trasmissione delle immagini dalla sonda verso la base a Terra cominciò l’8 ottobre, ma come già detto, gli scienziati russi si trovarono di fronte ad una qualità molto bassa. Il contatto con la sonda fu perso il 22 ottobre. Era previsto il suo rientro in atmosfera con relativa disintegrazione tra il marzo e l’aprile del 1960, ma probabilmente Lunik 3 rimase in orbita fino al 1962.

Luna 1960A e Luna 1960B[modifica]

Queste due sonde sono state lanciate ad un solo giorno di distanza una dall’altra.

Luna 1960A, conosciuta anche con la sigla (4a) E-3#1, fu lanciata il 15 aprile 1960 da Tyuratam. Questa missione era un duplicato di Luna 3, avendo come scopo la fotografia del lato oscuro del nostro satellite naturale, ma avvicinandosi di più alla superficie lunare e con una risoluzione superiore delle telecamere rispetto a Luna 3. Un prematuro distacco del 2° stadio mise la sonda su un’orbita molto ellittica che impedì il raggiungimento della Luna.

Luna 1960B, conosciuta anche con la sigla (4b) E-3#2, fu lanciata il 16 aprile 1960 da Tyuratam. Aveva gli identici scopi della sonda che l’aveva preceduta, ma anche in questo caso la missione fallì. Al momento del lancio, una difettosa accensione del razzo vettore sparò il razzo stesso in una direzione casuale. L’incidente causò gravi danni alla rampa di lancio.

Marsnik 1 (1960)[modifica]

Conosciuta anche come Mars 1960A, la sonda fu lanciata il 10 ottobre 1960 dal Baikonur Cosmodrome di Tyuratam. Sarebbe stato il primo tentativo sovietico di messa in orbita di una sonda planetaria. Marsnik era infatti destinato ad investigare lo spazio tra la Terra e Marte, studiare la superficie del “pianeta rosso” riprendendo immagini, studiare gli effetti di un lungo viaggio sugli strumenti di bordo e testare le radio comunicazioni a grande distanza. Ma dopo il lancio, il terzo stadio del razzo vettore non si accese e non fu possibile inserire la sonda su un’orbita di parcheggio terrestre, come previsto. La sonda raggiunse un’altezza di 120 km. e poi rientrò.

Marsink era un cilindro alto 2 metri con due pannelli solari alari per una massa totale di 650 Kg. Tra gli strumenti a bordo, figuravano un contatore per raggi cosmici, un radiometro e uno spettroreflettometro studiato per rilevare eventuali tracce di vita su Marte.

Marsnik 2 (1960)[modifica]

Marsnik 2 era destinato al sorvolo di Marte, oltre all’esplorazione dello spazio fra Marte e la Terra e al testaggio delle comunicazioni via radio da lunga distanza. Fu lanciato dal Baikonur Cosmodrome il 14 ottobre 1960. Subito dopo il lancio, il terzo stadio non fu in grado di dare la necessaria spinta alla navicella per l’immissione su un’orbita di parcheggio attorno alla Terra e dopo aver raggiunto quota 120 km la sonda ritornò al suolo. Marsnik 2 era un cilindro di circa due metri con due ali di pannelli solari con una massa totale di 650 kg. Tutti gli strumenti scientifici erano montati all’esterno della sonda, solo la foto-telecamera si trovava all’interno e avrebbe dovuto iniziare le riprese attraverso un finestrino appena un sensore gli avesse indicato che Marte era stato raggiunto. Come si vede la missione era l’esatta replica della missione precedente e fallì a causa degli stessi difetti.