Archeoastronomia/Nicolò Copernico

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search

Il Rinascimento fu un periodo di grande fervore tecnologico e di interesse per la natura. In Europa aveva molta importanza la dottrina ecclesiale, che per quanto riguardava le cose del cielo si basava sulle idee del greco Aristotele. In altre parole la Chiesa dava ragione a Tolomeo (II secolo d.C.) che riteneva il cielo una sfera chiusa. Il suo modello prevedeva la Terra al centro e il Sole e gli altri pianeti che gli giravano attorno, compresa la Luna vista non come satellite della Terra ma come corpo indipendente. La teoria di Tolomeo era favorevolmente accolta dal clero perché dava ragione alle Sacre Scritture. Ma l’uomo del rinascimento cominciò a rendersi conto che i movimenti dei pianeti non erano proprio quelli previsti.

Copernico

La posizione centrale dell’uomo nell’universo venne messa in seria discussione da Copernico (Nikolaj Kopernik), canonico ed astronomo polacco. Egli aveva studiato nelle università di Cracovia, di Bologna e Padova. Si convinse che non la Terra ma il Sole era al centro del mondo, secondo teorie già enunciate da Aristarco di Samo nel III secolo a.C. Per vent’anni Copernico cercò di dimostrare che il Sole era fermo e la Terra gli girava attorno. Infine, ormai convinto delle sue idee, le mise per iscritto e le fece circolare tra gli amici per vedere cosa ne pensassero. Alcuni lo consigliarono di pubblicarle ma egli esitò per oltre dieci anni nel timore di scatenare le ire della Chiesa. Nel 1541 infine si convinse a far stampare la sua opera col titolo De revolutionibus orbium coelestium. La stampa passò nelle mani del pastore luterano Andrea Osiander il quale, timoroso delle reazioni ecclesiastiche, aggiunse all’opera, di sua iniziativa, una premessa nella quale esortava a prendere quanto contenuto nell’opera come delle ipotesi che non corrispondevano a verità. Si dice che Copernico seppe poche ore prima della sua morte che l’opera era stata pubblicata. Ma non si accorse delle aggiunte fatte da Osiander. Non tutto il male venne per nuocere. Infatti proprio grazie alla premessa di Osiander, l’opera poté circolare indisturbata, senza che la Chiesa prendesse provvedimenti. Questo permise di ricavare dalle tavole di Copernico dati precisi sul movimento dei pianeti e di far circolare in tutta Europa la nuova teoria. Nel 1616 la Chiesa intervenne nella persona del Papa proibendo il nuovo insegnamento, ma era ormai troppo tardi per fermare Galileo che di lì a poco avrebbe diffuso, con credito sempre maggiore, le sue idee a sostegno della teoria di Copernico.