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Geografia OpenBook/Geografia regionale europea

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Indice del libro

Qui verrà sviluppato il capitolo Geografia d'Europa

Geografia Fisica

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La geografia fisica descrive ed interpreta gli elementi naturali presenti sulla superficie terrestre, cioè quelli presenti ipotizzando l'assenza della specie umana.

Generalità sul continente europeo

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Eurasia (immagine da satellite)

L'Europa è una regione geografica della Terra, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Da un punto di vista fisico-geografico è l'estremità occidentale del continente euroasiatico[1] composta da un insieme di isole e penisole.

Da un punto di vista storico e culturale, le popolazioni europee hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni e le colonizzazioni, specialmente in America e in Oceania, dove, in alcune aree, gli europei hanno del tutto o quasi sostituito (soppresso, allontanato) le popolazioni locali determinandone pressoché la scomparsa.

Estensione e popolazione dei 6 continenti.

L'Europa, se paragonata agli altri continenti, ha una modesta estensione ed una relativamente grande popolazione. E' il penultimo continente per estensione con 10.400.000kmq, pari ad 1/4 dell'America ed 1/3 dell'Africa. La sua popolazione di circa 700.000.000 è però quasi uguale (poco meno) a quella di America ed Africa.

Principali elementi naturali

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Europa: Carta Fisica e confine con l'Asia

Confini del continente europeo
Il confine naturale d'Europa è in gran parte costituito in modo evidente dal mare: a nord il mar Glaciale Artico (secondo molti Oceano Artico, secondo altri articolazione dell'Oceano Atlantico), ad ovest l'Oceano Atlantico, a sud il Mar Mediterraneo ed il Mar Nero (entrambi articolazioni dell'Oceano Atlantico). Ad est, invece, l'Europa si confonde gradualmente con l'Asia ed il confine è stabilito in modo convenzionale all'interno della Russia (che per questo può essere divisa in area europea ed area asiatica). Il confine con l'Asia più accettato segue la catena montuosa dei monti Urali (da nord a sud), il fiume Ural che da essi nasce e che sfocia nel mar Caspio (ad est del delta del fiume Volga), la costa settentrionale del mar Caspio, lo spartiacque[2] del Caucaso fino al Mar Nero, attraversando poi il Bosforo ed i Dardanelli (dividendo anche la Turchia in europea ed asiatica).

Carte geografiche sul web

Un valido strumento cartografico per l'individuazione dei principali elementi fisici a scala mondiale è ShadedRelief Physical Map of the World: si tratta di un planisfero fisico in cui sono presenti solo i nomi degli elementi principali, operando una selezione ragionata fra i più importanti (con, ad esempio, 14 elementi per l'Italia). Ce n'è anche una versione ulteriormente "alleggerita" (con, ad esempio, 8 elementi per l'Italia).

Un planisfero muto che illustra in modo semplificato ma assai realistico gli elementi della litosfera (rilievi) e della idrosfera (acque) è Maps for free: selezionare "Relief" in alto a sinistra e "water" in alto a destra. In questo caso il vantaggio (oltre al realismo) è di avere evidenziati soltanto gli elementi principali dell'idrosfera in relazione al livello di scala (zoom) utilizzato.
Per esercitarsi nell'individuare i principali elementi naturali riportati di seguito, scaricare e stampare questa carta fisica muta dell'Europa

Descriviamo ora i principali elementi naturali del continente europeo secondo la classificazione evidenziata nel capitolo di geografia fisica.

Carta fisica d'Europa
  • Acque marine: danno origine ad oceani e mari, insenature, stretti;
  • Coste (linee di costa, sulle carte geografiche): separano le acque marine dalle terre emerse e danno origine ad: arcipelaghi, isole e penisole;
  • Orografia: consiste nei rilievi e nelle pianure delle terre emerse;
  • Acque continentali: danno origine ai fiumi ed ai laghi sulle terre emerse;
  • Clima: andamento annuale di temperatura e precipitazioni;
  • Biomi: caratteristiche della biosfera, in particolare della vegetazione naturale.


Acque marine
Oceani e mari - I mari principali intorno l'Europa sono articolazioni dell'Oceano Atlantico; in particolare, da nord-est: Mare di Barents[3], Mar Bianco[4], Mar di Norvegia[5], Mare del Nord[6], Mar Baltico[7], Mar Mediterraneo[8], Mar Nero[9], Mar Caspio[10].
Stretti - Uno stretto, o canale naturale, è un tratto di mare che separa due terre emerse e che collega due bacini marini. I principali sono: Canale della Manica / Stretto di Dover[11], Stretto di Gibilterra[12] stretti del Bosforo (ad est) e dei Dardanelli (ad ovest)[13], stretto di Messina[14], canale d'Otranto[15], canale/stretto di Sicilia[16], Bocche (stretto) di Bonifacio[17], Öresund[18], stretto di Kerč[19], il Canale del Nord ed il Canale di San Giorgio[20].
Insenature - Procedendo da nord a sud, troviamo il Golfo di Botnia[21], il Golfo di Biscaglia[22], il Golfo del Leone[23], il Mar Adriatico è di fatto un'estesa insenatura del Mediterraneo fra l'Italia ed i Balcani.


