Bivona/Le chiese

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Bivona
Sommario
Categoria · Copertina · Bibliografia · Sviluppo · modifica il template
il paese | la storia | i monumenti | il Ducato | il circondario storico | le chiese
la Santuzza | le personalità legate alla città | lo Stemma Comunale | i Sindaci
il Castello | i monti | la Diga Castello | la stazione meteo
il dialetto | la vita religiosa | la comunità ebraica | la località: Santa Filomena | le tradizioni


Questa pagina raccoglie le informazioni sulle chiese attuali e quelle passate della città di Bivona (AG).

Chiese del passato[modifica]

  • Chiesa di Sant'Andrea, costruita alla fine del XII secolo o all'inizio del XIII, probabilmente la prima Chiesa e la prima Matrice di Bivona;
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, una delle Chiese più antiche. La prima notizia su di essa risale al 23 febbraio 1419;
  • Chiesa di Sant'Agata, costruita al tempo della Signoria dei Chiaramonte a Bivona (1363-1392);
  • Chiesa di San Giovanni Battista, risale al 1481-82. Di piccole dimensioni, era dotata di una sagrestia e di una torre campanaria che fungeva da orologio pubblico;
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena, una delle chiese più antiche di Bivona. La prima notizia risale al 1540. Nel 1595 fu ceduta ai Gesuiti che la fecero diventare nuova Chiesa Madre;
  • Chiesa di San Pietro, detta poi di Santa Maria del Soccorso. La prima notizia risale al 1540. A navata unica, presentava una cappella per lato e disponeva di un piccolo campanile;
  • Chiesa di Santa Caterina, la prima notizia su di essa risale al 1540. Qualche anno dopo venne dichiarata non agibile;
  • Chiesa di San Giacomo, la prima notizia su di essa risale al 1540, ma già in data anteriore non era più agibile;
  • Chiesa di Santa Chiara, si hanno poche notizie su di essa. Questa chiesa era diruta in data anteriore al 1548;
  • Chiesa di Santa Lucia, si hanno notizie su di essa in due documenti rispettivamente del 1540 e del 1593;
  • Chiesa di San Rocco, venne edificata negli anni quaranta del Cinquecento. Era dotata di una piccola sagrestia;
  • Chiesa del Purgatorio, risale al Settecento. Inizialmente un semplice oratorio, oggi è sede della casa canonica;
  • Chiesa di San Michele Arcangelo (o di San Francesco), inizialmente un sacellum donato ai Conventuali nel 1394, negli anni Cinquanta è stata abbattuta per edificare case popolari.

Chiese ancora presenti[modifica]

Chiesa madre chiaramontana[modifica]

Il portale della chiesa madre chiaramontana, simbolo di Bivona

Chiesa madre chiaramontana (XIII secolo), sita in prossimità di piazza Santa Chiara, in stile gotico.

Nella seconda metà del XIV secolo la chiesa è stata oggetto di "una grande opera di trasformazione"[1] da parte della potentissima famiglia dei Chiaramonte, Signori di Bivona dal 1363 al 1392.

L'edificio, di cui rimane ben poco (solamente il prospetto principale con il portale, esempio di architettura gotica in Sicilia), risalente al periodo del dominio della famiglia Chiaramonti, era diviso da cinque (o sei) solidi pilastri quadrangolari in tre navate. Misurava 36,5 m di lunghezza, 16,5 m di larghezza e 7,6 m di altezza (a livello delle navate laterali). L'abside, probabilmente di forma poligonale, era sormontata da una piccola cupola; nelle navate laterali erano presenti degli archi che si collegavano con dei pilastri centrali.

La chiesa era dotata di sagrestia e di un campanile.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica]

Chiesa di Santa Rosalia[modifica]

Chiesa di San Sebastiano[modifica]

Chiesa Madre Mater Salvatoris[modifica]

Chiesa di Sant'Isidoro Agricola[modifica]

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica]

Chiesa dell'Annunziata[modifica]

Chiesa di Santa Maria di Loreto[modifica]

Chiesa di Santa Maria di Gesù[modifica]

I ruderi di Santa Maria di Gesù

Chiesa di Santa Maria di Gesù (XVI secolo), sita in Via Falcone e Borsellino, nella parte meridionale del paese.

