Semiotica e design/Diamond Chair

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Storia[modifica]

Diamond Chair Harry Bertoia (1951)

Progettata nel 1951 da Harry Bertoia la sedia Diamond rappresenta oggi una delle più popolari icone del design a livello internazionale. È famosa sia per le linee geometriche, una maglia a rete di fili di metallo che ricorda appunto la forma di un diamante, sia per il fatto di essere interamente in materiale metallico, materiale che fino ad allora non era mai stato usato, in tal modo, per la realizzazione di mobili.

Come molte altre creazioni di design di Harry Bertoia, agli occhi di un esperto lascia intravedere il background formativo dell'autore nel campo della scultura nell'artisticità dell'aspetto tridimensionale da ogni angolazione. In altre parole la sedia Diamond ha un valore estetico non solo se vista da davanti o da un lato, ma anche se vista da sopra, da sotto e da ogni angolazione intermedia.

Harry Bertoia una volta disse «Se guardi queste sedie, vedi che sono come sculture fatte principalmente di aria. Lo spazio le attraversa.»

Prodotte dalla manifattura Knoll tutte le sedie della linea o di altre tipologie a rete sono dotate di un cuscino che si fissa alla seduta e può essere rimosso.

Piano dell'espressione[modifica]

Livello plastico[modifica]

Caratteristiche plastiche

Cromatiche

Il colore della seduta è un colore neutro (metallo) che riflette la luce circostante e crea un’ombra portata interessante. L’unica variante cromatica possibile è data dai cuscini posti sulla seduta che si integrano perfettamente con essa.

Eidetica

Le linee che caratterizzano l’oggetto sono linee curve spezzate che vengono intrecciate e saldate ad una linea curva continua per creare il bordo della seduta, mentre le gambe sono formate da due linee curvate e spezzate che vengono saldate.

Topologico

La sedia viene vista come una rappresentazione del diamante, se vista frontalmente, mentre nelle altre viste dell’oggetto non è semplice riconoscerne la forma. La parte superiore della sedia costituisce una forma chiusa, mentre la parte inferiore è costituita da una forma aperta. La cornice dell’oggetto viene determinata dal bordo della seduta all’interno del quale viene “modellato” lo spazio.

Semiosi[modifica]

Strutture di conversione[modifica]

Formula di omologazione : A / B = C / D

complessità plastica / semplicità = artigianale / industriale

metallo / plastica = innovazione / tradizione

monocromo / policromo = armonico / disarmonico

monomaterico / polimaterico = armonico / disarmonico

riciclabile / non riciclabile = sostenibilità / inquinante

lavorazione / scarti = qualità / difetto

La qualità del prodotto viene definita dai processi di lavorazione impiegati per realizzarlo. Questo comporta uno scarto di materiale minimo in quanto la lavorazione manuale del prodotto lo permette. Il materiale stesso può essere riciclato, perché il metallo permette la rifusione dei pezzi, per ottenere un nuovo prodotto. D’altra parte la produzione industriale in serie creava più scarti perché le lavorazioni non permettevano una precisione tale da non averne.

Grado di codifica[modifica]

Con la sedia diamond chair ci troviamo di fronte a una situazione di ipocodifica in quanto c’è una ricerca di innovazione da parte del designer. Per il tempo in cui è stata realizzata l’innovazione era data dall’uso di un materiale, il metallo che era prettamente industriale, per la sua realizzazione andando contro ai canoni dell’epoca.


Simboli[modifica]

Per quanto riguarda la sedia il simbolo a cui richiama è il diamante; però, con il passare degli anni, la sedia stessa è diventata un simbolo di riconoscimento del designer stesso perché appena la si guarda si associa ad Harry Bertoia.

Piano del contenuto[modifica]

Semantica discorsiva[modifica]

Vi è una stilizzazione del diamante a tal punto da farlo diventare una figura iconica e perciò riconoscibile da tutti.

Sintassi discorsiva[modifica]

La sedia da all’utente un rapporto “intimo” perché essa viene utilizzata nel tempo libero nelle abitazioni come strumento per rilassarsi e allo stesso tempo arricchisce l’ambiente trasformandolo in uno spazio più elegante e raffinato. Valori propri della sedia: design; qualità; artigianato; innovazione e sostenibilità.

