Il buddhismo mahāyāna/Sūtra "mahāyāna"

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La raccolta del Canone tibetano presso il monastero di Riwoche in Tibet.

Il corpus dottrinale Mahāyāna è oggi raccolto nel Canone cinese (大藏經 Dàzàng jīng) e nel Canone tibetano (nel Kanjur e nel Tanjur), così denominati in base alle lingue con cui questa letteratura viene riportata. Conserviamo comunque diverse opere mahāyāna, integrali, anche in sanscrito ibrido e in khotanese nonché numerosi frammenti in altre lingue spesso rinvenuti lungo le oasi della Via della Seta.

Secondo la tradizione mahāyāna molti di questi sūtra furono predicati dallo stesso Buddha Śākyamuni, Luis O Gòmez[1] evidenzia tuttavia come siano le stesse tradizioni mahāyāna a smentire questo dato storico quando sostengono che questi sūtra furono trasmessi dal Buddha solo a dei bodhisattva e a degli "esseri celesti" che li nascosero per alcuni secoli nelle profondità della terra o degli oceani per farli riemerge nei primi secoli della nostra Era.

La tradizione mahāyāna sarebbe comunque originata dalla messa per iscritto della sua prima letteratura (I secolo a.C.), e quindi dalla sua diffusione lungo i monasteri buddhisti indiani; secondo Tilmann Vetter[2] vi sarebbero tuttavia prove evidenti di una precedente trasmissione orale del più antico materiale mahāyāna.

La più antica letteratura mahāyāna ad oggi conservata appartiene al ciclo dei Prajñāpāramitāsūtra. Successivamente tale letteratura si espande e si diffonde, raggiungendo oltre le mille opere che si propagano lungo l'Asia centrale e l'Estremo Oriente, giungendo, a partire dallo scorso secolo, in Occidente.

Note[modifica]

  1. Luis O. Gòmez. Encyclopedia of Religion vol.2. NY, Macmillan, 2005, pag. 1112
  2. Tilmann Vetter. On the Origin of Mahāyāna Buddhism and the Subsequent Introduction of Prajnāpāramitā. In Asiatische Studien 48/4 (1994): 1241-81.