Coste
Il profilo delle coste europee evidenzia un continente formato da una massa continentale, collegata all'Asia, molto frastagliata ed articolata in penisole ed isole, alcune delle quali molto grandi.
Isole - Le singole isole principali in ordine decrescente sono: Gran Bretagna[24], Islanda[25], Irlanda [26], Sicilia[27], Sardegna[28], Creta[29], Corsica[30].
E' importante ricordare è che la Groenlandia[31] dal punto di vista politico appartiene alla Danimarca ma dal punto di vista fisico appartiene al continente americano. L'isola di Cipro[32] forma uno Stato indipendente e appartiene fisicamente al continente asiatico ma culturalmente all'Europa.
Arcipelaghi - I principali sono: Svalbard[33], isole Danesi[34], Egee[35], Ebridi[36], Baleari[37], Croate[38], Ionie[39], Azzorre[40], Shetland[41], Faroe[42], Orcadi[43].
L'acipelago delle Canarie[44], con la sua isola più grande Tenerife, pur appartenendo politicamente alla Spagna, dal punto di vista fisico appartiene al continente africano.
Penisole - Le principali sono 4: Iberica[45], Scandinava[46], Italiana[47], Balcanica[48]. Altre penisole sono: Jutland[49], Kola[50], Bretagna[51], Peloponneso[52], Crimea[53], Salento[54], Calabria[55].


Orografia
Rilievi - I principali sono formati da 6 catene montuose situate prevalentemente nell'Europa centro-meridionale, ad eccezione delle Alpi Scandinave[56]. Procedendo da ovest verso est, troviamo: i Pirenei[57], le Alpi[58], l'Appennino[59], i Carpazi[60]; i Balcani[61]; il Caucaso[62]; Urali[63].
I rilievi europei sono caratterizzati anche dalla presenza di vulcani attivi, in particolare in Islanda dove se ne contano almeno una decina alti fra i 1.000 ed i 2.000 mt. In Italia se ne contano almeno quattro, tutti nel sud (Vesuvio, Etna, Stromboli, Vulcano) di cui tre nelle isole.
Pianure - Le grandi pianure europee si trovano a partire dal Bassopiano germanico (nel nord della Germania) e proseguono verso est (Pianure Russe o Bassopiano Sarmatico) fino ai monti Urali e verso sud (ad est dei Carpazi) fino alle coste del mar Nero e del Mar Caspio.

Tettonica delle placche

Il motivo per cui le principali catene montuose si trovano nell'Europa del sud (ed in generale nel sud dell'Eurasia) sta nel fatto che in quest'area vengono a scontrarsi quattro placche (porzioni di crosta terrestre) su cui poggiano rispettivamente il continente euroasiatico (a nord) e quello africano (a sud-ovest), la regione araba (fra placca africana e placca indiana) ed il continente indiano (a sud-est). Questa collisione è geologicamente recente ed ancora in atto e da luogo a rilievi alti ed aguzzi. Le aree del nord Europa (a parte le Alpi scandinave) non sono più interessate dalla formazione di rilievi e quelli preesistenti originatisi in ere geologiche assai remote sono stati ampiamente demoliti e levigati dall'azione erosiva degli agenti atmosferici (alternanza digelo e pioggia, ad esempio).


Acque continentali
Per ciò che riguarda le acque continentali (quelle presenti sui continenti, cioè sulle terre emerse), i fiumi principali, date le ridotte dimensioni del continente europeo rispetto agli altri, non sono fra i più lunghi o importanti del mondo. I maggiori scorrono lungo le ampie pianure dell'est: Volga[64], fa eccezione il Danubio[65], Ural[66], Dniepr[67]; tralasciandone altrettanti (sempre nell'Europa dell'est) è il caso di ricordare il Reno[68] nell'Europa occidentale.
I laghi principali si trovano tutti nell'Europa del nord-est che presenta ampie zone pianeggianti adatte ad accoglierli come ad esempio Ladoga ed Onega[69]. Nel resto d'Europa le ampie vallate alpine ne ospitano alcuni, i due maggiori sono il lago di Ginevra[70] ed il lago di Costanza[71].
In Europa si trovano alcuni ghiacciai continentali (ossia sulle terre emerse, al contrario degli iceberg che galleggiano sul mare) permanenti, presenti sulle catene montuose più elevate (>3000 mt circa) e a quote più basse nelle regioni settentrionali (per via del clima più freddo). Si trovano in Islanda, sulle Alpi Scandinave e sulle Alpi (a nord dell'Italia).


Test e giochi interattivi sul web

Per provare a rendere un po' più divertente lo studio e la memorizzazione dei principali elementi fisici dell'Europa si possono utilizzare dei test interattivi sul web.

In questa pagina ( http://www.toporopa.eu/it/ ) ci sono numerosi test/giochi basati su diverse mappe da cliccare per ciascuna categoria di elementi fisici.
In questa altra pagina ( http://www.giochi-geografici.com/giochi-geografia-Geografia-fisica-dell-Europa-_pageid111.html ) c'è un unico test/gioco sempre basato su di una mappa da cliccare in cui sono presenti i principali elementi fisici dell'Europa (ancor più di quelli elencati qui sopra!).