Oggi della chiesa e del convento annesso rimangono solamente i ruderi. Venne edificata nei primi anni del Cinquecento dai Francescani Osservanti che si stanziarono a Bivona. Si trattava di una chiesa in stile gotico, a navata unica, che presentava un coro quadrato costituito da due nicchie e da una volta a crociera. Due capitelli su cui erano scolpiti due angeli genuflessi erano posti su due piedritti che sostenevano un arco a sesto acuto, che delimitava il coro della navata; quest'ultima prendeva luce da due finestre laterali e da un rosone situato nella facciata principale. Nella parete orientale si aprivano un'ampia cappella ed un portale secondario con arco a sesto acuto; nella parete occidentale era presente una piccola parte in stile rinascimentale che collegava la chiesa con il convento, e si elevava la torre campanaria, dotata di quattro guglie. Il portale principale era formato da un arco a tutto tondo.

Nel Settecento venne ristrutturata secondo un gusto prettamente barocco, ma nei due secoli successivi venne completamente abbandonata. Oggi è ormai ridotta ad un rudere ed è di proprietà privata

Chiesa di San Giacomo (Convento dei Cappuccini)[modifica]

Chiesa di San Giacomo Maggiore (XVI secolo), sita in Via Cappuccini, nella parte settentrionale del paese.

La chiesa era originariamente una cappella rurale, dedicata ai santi Filippo e Giacomo. Nel 1552 la chiesetta venne ceduta ai Cappuccini, che la dedicarono a San Giacomo Maggiore. Per adattare l'edificio alle nuove esigenze della numerosa comunità religiosa, i padri Cappuccini si adoperarono a ristrutturarla e ad arricchirla di arredi sacri. La chiesa, a navata unica e con una cappella laterale, è dotata di sagrestia e di un modesto campanile, e all'interno reca diverse tele di pregevole fattura, alcune statue e soprattutto molte lapidi funerarie, di cui una corredata da un settecentesco monumento funebre. L'altare maggiore è sovrastato da una grande tela cinquecentesca della Madonna degli Angeli ed è dotato di un tabernacolo ligneo del Settecento.

La chiesa, recentemente restaurata, è detta anche "dei Cappuccini"

Chiesa di San Paolo[modifica]

Chiesa di San Paolo (XV secolo), sita in Piazza San Paolo, nella parte centro-occidentale del paese.

Eretta in occasione della venuta in Bivona delle Benedettine Cassinesi. Alla fine del Seicento venne ristrutturata del tutto, ampliando le proprie dimensioni: nell'occasione venne costruita anche la torre campanaria. All'interno è lunga 36,3 m e larga 9 m. Prende luce da cinque finestre ed ha un portale in stile barocco del XVII secolo; barocche sono pure le decorazioni inerne. A navata unica, presenta la cantoria sull'ingresso sostenuta da due colonne centrali e da due mezze colonne laterali, raccordate da tre archi a tutto tondo; tale composizione si ripete sopra la balconata del coro. Sono presenti quattro cappelle laterali al cui interno si trovano altrettanti altari.

La chiesa si caratterizza per la notevole presenza di pregevoli statue e tele settecentesche

Chiesa Evangelica[modifica]

Chiesa Evangelica (XX secolo), sita in Via del Conservatore, nella parte centrale del paese. Inizialmente si trattava di un semplice locale che nel 1981 venne affittato da un italo-americano, Giuseppe Fogarino, originario di Godrano (PA) ma sposato con una bivonese, affinché divenisse luogo di culto per la comunità pentecostale di Bivona. Nel 1984 il locale venne acquistato definitivamente dal Fogarino, che lo mise a disposizione della comunità bivonese e gli diede sembianze più adatte ad un luogo di culto religioso. L'edificio, in quanto semplice locale, non presenta rilevanti caratteristiche architettoniche, ma si mantiene semplice e sobrio, in linea con i principi evangelici predicati dai pastori.

