Storia dei papi del Novecento/Giovanni Paolo I

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Papa per solo trentatré giorni, Giovanni Paolo I (Albino Luciani; Forno di Canale, Belluno, 17 ottobre 1912 – Città del Vaticano, 28 settembre 1978) riuscì a conquistare il mondo cattolico con la sua umiltà e il suo stile semplice.

Le origini[modifica]

Nato da una famiglia di umili origini,[1] Albino Luciani si avviò sin da giovane alla vita sacerdotale. Entrato in seminario poco più che dodicenne, venne ordinato sacerdote nel 1935, a 23 anni. Subito dopo la nomina tornò, come vicario, nel paese natale di Canale d'Agordo,[1] un borgo di poche anime alle pendici della Marmolada.

Subito dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, si laureò presso la Pontificia Università Gregoriana con la tesi L'origine dell'anima umana secondo Antonio Rosmini,[2] un autore che all'epoca era annoverato nell'Indice dei libri proibiti.

Stemma di Giovanni Paolo I

La sua carriera proseguì rapidamente. Amante della letteratura, manteneva una posizione conservatrice sulle questioni teologiche e non amava lo sfarzo.[1] Il 15 dicembre 1958 fu nomitano vescovo di Vittorio Veneto e ricevette l'ordinazione episcopale da Giovanni XIII. Nel 1969 fu chiamato da Paolo VI alla guida del patriarcato di Venezia e quattro anni più tardi, il 5 marzo 1973, fu elevato alla dignità cardinalizia. Durante il suo episcopato si fece conoscere per la sua spontaneità e per i suoi interventi catechetici sui giornali, dai quali emergeva una vasta cultura e una grande sensibilità verso i problemi della contemporaneità.[2]

L'elezione[modifica]

Il 6 agosto del 1978 Paolo VI si spense. Il conclave per eleggere il suo successore, il primo dalla fine del concilio, si aprì il 25 agosto. I cardinali elettori erano 111, e gli osservatori indicavano due favoriti, l'arcivescovo di Genova Giuseppe Siri e quello di Firenze Giovanni Benelli. La scelta invece cadde su Albino Luciani, che si affermò al quarto scrutinio con un'enorme maggioranza, la più alta di tutto il secolo (ottenne 101 voti su 111). Era inoltre il terzo patriarca di Venezia a diventare papa nel corso del Novecento.[2]

La rapidità del conclave fu probabilmente il risultato di un ampio lavoro preparatorio svolto durante il dibattito precedente all'elezione. A pesare in particolare fu l'apporto dello stesso Benelli - fautore della candidatura di Luciani - che riuniva gli elettori orientati al pieno sviluppo della collegialità episcopale e contrapposti all'ala conservatrice, che aveva come capofila il cardinale Siri.[3]

Dalla humilitas alla scelta del doppio nome[modifica]

Conosciuto più in Italia che all'estero,[4] già prima della sua elezione Albino Luciani era noto per la sua semplicità, che manifestò fin dall'esordio del suo primo discorso da pontefice:

« Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere. »
(Angelus del 27 agosto 1978)

Da notare fin da subito la rinuncia all'uso del plurale majestatis. Nel medesimo discorso il pontefice spiegava la scelta, fino ad allora inedita nella storia della Chiesa, del doppio nome come omaggio ai due predecessori che lo avevano consacrato vescovo e creato cardinale. In questo modo intendeva proseguire il cammino iniziato con il Vaticano II da Giovanni XXIII e Paolo VI.[2][5] Chiudeva infatti il discorso:

« Io non ho né la sapientia cordis di papa Giovanni, e neanche la preparazione e la cultura di papa Paolo, però sono al loro posto. Devo cercare di servire la Chiesa; spero che mi aiuterete con le vostre preghiere. »
(Angelus del 27 agosto 1978)

A rimarcarne il carattere semplice, furono anche i primi gesti: già Paolo VI aveva rinunciato alla tiara, e al rito di intronizzazione era stata sostituita una più sobria cerimonia di inizio pontificato (3 settembre).[2][4] Inoltre, scelse come motto la parola Humilitas.

Seppure per breve tempo, il mondo poté ammirare, negli Angelus e nelle udienze del mercoledì, la straordinaria semplicità con la quale il santo padre spiegava il Vangelo, la vita dei santi e i misteri della fede.[2] Una semplicità, accompagnata dal sorriso e dall'umiltà (fu chiamato il «papa del sorriso» e il «sorriso di Dio»), caratteristiche queste che accrebbero, nei fedeli, sentimenti di affetto verso la figura piccola, esile, a tratti forse troppo fragile per il grande ruolo che ricopriva, di Albino Luciani.

La morte[modifica]

La mattina del 29 settembre 1978, Giovanni Paolo I venne trovato privo di vita nella sua stanza da letto dal segretario personale, l'irlandese padre John Magee.[4] La notizia della morte improvvisa, dopo soli trentatré giorni di pontificato, creò sgomento in tutto il mondo, tanto da far nascere teorie su un possibile avvelenamento. Le tesi più accreditate affermano però che a stroncare il papa, già cagionevole, sia stato l'enorme stress seguito all'elezione.[6]

Il 15 aprile 1990 è stata formalizzata la richiesta di beatificazione del pontefice con la firma di 226 vescovi brasiliani e indirizzata a Giovanni Paolo II.[7] Nel 2003 il vescovo di Belluno-Feltre ha avviato la fase diocesana del processo di beatificazione, che si è conclusa nel 2006.[8] Nel novembre 2017 papa Francesco ha firmato il decreto sulle virtù eroiche di Giovanni Paolo I.[9]

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 1,2 J.W. O'Malley, A History of the Popes: From Peter to the Present, Sheed & Ward, 2011, p. 313.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 J.M. Laboa, La storia dei papi. Tra il regno di Dio e le passioni terrene, trad. it., Milano 2005, p. 424.
  3. G. Zizola, I papi del XX secolo, Roma 2012.
  4. 4,0 4,1 4,2 J.W. O'Malley, A History of the Popes: From Peter to the Present, Sheed & Ward, 2011 p. 314.
  5. E. Duffy, Saints & Sinners: A History of the Popes, Yale University Press, 2006, p. 368.
  6. G. Zizola, I papi del XX secolo, Roma 2012.
  7. Papi in attesa di beatificazione, su lastampa.it, 5 maggio 2011.
  8. Giovanni Paolo I beato, processo alla fase finale, su avvenire.it, 26 agosto 2016.
  9. Luciani verso la beatificazione, il Papa firma il decreto, su lastampa.it, 9 novembre 2017.