Clima

Posizione dell'Europa e zone climatiche
Clima in Europa (classificazione Köppen)

L'Europa è situata alle medie latitudini (temperate), cioè fra il circolo polare artico ed il tropico del cancro.
Il clima[72] in Europa è per lo più di tipo temperato nelle sue due varianti: temperato umido (oceanico, aree prossime all'Oceano Atlantico: Irlanda, Regno Unito, Spagna settentrionale, Francia, Germania ovest, Benelux[73]) e temperato continentale più freddo (aree lontane dall'Oceano Atlantico: Europa dell'est). Nelle aree più a nord (Islanda e nord della penisola scandinava) si trova un clima subartico, privo di una vera estate. Nelle aree più a sud (Spagna del sud, Italia centro-sud, Albania e Grecia) si trova il clima mediterraneo (inverno mite ed estate asciutta).

Per avere un'idea migliore delle differenze climatiche in Europa possiamo utilizzare Weatherbase e consultare i suoi dati e diagrammi climatici (vedi par. 2.2 Tabelle e Grafici): digitando "Rome" (in inglese) nella barra di ricerca otteniamo una serie di dati sul clima (temperatura, precipitazioni, ecc.). Cliccando sulla piccola icona a destra di ciascuna serie otteniamo anche il grafico dei dati mensili. Nel caso di Roma, ad esempio, osservando il grafico delle temperature e quello delle precipitazioni, anche se non sono riportate in un unico diagramma climatico, si nota come le temperature massime si verifichino durante i mesi estivi di luglio ed agosto, mentre le temperature invernali (anche minime) non vadano mai sotto zero (inverno mite); le precipitazioni sono minime nei mesi estivi (estate esciutta). Questi due aspetti ci indicano la presenza del classico clima mediterraneo.
Nel caso di Parigi (Paris) e Londra (London) abbiamo dei valori simili sebbene un po' più freddi (siamo più a nord) per quanto riguarda le temperatura media annuale (fra 5' e 20') mentre le precipitazioni (fra 50 e 60 mm in tutti i mesi) proseguono anche d'estate; si tratta dei due aspetti tipici del clima temperato umido (oceanico).
Nel caso di Mosca (Moscow) l'andamento della temperatura media nei mesi invernali è ancor più bassa (-10') vista la lontananza mitigatrice dell'oceano (continentalità), mentre le precipitazioni estive sono addirittura superiori a quelle invernali: è questo un esempio di clima continentale.

Biomi

Biomi in Europa - Verde: taiga, foresta di conifere; Verde chiaro: foresta latifoglie; Verde scuro: Foresta mista e di conifere di alta montagna; Marrone: bosco e macchia mediterranea

Il tipo di vegetazione naturale presente sulla superficie terrestre dipende prevalentemente dal clima e dal tipo di suolo. In Europa la vegetazione naturale prevalente, dato il clima prevalente di tipo temperato (oceanico e continentale) con temperature medie inferiori a zero solo pochi mesi e precipitazioni abbandanti, è generalmente di tipo forestale, in particolare di foresta di latifoglie caducifoglia (piante ad alto fusto come: querce, betulle, faggi e aceri) in corrispondenza del clima temperato umido (oceanico) mentre più nord, in corrispondenza del clima continentale più freddo la vegetazione naturale prevalente diviene la taiga (foresta di conifere). Più a sud, nel clima mediterraneo, prevale il bosco o la macchia, una vegetazione arborea (lecci, conifere e sughere) ed arbustiva più bassa della foresta.
Oggi la vegetazione naturale forestale, che un tempo ricopriva tutta l'Europa è ormai ridotta a poche riserve naturali, a causa della plurisecolare attività umana (agricoltura, allevamento, edilizia): 2-3% del territorio nell'Europa Occidentale e 5-10% nella Russia europea.


Geografia umana (ed economica)

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La geografia umana descrive ed interpreta gli elementi antropici presenti sulla superficie terrestre, cioè quelli che derivano direttamente dalla presenza e dall'azione della specie umana.

Geografia della popolazione

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La popolazione è l'insieme delle persone che vivono in un territorio. Le caratteristiche quantitative, numeriche, della popolazione che vive in un territorio sono studiate dalla demografia. Le caratteristiche qualitative, cioè culturali, sono studiate invece dall'antropologia.

Densità di popolazione in Europa

Le caratteristiche quantitative, cioè demografiche, della popolazione riguardano il numero di abitanti (di un territorio, regione, Stato, ecc.), la sua variazione annua in base alla nascite, morti, immigrati ed emigrati, la loro densità per kmq, le piramidi delle età (grafici che evidenziano la consistenza della popolazione per sesso e fasce di età).

Per quanto riguarda gli Stati con la maggiore popolazione si può osservare il contenuto della tabella (ordinabile cliccando sui triangolini) relativa ai principali indici geoeconomici (più sotto).

Si può osservare la distribuzione, cioè la maggiore o minore presenza (concentrazione), della popolazione in Europa, a prescindere dai confini nazionali, nella carta tematica di fianco ricavata da dati satellitari. Si può notare che il nucleo principale della popolazione europea vive in una fascia che va dal nord-Italia all'Inghilterra (detta banana blu).

Caratteri culturali

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I caratteri culturali delle popolazioni riguardano gli elementi appresi come lingua, religione ed altri aspetti che contribuiscono ad identificare una popolazione rispetto ad un'altra.