Chiese rurali[modifica]

  • Chiesa di Santa Maria dell'Olio, antico luogo di culto bivonese dedicato alla Madonna di l'Ogliu. Nel 2008 è stato inserito nella "Carta Regionale dei Luoghi dell'Identità e della memoria" della Regione Sicilia;
  • Chiesa di San Leonardo, documentata per la prima volta nel 1488 e oggi non più esistente;
  • Chiesa di San Vito, documentata per la prima volta nel 1505 e oggi non più esistente;
  • Chiesa di San Matteo, fino a qualche decennio fa ne erano ancora visibili i ruderi;
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista, fondata nel 1539 e oggi non più esistente;
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, documentata per la prima volta nel 1563 e poi ceduta ai Cappuccini;
  • Chiesa di Santa Maria del Bosco, documentata per la prima volta nel 1593 e oggi non più esistente;
  • Chiesa della Madonna del Ponte, documentata per la prima volta nel 1607 e oggi non più esistente;
  • Chiesa di Santa Maria della Scala, documentata per la prima volta nel 1737 e oggi non più esistente;
  • Chiesa nella casa rurale del Barone Guggino, documentata per la prima volta nel 1774 e oggi non più esistente;
  • Chiesa della Millaca, costruita tra il 1792 e il 1793 e oggi non più esistente;
  • Chiesa di Pollicia Sottana, documentata per la prima volta nel 1797 e oggi non più esistente;
  • Chiesa di Pollicia Soprana, documentata per la prima volta nel 1797 e oggi non più esistente;
  • Chiesa della Casina del Barone don Giovanni Guggino, documentata per la prima volta nel 1797 e oggi non più esistente.

Conventi, monasteri e collegi[modifica]

Il Convento dei Cappuccini

Convento dei Carmelitani[modifica]

Convento dei Carmelitani, istituito molto probabilmente nel XIV secolo e sede della comunità dei Carmelitani e, in un secondo momento, della Congregazione delle Suore Agostiniane. Oggi i locali del convento sono in ristrutturazione per essere adibiti a biblioteca comunale.

Convento dei Minori Conventuali[modifica]

Convento dei Minori Conventuali, istituito nel 1394 e sede della comunità dei Frati Minori Conventuali. Oggi i locali del convento sono stati distrutti e sostituiti da alcune case popolari.

La Chiesa di San Paolo di Bivona, anticamente annessa al monastero delle benedettine

Monastero delle Benedettine[modifica]

Monastero delle Benedettine, istituito all'inizio del XV secolo e sede della Congregazione delle Suore Benedettine Cassinesi. Qualche decennio fa è stato distrutto, e nello stesso luogo vennero edificate un istituto scolastico e la sede dell'ASL di Bivona, attualmente in fase di ristrutturazione.

Convento dei Domenicani[modifica]

Convento dei Domenicani, istituito nel XV secolo e sede della comunità dei Domenicani. Nel XIX secolo i locali vennero ampliati e divennero prima sede della caserma dei carabinieri, poi sede dell'Università di Bivona; attualmente sono annessi all'Istituto Tecnico Commerciale e per Ragionieri di Bivona.

Convento di Santa Maria di Gesù[modifica]

Convento di Santa Maria di Gesù, istituito nel 1500 e sede della comunità dei Frati Minori Osservanti e, in un secondo momento, dei Frati Minori Riformati. Oggi i locali del convento, annessi all'omonima chiesa, sono quasi del tutto distrutti.

Convento dei Cappuccini[modifica]

Convento dei Cappuccini, istituito intorno alla metà del XVI secolo e sede della comunità dei Padri Cappuccini. Tuttora è sede della comunità francescana di Bivona e appartiene alla provincia dei Cappuccini di Palermo.

Monastero delle Clarisse[modifica]

Monastero delle Clarisse, istituito nel 1585 e sede della Congregazione delle Suore Clarisse. In precedenza fu il primo collegio dei Gesuiti presente a Bivona e oggi i locali sono stati adibiti a casa di riposo per anziani.

