William Shakespeare/Le allegre comari di Windsor

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William Shakespeare

Guida alle opere

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La data di stesura de Le allegre comari di Windsor (The Merry Wives of Windsor) è incerta, e può essere collocata tra il 1599 e il 1601, anche se tradizionalmente la si antepone al 1597. I primi riferimenti sulla pubblicazione risalgono al 1602.

L'opera sarebbe stata scritta, secondo la tradizione, per venire incontro al volere della regina Elisabetta, desiderosa di rivedere sulla scena il personaggio delle due parti dell'Enrico IV[1], sir Falstaff, tanto da ordinarne la composizione entro quattordici giorni. Questa leggenda ha origine dalle affermazioni di John Dennis del 1702, in occasione della pubblicazione di un suo adattamento dell'opera (The comical gallant, or, The amours of Sir John Falstaffe) e ribadita da Nicholas Rowe nel 1709 nella sua Life of Shakespeare, in cui aggiunse che la regina «ordinò di continuare le vicende di Falstaff con un altro dramma, e di mostrarlo innamorato». Questa idea non è però totalmente accettata dalla critica contemporanea.

Secondo studi novecenteschi, a partire da Shakespeare versus Shallow di Leslie Hotson [2], si affermò un'altra ipotesi per motivare la fretta con cui la commedia sarebbe stata composta: alcune allusioni al'Ordine della Giarrettiera, contenute nel testo, indicherebbero come probabile data per la prima rappresentazione l'aprile del 1597, giusto un mese prima dell'installazione del consiglio dei Cavalieri dell'ordine a Windsor. Se fosse così, l'opera sarebbe stata commissionata per essere rappresentata in occasione della partecipazione della regina alla Festa della Giarrettiera il 23 aprile di quell'anno.

Tuttavia, la forma dell'opera (per la maggior parte in prosa) e numerosi altri dettagli contrastano con la natura degli intrattenimenti organizzati dai Chamberlain's Men in occasioni simili, solitamente brevi masque in versi. Alcuni personaggi sono ripresi da drammi storici composti tra il 1598 e il 1599. Inoltre il personaggio di Sir Hugh Evans, il parroco gallese, fu verosimilmente creato per Robert Armin, clown dallo spiccato accento gallese ed entrato a far parte della compagnia solo nel 1599. È possibile quindi che la commedia sia stata scritta utilizzando quel breve intrattenimento unicamente come traccia, e che quindi la vera e propria composizione dell'opera sia successiva. Secondo questa teoria, la composizione originale comprendeva unicamente alcune scene d'amore e la mascherata della "regina delle fate", scene poi incorporate nella versione definitiva[3]

In base a queste considerazioni, e tenendo presente che la prima registrazione del testo avvenne nelle prime settimane del 1602, la data di composizione maggiormente accreditata si colloca in un intervallo temporale compreso tra il 1599 e il 1601.

La data di registrazione ad opera di John Busby nello Stationers' Register, dove venivano annotate ed approvate le nuove opere in corso di pubblicazione, è il 18 gennaio 1602 con la dicitura The Merry Wives of Windsor ‘hath bene diuers times acted by the Right Honorable my Lord Chamberlaines seruants. Both before her Maiestie, and else-where’[4]. In quell'anno, infatti, venne pubblicata una prima edizione in-quarto (detta anche Bad Quarto o Q1) sulla base di una parziale trascrizione (ad opera di uno spettatore o di un attore) alquanto approssimativa. Anche la seconda edizione (Q2) edita da William Jaggard riprende la stessa trascrizione non autorizzata, riproducendone gli errori e le omissioni.

Solo nel 1923 nella prima edizione in-folio la commedia appare nella sua forma integrale (di lunghezza quasi doppia delle precedenti), e si basa sul copione accuratamente trascritto da Ralph Crane e da lui suddiviso in atti e scene.


  1. Falstaff è menzionato anche nell'Enrico V, seppure non agisca in scena come personaggio.
  2. Leslie Hotson, The Date of the Merry Wives of Windsor, in Shakespeare Versus Shallow, Boston, Little Brown and Company, 1931, pp. 111-122, ISBN 0766142485.
  3. Melchiori, p. 378
  4. http://www.bl.uk/treasures/shakespeare/windsor.html Dal sito della British Library


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