Famiglie linguistiche in Europa: Rosso - Anglosassone; Blu - Neolatina; Verde - Slava; Verde chiaro - Slavo baltica; Grigio - Ugro finnica (Finlandia, Ungheria); Giallo - Ellenica; Celeste - Albanese; Arancio - Celtica

Il principale carattere culturale è la lingua parlata; essa permette di condividere facilmente esperienze ed informazioni fra tutti i membri della popolazione creando una maggiore comunanza-identità culturale rispetto ad altre popolazioni che parlano lingue diverse e che quindi sono separate da barriere linguistiche.
Le lingue neolatine (francese, italiano, spagnolo, portoghese, romeno, catalano) sono parlate da circa 200 milioni di persone per lo più nell'Europa sud-occidentale. Le lingue anglossassoni (inglese, tedesco, nederlandese, scandinave) sono parlate da circa 180 milioni di persone per lo più nell'europa centro-settentrionale. Le lingue slave parlate da circa 200 milioni di persone (russo, bielorusso, ucraino, polacco, bulgaro, ecc.) per lo più nell'Europa orientale.

Interessante questa versione più dettagliata che evidenzia anche la traduzione nelle singole lingue della parola Grazie.

In questa carta tematica viene illustrato l'uso dell'alfabeto latino (lingue neolatine ed anglosassoni) e cirillico (lingue slave) nei Paesi d'Europa



Culti religiosi in Europa

L'altro principale elemento culturale appreso è la religione, inteso come di insieme di valori di riferimento per il comportamento umano (ciò che è giusto e sbagliato).

In Europa esistono, come per le principali famiglie linguistiche, tre principali gruppi religiosi: cattolici, protestanti, ortodossi; tutt'e tre appartenenti al cristianesimo.

Le religioni tradizionali sono andate nel corso del tempo perdendo importanza tra la popolazione (secolarizzazione) ed oggi, anche dove prevale una confessione religiosa, la sua effettiva diffusione può variare di molto come in Francia (cattolica ma scarsamente credente) o in Polonia (cattolica e fortemente credente)

Lo studio delle caratteristiche delle popolazioni, anche in funzione delle loro trasformazioni sociali, è svolto dagli antropologi a cui spetta la definizione del concetto di etnia, entità difficile da identificare e pericolosa da utilizzare. Un'etnia è una popolazione che evidenzia le medesime caratteristiche culturali (lingua, religione, storia) e territoriali.

In base a tali premesse, in Europa, sovrapponendo le due carte tematiche precedenti (lingue e religioni) si possono identificare tre macro-gruppi etnici: nel centro-nord gli anglosassoni-protestanti, nell'Europa orientale gli slavi-ortodossi, a sud-ovest i neolatini-cattolici. In base a questo schema alcuni Paesi sono di dubbia collocazione; p.es. i polacchi (slavi-cattolici), i rumeni (neolatini-ortodossi) e gli austriaci (anglosassoni-cattolici). Si può notare anche una minoranza (su scala europea ma maggioranza nel proprio territorio) islamica nella penisola balcanica.


Movimenti migratori

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Per lo studio del fenomeno migratorio in generale, delle cause e del modello interpretativo "gravitazionale", vedere l'apposito capitolo sulla geografia della popolazione.

Negli ultimi anni in Europa, ed anche in Italia, i fenomeni migratori hanno avuto una certa rilevanza sia in termini quantitativi sia nel dibattito pubblico, intrecciandosi inevitabilmente con fenomeni e temi più propriamente economici e politici di cui in fondo sono causa ed effetto.
Spesso, infatti, le motivazioni alla base dei movimenti migratori sono economiche e riguardano la ricerca di migliori condizioni di vita; in tal caso i flussi sono piuttosto continui anno dopo anno. E' stato così con la crescita dei grandi centri urbani moderni durante l'industrializzazione, fenomeno che in Italia si è presentato ad esempio durante periodo del boom economico europeo degli anni '50 e '60 del '900 con una forte migrazione sia interna (da sud a nord Italia principalmente) sia verso l'estero (dal sud Italia verso Germania, Belgio, Svizzera, ecc.). Oggi l'Italia è nuovamente interessata da fenomeni migratori sia verso l'estero sia provenienti dall'estero le cui ragioni sono molto spesso economiche.

In determinati periodi, in corrispondenza di gravi crisi politiche interne, guerre civili o militari si generano vere e proprie "ondate" migratorie, intense e concentrate nel tempo, come nel caso della guerra in Siria (2013-17), o nel caso del collasso dei Paesi filo-sovietici nell'Europa dell'est, come ad esempio dell'Albania (1997).

Inoltre, negli ultimi decenni il ridimensionamento del ruolo dello Stato e quindi del ruolo suoi confini, determinato dai processi di liberalizzazione commerciale e finanziaria, e dalla maggiore internazionalizzazione (globalizzazione) economica, si è ripercosso anche sui movimenti migratori amplificandone l'intensità internazionale. La globalizzazione in molti casi ha ampliato gli squilibri economici fra aree centrali forti ed aree periferiche deboli sostenendo i movimenti migratori fra queste.

L'Italia, situata geograficamente al limite fra le regioni centrali europee ad alto reddito (pil procapite) e le regioni periferiche africane ed orientali, a reddito inferiore, si trova interessata da movimenti migratori di arrivo e di transito.

In base ai dati delle Nazioni Unite 2010-15 sui movimenti migratori è possibile visualizzare questo planisfero animato per approndire il fenomeno. E' possibile ingrandire la regione europea per verificare nel dettaglio i flussi.

