Semiotica e design/Bocca sofà di Gufram

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Il sofà Bocca ( della ditta dei Fratelli Gugliermetto (Gufram che deriva da Gugliermetto-fratelli-mobile)[1]-1970) è una seduta realizzata dagli architetti dello Studio 65, nata per soddisfare la richiesta di una cliente privata. Da allora è stata pubblicata sulle copertine delle riviste di settore e non solo. Ispirandosi alla celebre installazione di Dalì degli anni trenta a mò di ritratto dell'attrice Hollywoodiana Mae West[2], gli architetti dello Studio65 realizzarono un'opera destinata a trasformarsi in un cult. DNA Pop, anima sensuale e provocatoria, aspetto femminile ed elegante .[3]

Prodotto di disegno industriale[edit]

Caratteristiche tecniche[edit]

Anno di progettazione 1970
Progettista Studio 64
Tipo di oggetto Divano
Idea Ispirazione alle labbra di Mae Weston
Movimento artistico Modernismo
Produttore Gufram
Prodotto dal 1970
al In produzione
Tecnica di lavorazione Poliuretano espanso schiumato a freddo a portanza differenziata
Note nuove versioni

In Dark lady (2008) Pink lady (2008) Boccardoro (2016)

Storia[edit]

Correva l'anno 1970 quando Franco Audrito (uno dei due fondatori dello studio 65) e Nanà, vennero incaricati da Marilyn Garosci (proprietaria di una catena di centri benessere) nella realizzazione di un nuovo centro benessere, il Countourella. Al progetto si unirono anche Ferruccio Tartaglia e Adriano Garizio. I quattro giovani colleghi, disegnarono tutti gli ambienti, ma all'ingresso della hall mancava un oggetto che fosse simbolo e sintesi di tutto il gioco. L'ispirazione arrivò quando Franco si ricordò un quadro surrealista di Salvador Dalì, il ritratto di Mae West, dove la bocca dell'attrice era disegnata come un divanetto. Così, prendendo ispirazione dal quadro surrealista, disegnarono il divanetto di rosso come un oggetto pop, rappresentando la bocca di Marilyn Monroe, e lo chiamarono Marylin, anche in omaggio al nome della loro cliente (Marilyn Garosci), anch'essa bionda e con la bocca perennemente laccata di rosso. In seguito, la ditta Gufram quotò e realizzò il primo prototipo del divano. Mentre il divanetto era nella sede della Gufram (con la richiesta di aumentare le dimensioni del primo prototipo), fu notato da una redattrice della rivista "Casa Vouge", la quale lo fotografò e successivamente la pubblicò.[4]

Caratteristiche[edit]

  • Seduta e schienale sono in poliuretano espanso schiumato a freddo a portanza differenziata;
  • Il rivestimento é in soffice tessuto elasticizzato;
  • Il colore rosso acceso, il soggetto fuoriscala, l'aspetto provocatoriamente sensuale richiamano i temi cari alla PopArt, di cui Bocca diviene oggetto simbolo;
  • La forte componente scenografica e l'aspetto trasgressivo hanno reso Bocca un prodotto cult del design mondiale, presente in molti musei e ampiamente citato su riviste del settore e non. [5]

Dal 2008 Bocca viene declinata in due nuove versioni: Dark Lady (tessuto nero e piercing di metallo cromato) e Pink Lady (tessuto rosa).

Per celebrare i primi 50 anni di attività dell'azienda, nel 2016 Gufram presenta una speciale serie limitata, Boccadoro, di soli cinquanta esemplari.

