Bivona/Il dialetto

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Bivona
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Dialetti italiani meridionali estremi

Il dialetto di Bivona (bivonese, vivunisi in siciliano) un dialetto della lingua siciliana, incluso fra i dialetti centro-occidentali siciliani, parlato in provincia di Agrigento nel comune italiano di Bivona e nel suo territorio, nell'area dei Monti Sicani.

Il subdialetto bivonese presenta alcune caratteristiche che lo rendono simile al tipico siciliano occidentale, altre che lo accostano al dialetto ennese[1].

Il subdialetto di Bivona non ha riconoscimento giuridico (legge n° 482 del 15 dicembre 1999)[2] né è regolato da un organismo da controllo.

Caratteristiche principali[modifica]

Le caratteristiche principali del dialetto di Bivona sono[3][4]:

  • la conservazione del nesso -LJ- (ad esempio ogliu, pronuncia "olju": in italiano "olio");
  • il riflesso della continua gutturale sorda del nesso -FL-, come la lettera χ del greco antico (es.: χumi, in italiano "fiume");
  • la prostesi della gutturale sonora davanti una vocale (es.: gatu, in italiano "alto");
  • la prima persona del pronome personale ridotta a ji anziché iu come la maggior parte dei dialetti siciliani occidentali (in italiano "io");
  • il troncamento della terza persona singolare del passato remoto (es.: currì, in italiano "corse");
  • il riflesso di -LD- in Žd (es.: caŽdu, in italiano "caldo");
  • l'elisione di L- davanti una dentale (es.: satu, in italiano "salto");
  • la postposizione e l'enclisi del pronome personale di terza persona singolare alla seconda persona singolare dei verbi, in tutti i tempi e modi tranne che nel presente indicativo (es.: tu durmivitu, in italiano "tu dormivi");
  • il condizionale del verbo "essere": furra, oggi poco usato;
  • la presenza di termini derivanti dal linguaggio arabo.

A tal proposito, l'eredità araba nel dialetto bivonese è presente sia nella fonetica che nel lessico: nella fonetica, dal momento che la fricativa velare sorda h si è estesa in tante voci dialettali di origine non araba; nel lessico, dal momento che la maggior parte dei toponimi locali derivano dall'arabo (per esempio Magazzolo, nome del fiume che scorre nel territorio bivonese, deriva da magzil, "acque vorticose"). Particolare menzione merita la parola xanèa (talvolta scritta anche hanèa, khanèa, hanìa o hanèia), che indica un tipo di arco utilizzato nell'architettura araba e che è una voce attualmente attestata solo a Bivona.

Pirandello e il dialetto bivonese[modifica]

Seppur di origini agrigentine, Luigi Pirandello non trattò mai esplicitamente nelle sue opere la città di Bivona o la zona dei Monti Sicani ricadente all'interno della provincia di Agrigento.
Tuttavia, Bivona e molti altri comuni dell'agrigentino vennero citati nella sua prima grande opera, ovvero la tesi di laurea discussa presso l'Università di Bonn (in cui studiava dal 1889) e intitolata "Voci e sviluppi di suoni nel dialetto di Girgenti" (in tedesco Laute und Lautentwickelung der Mundart von Girgenti, 1891)[5]: in essa Pirandello descrisse il dialetto di Agrigento e quelli dell'intera provincia, che suddivise in diverse aree linguistiche[6].
Nella sua tesi il figlio del Caos osservava che i subdialetti della provincia di Agrigento (allora detta Girgenti) non tutti concordavano con quello del capoluogo[6].
Città come Porto Empedocle, Siculiana, Montaperto, Aragona, Racalmuto e Favara presentano un subdialetto simile all'agrigentino, mentre città come Canicattì e Casteltermini si distaccano da esso, avvicinandosi al gruppo di Caltanissetta[6].
Pirandello pone il dialetto di Bivona in quest'ultimo gruppo, precisando che si tratta di un subdialetto che si accosta più all'ennese che al tipico dialetto siciliano occidentale. Tuttavia non mancano caratteristiche tipiche degli altri subdialetti agrigentini[7].
A Luigi Pirandello, nel comune di Bivona, sono stati intitolati il liceo ginnasio statale (l'unico liceo classico della provincia intitolato allo scrittore agrigentino) ed un centro di studi e di ricerca, istituito nel 1999.

Note[modifica]

  1. Paolo Trizzino, 1996, 8
  2. CIP - Legge 15 dicembre 1999, n° 482 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" URL consultato il 18-06-2009
  3. Paolo Trizzino, 9
  4. Paolo Trizzino, 1996, 10
  5. Vita di Pirandello, su pirandelloweb.com. URL consultato il 12-06-2009.
  6. 6,0 6,1 6,2 Paolo Trizzino, 1996, 15
  7. Paolo Trizzino, 1996, 16

Bibliografia[modifica]

  • Antonino Marrone, Bivona città feudale voll. I-II, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 1987.
  • Antonino Marrone, Il Distretto, il Circondario ed il Collegio Elettorale di Bivona (1812-1880), Bivona, Comune di Bivona, 1996.
  • Antonino Marrone, Storia delle Comunità Religiose e degli edifici sacri di Bivona, Bivona, Comune di Bivona, 1997.
  • Antonino Marrone, Ebrei e Giudaismo a Bivona (1428-1547), Bivona, Circolo Leonardo da Vinci - Bivona, 2000.
  • Antonino Marrone, Bivona dal 1812 al 1881, Bivona, Comune di Bivona, 2001.
  • Scuola Media Statale "Giovanni Meli", Immagini e testimonianze del nostro passato, Bivona, Comune di Bivona, A.S. 1985/1986.
  • Scuola Media Statale "Giovanni Meli", Segni e simboli della toponomastica di Bivona, Bivona, Comune di Bivona, A.S. 1986/1987.
  • Scuola Media Statale "Giovanni Meli", Espressioni religiose nella tradizione orale bivonese, Bivona, Comune di Bivona, A.S. 1991/1992.
  • Giovan Battista Sedita, Cenno storico-politico-etnografico di Bivona, Bivona, 1909.
  • Cesare Sermenghi, Il passato e le sue risposte, Bivona, Comune di Bivona - Biblioteca Comunale, 1989.
  • Paolo Trizzino, La parlata di Bivona nella dialettologia siciliana, Roma, Ciuffa Editore, 1996.