Gli effetti dei flussi migratori sono spesso duplici e quindi ambivalenti, sia per ciò che riguarda i Paesi di provenienza che quelli di destinazione. Nei Paesi di provenienza l'emigrazione può essere sia un impoverimento di risorse umane spesso qualificate ed istruite sia uno "sfogo" che può risolvere tensioni sociali altrimenti esplosive (disoccupazione, povertà). Nei Paesi di arrivo l'immigrazione può essere sia un arricchimento di risorse umane qualificate ed istruite sia un amplificatore di disagio sociale in situazioni già difficili.

Vista la situazione economica in molti Paesi europei, Italia compresa (vedi sotto: Andamento economico dei principali Paesi UE), l'arrivo di migranti può essere osservato con favore da chi può impiegarli per lavori a costi generalmente minori rispetto a quelli dei residenti, il che equivale ad una delocalizzazione produttiva senza costi di trasferimento per alcuni settori non delocalizzabili (agricoltura, edilizia, trasporti, ecc.).

Altrettanto, però, l'arrivo di migranti può generare difficoltà nelle comunità locali già provate da anni di tagli ai servizi sociali, impoverite da redditi bassi ed incerti, spesso prive delle risorse necessarie per l'integrazione, che ricevono nei propri territori persone a basso o bassissimo reddito, bisognose di tutto o quasi.

Quando l'integrazione è un successo si determina spesso un arricchimento culturale e materiale. Quando l'integrazione è un insuccesso si determinano spesso segregazione e maggiori conflitti sociali.

Di seguito alcuni materiali per lo studio dei fenomeni migratori

  • Tabella Eurostat: Main countries of citizenship and birth of the foreign/foreign-born population, 1 January 2018
  • Carta tematica: Paesi di origine e di destinazione dei migranti attualmente residenti in Europa
  • Carta tematica: Paese di origine principale degli immigrati in ciascun Paese

Geografia urbana

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Il fenomeno urbano, inteso come crescita degli insediamenti urbani e delle loro relazioni col territorio circostante, è studiato dalla geografia degli insediamenti. Gli insediamenti sono le sedi dove l'uomo vive e lavora e possono essere urbani o rurali.
Attualmente, circa il 95% della popolazione che vive nei Paesi più sviluppati (come l'Italia) vive in insediamenti urbani lavorando nel settore secondario e terziario.

Come detto nel capitolo relativo al fenomeno urbano, non è semplice misurare la grandezza delle città e diversi sono i criteri per farlo. Si tratta in sostanza di stabilire i confini di un centro abitato, operazione spesso difficile, dato che il tessuto urbano anche fra città differenti è privo di interruzioni ed i confini amministrativi (Comuni, Province/Città metropolitane, Regioni, ecc.) risultano irrilevanti.

Si può avere un'idea immediata e precisa della consistenza del fenomeno urbano in Europa consultando una carta geografica da satellite notturna.

In base ai dati disponibili per numero di abitanti e a quanto detto nel capitolo sugli insediamenti urbani abbiamo:

  • 4 metropoli (formate da un principale ed enorme polo urbano che dà il nome all'intera area comprensiva di hinterland posto anche a decine di km di distanza) da 10 milioni o più: Mosca, Istanbul, Parigi, Londra;
  • 4 conurbazioni (formate da due o più metropoli) da più di 5 milioni circa: Rhine-Ruhr (10 milioni circa), Randstad Holland (7 milioni circa), Flemish Diamond (5 milioni circa), Slesia (5 milioni circa);
  • 3 metropoli da 5 milioni circa (formate da un principale ed enorme polo urbano che dà il nome all'intera area comprensiva di hinterland posto anche a decine di km di distanza): Madrid, Barcellona, San Pietroburgo;
  • 7 aree urbane da 3 milioni circa: 3 metropoli (formate da un principale ed enorme polo urbano che dà il nome all'intera area comprensiva di hinterland posto anche a decine di km di distanza): Berlino, Roma e Kiev; 4 conurbazioni (formate da due o più metropoli): Atene, Lisbona, Milano, Napoli;

Se si volesse considerare la megalopoli padana nel suo complesso (formata da 4 conurbazioni incentrate sui poli metropolitani di Torino, Milano, Padova e Bologna) si arriverebbe circa 10 milioni di abitanti.
Nell'area a nord-ovest di Londra, in cui sono presenti tre metropoli (Birmingham, Manchester e Leeds), vivono complessivamente circa 8 milioni di abitanti.
Altri dati relativi alle principali megalopoli sono disponibili qui

Anche se la consistenza numerica è l'indice più immediato dell'importanza di una città, non è detto che l'aspetto quantitativo (numero di abitanti) corrisponda sempre alla sua importanza e cioè al suo ruolo nazionale o continentale. Alcune città vengono considerate più importanti di altre perché vi hanno sede importanti Governi, o importanti imprese multinazionali, mercati finanziari internazionali, porti e/o aeroporti considerati hub continentali, università o centri di R&S di livello internazionale.
In base a specifiche ricerche condotte su criteri simili, le città di livello gerarchicamente maggiore (simili a New York) in Europa sono Londra e, ad un livello inferiore, Parigi. Le altre si trovano via via a livelli gerarchici più bassi. Mosca ad esempio, con circa 12 milioni di abitanti (più di Londra e Parigi) è posizionata ad un livello gerarchico decisamente più basso di Londra e Parigi.

Geografia politica (gli Stati)

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Carta politica dell'Europa, 2007

Lo Stato in geografia è oggetto di studio per molti aspetti: per ciò che riguarda la sua estensione territoriale, la sua popolazione ed i suoi insediamenti principali, il suo ruolo come soggetto economico, la sua totalità come insieme di soggetti economici, il suo ruolo nelle organizzazioni internazionali.

