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Biblioteche partecipative/Esempi italiani: Community-driven initiaves

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Indice del libro

Nelle Community-driven initiaves (Iniziative guidate dalla comunità) sono le comunità che hanno coinvolto e chiesto il supporto all'istituzione culturale, nel nostro caso la biblioteca, per avviare attività o servizi.

Associazione Bibli-os: Biblioteche di ospedale[modifica]

L'Associazione Bibli-os’ è nata nel 2010 con l’obiettivo di portare anche a Bologna le esperienze di biblioteche in ospedale, allora già esistenti a Modena e Firenze.

Osservando gli esempi di altre città era chiaro che avere il sostegno delle biblioteche pubbliche cittadine sarebbe stato essenziale, sia per avere un supporto nella cura della collezione, sia per la gestione del servizio di prestito in reparto.

Negli anni vi sono stati diversi tentativi di attivare un partenariato tra Bibli-Os’ e le biblioteche del Comune di Bologna e finalmente, all’inizio del 2023 si è arrivati a una convenzione che permette alla biblioteca gestita da Bibli-Os’ di rendere visibile il proprio patrimonio nell’OPAC del Polo Bolognese SBN UBO e, ai volontari, l’utilizzo del software gestionale in uso presso le biblioteche pubbliche per gestire prestiti e iscrizioni. Questo passaggio instaura un dialogo tra Bibli-Os’ e una parte della comunità prima non raggiunta dalla biblioteca. I nuovi strumenti ottenuti saranno essenziali per conoscere meglio la relazione tra collezione e pubblico e comprendere se il servizio è adeguato o può essere ridisegnato per diverse esigenze.

La possibilità di rendere visibile il proprio catalogo, portarlo all’esterno dell’ospedale, è un passaggio cruciale, poiché significa che la biblioteca nell’ospedale pediatrico diventa biblioteca pubblica. Non è più soltanto un’attività di beneficenza ma si stabilisce che deve esistere come servizio pubblico, che garantisca ai bambini in ospedale il diritto di accesso ai libri e alla lettura, a prescindere dall’esistenza di un gruppo di volontari.

Il primo passo, prima di iniziare la catalogazione del posseduto della biblioteca, è stata la revisione del patrimonio fatta dalle volontarie, seguendo le indicazioni dei bibliotecari. Seguirà poi il lavoro di catalogazione affidato ai bibliotecari e da settembre inizierà una nuova stagione della biblioteca Bibli-os’.

Sito web del progetto: https://www.biblios.it/

Comune di Cremona - Centro fumetto Andrea Pazienza: Dalla partecipazione all'istituzione: il caso del Centro fumetto[modifica]

Il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” è la prima struttura permanente dedicata al fumetto in Italia. Tra le tante attività e servizi promossi, spicca la biblioteca che possiede 60.000 pubblicazioni e molti documenti d’archivio. Le principali dinamiche che hanno permesso la nascita e la crescita del centro sono riassumibili in tre fasi.

Anni ‘80 e ‘90[modifica]

Condizioni di partenza: giovani a rischio marginalità e devianza in quanto esclusi dalle dinamiche sociali e istituzionali.

Soluzione: stimolare partecipazione e protagonismo giovanile attraverso progettualità attivate dagli enti locali: creazione di centri giovanili monotematici di natura espressiva e culturale. L’insieme di queste attività prende il nome di Progetto Giovani. A Cremona: istituzione di un forum delle associazioni giovanili, botteghe di transizione e centri monotematici. Tra questi uno dedicato al fumetto.

Strategia: dedicare ogni centro a linguaggi utilizzati anche dai giovani e istituirli in cogestione con realtà locali giovanili.

Esito: Istituzione del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, attivo dall’ottobre del 1988. Gestito in regime di convenzione tra Comune e Arcicomics sino al 2001. Attività: biblioteca specializzata, fanzine, mostre, incontri ed eventi di promozione del fumetto.

Strumenti partecipativi: apertura a turno della biblioteca, inventario e catalogazione a cura di volontari, quasi tutti giovani, partecipazione diretta all’ideazione e gestione delle attività, iscrizione al Centro e possibilità di approvare i bilanci, il programma delle iniziative ed eleggere metà del Comitato di Gestione. L’altra metà nominata da Arcicomics, associazione di volontariato. Il Comitato di Gestione completato dall’Assessore del settore di riferimento.