La seduta "Bocca" come le altre sedute dei fratelli Gugliermetto, simboleggiano da un lato la cultura feticista che ci lega agli oggetti, mentre dall'altro la capacità di un artefatto di cristallizzare un rituale quotidiano, come l'atto di sedersi.[1]


Curiosità[edit]

La Bocca di Gufram é conosciuta anche per i seguenti motivi[6]:

  1. Negli Stati Uniti è conosciuto come Marylin sofa in omaggio alla mitica diva di Hollywood.
  2. Il segreto della sua naturale bellezza sta nel fatto che i due angoli sono leggermente diversi, proprio come le labbra umane.
  3. Il suo particolare colore rosso è un'esclusiva di Gufram.
  4. Sharon Stone ha battuto all'asta una limited edition a favore dell'AmFar per € 35.000.
  5. È stato protagonista delle scenografie dei tour mondiali di  Beyoncé, Kylie Minogue, Katy Perry.
  6. È stato ritratto con alcune delle icone di stile del XX secolo: Elsa Schiapparelli, Marisa Berenson, Lisa Fonssagrives, Claudia Cardinale, Heidi Klum, Alicia Silverstone, Anne Hathaway, Carmen Electra…
  7. Proprio come una modella è stato protagonista degli scatti di alcuni tra i più grandi fotografi: Richard Avedon, David Lachapelle, Rankin…
  8. È stato pubblicato per la prima volta in assoluto sul prestigioso settimanale LIFE. 
  9. È stato protagonista di più di mille editoriali apparsi sulle principali testate di moda tra cui Vogue, Harper's Baazar, Elle e Vanity Fair.
  10. È stato reinterpretato nel 2005 dall'artista Bertrand Lavier ed esposto al Louvre di Parigi.
  11. Un esemplare di divano Bocca dà il benvenuto agli ospiti del Sanderson Hotel di Londra disegnato da Philippe Stark.
  12. È stato protagonista di mostre in numerosi musei internazionali come il Museum of Applied Art and Science di Sydney, il Design Museum di Munich, il Musee des Art Decoratifs di Parigi, ed innumerevoli altre istituzioni culturali nei cinque continenti. [6]

Contesto d'uso[edit]

La Bocca Sofà di Gufram è stata realizzata ed è nata per esaudire e soddisfare la richiesta di una sala d'attesa di un centro benessere di Milano. Questo divano divenne un'icona, il maggior esponente dell'arte surrealista e rappresenta la sensualità femminile, assumendo il ruolo di punto di incontro di designer ed esponenti del pop art[7]. Attualmente è un prodotto ricercato, pubblicato e collezionato nel mondo. Viene infatti categorizzata come oggetto, non utilizzato per accomodarsi la sera in famiglia, ma come oggetto di Design che ha fatto la storia. Gli scenari in cui ritroviamo questo divano sono: concerti di personaggi famosi, musei, set fotografici e case di collezionisti o edifici alquanto stravaganti anche se, nonostante la sua forma provocatoria, potrebbe essere adatta ad ogni tipo di ambiente. Nel 2016, con la celebrazione dei 50 anni di attività dell'azienda, Gufram decise di presentare delle serie limitate di soli cinquanta esemplari di sofà. Con la nuova collezione in oro, riuscì a sottolineare il marchio e a far entrare un oggetto nelle case più belle e nei musei più importanti del mondo. Venne infatti esposta al Louvre, al Museum of Applied Art and Science di Sydney e al Design Museum di Monaco.

Critica[edit]

« Il lavoro di Franco Audrito e Ferruccio Tartaglia l'ho spesso ammirato per la componente figurativa: si tratta di Capitello e di Bocca. Per fortuna la compagnia Gufram è stata resuscitata e quindi questi oggetti ritornano sul mercato con la loro ancora forte innovazione. »
(Gaetano Pesce[4])
« Bocca e Capitello sono icone del design; Studio65 rappresenta non solo nel suo nome lo spirito di un'epoca in cui design, arte e architettura ebbero uno scambio fruttuoso. Sono nata nel 1972, l'anno in cui lo Studio65 allestì una mostra alla Section N di Vienna, una galleria e negozio disegnato da mio padre, Hans Hollein, e sono cresciuta con il design italiano negli occhi, che allora era gioioso, giocoso, arguto e audace e che ha avuto una profonda influenza nel mio modo di vedere il design. »
(Lilli Hollein, Critico e direttore di ViennaDesign Week, AT)
« Lo Studio65 ci ricorda brillantemente che l'ironia si fonda, fatto piuttosto ironico, sul letterale. E per di più dovrebbe parlare da sé – come certamente fanno le labbra giganti di Bocca »
(Aric Chen, Curatore Design e Architetturadel Museo M+, Hong Kong, CN[4])

Aspetto semiotico[edit]

Piano dell'espressione[edit]

Categorie cromatiche[edit]

Il sofà di Gufram ha colori accesi e passionali che riportano all'idea del rossetto, i colori principali sono il nero, il rosso e il rosa, ma esiste anche la versione limitata oro. Lo si può trovare anche in diversi materiali, come la plastica e il tessuto.