Quanti sono gli Stati europei? Dipende... Dipende da come e cosa contiamo!

Gli Stati che generalmente vengono considerati europei sono:

  • 43 totalmente interni al continente europeo (come delimitato in precedenza);
  • 3 appartenenti sia al continente asiatico che a quello europeo (Russia, Turchia, Kazakistan);
  • 1 appartenente geograficamente all'Asia, ma culturalmente all'Europa (Cipro);
  • 1 con una condizione politica incerta, il Kosovo

3 Paesi, Armenia, Georgia e Azerbaigian, sono posizionati oltre lo spartiacque del Caucaso e pertanto sono da ritenersi asiatici (vedi confini del continente europeo).

Fra i 43 Stati interamente compresi nel continente europeo ci sono 5 micro-stati: Andorra, Liechtenstein, San Marino, Monaco, Holy See (Città del Vaticano)

La Russia ha la maggior parte del territorio, circa il 60%, in Asia ma la maggior parte della popolazione, circa il 75% (e la capitale, Mosca) in Europa. Turchia e Kazakistan hanno soltanto una piccola parte del territorio e della popolazione in Europa e la maggior parte in Asia.

Cipro, pur essendo fisicamente appartenente al continente asiatico può essere ritenuto un paese europeo perché culturalmente la sua popolazione è di impronta greca.

Il Kosovo, non è riconosciuto da molti Stati europei ed extra-europei come Stato indipendente ma appartenente alla Serbia.

Per questi motivi, comunque discutibili, possono essere inclusi in Europa la Russia e Cipro, mentre possono essere classificati come prevalentemente asiatici la Turchia ed il Kazakistan.

L'Europa secondo la suddivisione ONU

In base a queste considerazione gli Stati del continente europeo sono 45, 46 comprendendo il Kosovo.

Per quanto riguarda la classificazione dei Paesi europei in sottogruppi (per esempio Europa settentrionale, centrale, ecc.) non si è trovato un accordo e ciascun autore o organizzazione internazionale propone la propria. Nella figura accanto viene illustrata quella proposta dalle Nazioni Unite (Europa settentrionale, occidentale, meridionale, orientale)



Gioco/test: Europa

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Europa Politica Esercitazione

Saper identificare i Paesi d'Europa sulla mappa non significa sapere la geografia d'Europa. Eppure non sapere la posizione almeno dei maggiori Paesi d'Europa è inaccettabile. E' probabilmente noioso mandare a memoria la posizione di circa 40 Paesi su di una carta muta. Un modo alternativo, e sicuramente più divertente, per ottenere lo stesso risultato consiste nel trasformarlo in un gioco. Esistono su internet due o tre siti web di quiz on-line per imparare ad identificare i Paesi d'Europa, uno anche in italiano (anche se imparare i nomi degli Stati in inglese può essere utile). Scegliete quello che fa più al vostro caso. Ciò che prima era un compito noioso diverrà un'attività quasi divertente.

Quando non farete più errori (uno o due al massimo) siete pronti per verificare la vostra preparazione sulla carta politica muta d'Europa qui a fianco (da scaricare e stampare) in cui compare anche la Turchia.

Anche per lo studio dei Paesi appartenenti all'UE è disponibile un apposito gioco/test: https://www.toporopa.eu/it/stati_unione_europea.html
Esiste anche un gioco/test per i Paesi dell'UE che adottano l'Euro, ma non include i Paesi non UE che adottano l'Euro (vedi sotto): https://www.toporopa.eu/it/eurozona.html

Altri giochi/quiz sull'Europa (fisica, politica, mista, sulle principali città) sono presenti qui in lingua italiana. ( http://www.giochi-geografici.com/ )


Indici geoeconomici

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E' evidente che non tutti gli Stati hanno le stesse caratteristiche. A seconda del criterio utilizzato si può notare che l'importanza (quantitativa) di uno Stato cambia. I criteri generalmente usati nei confronti internazionali sono sia naturali che antropici, sia geografici che economici. Quattro sono i più importanti: popolazione, estensione (superficie), pil procapite, pil totale.