Si colloca nell’abitazione perciò in-door nel soggiorno o in una stanza da letto. Viene utilizzata nel tempo libero per rilassarsi o leggere un libro. L’utente è qualcuno che ha un certo gusto artistico che apprezza il design.

Gli utenti che acquistano e utilizzano la sedia sono: designer, bisness men, appassionati, collezionisti.


Strutture superficiali[modifica]

Programmi di azione

La sedia fa diventare l’ambiente dove è collocata più rilassante e ispira l’utente alla creatività.

A → ( S + Ov1)

A → ( S + Ov2)

Attanti

A = sedia

S = utente

Ov1 = relax

Ov2 = creatività

Valori modali: I valori modali che la sedia trasmette all’utente sono il: volere essere / fare e il poter essere / fare perché la seduta rispecchia la personalità dell’utente.

Ruoli tematici: Il tema su cui verte l’idea della sedia è la forma del diamante rispettando sempre i valori sopra citati di design, qualità, artigianato, innovazione e sostenibilità. Per questo il materiale principale dell’oggetto è il metallo che viene utilizzato in fili poi elettrosaldati. Viene valorizzato perché prima di allora era reputato un materiale prettamente industriale. Questo comporta un’innovazione da parte del designer che, per l’epoca in cui è stata concepita la sedia, a pensato “oltre gli schemi”, portandolo a pensare a come sarebbe stata la società da lì in avanti.

Quadrato semiotico[modifica]

Il quadrato semiotico si basa sull'opposizione di termini (S \ - S). La natura di queste relazioni è denominata asse semantico. La rappresentazione di queste relazioni prende la forma di un quadrato: la prima è di contraddizione, la seconda di implicazione. I quattro termini sono posti in relazione due a due tramite gli assi:

  • S1 \ S2 = asse dei contrari
  • - S1 \ - S2 = asse dei concordi
  • S1 \ - S1 = schema positivo
  • S2 \ - S2 = schema negativo
  • S1 \ - S2 = riferimento positivo
  • S2 \ - S1 = riferimento negativo

In base a queste considerazioni possiamo ricavarne il quadro semiotico effettivo dell'oggetto:

  • S1 = artigianale, S2 = industriale, - S1 = non industriale, - S2 = non artigianale. In questo caso nell'oggetto primeggia l'artigianalità.
  • S1 = innovazione, S2 = tradizione, - S1 = non tradizione, - S2 = non innovazione. In questo caso nell'oggetto primeggia l'innovazione.
  • S1 = qualità, S2 = difetto, - S1 = non qualità, - S2 = non difetto. In questo caso nell'oggetto primeggia la qualità.
  • S1 = sostenibilità, S2 = inquinante, - S1 = non sostenibile, - S2 = non inquinante. In questo caso nell'oggetto primeggia la sostenibilità.


Quadrato di Floch[modifica]

  • Pratica (fare) : perché la sua funzione è eseguita al meglio ( cioè sedersi);
  • Utopica (essere) : perché identifica l’utente entro certi parametri come ad esempio la ricchezza in termini economici (dato l’elevato costo) e anche ricchezza personale in quanto gusto artistico;
  • Critica: assente
  • Ludica/estetica : perché l’oggetto ha un suo valore estetico predominante ma tenta di creare un equilibrio tra estetica e funzionalità.

La sedia rientra in tre dei quattro parametri sopra indicati.


Conclusioni[modifica]

La diamond chair è una sedia iconica con dei valori propri che trasmette all’utente, lo aiuta a creare un’immagine di se creativa e innovativa.

Grazie al materiale di cui è fatta sarà duratura nel tempo perciò rispetta i canoni di sostenibilità.

La sedia da all’utente un rapporto “intimo” perché essa viene utilizzata nel tempo libero nelle abitazioni come strumento per rilassarsi e allo stesso tempo arricchisce l’ambiente trasformandolo in uno spazio più elegante e raffinato.

Approfondimenti interwiki[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]