Semiotica e design/Oliera 5070

From Wikibooks
Jump to navigation Jump to search
Oliera 5070 di Ettore Sottsass

L'Oliera 5070 è un set da condimento disegnato da Ettore Sottass per l'azienda italiana Alessi nel 1972.

« ...so che la parola "fallimento", ahimè, riguarda per sempre la vita intera, riguarda quel fiato caldo, amaro che sento dietro il collo, che mi insegue dalla mattina alla sera, che non si ferma mai.... Continuo a cercare di disegnare una possibile scoperta dell'esistenza. Voglio dire disegnare una possibile interpretazione della dinamica dell'esistenza. Voglio dire disegnare un possibile modo di sopravvivere nella storia. Voglio dire: sono ancora lì a cercare di capire qual è l'accelerazione da prendere per entrare nell'autostrada dell'esistenza; senza massacri né per me né per gli altri. »
(Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/ettore-sottsass/)

Storia[edit]

L'Oliera 5070, disegnata da Ettore Sottass per Alessi, rappresenta la filosofia di questa azienda che considera sostanza del design moderno: la creazione di oggetti che manifestino eccezionale ciò che è usuale. Sottsass iniziò la sua collaborazione creativa con Alessi nel 1972 e l'Oliera 5070 fu uno dei suoi primi progetti per questa azienda.[1]

Descrizione[edit]

Il set da condimento è composto da contenitori cilindrici; ogni componente è composto da un tappo a cupola in acciaio inox e il corpo cilindrico in cristallo. Altra caratteristica è la praticità d'uso, in quanto il cristallo rivela il contenuto. L'Oliera è caratterizzata da un design semplice e rimane un utile oggetto di uso comune.

I quattro cilindri hanno il compito di contenere i condimenti; i due contenitori più piccoli contengono sale e pepe mentre quelli più grandi olio e aceto. Possiede un ingombro funzionale minimo e il manico unito alla base dell'Oliera consente di essere spostato facilmente. La base raggruppa tutti i singoli elementi grazie agli otto piccoli cilindri in acciaio. Grazie al materiale trasparente si possono distinguere i vari elementi all'interno dei contenitori. Nei tappi per l'olio e l'aceto è presente un salvagocce, realizzato per massimizzare la sua funzionalità. La base presenta al centro un lungo gancio in acciaio per sollevarla. Ai lati sono poste due coppie di contenitori, due piccoli e due grandi con forma cilindrica. Il tappo è a forma di cupola con dei fori in superficie nel caso del sale e del pepe.

Caratteristiche tecniche[edit]

Lunghezza 17,50 cm
Altezza 19 cm
Profondità 8 cm

[2]

Critica[edit]

L'oggetto è stato valorizzato sia in senso pratico sia in senso estetico, dalla forma semplice e slanciata unita ai colori monocromi che creano eleganza e raffinatezza. L'essenzialità permette all'oggetto di essere inserito in contesti diversi.[3]

Analisi Semiotica[edit]

Piano dell'espressione[edit]

Categorie topologiche[edit]

Dal punto di vista compositivo l'oggetto è formato da una parte statica che contiene le diverse parti mobili. Queste ultime sono i contenitori di olio, aceto, sale e pepe; essi sono cilindrici e tutte le rifiniture che fanno da contorno riprendono le loro forme. L'Oliera 5070 si sviluppa verticalmente in quanto i corpi centrali sono stretti e lunghi, in contrapposizione con la base compatta e compressa. Sulla superficie della base ritroviamo dei piccoli corpi cilindrici di acciaio che servono per tenere immobili i contenitori delle sostanze.

Categorie eidetiche[edit]

L'opposizione di termini orizzontale/verticale è una caratteristica che fa parte delle categorie eidetiche dell'Oliera: nella parte inferiore troviamo un componente compresso che si espande in larghezza (base), contrastandosi con i contenitori che hanno uno sviluppo prevalentemente verticale. I profili dell'Oliera 5070 richiamano la forma circolare.

Categorie cromatiche[edit]

L' Oliera 5070 dal punto di vista cromatico è molto essenziale, perché gli unici due colori sono dati dai materiali. Il punto focale dell'oggetto è il colore trasparente del cristallo mentre la parte superiore, inferiore e le finiture della base e dei tappi sono in acciaio inox lucido. Questo accostamento di materiali favorisce una valorizzazione reciproca.