Categorie eidetiche[edit]

La Bocca sofà di Gufram si presenta alla vista come un insieme di linee curve e delicate. Questo divano è composto da sole linee curve che riportano all'idea di comodità e accoglienza, la forma riconduce alle labbra femminili.


Categorie topologiche[edit]

Possiamo notare un'evidente relazione tra la seduta del sofà e lo schienale. Essi presentano elementi simili ed altri in contrasto. La seduta, che riporta all'idea di labbro inferiore, risulta essere comoda e delicata, grazie ai lineamenti morbidi e curvilinei del sofà. Allo stesso tempo, pur essendo molto simile alla seduta, lo schienale presenta a sua volta una relazione tra centro/lati. Nella parte centrale, che riporta all'idea di labbro superiore, possiamo intuire che si potrà avere un maggior sostegno alla schiena, rispetto ai lati dove le linee dello schienale si uniscono alla seduta, rendendola poco convenzionale. Un'altra relazione che possiamo notare guardando di lato l'oggetto, è il davanti/dietro. Davanti troviamo la seduta, mentre il posteriore rappresenta la parte più arretrata dell'oggetto, ovvero la parte dedicata a stare a contatto con una parete, data la sua forma, che nega la normale seduta.


Semiosi[edit]

Strutture di conversione[edit]

Formule di omologazione[edit]

Sofà con forme morbide a forma di labbra femminili. Il colore rosso trasmette sensazioni di calore e di passione.

Piano dell'Espressione Piano del Contenuto
Aspetto cromatico
COLORI CALDI : COLORI FREDDI = FEMMINILE : MASCHILE
ROSSO : VERDE = CALDO : FREDDO
ROSSO : VERDE = PASSIONE : SPERANZA
MATERIALE MORBIDO : MATERIALE DURO = FEMMINILE : MASCHILE
Aspetto eidetico
FORME CURVE : FORME RETTE = FEMMINILE : MASCHILE
FORME CURVE : FORME RETTE = UMANO : ANTI UMANO
FORME CURVE : FORME RETTE = + ERGONOMICO : - ERGONOMICO
Aspetto topologico
SEDUTA : SCHIENALE = VARIAZ. DIMENS. ORIZZONTALE : VARIAZ. DIMENS. VERTICALE
SEDUTA : SCHIENALE = LABBRO INFERIORE : LABBRO SUPERIORE

Codifica[edit]

Il sofà bocca si differenzia dai classici divani, vista la mancanza dei piedini (o gambe) e dei 2 braccioli. L’assenza di questi elementi aggiungono valori di aspetto pratico, ludico e estetico alla “bocca”, mentre sottraggono valori come il confort. Se il codice di riferimento sofà prevede 4 gambe, 2 braccioli, 2 posti con seduta e schienale, siamo di fronte a un oggetto di ipocodifica perché il sofà "Bocca di Gufram" non dispone di elementi come gambe e braccioli; mentre possiede i due posti con la seduta e lo schienale.

Simbolo[edit]

L'aspetto simbolico del Sofà Bocca di Gufram, riporta al concetto di femminilità e sensualità.

Piano del Contenuto[edit]

Questo sofà sottolinea il valore ludico e raffigurativo. L'utente che ne usufruisce non ha infatti subito chiara la funzionalità e l'utilizzo dell'oggetto. Nega i "valori utilitari" e introduce una sorta di "piccola follia", rappresentata attraverso le carnose labbra rosse (particolare totalmente inusuale in questo tipo di design). Il valore ludico è quello più evidente se messo a confronto con gli altri tre (pratico, utopico e critico).