Country Popolazione Superficie kmq GDP per capita (constant 2010 US$) GDP total (constant 2010 US$) billion
Albania 2889167 28750 4.543,09 13,13
Andorra 70473 470 ..
Austria 8611088 83879 47.754,59 411,22
Belarus 9513000 207600 6.158,99 58,59
Belgium 11285721 30530 45.036,13 508,27
Bosnia and Herzegovina 3810416 51210 4.801,88 18,30
Bulgaria 7177991 111000 7.612,02 54,64
Croatia 4224404 56590 13.807,35 58,33
Cyprus 1165300 9250 27.787,81 23,38
Czech Republic 10551219 78870 21.214,20 223,84
Denmark 5676002 42922 58.098,29 329,77
Estonia 1311998 45230 17.638,49 23,14
Finland 5482013 338420 45.132,79 247,42
France 66808385 549087 41.533,87 2774,81
Germany 81413145 357380 45.408,31 3696,83
Greece 10823732 131960 22.573,42 244,33
Hungary 9844686 93030 14.516,68 142,91
Iceland 330823 103000 45.411,04 15,02
Ireland 4640703 70280 65.292,38 303,00
Italy 60802085 301340 33.849,39 2058,11
Holy See (CdV) 860 0,5 ..
Latvia 1978440 64490 14.321,26 28,33
Liechtenstein 37531 160 ..
Luxembourg 569676 2590 106.408,57 60,62
Lithuania 2910199 65286 15.231,27 44,33
Macedonia, FYR 2078453 25710 5.093,84 10,59
Malta 431333 320 24.351,43 10,50
Moldova 3554150 33850 1.978,26 7,03
Monaco 37731 2 ..
Montenegro 622388 13810 7.259,99 4,52
Netherlands 16936520 41540 51.268,47 868,31
Norway 5195921 385178 89.492,84 465,00
Poland 37999494 312680 14.650,12 556,70
Portugal 10348648 92225 21.960,47 227,26
Romania 19832389 238390 9.530,66 189,02
Russian Federation* 144096812 17098250 11.038,81 1616,15
San Marino 31781 60 ..
Serbia 7098247 88360 5.661,11 40,18
Slovak Republic 5424050 49035 18.643,15 101,12
Slovenia 2063768 20270 23.778,56 49,07
Spain 46418269 505940 30.587,55 1419,82
Switzerland 8286976 41290 75.531,47 625,93
Sweden 9798871 447420 55.186,04 540,76
Ukraine 45198200 603550 2.825,85 121,07
United Kingdom 65138232 243610 41.187,68 2682,89
Kosovo 1797151 10887 3.796,23 6,82

Data from database: World Development Indicators (escluso CdV)

  • I dati sono relativi alla Federazione Russa (Russia) intera. La regione europea della Russia ha circa 100 milioni di abitanti e poco meno di 4milioni di kmq. Il Pil totale della parte europea può essere stimato proporzionalmente al numero di abitanti.

Se per esempio classifichiamo gli Stati europei in base alla loro popolazione otteniamo questa classifica: 1) Russian Federation, 2) Germany, 3) France, 4) United Kingdom, 5) Italy

Se classifichiamo gli Stati europei in base alla loro estensione territoriale otteniamo questa classifica: 1) Russian Federation, 2) Ukraine, 3) France, 4) Spain, 5) Sweden

Se classifichiamo gli Stati europei in base al reddito medio della popolazione (pil procapite) otteniamo questa classifica: 1) Luxembourg, 2) Norway, 3) Switzerland, 4) Ireland, 5) Denmark
E' possibile osservare il livello del reddito medio più in dettaglio rispetto al dato nazionale. Eurostat (l'ufficio statistico uffiale dell'Unione Europea) fornisce dati sociali ed economici per quasi tutti i Paesi europei (anche non UE) a livello delle nostre regioni (nuts2) e province (nuts3). Eurostat visualizza i dati riferiti al pil procapite nuts2 (regioni) anche sotto forma di interessanti carte tematiche.

Se classifichiamo gli Stati europei in base alla loro importanza economica (pil totale) otteniamo questa classifica: 1) Germany, 2) France, 3) United Kingdom, 4) Italy, 5) Russian Federation

Per confrontare fra loro classifiche ottenute in base a criteri diversi (pil, popolazione superficie) ed eventualmente combinarle insieme in una classifica unica (che tenga conto complessivamente di pil, popolazione, superficie) è necessario calcolare degli indici sintetici adimensionali la cui grandezza varia proporzionalmente da 1 a 100 rispetto al valore a cui sono riferiti (nel nostro caso pil, popolazione, superficie). Un esempio ampiamente spiegato è presente nel capitolo sulla geografia regionale extraeuropea e può essere calcolato anche utilizzando i dati dei Paesi d'Europa.

Geografia economica (UE evoluzione ed allargamento)

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Allargamento CEE-UE

L'elemento principale in Europa da un punto di vista politico ed economico è l'Unione Europea. Alla fine del 2020 la UE è costituita da 27 Paesi, dopo la Brexit del gennaio 2020, 20 dei quali adottano l'Euro (Eurozona) valuta comune ufficiale della UE.
Spesso si considera Europa ed Unione Europea come sinonimi: non è così. Europa ed Unione Europea sono due entità diverse che troppo spesso vengono confuse. L'Europa è uno dei continenti in cui sono classificate le terre emerse ed è quindi un elemento naturale, preesistente l'attività umana. L'Unione Europea è una istituzione internazionale formata da 27 Stati europei ed è quindi un elemento antropico, risultato dell'attività umana.

Per affrontare lo studio dell'UE (Unione Europea) possiamo tenere presente quattro aspetti ed alcune parole chiave:

  • Storia: la cronologia degli eventi principali;
  • Geografia: la posizione degli Stati fondatori nel contesto della guerra fredda in Europa ed il processo di l'allargamento;
  • Politica: le principali istituzioni della UE ed il trasferimento di sovranità dagli Stati all'Unione durante la sua evoluzione;
  • Economia; la libertà di circolazione delle risorse economiche e l'Euro.

Si quindi può distinguere fra evoluzione ed allargamento dell'UE.
Per evoluzione della UE si intende l'ampliamento degli obiettivi economici e politici che via via sono stati aggiunti nei diversi trattati durante la sua storia dalle origini e che ancora oggi ne fanno un'istituzione "in progress".
Per allargamento si intende l'aumento del numero degli Stati membri, dai 6 fondatori della CEE ai 27 della UE di oggi, nonché le caratteristiche geografiche evidenziate da questo processo: dal centro alla periferia, da ovest ad est.