Anni 2000 - 2018[modifica]

Condizione di partenza: la presenza del Centro Fumetto si è consolidata come punto di riferimento nazionale per chi si occupa di fumetti. La partecipazione locale si affievolisce ma emerge quella nazionale: giovani autori interessati alla produzione di pubblicazioni. Si è compresa la necessità di gestire la biblioteca con modalità professionali e gli spazi sono limitati.

Soluzione: trasformare il Centro in associazione di secondo livello, con i seguenti soci fondatori: Comune di Cremona, Provincia di Cremona, Comune di Crema, Comune di Casalmaggiore e Arcicomics.

Entrare nella Rete Bibliotecaria Cremonese e attivare corsi permanenti di fumetto.

Strategia: estendere le attività di promozione culturale in ambito provinciale. Incrementare le attività di promozione della lettura in un’ottica di Rete.

Esito: il Centro si trasforma in associazione di enti nel 2001 e ottiene una nuova sede più ampia nel 2005 e attiva i corsi di fumetto. Catalogazione professionalizzata tramite gestionale Sebina e poi Clavis con ingresso nella Rete Bibliotecaria nel 2015.

Strumenti partecipativi: ogni ente nomina rappresentanti volontari presso l’assemblea e il direttivo dell’Associazione. Rimane tra gli enti gestori Arcicomics che è APS. Progetti volontariato strutturato: Alternanza Scuola Lavoro (PCTO), Servizio Civile Universale, Garanzia Giovani e European Voluntary Service.

Dal 2018[modifica]

Condizione di partenza: il centro è ancora associazione di secondo livello, ma sono usciti i Comuni di Crema e Casalmaggiore. Anche la seconda sede si rivela limitata come spazi. Le attività di promozione della lettura si sono sviluppate: il prestito interbibliotecario ha superato il prestito locale. La presenza di volontari strutturati è stabile. Affiorano molte situazioni di fragilità tra gli utenti e i volontari più giovani.

Soluzione: riassetto istituzionale del Centro, valorizzare l’attività della biblioteca, affidare alcune attività ad associazione di volontari. Rendere permanente la presenza di figure educative e sostenere progetti che vedono coinvolti soggetti fragili.

Strategia: maggiore coinvolgimento delle scuole nella promozione della lettura, anche per favorire ingaggio nelle attività. Coinvolgimento delle generazioni di utenti e volontari che hanno vissuto il Centro Fumetto per coinvolgerli nel riassetto istituzionale.

Esito: allestita terza sede dal 2018, più ampia e collocata nel palazzo dove già ci sono musei e biblioteche, nella via dove hanno sede molte scuole. Inserimento di Giovani con Minori Opportunità tra i volontari strutturati selezionati. Riassetto istituzionale in corso.

Strumenti partecipativi: rimangono attivi gli strumenti già elencati. Si aggiungono gruppi di lavoro specifici: Gruppo lettura Filocomics dal 2022 e vari gruppi di lavoro di giovani su progettualità attivate con bandi e reti di partenariato.

Nello sviluppo del Centro Fumetto si può notare come la partecipazione sia stata all’inizio un fine (promuovere il protagonismo giovanile) per poi trasformarsi in uno strumento per la formazione dei giovani e il sostegno delle fragilità (il volontariato strutturato e i gruppi). Al contrario, la biblioteca è stata utilizzata inizialmente come strumento di ingaggio della partecipazione e solo dopo molti anni è stata professionalizzata con l’ingresso organico nella Rete Bibliotecaria. Anche il fumetto è stato visto come uno strumento per coinvolgere i giovani. Ma da subito, per l’assenza di strutture analoghe in Italia, si è rivelato anche una carta vincente per attivare collaborazioni ad ogni livello. Il Centro vive contemporaneamente la dimensione locale e quella nazionale. In questi anni è anche cambiata la percezione del fumetto, da genere per lettori principianti, a linguaggio in grado di trattare qualunque tema per ogni età. In questo lungo e articolato processo, il Progetto Giovani è riuscito a creare una sinergia permanente tra pubblico e privato, tra istituzioni e giovani cittadini, facendo evolvere in istituzione un’esperienza di protagonismo culturale e partecipativo. Per ottenere questi esiti è stato necessario più volte intervenire sull’assetto istituzionale, sulla tipologia di sede e sulle risorse, attraverso un dialogo costante tra esponenti politici, figure dirigenziali, tecnici, autori, appassionati, volontari e utenti.

Sito web del progetto: https://www.cfapaz.org/