Poesie (Palazzeschi)/Introduzione

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Aldo Palazzeschi (Firenze, 2 febbraio 1885 – Roma, 17 agosto 1974) era un poeta e romanziere italiano eclettico e legato in origine alle correnti del Crepuscolarismo e Futurismo. Le sue poesie più famose vennero composte tra il 1905 ed il 1914 e pubblicate per lo più in piccole raccolte tra cui si ricordano:

  • I cavalli bianchi, Firenze 1905
  • Lanterna, Firenze 1907
  • Poemi, Firenze, 1909
  • L'incendiario, Milano 1910.

Sempre sotto il titolo de L'incendiario (1905-1909), un volumetto del 1913 raccoglieva anche il meglio della primissima produzione di Palazzeschi, pubblicata in precedenza dall'autore a proprie spese.

Aldo Palazzeschi in una fotografia di Mario Nunes Vais (1913)

A L'incendiario seguì ancora una lunga serie di antologie intitolate quasi tutte con il semplice titolo di Poesie, oggi quasi tutte fuori commercio dato che ogni volta venivano risistemate e poi sostituite. Queste raccolte includevano anche componimenti fino ad allora pubblicati soltanto in riviste come La voce oppure Lacerba senza essere state prima introdotte in vere e proprie raccolte di inediti.

Come il Petrarca, Palazzeschi amava raccogliere i suoi componimenti poetici e riorganizzarli in raccolta, modificandone parecchi dettagli. Le poesie seguivano per lo più un ordine cronologico. Ciò aveva peraltro le sue buone ragioni, dato che dal 1905 al 1910 l'attività di Palazzeschi conobbe un repentino sviluppo, tanto dal punto di vista poetico quanto da quello personale (raggiunse fra l'altro, nel giro di pochi anni, una grande popolarità). Come nel caso di Petrarca (Il Canzoniere) oppure in quello di Ungaretti (Vita di un uomo), due poeti che hanno trascorso anni a risistemare i loro componimenti, non sembrano mancare spunti autobiografici. Ma se il legame tra poesia biografia personale viene senz'altro ritenuto fondamentale da alcuni studiosi (Adamo 2003), esso viene anche apertamente rifiutato da approcci strutturalisti di altri (Güntert 2000). Fatto sta che i componimenti di Palazzeschi, pazientemente limati, riveduti e ordinati per lo più cronologicamente, formano un insieme senz'altro dotato di una coerente organizzazione interna, sebbene siano visibili elementi di frammentarietà anche più vistosi di quelli di cui lo stesso Petrarca parlava nei suoi fragmenta del Canzoniere.

La trattazione si ripropone di illustrare e commentare alcune poesie dell'artista fiorentino mostrando tra l'altro come il tono soffuso, misterioso e crepuscolare della primissima poesia di Palazzeschi lasci gradualmente il posto ad una produzione sempre più effervescente, più spiccatamente sperimentale e, per usare il linguaggio poetico di Palazzeschi, più "incendiaria".

Diverse delle poesie selezionate si ritrovano anche in pubblicazioni antologiche relativamente recenti:

  • Aldo Palazzeschi, I cavalli bianchi/Lanterna/Poemi, Poesie 1905-1909, a c. di G. De Angelis, Edizioni Empiria, Roma 1996.
  • Pier Vincenzo Mengaldo (a c. di) Poeti italiani del Novecento, Milano, Mondadori 2004.

Copertina: William Orpen (1878–1931), Lo specchio.

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