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Semiotica e design/Lampada Fortuny

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Indice del libro

Fortuny è una lampada progettata dall'artista poliedrico Mariano Fortuny y Madrazo nel 1903 [1]. Per la realizzazione di questa lampada, l'artista attuò profondi studi riguardanti l'illuminazione, soprattutto da palcoscenico, scoprendo che con l'uso di stoffe, più o meno elaborate, si può ottenere una luce indiretta e morbida, quindi, un'atmosfera diffusa. Da qui, inoltre, facendo riferimento alla sua esperienza nel settore della fotografia, Fortuny y Madrazo si ispirò alla struttura del treppiedi della macchina fotografica per creare il sostegno inferiore del paralume. In conclusione si può dire che, unendo e applicando le conoscenze riguardanti gli strumenti da lui utilizzati in carriera, l'artista è riuscito a creare una lampada che ancora oggi è considerata un oggetto di design contemporaneo [2].

Idea di progetto

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La lampada Fortuny nacque con la necessità di creare una luce indiretta e diffusa in un ambiente scenografico. Da questa necessità Fortuny idealizzò e realizzò, in maniera innovativa, un paralume ombrelliforme il cui scopo era di propagare la luce riflessa verso un soggetto posto in un ambiente chiuso. L'ispirazione per la realizzazione della piantana derivò dalla struttura a treppiede delle macchine fotografiche. Questo sistema consente, attraverso un asse centrale mobile, la regolazione in altezza della lampada. La struttura del complesso illuminante, costituito dal paralume e dalla lampada stessa, rende possibile la condizione di un settaggio direzionale per consentire una migliore versatilità e orientabilità dell'oggetto e della luce.

Nel 1899 [3] l'artista Fortuny comincia a fare i suoi primi esperimenti partendo dalle problematiche in ambito fotografico. Il primo modello viene da lui realizzato nel 1902 [4] e inaugurato successivamente nel 1906 [5] nel teatro della contessa di Béarn a Parigi. Il nuovo sistema viene accolto con entusiasmo da Sarah Bernhardt e fu adottato in seguito da vari teatri europei. Nello stesso anno il teatro Kroll di Berlino tramite la AEG e grazie a Fritz Brandt installa un dispositivo di prova ma questo risulta troppo debole per le misure del palcoscenico. Così l'apparecchio viene perfezionato dagli ingenieri della AEG, raggiungendo il raddoppiamento delle dimensioni rispetto all'originale. Nel 1907 [6] viene installato l'impianto definitivo per la rappresentazione di Tristano e Isotta.

Realizzazione (processi produttivi)

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I processi produttivi di questa particolare lampada possono variare in base alle differenti e numerose edizioni. L'elemento base che sorregge il gruppo illuminante è il treppiede, o cavalletto, esso viene realizzato attraverso il frazionamento di tubi metallici (acciaio) di diametri e geometrie prestabilite. Le entità risultanti da questa operazione andranno a costruire quello che sarà il sostegno del paralume. Il supporto (orientabile) ad arco della cupola, a differenza della parte inferiore, viene a costituirsi attraverso la tecnica della trafilatura e dell'assemblaggio di profilato a "C"[7]. Le varie parti strutturali assemblate saranno sottoposte infine a dei trattamenti di verniciatura policroma a polveri epossidiche variabile a seconda del modello. La componente innovativa del paralume viene realizzata da un telaio metallico ombrelliforme su cui viene teso un telo in cotone, anch'esso con tinte differenti in funzione della versione da realizzare.

Caratteristiche

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dimensioni[8]
altezza variabile (da 1900 a 2400 mm)
larghezza 935 mm
profondità 820 mm
diametro paralume ø 860 mm
materiali[9]
paralume cotone ignifugo
treppiedi metallo verniciato
lampadina ad incandescenza 500 watt
peso[9]
peso complessivo 12,5 kg

La lampada Fortuny viene realizzata in 3 versioni: Century, Moda e Ornaments. Ognuna di queste edizioni ha caratteristiche diverse per aspetti cromatici e dimensionali. È importante sottolineare che le lampade della serie Fortuny vengono realizzate in varie colorazioni e grandezze, a seconda dell'utilizzo e dell'ambiente che dovranno illuminare. Oltre alla variazione tonale è inoltre possibile, secondo un asse verticale rotante, la variazione dell'altezza e la direzione luminosa della lampada in base delle esigenze. Queste proprietà sono comuni a tutti i differenti modelli. La lampada Century ha una struttura che si può presentare nei colori nero, titanio e bianco. A suggerirne la base fu il treppiedi della macchina fotografica, con la gamba centrale regolabile. Il paralume ha invece una forma a quarto di sfera ed il cotone esterno è in colore nero, beige o bianco, mentre il tessuto interno è in cotone ignifugo stampato argento. La superficie riflettente permette una straordinaria propagazione omogenea ed uniforme della luce.