Componenti figurative[edit]

Il sofà è un blocco unico, ma possiamo osservarne due parti, una dedicata alla seduta e l'altra allo schienale. Gli architetti dello Studio 65 hanno voluto riprodurre attraverso questo sofà due grandi labbra carnose, accentuate da un rossetto rosso.

Livello discorsivo[edit]

  1. Spazializzazione: la poltrona Bocca di Gufram è adatta per gli ambienti interni come musei, set fotografici e case di collezionisti. Venne infatti esposta al Louvre, al Museum of Applied Art and Science di Sydney e al Design Museum di Monaco. Si tratta di una seduta concepita per la sala d'aspetto.
  2. Temporalizzazione: La mancanza dei braccioli ne indica un chiaro intento di non rendere la seduta rilassante e prolungata. La seduta può essere usata per i momenti d'attesa, quindi prima che avvenga un evento.
  3. Attorizzazione: sofà adatto ad un pubblico di appassionati del design e amanti delle sedute iconiche. Sconsigliato ad un pubblico che ha problemi di motorietà, siccome l'assenza di braccioli non consente un facile rialzo dalla seduta.


Programmi d'azione

  • Ov1: comodità.
     A→(S+Ov1). 

La poltrona Bocca di Gufram permette una seduta particolarmente comoda per via del uso del poliuretano espanso, il quale è un materiale flessibile e morbido, giovando l'utente in termini di comodità.


  • Ov2: durezza.
     A→(S-Ov2).

Avendo utilizzato il poliuretano espanso come materiale base, la poltrona non risulta rigida e dura.


  • Ov3: tradizionalità.
     A→(S-Ov3). 

La poltrona Bocca di Gufram non rispecchia in alcun modo l'archetipo di poltrona, infatti a primo impatto si fatica a concepirne la funzione.


  • Ov4: innovazione.
     A→(S+Ov4).  

La poltrona Bocca di Gufram risulta particolarmente innovativa, basandoci sull'anno di produzione. Essa infatti è stata realizzata poco dopo che il poliuretano espanso venisse impiegato anche per le sedute.


  • Ov5: femminilità.
     A→(S+Ov5). 

Gli architetti dello Studio 65 hanno voluto riprodurre attraverso questo sofà due grandi labbra carnose, accentuate da un rossetto rosso, perciò in considerazione di questo fatto, la seduta risulta molto femminile.


  • Ov6: sensualità.
     A→(S+Ov6).

Le linee curvilinee ed il color rosso fuoco, che rimandano sempre alle labbra femminili, non possono che trasmettere un valore di sensualità.


  • Ov7: leggerezza.
     A→(S+Ov7). 

Essendo realizzata in poliuretano espanso, ha anche una bassa densità perciò ne consegue una minor peso specifico. Questo permette alla seduta di essere leggera e di essere spostata senza grandi sforzi.

Attanti[edit]

Greimas ha ricavato dal linguista Lucien Tesnière il termine attante, ovvero, chi fa o subisce un atto, è dunque definito da un predicato (un verbo), spesso modalizzato (volere, dovere, sapere, potere).

Programma principale:

  • AP (action program) = sedere

Sottoprogrammi d'azione

  • A (addresser) = Bocca di Gufram
  • S (subject)= soggetto (utente)
  • Ov (object value) = valore

Valori modali[edit]

Il sofà Bocca di Gufram trasferisce all’utente determinati valori modali. Il Poter sedersi è il principale valore modale trasmesso dal prodotto. Un altro valore che trasmette è il Voler riposare e Voler scegliere il colore seguito dal Dover collocarlo nel ambiente corretto, dover fare manutenzione e dal Saper come mantenere le buone condizioni (pulitra).

