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Latino sine flexione/Critica

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Indice del libro

Latino lingua morta?

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Dipende.

Il lessico è più vivo che mai, la sintassi invece è defunta.

Il latino sine flexione tenta di separare l'una dall'altro, con un'idea semplice e geniale: combinare ogni possibile vocabolo presente nelle lingue veicolari più diffuse, quasi sempre di origine latina o greca, con la struttura più moderna, l'analitica, già presente in inglese e cinese. Quindi il latino sine flexione, non è, come spesso viene riportato, un latino semplificato o modernizzato, ma un progetto del tutto originale. Tramontato il sogno delle origini, quello di una lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, il latino sine flexione è modernamente riproposto, in questo wikilibro, come strumento di approfondimento metalinguistico e transculturale. Nel 1924 il linguista Bruno Migliorini pubblicò in italiano e Esperanto un articolo di profonda critica del progetto del prof. Peano, soprattutto sulla scelta lessicale. Vediamo brevemente una per una le criticità riscontrate, alla luce di un secolo di ricerca interlinguistica.

Molteplicità di elementi latini Ad es. in LsF hanno pari dignità bello, formoso, pulcro e venusto. In confronto l'Esperanto ha selezionato una sola radice bela, con significato determinato. Questa ridondanza creerebbe problemi di scelta tre i locutori di diverso ceppo neolatino e di apprendimento nonché di comprensione per i non neolatini. Vediamo un esempio di utilizzo in pratica:

"Vehiculo pleno de viatores in excursione es prompto ad i, quando pulcro puella adveni que interroga in voce amabile: - An es uno singulo sede libero adhuc? - Non, - auriga dice. - Quam venusto virguncula! - uno ex viatores exclama. - Eximio pulcritudine! - altero dice." (F.C. Van Aken)

Pare chiaro che l'uso di venusto virguncula aggiunge una coloritura lasciva ad un asettico bello puella, tanto che immediatamente ci immaginiamo un personaggio fantozziano con tanto di lingua. Siamo nella ridondanza o nella ricchezza espressiva? La difficoltà di scelta non si pone se si capiscono le origini dei diversi elementi: la radice di pulcro è antica e ha perso ogni significato proprio, vale quindi come termine medio; venusto deriva da Venus, dea dell'amore carnale; formoso fa riferimento alle forme corporee, in particolare se abbondanti; mentre bello, parola un po' grezza richiama una certa artificiosità: pulcro si nasce, bello si diventa oppure bello è ciò che piace, pulcro si è e basta.


Mancanza di elementi latini

Il LsF, assumendo i propri elementi dal latino, lingua antica, sarebbe estremamente carente dovendo esprimere le necessità moderne. Da un bollettino dell'epoca viene citata una domanda alla quale gli interlinguisti hanno dato risposte imbarazzate. "... desidera cognosce quale es forma meliore pro vocabulos relativo ad commercio, in français: budget, rentes, billet, chèque, coupon etc."

Come già detto il LsF non ha né una grammatica né un lessico predefinito poiché scriptore debe construe proprio forma de lingua. I termini moderni quindi possono avere delle oscillazioni tra un estremo filologico, utilizzando le radici latine anche un po' desuete, all'estremo opposto che consiste nell'utilizzo della parola nella grafia conosciuta internazionalmente. Per esempio il billet di cui sopra può essere reso con charta nummaria o banknote, il chèque con assignatio argentaria o con check.

An te vol paca per chartas aut per tessera de credito?

Insomma, non vi capirebbe solo chi avesse le orecchie da mercante.


Elementi internazionali non latini Si tratta qui di elementi internazionali quali banca, birra, bianco, blu, bordo, sigaro... Secondo il Migliorini ci sarebbe una difficoltà ad accettarli nel LsF e una difficoltà nella scelta della grafia da adottare, ad es. ricco o rico o riche o rich o reich...? Si risponde che quasi tutti questi elementi sono già presenti nel latino medioevale e moderno con una grafia accettata: banco (bancus ruptus!), biera, blanco, blueto/ blavo, bordo(a), sigaro (da lingue americane)... e ric(c)o.

Questo non toglie che un certo gusto rétro può suggerire l'uso di argentaria, cerevisia, albo, coeruleo, margine o ponte..., come già detto il LsF è una lingua locupleto!

Conflitto tra forme latine e neolatine

Il punto è che alcune parole internazionalmente note, pur derivando dal latino, non sarebbero più riconoscibili se riprese nella forma originale. Ad es.: hotel < hospitale e address < addirectia(re). Eppure con un minimo sforzo dovrebbero essere ben riconoscibili a prima vista:

An te memora addirectione de nostro hostello? Ita, sed me oblivisce ubi stationa nostro automobile.


Conflitto tra significati latini e neolatini Pochi esempi possono chiarire il problema (ammesso ci sia): secondo Migliorini famoso, in latino è 'famigerato'; labora(re) = esser malato. Quindi come si fa?

Veramente non si sa cosa rispondere ad un argomento così stiracchiato. Il significato neolatino è già presente nel latino medioevale (Ora et labora!) In caso di dubbio il significato moderno prevale. Più interessante il caso in cui ci siano significati moderni divergenti, ad es. morbido. Si dovrà interpretare secondo il senso anglosassone o il senso italiano? Ma sicuramente secondo il senso etimologico, cioè quello conservato in inglese.