Piano dell'espressione

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Lettura plastica

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Caratteristiche cromatiche

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Nella lampada Fortuny si può notare una doppia opposizione cromatica. La prima è dovuta al contrasto tra il tessuto bianco, interno al paralume, ed il colore nero che ricopre l'esterno di quest'ultimo e la restante struttura inferiore. La seconda differenza è invece data dall'opacità del tessuto della cupola e la lucidità metallica del treppiede.

Caratteristiche eidetiche

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Per quanto riguarda le caratteristiche eidetiche dell'oggetto in questione si nota come nella parte superiore della lampada emergano linee curve che si oppongono alla verticalità del sostegno inferiore. Oltre a questa opposizione tra la parte superiore e quella inferiore è presente un ulteriore contrasto nella parte interna del paralume. La rotondità di quest'ultimo infatti, è interrotta da una linea retta, un' asta metallica utilizzata come sostegno per la lampadina.

Caratteristiche topologiche

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A primo impatto la lampada risulta suddivisa in due parti, una superiore e una inferiore, nelle quali predominano e si contrappongono rispettivamente la linea curva e bianca, delineata dal telo del paralume, e la linea spezzata nera del treppiede. La forma piramidale suggerita dal cavalletto, spinge l'occhio dell'osservatore verso il punto focale e funzionale della lampada. Un ulteriore retta che divide in modo simmetrico l'oggetto viene suggerita verticalmente dall'asse allungabile della base. È identificabile inoltre una distinzione centrale e periferica definita dalla focalità della piccola cupola rifrangente e cromata in opposizione alla parte esterna ombrellifere.

Strutture di conversione

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Formule di omologazione

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bianco  : nero = luminosità  : oscurità
tessuto  : metallo = caldo  : freddo
retto  : curvo = funzionalità  : estetica
retto  : curvo = tradizione  : innovazione
triangolo  : cerchio = stabilità  : mobilità

Grado di codifica

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L' archetipo di una lampada da salotto è rappresentato dalla presenza di una piantana a stelo e da un paralume.

La geometria piramidale del treppiede e il diffusore luminoso a forma di parabola, si contrappongono alla struttura tradizionale della lampada. Porta innovazione dal punto di vista funzionale e morfologico in quanto permette un agevole direzionamento della luce e un facile trasporto.

La massima semplificazione della sua figura conferisce alla lampada la qualità di oggetto senza tempo. Precedentemente la sua struttura veniva identificata con la forma di un ombrello, attualmente invece viene associata ad una parabola satellitare.

Piano del contenuto

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Semantica discorsiva (figuratività)

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Analisi figurativa

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La struttura della lampada Fortuny si presenta come una vera e propria innovazione per l'epoca. Il paralume, sorretto da un treppiede riconducibile a quello utilizzato in ambito fotografico, somiglia ad un'attuale antenna parabolica, anche se probabilmente all'epoca l'autore si ispirò ad un ombrello. Nel complesso la struttura assume una forma slanciata, stabile e allo stesso tempo equilibrata in tutte le sue componenti. La lampada Fortuny è un oggetto stilizzato.

Sintassi discorsiva

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Spazializzazione: la lampada Fortuny nasce come strumento per set fotografici e teatri, ma in seguito viene decontestualizzata fungendo da oggetto di arredo per utenti privati. Utilizzata infatti in salotti, camere e ambienti casalinghi in generale.


Temporalizzazione: Quando la lampada viene utilizzata per lo scopo per cui è nata ovvero illuminare un teatro o un set fotografico, attività che si svolgono in un ambiente buio, si ricorre al suo utilizzo a qualsiasi ora del giorno. Invece se inserita in uno spazio privato, come il salotto o la camera da letto si ricorre al suo utilizzo per necessità, ovvero nelle ore buie della giornata.


Attorizzazione: Nel caso in cui venga utilizzata in un contesto pubblico, l'utente che ne usufruisce è un professionista (fotografo/scenografo). In ambito domestico l'utente è un privato (appassionato/intenditore)

Strutture superficiali

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Valori modali

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La lampada esplicita all'utente il suo modo d'utilizzo i modo intuitivo. Essa infatti può essere regolata sia in altezza che in direzione e in questo modo invoglia l'utente ad interagire con essa per creare sempre atmosfere e situazioni nuove.

