Suoni, segni e idee/La scrittura

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Si definirà

SCRITTURA ---> la modalità di espressione che associa un significato
  • o a un segno grafico
  • o a un insieme di segni grafici
  • o a una sequenza ordinata di segni grafici

Si parla della scrittura anche come di LINGUAGGIO GRAFICO.

Rientrano nella scrittura anche gli antichi pittogrammi e mitogrammi che non di rado esprimono significati complessi.

Sciamano grotta dei cervi

Originariamente tutte le scritture furono ideografiche ovvero il singolo segno grafico o l'insieme di segni grafici utilizzati esprimevano direttamente un significato. Era ideografica, ad esempio, l'antica scrittura egiziana ed è ideografica l'attuale scrittura cinese.

Flickr - Gaspa - Saqqara, geroglifici

Om cinese

Successivamente (intorno al 1500 a.C) il popolo dei Fenici ideò dei particolari segni grafici (c.d. LETTERE) le quali non esprimevano un'idea ma rappresentavano un suono del loro linguaggio verbale. In tal modo potevano essere rappresentate graficamente le parole che, essendo sequenze di suoni, si potevano rappresentare con la sequenza delle lettere che rappresentavano ciascun suono di cui la parola era composta.

Poiché venne chiamato ALFABETO l'insieme di tutte le lettere create (dai nomi di aleph e beth, le prime due lettere create) questa nuova forma di scrittura venne detta SCRITTURA ALFABETICA.

Phoenician alphabet

Ben presto le scritture alfabetiche si diffusero nell'area mediterranea data la loro migliore praticità rispetto le scrittura ideografiche.

I popoli dell'area mesopotamica crearono delle SCRITTURE CUNEIFORNI ove al posto delle lettere erano usati segni grafici simili a cunei che però non rappresentavano un singolo suono del loro linguaggio verbale ma una sillaba. Popoli mediterranei come i Greci crearono un loro alfabeto e vi aggiunsero anche lettere che rappresentavano i suoni delle vocali, dato che i Fenici si erano limitati a rappresentare i suoni delle sole consonanti e le vocali venivano inserite nella parola durante la lettura (c.d. scrittura consonantica).

Anche i Latini e poi i Romani crearono poi un loro alfabeto (c.d: ALFABETO LATINO) derivando le loro lettere sia dall'alfabeto greco che da quello etrusco. In seguito alle vicende storiche che videro l'affermazione di Roma nell'area mediterranea e la conseguente diffusione della lingua latina e dell'alfabeto latino in tutti i dominii di Roma, molti popoli piuttosto che creare un loro alfabeto per rappresentare i suoni della propria lingua preferirono adottare l'alfabeto latino, tanto che esso divenne il più diffuso sin dall'antichità e fino a tutt'oggi è l'alfabeto che utilizzano la maggior parte delle lingue odierne.

Si ritiene che con l'invenzione delle scritture alfabetiche, la scrittura perse la sua funzione di espressione diretta divenendo una sorta di "linguaggio di secondo grado" subordinato al linguaggio verbale e rappresentativo di esso: la parola scritta, infatti, non esprime direttamente un'idea ma rappresenta il suono dei foni della parola che, rievocati nel cervello, esprimono poi l'idea.