Il delitto di Cogne/Capitolo 1

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Chiesetta di Cogne.jpg

CopertinaIl delitto di Cogne/Copertina
  1. Capitolo 1: PremessaIl delitto di Cogne/Capitolo 1
  2. Capitolo 2: Prima analisi dei fattiIl delitto di Cogne/Capitolo 2
  3. Capitolo 3: La famigliaIl delitto di Cogne/Capitolo 3
  4. Capitolo 4: L’ambienteIl delitto di Cogne/Capitolo 4
  5. Capitolo 5: Cronologia dei fattiIl delitto di Cogne/Capitolo 5
  6. Capitolo 6: Il seguito cronologicoIl delitto di Cogne/Capitolo 6
  7. Capitolo 7: La scena del crimineIl delitto di Cogne/Capitolo 7
  8. Capitolo 8: Ipotesi madre colpevoleIl delitto di Cogne/Capitolo 8
  9. Capitolo 9: Ipotesi madre innocenteIl delitto di Cogne/Capitolo 9
  10. Capitolo 10: ConclusioneIl delitto di Cogne/Capitolo 10

Premessa[modifica]

Il 30 gennaio 2002 muore Samuele Lorenzi, di 3 anni. Inizia così il fatto di cronaca conosciuto come “Il delitto di Cogne”, delitto che ha visto come prima ed unica imputata la madre Annamaria Franzoni. Seppure condannata, i misteri che circondano questo caso sono tanti. Si può davvero affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la Franzoni sia colpevole? Forse no. Solo di una cosa siamo certi: si tratta di un delitto, non di malattia o disgrazia. E’ quasi inevitabile che la scena del delitto e i tempi ristretti nei quali si è svolto portino alla conclusione che la colpevole è la madre, ma rimane pur sempre una possibilità d’errore. In questa sede, però, non si intende colpevolizzare ne assolvere nessuno, solo riportare i fatti ed esaminarli con attenzione. Ognuno si farà poi una propria opinione, che rimarrà tale poiché altre sono state le persone preposte ad emettere il verdetto finale.

Riassumiamo brevemente i fatti: i coniugi Lorenzi, originari dell’Emilia Romagna, vivono a Cogne, località Montroz, coi figli Davide, di 7 anni, e Samuele di 3. Lorenzi lavora presso una ditta di apparecchiature elettriche, la Franzoni è casalinga. La mattina del 30 gennaio, verso le 5,30 Annamaria accusa un malessere a causa del quale il marito chiama la guardia medica. Si presenta la dottoressa Stefania Negri che dopo la visita stabilisce che si tratta di principio d’influenza. Alle ore 7 Annamaria si sente meglio tanto che fa colazione col marito, il quale, mezz’ora dopo, esce per andare al lavoro. Alle 8,16 la Franzoni esce col figlio Davide per accompagnarlo alla fermata dello scuolabus, Samuele rimane solo in casa. Alle 8,20 Davide sale sul bus e la madre torna verso casa dove arriva alle 8,24. Trova il figlio morto e presa dal panico fa una serie di telefonate per chiamare i soccorsi e il marito, poi chiama a squarciagola la vicina Daniela Ferrod. All’arrivo del 118, i sanitari capiscono di trovarsi di fronte ad un omicidio e allertano i carabinieri. Dopo che i soccorritori sono partiti, trasportando Samuele con l’elicottero, la casa viene sigillata e i coniugi Lorenzi andranno a stabilirsi al residence “Le Cascate”. Il 13 marzo 2002 Annamaria Franzoni viene arrestata come autrice del delitto. In seguito verrà rilasciata per poi essere di nuovo incarcerata, condannata a 30 di reclusione.