Ruoli tematici[edit]

Il Sofà Bocca di Gufram viene ideato per lo più per il suo valore estetico, presenta linee semplici e sinuose, che fanno riferimento alla femminilità umana. Viene utilizzata da utenti che sono appassionati di design, e quindi inenditori; per questo viene collocata in mostre, musei o concerti, gli utenti quindi non guardano il prezzo della poltrona ma bensì il valore ludico della stessa.

Quadrato semiotico[edit]

Il quadrato semiotico [1] è un metodo di classificazione dei concetti pertinenti ad una data opposizione di concetti quali maschile-femminili, bello-brutto, ecc. Il quadro semiotico fa riconoscere quattro termini isotopi, cioè quattro posizioni di senso che presentano tra di loro tre tipi di relazioni. Per realizzare il nostro quadro semiotico scegliamo come termine primitivo "femminile", a cui poniamo il termine contraddittorio di "maschile", rappresenteremo questa relazione in orizzontale.

Procedendo dai due termini selezionati, con un'operazione di negazione, possiamo far nascere un termine che è contraddittorio, definiti sub-contrari l'uno in rapporto all'altro. Otterremo quindi i termini "non femminile" e "non maschile", li disporremo quindi anch'essi in orizzontale. (Relazione di contraddizione)

Tra un termine primitivo e il suo rispettivo contraddittorio "femminile" e "non femminile", "maschile" e "non maschile" si definisce, tramite un'operazione di asserzione, una relazione di complementarità.

La seduta rappresenta la perfetta astrazione della bellezza femminile.

Tabella semiotica Maschile - Femminile

Possiamo, utilizzando lo stesso principio di quadro semiotico, creare altri quadri che definiscono meglio il nostro oggetto, tramite i valori che il designer ha voluto trasmettere: Grazie al materiale con cui è fabbricata, la seduta si presenta come morbida e accogliente.

Quadrato semiotico - Morbido-Duro

I due angoli della seduta sono leggermente diversi proprio come le labbra umane.

Quadrato Semiotico - Asimmetrico-Simmetrico

Icona delle icone pop questo oggetto ispira e unisce cinema e sex symbol.

Quadrato semiotico - Sensuale-Casto


Quadrato di Floch[edit]

Quadrato di Floch bocca di Gufram.

Rappresentazione del quadro di Floch, che individua nell'oggetto una forte enfatizzazione della Valorizzazione ludica, causata dalla fama che segue la poltrona, più che dal materiale con cui viene prodotta.

Conclusione[edit]

Il sofà bocca si differenzia dai classici divani, vista la mancanza dei piedini o gambe e dei 2 braccioli. L’assenza di questi elementi aggiungono valori di aspetto pratico, ludico e estetico alla “bocca”, mentre sottraggono valori come il confort. Se il codice di riferimento sofà prevede 4 gambe, 2 braccioli, 2 posti con seduta e schienale, siamo di fronte a un oggetto di ipocodifica perché il sofà "Bocca di Gufram" non dispone di elementi come gambe e braccioli; mentre possiede i due posti con la seduta e lo schienale. Questo sofà sottolinea il valore ludico e raffigurativo. L'utente che ne usufruisce non ha infatti subito chiara la funzionalità e l'utilizzo dell'oggetto. Il valore ludico è quello più evidente se messo a confronto con gli altri tre (pratico, utopico e critico), siccome gli architetti dello Studio 65 hanno voluto riprodurre attraverso questo sofà due grandi labbra carnose, accentuate da un rossetto rosso.

Video correlati[edit]

Note[edit]

  1. 1,0 1,1 Design italiano del XX secolo, Giunti Editore, p. 17.
  2. Russo, Dario, 1972-, Suite d'autore : viaggio nella storia del design, Biblioteca del Cenide, 2008, ISBN 9788887669633, OCLC 419643025.
  3. Origini della seduta, su gufram.it.
  4. 4,0 4,1 4,2 Didero et al. 2015
  5. Divano Bocca di Studio 65 per Gufram, su eyeondesign.it.
  6. 6,0 6,1 ArchiProducts, su archiproducts.com.
  7. pop art sul sito architetto.info

Pagine correlate[edit]

Altri progetti[edit]

Bibliografia[edit]