Poesie (Palazzeschi)/A Palazzo Rari Or

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search

Il palazzo descritto dalla poesia, dal nome accattivante e musicale, è un posto misterioso per non dire proibito, dato che è inaccessibile e può essere osservato soltanto da lontano.

Dati essenziali
Titolo A Palazzo Rari Or;
titolo originale, Diaframma di evanescenze
Anno 1905
Raccolta originale Cavalli bianchi
Metro versi senari, novenari e dodecasillabi.

Come la poesia Ara Mara Amara, ripropone un'immagine statica e malinconica. Qui è possibile distinguere tra due spazi rigidamente divisi da vetri scurissimi: il fuori, dove si trova l'io poetico, ed il dentro, un palazzo del mondo della fantasia al quale il poeta non sembra assolutamente poter accedere, anche se resta meravigliato a contemplare quel poco della scena interiore che riesce a scorgere attraverso la finestra. Il titolo originale, Diaframma di evanescenze, indicava la lastra di vetro della finestra, che lascia soltanto trasparire una vaga luce violacea e delle ombre biance.

L'assenza di dinamica temporale è data da forme verbali come il participio passato (danzanti, morenti). La dinamica di un movimento ripetitivo e danzante (quello del ballo che si svolge nel palazzo "proibito") è riflessa dalla monotonia del ritmo ternario. Chiuso fuori, il poeta non riuscirà ancora ad accedere là dove vorrebbe andare. Questa dinamica sarà infranta soltanto in poesie più mature come La fontana malata.

Collegamenti esterni, testo[modifica]