A1=A2→ Lampada

S1→ Fotografo

S2→ Utente

Ov1→ Funzionalità

Ov2→ Estetica


Programmi d'azione

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La lampada viene utilizzata in ambiti fotografici, in set e palcoscenici teatrali, ma anche in contesti privati e domestici. Nel primo caso la lampada, utilizzata dal fotografo o dallo scenografo, acquisisce funzionalità adempiendo al compito per il quale è stata concepita: diffondere luce negli spazi. Nel secondo caso invece alla lampada, utilizzata dall’utente privato, viene attribuito un valore per lo più estetico. Seppur continua a illuminare l’ambiente, perde infatti la sua reale funzione.


A1→ S1 + Ov1

A2→ S2 + Ov2

Strutture profonde

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Rappresentazione grafica quadrato semiotico

Valori in gioco (quadrato semiotico)

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Si possono individuare diversi valori a seconda dell'ambiente in cui è contestualizzato l'oggetto. Considerando l'opposizione tra lo spazio pubblico e lo spazio privato si individuano nel primo caso i valori di collettività e socialità, contrapposti nel secondo caso ai valori di riservatezza, singolarità e familiarità. Come conseguenza a questo ragionamento si determinano due ulteriori contesti che a loro volta esplicitano altre qualità. In particolare nello spazio sociale si distinguono condivisione, universalità e relazioni, mentre lo spazio intimo è caratterizzato da accoglienza e calore. Queste riflessioni accompagnano la lampada nel suo viaggio da uno scenario all'altro nel corso del tempo. Questa si sposta da uno spazio pubblico come teatro o set fotografico ad un ambiente domestico come il salotto.


Quadrato di Floch

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Quadrato di Floch

Per la sua praticità, la lampada, nasce al fine di rispondere alle esigenze funzionali di fotografi, registi e scenografi. Nella realtà contemporanea viene sostituita da nuovi strumenti innovativi, criticandone la bassa tecnologia utilizzata. Questo fa si che la lampada diventi un oggetto ludico, puramente estetico e di design. Diverge in un oggetto utopico, perché mantiene il suo funzionamento originale, ma non il suo collocamento spaziale.

La lampada si distingue per le sue linee rette e curve che rispecchiano rispettivamente i valori di tradizione/funzionalità e di innovazione/estetica in quanto la verticalità del cavalletto deriva dalla tradizione fotografica e ha la funzione di sostenere il paralume, che invece per la sua forma innovativa risulta per lo più estetico. Per le stesse caratteristiche risulta un oggetto completo in quanto racchiude in sé valori morfologicamente maschili e femminili. In secondo luogo la struttura del treppiede risulta stabile in quanto prevale la forma triangolare, considerata geometricamente inamovibile, in contrasto con la mobilità data dalla forma circolare della parte superiore. Mantenendo la distinzione fra le due componenti si possono individuare due materiali diversi che di conseguenza comunicano valori differenti. Il metallo della base si presenta freddo mentre il tessuto della cupola risulta caldo. Infine gli stessi materiali tramite i loro colori creano un'atmosfera accogliente accostando luminosità e oscurità.

  1. 1903 The Design Book, Phaidon
  2. contemporaneo Design in 1000 oggetti, Phaindon Press Limited
  3. 1899 Luce e ombra: Storia, teorie e pratiche dell'illuminazione teatrale, Cristina Grazioli
  4. 1902 Luce e ombra: Storia, teorie e pratiche dell'illuminazione teatrale, Cristina Grazioli
  5. 1906 Luce e ombra: Storia, teorie e pratiche dell'illuminazione teatrale, Cristina Grazioli
  6. 1907 Luce e ombra: Storia, teorie e pratiche dell'illuminazione teatrale, Cristina Grazioli
  7. tecnica della trafilatura e dell'assemblaggio di profilato a "C", http://www.pallucco.com/content/collection/fortuny-petite/pallucco_fortuny_it.pdf
  8. dimensioni: http://www.pallucco.com/content/collection/fortuny- petite/pallucco_fortuny_it.pdf
  9. 9,0 9,1 lovethesign.com, https://www.lovethesign.com/it/pallucco/lampada-da-terra-fortuny.

Pagine correlate interwiki

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Riferimenti bibliografici

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  • Guillermo De Osma, The Life and Work of Mariano Fortuny, Aurum Press, 1994.
  • The Design Book, Phaidon, ISBN 978-88-6722-217-9.
  • Design in 1000 oggetti, Phaidon Press Limited, 2006.