Collegio dei Gesuiti[modifica]

Collegio dei Gesuiti, istituito tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, e seconda sede dei Padri Gesuiti, dopo che essi vendettero il loro primo collegio alle Clarisse. Dopo l'espulsione dei Gesuiti, divenne sede scolastica e attualmente è sede municipale; le piante e i progetti del collegio risalenti al XVI secolo si trovano presso la Biblioteca Nazionale di Parigi.

Cappelle[modifica]

  • Cappella di San Michele Arcangelo, documentata per la prima volta nel 1372 e oggi non più esistente;
  • Cappella dell'Ospedale (Santa Maria delle Catene), intitolata alla Madonna della Catena e a San Giuliano, documentata per la prima volta nel 1499 e oggi non più esistente;
  • Cappella della Madonna di Montemaggiore, documentata per la prima volta nel 1747 e oggi non più esistente;
  • Cappella della Madonna delle Grazie, oggi non più esistente, diede il nome alla Piazza in cui era situata;
  • Cappella nella casina del rev. don Pasquale Bellone, attestata in un verbale di visita pastorale del 1806, e oggi non più esistente;
  • Cappella nella casina del rev. don Antonio Russo, attestata in un verbale di visita pastorale del 1806, e oggi non più esistente;
  • Cappella della Madonna della Sprescia, sita in contrada San Leonardo, nella parte meridionale del paese. La più antica notizia su di essa risale al 1834;
  • Cappella del Carcere, la cui costruzione è stata indetta con una ministeriale del 17 giugno 1840, probabilmente mai edificata;
  • Cappella del Camposanto, sita all'interno del Cimitero, entrò in funzione nel 1882;
  • Cappella di Santa Filomena, sita in località Santa Filomena e risalente al XIX secolo; fino ad alcuni decenni fa ne restavano solamente i ruderi.

Oratori[modifica]

  • Oratorio Urbano della Compagnia della Madonna dell'Olio, sito nell'attuale piazza San Domenico. Si ha notizia dell'oratorio in un verbale di visita pastorale del 1669. Di modeste dimensioni, all'interno recava un'immagine nera della Madonna dell'Olio e quella di un Crocifisso. Era utilizzato per lo svolgimento delle pratiche religiose della Compagnia della Madonna dell'Olio e per la celebrazione della ricorrenza della festa della Madonna dell'Olio. L'oratorio venne concesso alla Chiesa delle Anime del Purgatorio. Oggi è sede della casa canonica;
  • Oratorio del Marchese Greco, attestato dal 1732 al 1752. Si trovava all'interno del palazzo barocco nell'attuale Via Marchese Greco;
  • Oratorio presso la casa rurale del rev. don Giuseppe Guggino, noto grazie ad un verbale di visita pastorale del 1768;
  • Oratorio dei baroni Guggino, attestato dal 1773 al 1921. Si trovava nel palazzo nobiliare nell'attuale Piazza Guggino;
  • Oratorio del sac. don Melchiorre Fiano, noto grazie ad un verbale di visita pastorale del 1773. Il sacerdote era beneficiale della Chiesa dell'Immacolata Concezione;
  • Oratori dei sacerdoti Antonino Russo e Pasquale Bellone, di cui si ha notizia in un verbale di visita pastorale del 1806.
  • Oratorio dei baroni De Michele, documentato dal 1855 al 1949;
  • Oratorio di don Alfonso Puccio, attestato nel 1892;
  • Oratorio della famiglia De Bono, eredi del Vescovo di Caltagirone Damaso Pio De Bono. È documentato nel 1949]], ma risale agli anni venti (ultimi anni della vita del vescovo, che fece ritorno nella sua Bivona).

Note[modifica]

  1. Antonino Marrone, Storia delle Comunità Religiose e degli Edifici Sacri di Bivona, Comune di Bivona, 1997, pag. 76.

Collegamenti esterni[modifica]

  • Chiesa Bivona, su chiesabivona.it. URL consultato il 16-03-2009.