Strutture di conversione[edit]

Formule di omologazione[edit]

  • Contenitori : Base d'appoggio = Spazio cognitivo : Spazio pragmatico
  • Contenitori : Base d'appoggio = In movimento : Statico
  • Cilindricità : Planarità = Spazio cognitivo : Spazio pragmatico
  • Frontale : Superiore = Spazio cognitivo : Spazio pragmatico
  • Trasparente : Opaco = Spazio cognitivo : Spazio pragmatico
  • Cilindri in cristallo : Tappo in acciaio inox = Spazio cognitivo : Spazio pragmatico
  • Cristallo : Acciaio inox = Materiale tradizionale : Materiale moderno

Facendo riferimento alle formule di omologazione soprastanti, le opposizioni topologiche, eidetiche e cromatiche dell'Oliera 5070 riescono a contrastare in modo chiaro lo spazio cognitivo da quello pragmatico. Più percepibile è il contrasto tra i due materiali impiegati, ovvero il cristallo e l'acciaio inox: il primo sta ad indicare lo spazio cognitivo in quanto trasparente e perciò si possono distinguere i vari condimenti all'interno dei contenitori; il secondo sta ad indicare invece lo spazio pragmatico perché attraverso i fori sui tappi i condimenti possono essere versati sulle varie pietanze.

Grado di codifica[edit]

Il tipo di codifica utilizzato per la progettazione dell'Oliera di Sottsass è l'ipercodifica: questo oggetto di design rimanda all'archetipo delle classiche oliere. Essa è composta dalle sue parti essenziali, ovvero i contenitori per i condimenti e una loro base d'appoggio. Il suo valore distinguibile è tuttavia la semplice linearità estetica.

Piano del contenuto[edit]

Semantica discorsiva[edit]

La semiotica figurativa studia il modo in cui riusciamo a interpretare determinate caratteristiche per esempio li colori e le linee come segni di oggetti del mondo reale.[4]

L'oliera 5070 è realizzata direttamente pensando alle forme geometriche classiche, quali il cilindro e la sfera. Questo ne definisce una forma minimale, facendo appunto riferimento alla geometria solida. Basandosi in quanto detto in precedenza, l'Oliera 5070 non rappresenta una figura iconica.

Sintassi discorsiva[edit]

  1. Spazializzazione: L'Oliera 5070 è un oggetto principalmente per uso ]]w:domestico|domestico]], ma lo si può trovare anche in ambienti pubblici. Grazie al suo design, creato per risultare poco ingombrante, è quindi perfetto per essere esposto non solo in cucina, ma anche in sala da pranzo.
  2. Temporalizzazione: L'Oliera 5070 viene utilizzata durante la preparazione ma anche nel consumo dei pasti.
  3. Attorizzazione: L'Oliera viene apprezzata da un pubblico ampio. Si può trovare sulle tavole di molte persone: dalla gente comune agli esperti di design.

Strutture superficiali[edit]

Attanti[edit]

A (oggetto) = Oliera 5070

S (utente) = soggetto

Ov1 = Potere (contenere i condimenti)

Ov2 = Volere (versamento efficace dei condimenti)

Ov3 = Potere (sostituzione condimenti)

Programmi d'azione[edit]

* A → (S+Ov1) L' Oliera 5070 ha la funzione di contenere diversi condimenti e di assicurare in modo efficace e pulito il loro versamento, dosando in modo preciso i contenuti. Inoltre si può sostituire il contenuto con facilità nel massimo dell'ordine e della pulizia.
* A → (S+Ov2) Tramite i beccucci dosatori il versamento dei liquidi è controllato e permette di fare questa operazione in modo efficace e sicuro.
* A → (S+Ov3) Grazie agli ugelli estraibili è possibile sostituire e pulire i contenitori dell'Oliera in modo da garantire una corretta igiene dell'oggetto.

Strutture profonde[edit]

Quadrato Semiotico[edit]

Il quadrato semiotico parte dall'opposizione semiotica dei valori d’uso contro i valori di base. I soggetti di un testo per impadronirsi di un valore di base cercano di acquisire prima lo strumento utile al raggiungimento che è il valore d’uso, possono essere concreti o astratti.[5] A partire da un'opposizione data di concetti S1 e S2, il quadrato semiotico per prima cosa presuppone l'esistenza di altri due concetti, ossia S1 e S2, tra loro in relazione.

Quadrato semiotico di Jean-Marie Floch
  • S1 = piccolo; S2 = grande; -S1 = non piccolo; -S2 = non grande.

S1 (piccolo) e S2 (grande) sono opposti. S1 (piccolo) e -S1 (non piccolo) sono contraddittori, così come lo sono S2 (grande) e -S2 (non grande). -S1 (non piccolo) e -S2 (non grande) sono subcontrari. S1 (piccolo) e -S2 (non grande) sono complementari, così come lo sono -S1 (non piccolo) e S2 (grande).

  • S1 = moderno; S2 = tradizionale; -S1 = non moderno; -S2 = non tradizionale.

S1 (moderno) e S2 (tradizionale) sono opposti. S1 (moderno) e -S1 (non moderno) sono contraddittori, così come lo sono S2 (tradizionale) e -S2 (non tradizionale). -S1 (non moderno) e -S2 (non tradizionale) sono subcontrari. S1 (moderno) e -S2 (non tradizionale) sono complementari, così come lo sono -S1 (non moderno) e S2 (tradizionale).

