Il buddhismo mahāyāna/Premessa

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Bassorilievo buddhista mahāyāna rinvenuto nella regione del Gandhāra e risalente al II-III secolo d.C., conservato al Museo Guimet di Parigi. Da sinistra verso destra: un devoto laico (upāsaka), il bodhisattva Maitreya, il buddha Śākyamuni, il bodhisattva Avalokiteśvara, un monaco buddhista (bhikṣu). Le tre figure centrali mostrano con la mano destra il "gesto di incoraggiamento" (abhayamudrā), con il palmo della mano aperto invitano il fedele ad avvicinarsi senza avere paura.

Con il termine sanscrito composto mahāyāna (devanāgarī: महायान; cinese: 大乘 pinyin: dàchéng; giapponese: daijō; tibetano: theg-pa chen-po; vietnamita: Đại Thừa; coreano: 대승 dae-seung; Grande veicolo) si intende un insieme di insegnamenti e di scuole buddhiste che rifacendosi, tra gli altri, ai Prajñāpāramitā sūtra e al Sutra del Loto, proclamano la superiorità spirituale della via del bodhisattva rispetto a quella dell'arhat, quest'ultima proclamata nel Buddhismo dei Nikāya.

Il termine mahāyāna si compone dei termini sanscriti maha con il significato di "grande" e yāna con il significato di "veicolo", quindi "Grande veicolo" da intendersi come ciò che "conduce" gli esseri senzienti verso la liberazione spirituale.

Attualmente tutte le scuole buddhiste esistenti sono di derivazione mahāyāna, fatto salvo la scuola theravāda la quale non ha mai accolto la canonicità degli insegnamenti riportati nei sūtra mahāyāna.