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Utente:Shadd/Sandboxes/ManualeGiapponese/Kanji

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Indice del libro

L'alfabeto kanji (漢字?) è potenzialmente il più difficile da imparare e memorizzare, specie per la sua atipicità rispetto al funzionamento degli alfabeti occidentali. I kanji sono ideogrammi, rappresentano quindi non già un insieme di suoni, bensì dei concetti. Essi vengono utilizzati per indicare alcuni aggettivi e sostantivi, ed in combinazione con l'hiragana per indicare verbi ed altri aggettivi (come vedremo più avanti). Quando interpretano dei verbi, i kanji formano sempre la radice del verbo, mentre il ruolo dello hiragana è sempre quello di formare le varie coniugazioni e "forme" del verbo. Per renderne più leggero e al tempo stesso utile l'apprendimento, questo libro li illustrerà fornendo naturalmente un significato ed una pronuncia in hiragana a portata di mano, mentre il rōmaji (la traslitterazione nel nostro alfabeto) verrà inserita in secondo piano o tralasciata, per facilitare un apprendimento meno passivo e quindi più utile.

I kanji, rappresentando concetti e non suoni, a differenza ad esempio di hiragana e katakana, non hanno solo un modo per essere letti. Ogni kanji ha almeno due pronunce, sebbene molti dei più diffusi ne abbiano in numero maggiore. Per suggerire la pronuncia, alcune parole allegano una o più sillabe immediatamente dopo il kanji.

Le due pronunce "di base" di un kanji sono chiamate on yomi e kun yomi, a seconda della derivazione di tale pronuncia. La scelta su quale pronuncia utilizzare ricade a seconda di come il kanji viene utilizzato. Ad esempio, i singoli kanji possono avere più on o kun yomi perché hanno più significati: in questi casi la lettura dipende anche da quale significato si vuole richiamare.

On-yomi 「音読み」

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La on yomi (音読み?), letteralmente lettura a voce alta, è la pronuncia dei kanji derivata dalla pronuncia originale cinese ed adattata ai suoni giapponesi. Tale lettura viene usata quando i kanji sono combinati tra loro. La on yomi, essendo derivata dal cinese e quindi straniera, viene convenzionalmente scritta in katakana, quando si tratta di illustrare la lettura di un kanji.

Ad esempio, nella stessa parola 音読み, troviamo il kanji 音, che significa "rumore"; qui viene letto おん (on), mentre, quando si trova isolato, la sua lettura cambia in おと (oto). Questa lettura è detta invece kun yomi.

Kun-yomi 「訓読み」

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La kun yomi (訓読み?) è la lettura giapponese di un kanji; generalmente essa è meno scorrevole della on yomi quanto a suoni, ma ciò non è un problema dato che aiuta a definirne il ruolo all'interno di una frase, identificandolo ad esempio come parte di un verbo. La kun yomi, a differenza della on, viene traslitterata in hiragana.

I verbi utilizzano sempre la o una delle kun yomi, mentre i sostantivi e le parole composte ne utilizzano la on yomi.

Combinazione

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I kanji vengono spesso combinati tra loro a formare concetti più complessi. Tuttavia, quando sono radice di verbi, ve è sempre solo uno per verbo; per quanto riguarda aggettivi e sostantivi, essi saranno sempre intervallati tra loro da particelle ed altri elementi grammaticali in hiragana, è facile quindi discernere parole differenti. I kanji combinati tra loro cambiano la propria lettura in modo da essere più scorrevoli, adottando una on yomi.

Lo onaji (々) è uno speciale kanji che significa "uguale", "stesso". Esso viene usato nelle combinazioni di kanji uguali per indicare una ripetizione dello stesso kanji. Ad esempio la parola 色色 (いろいろ), che significa "vario", "varie (cose)" è altresì rappresentabile come 色々, e poiché l'onaji è piuttosto semplice da disegnare, è più probabile che, specie se scritta a mano, una parola formata da due kanji identici presenti un onaji piuttosto che due volte lo stesso kanji.

I kanji non sono un ammasso di linee campate per aria: nonostante possano sembrare o essere molto complicati, il loro disegno ha una logica. Ogni kanji è composto da più radicali, ovvero kanji più semplici rimpiccioliti e a volte deformati per essere inseriti dentro di essi. Esistono quindi, tra i kanji più semplici, kanji che sono essi stessi dei radicali, e che quindi contengono solo sé stessi. Alcuni esempi sono i kanji 一 (いち) o 人 (ひと).

I radicali sono molto utili sia per disegnare il kanji manualmente, sia per ricordarlo, essendo che fornisce una visione più schematica e meno caotica di quello che a prima vista è un simbolo intricato. Inoltre, riconoscere i radicali in un kanji consente di cercarlo facilmente all'interno di un dizionario, ad esempio per conoscerne le varie letture avendo solo il segno grafico. I radicali servono inoltre per suggerire indizi sul significato della parola; ad esempio nel kanji 言 (こと), vediamo schematizzata la forma di una bocca (il rettangolo in basso) e delle linee, ad indicare il suono che ne esce: tale kanji significa infatti "parola" o "affermazione", e viene usato nel verbo 言う (いう), "parlare".

I seguenti kanji sono alcuni tra i più comuni che troverete. Non è necessario ricordarli a memoria adesso, ma è bene iniziare a "farsi un occhio" per essi, e cominciare ad impararne alcune letture. Inoltre è disponibile un link per ogni kanji che porta alla relativa pagina su Kanji-a-Day, che ne illustra informazioni aggiuntive e soprattutto l'ordine dis crittura (che generalmente è sempre dall'alto a sinistra al basso a destra, come nei kana), nel caso si voglia esercitarsi a scriverli a mano.

Esercizi
Kanji Pronuncia (くん/オン) Significato
こと/ゲン[1] Parola/parlare
い/コー[2] Andare
く/ライ[3] Venire
いえ・うち/カ[4] Casa
もと/ホン[5] Libro/origine
ひ/ニチ[6] Giorno/Sole
つき/ゲツ[7] Mese/Luna
とし/ネン[8] Anno
め/モク[9] Occhi(o)
ひと/ジン・ニン[10] Persona
の/イン[11] Bere
もの/ブツ[12] Cosa, oggetto.
飲物 のみもの[13] Bevanda
人物 じんぶつ[14] Personaggio, tipo, carattere
  1. koto/gen
  2. i/kō
  3. ku/rai
  4. ie, uchi/ka
  5. moto/hon
  6. hi/nichi
  7. tsuki/getsu
  8. toshi/nen
  9. me/moku
  10. hito/jin, nin
  11. no/in
  12. no/in
  13. nomimono
  14. jinbutsu