  • S1 = simmetrico; S2 = asimmetrico; -S1 = non simmetrico; -S2 = non asimmetrico.

S1 (simmetrico) e S2 (asimmetrico) sono opposti. S1 (simmetrico) e -S1 (non simmetrico) sono contraddittori, così come lo sono S2 (asimmetrico) e -S2 (non asimmetrico). -S1 (non simmetrico) e -S2 (non asimmetrico) sono subcontrari. S1 (simmetrico) e -S2 (non asimmetrico) sono complementari, così come lo sono -S1 (non simmetrico) e S2 (asimmetrico).

Processi di Valorizzazione[edit]

Facendo riferimento alla griglia semiotica dei valori, basata sull'interpretazione dello schema di Floch possiamo individuare nell'Oliera una forte enfatizzazione dei valori d'uso.

  1. Valorizzazione pratica: Le forme cilindriche trasparenti dell'oggetto permettono una chiara visione di quello che esso può contenere. Il manico serve per trasportare l’Oliera, ma anche per tenere separati tra loro i vari recipienti. La funzione che ne emerge è chiara ed efficace.
  2. Valorizzazione estetica: il materiale, le linee semplici, la raffinatezza e l'ingombro minimo conferiscono all'Oliera un forte valore estetico.
  3. Valorizzazione utopica: Il design dell'Oliera ha determinato una forte valorizzazione utopica ed esistenziale. L'oggetto, caratterizzato da un'estrema sintesi, proietta l'utente in una modernità funzionale. La totale sintesi formale del prodotto viene sottolineata dal monocromatismo dell'oggetto grazie agli unici due materiali usati.

Curiosità[edit]

Designer[edit]

Nato a Innsbruck nel 1917, Ettore Sottsass è un architetto, designer, intellettuale e pittore, ma anche viaggiatore, fotografo, antropologo e scrittore. Una persona da varie passioni e sfaccettature, la continua ricerca di nuove e più adeguate forme di espressione, con uno lo spirito che lo porta a un’esistenza vissuta e di grande cultura. È conosciuto internazionalmente come uno degli iniziatori del rinnovamento nel design e nell'architettura, grazie al quale si è superato il rigido funzionalismo degli anni precedenti e seguenti la Seconda Guerra Mondiale. Grande e influente maestro del design italiano, nel suo linguaggio l'energia potenziale e la vitalità del disegno e del colore si pongono in contrasto a ogni intellettualismo e rigidità. Muore nel Dicembre del 2007.[6] Nei primi anni di professione si ispira ai principi del Bauhaus e del Razionalismo, magari anche per via del padre architetto. Prima di Olivetti, progetta architetture private e disegna oggetti; prende parte ad alcune Triennali e ad altre mostre, partecipa al dibattito internazionale sull'architettura e il design contemporaneo con articoli e interventi a numerosi convegni.

Conclusione[edit]

La bellezza del design dell'Oliera 5070 di Sottsass risiede nella scelta dei materiali, che le conferiscono un forte aspetto monocromatico, frutto di una ragionata semplicità. Pur essendo stata creata nel 1972, l'Oliera, grazie alla sua composizione estetica, rimane un oggetto di design attuale: l’Oliera era in anticipo sui tempi e fornì una sorta di sguardo sul futuro, lasciando intuire la strada che il design avrebbe intrapreso nel decennio appena iniziato (anni 70). In quel periodo il design italiano fu senz'altro leader del settore, e godette di grande popolarità presso il pubblico. Prova del successo dell’Oliera 5070 è il fatto che la si trova ovunque: nei ristoranti, nei bar e nelle case. Ad essa va il merito di aver fissato uno standard industriale e domestico per la tavola sin da quando è stata immessa sul mercato.[7]

Approfondimenti correlati[edit]

Note[edit]

  1. https://sbandiu.com/2017/08/16/loliera-5070-di-ettore-sottsass/
  2. https://issuu.com/alessi/docs/alessicatgenerale
  3. Floch 2001
  4. http://http://www.pieropolidoro.it/lezione1_1.html
  5. https://www.tesionline.it/appunto/Il-quadrato-semiotico-di-Floch-applicato-alla-pubblicit%C3%A0/449/7
  6. https://www.alessi.com/it_it/designers/dalla-p-alla-s/ettore-sottsass.html
  7. https://sbandiu.com/2017/08/16/loliera-5070-di-ettore-sottsass/

Bibliografia[edit]

  • Jean-Marie Floch, Visual Identities, New York, Continuum, 2001, ISBN 978-0826447395.
  • Dario Mangano, Semiotica e design, Carrocci editore, 2008, p. 30-37, ISBN 9788843048120.

Voci correlate[edit]