Il delitto di Cogne/Capitolo 3

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Chiesetta di Cogne.jpg

CopertinaIl delitto di Cogne/Copertina
  1. Capitolo 1: PremessaIl delitto di Cogne/Capitolo 1
  2. Capitolo 2: Prima analisi dei fattiIl delitto di Cogne/Capitolo 2
  3. Capitolo 3: La famigliaIl delitto di Cogne/Capitolo 3
  4. Capitolo 4: L’ambienteIl delitto di Cogne/Capitolo 4
  5. Capitolo 5: Cronologia dei fattiIl delitto di Cogne/Capitolo 5
  6. Capitolo 6: Il seguito cronologicoIl delitto di Cogne/Capitolo 6
  7. Capitolo 7: La scena del crimineIl delitto di Cogne/Capitolo 7
  8. Capitolo 8: Ipotesi madre colpevoleIl delitto di Cogne/Capitolo 8
  9. Capitolo 9: Ipotesi madre innocenteIl delitto di Cogne/Capitolo 9
  10. Capitolo 10: ConclusioneIl delitto di Cogne/Capitolo 10

La famiglia[modifica]

Esaminiamo ora i componenti della famiglia, non tanto per conoscerli, quanto per esaminare gli alibi e capire chi può essere considerato innocente al di là di ogni dubbio.

  • Annamaria Franzoni – unica persona indagata per l’omicidio e in seguito condannata. Ha avuto comportamenti strani, quasi scandalosi, ad esempio la frase detta al marito, mentre ancora il piccolo Samuele veniva soccorso davanti alla casa: “ne facciamo un altro di figlio, mi aiuti a farne un altro?” Ha fatto di tutto per attirarsi l’antipatia dell’opinione pubblica, è apparsa come una manipolatrice del marito che l’ha assecondata in tutto e per tutto. E’ quella che ha avuto l’occasione migliore per commettere il delitto, e la perizia psichiatrica a cui è stata sottoposta che l’ha dichiarata perfettamente normale, la rende ancora più odiosa, perché si può non giustificare ma comprendere un fatto simile se commesso in regime di alterazione mentale, ma se commesso con lucidità è una cosa che francamente indigna, a dir poco.
  • Stefano Lorenzi – marito di Annamaria, è apparso succube della moglie che ha appoggiato in ogni momento, anche quando lei ha accusato i vicini di casa, prima Daniela Ferrod e poi Ulisse Guichardaz ( cognato di Daniela ), senza contare le insinuazioni nei confronti della famiglia Perratone ( ospiti la sera prima a casa Lorenzi ) e il tentativo di costruire false prove di innocenza con l’aiuto dell’avvocato Taormina ( per i cui fatti sono stati denunciati tutti e tre: Lorenzi, Franzoni e Taormina ). La sua innocenza è certa, perché alle 7,30 era già fuori di casa e i suoi movimenti successivi sono controllabili anche tramite agganci del cellulare. Se il delitto fosse avvenuto prima di quell’ora bisognerebbe supporre che Lorenzi è talmente sottomesso alla moglie da sopportare la morte del figlioletto pur di salvarla, ipotesi dunque difficilmente percorribile.
  • Davide Lorenzi – è il figlio più grande, di 7 anni. Di certo non aveva la forza per compiere il massacro e inoltre quella mattina a scuola era tranquillissimo. Ha poi sempre avuto un ottimo rapporto col fratellino per il quale non ha mai mostrato sentimenti di gelosia.
  • Samuele Lorenzi – la vittima, all’epoca dei fatti aveva 3 anni e tre mesi, essendo nato il 12 novembre del 1998.
  • Mario Lorenzi – padre di Stefano e nonno di Samuele e Davide, sicuramente innocente perché si trovava a Bologna.
  • Alida Possenti – madre di Stefano e nonna di Samuele e Davide. Sicuramente innocente perché si trovava a Bologna.
  • Giorgio Franzoni – padre di Annamaria e nonno di Samuele e Davide. Ha protetto incondizionatamente la figlia fin dall’inizio. Sicuramente innocente poiché si trovava a Monte Acuto Vallese.
  • Chiara Magliozzi – madre di Annamaria e nonna di Samuele e Davide. Sicuramente innocente poiché si trovava a Monte Acuto Vallese.