Il processo di integrazione politica ed economica che ha condotto all'attuale UE prese il via nel secondo dopoguerra, dopo le distruzioni provocate dalla Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), nel contesto politico ed economico dell'epoca caratterizzato dalla Guerra Fredda e dalla ricostruzione.

Guerra fredda: alleanze militari in Europa negli anni '50

Guerra fredda

La guerra fredda è un periodo storico, che va dall'immediato dopoguerra al biennio '89-'91, in cui le due principali potenze mondiali (Stati Uniti ed Unione Sovietica) si contendevano la supremazia politica, economica e militare in Europa e nel mondo. In Europa si formarono due alleanze militari contrapposte derivanti dalla situazione sul campo alla fine della seconda guerra mondiale, guidate ciascuna dalle due superpotenze (Usa e Nato, Urss e Patto di Varsavia) in cui le libertà politiche ed economiche erano fortemente condizionate dall'alleanza di appartenenza. L'Italia ed i Paesi fondatori di CECA e CEE appartenevano all'alleanza filo-statunitense. Riunione in ambito Nato (dal minuto 0:54) dei 6 paesi fondatori della CEE prima della firma del Trattato di Roma del 1957

Nel resto del mondo l'influenza dei due Paesi-guida nei confronti degli altri Stati si concretizzò in una combinazione di minacce e/o di offerte per ottenerne la collaborazione o almeno la neutralità. In tal modo moltissimi Paesi del mondo nel periodo 1947-1991 divennero filostatunitensi o filosovietici, fatta eccezione per una minoranza di Paesi (circa 25, all'epoca, con un ruolo importante svolto dalla ex Jugoslavia) che diedero vita allo schieramento dei non-allineati.

La guerra fredda si concluse nel 1989 con la caduta del muro di Berlino che rappresentò la volontà/necessità dell'Unione Sovietica di permettere ai Paesi filo-sovietici europei di scegliere il proprio destino politico. Nel 1991 la stessa Urss attraversata da forti tensioni politiche entrò in una crisi irreversibile e cessò di esistere dissolvendosi in 15 Stati indipendenti.

Quella che è oggi l'UE (Unione Europea]) è il risultato di un processo di integrazione che iniziò col nome di Comunità Economica Europea (CEE) nel 1957/58 con il Trattato di Roma fra 6 Paesi fondatori (tre grandi e tre piccoli: Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo). Firma del Trattato di Roma.

Un antenato della CEE/UE è la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) che stabiliva nel 1951, fra gli stessi Paesi firmatari del Trattato di Roma del 1957, la libertà di circolazione del carbone (fondamentale materia prima che a quel tempo aveva la stessa importanza del petrolio oggi) estratto dalle miniere francesi, tedesche e belghe (specialmente nelle zone di frontiera dell'Alsazia-Lorena ferocemente contesa con guerre sanguinose tra Francia e Germania nell'800 e nella prima metà del '900) e dell'acciaio, fondamentale per la ricostruzione post bellica, prodotto col ferro estratto da miniere situate nelle stesse zone ricche di carbone (per ragioni geologiche le miniere di ferro e carbone sono spesso vicine). Nascita della Ceca a Strasburgo.
Il successo della CECA favorì la ricostruzione post-bellica dei Paesi aderenti, attraverso la libera circolazione delle principali materie prime industriali dell'epoca.

L'obiettivo principale dei Paesi Fondatori della CEE era quello di costituire uno spazio economico comune basato su di un'area di libero scambio: gradualmente si stabilì la libera circolazione dalle materie prime, poi dei prodotti agricoli ed industriali. Vennero stabilite anche delle regole comuni in agricoltura e successivamente in altri ambiti.

In seguito, con il passaggio alla UE nel 1993 (in seguito al trattato di Maastricht del 1992, firmato da 12 Paesi), gli obiettivi economici vennero notevolmente ampliati seppur attuati gradualmente: libera circolazione dei servizi, dei capitali per investimenti produttivi, dei capitali per acquisti di attività finanziarie ed erogazione di prestiti. Inoltre, il trattato che fondò la UE istituì anche la moneta unica (l'Euro) che entrò effettivamente in vigore nel 2002 al posto delle valute nazionali.
Durante gli anni '90 venne anche stabilita la libertà di circolazione delle persone, che in termini economici rappresenta la libertà di circolazione del lavoro come fattore produttivo.

Ulteriori adesioni di Paesi e successivi accordi internazionali (trattati) hanno segnato un processo che dopo 60 anni si è esteso geograficamente fino a 28 Paesi; l'ultima adesione è del 2013 con l'ingresso della Croazia. Nel 2017 la prima separazione, in seguito al referendum del 2016 (Brexit), il Regno Unito avvia la procedura per l'uscita dalla UE. Secondo quanto si legge (29/09/2020) sul sito ufficiale dell'UE, "il Regno Unito è uscito dall'Unione europea il 31 gennaio 2020". (La conclusione dell'ultimo discorso del leader della Brexit, Nigel Farage, al Parlamento Europeo il 29/01/2019)

Lo sviluppo progressivo di un'area comune per la libera circolazione di merci, servizi, investimenti produttivi e finanziari, e addirittura una moneta comune al posto delle valute nazionali, è stata stabilita da decisioni politiche prese dai governi degli Stati partecipanti che hanno, come ovviamente e necessariamente accade in questi casi, trasferito parte della sovranità nazionale all'Unione Europea. Questo trasferimento ri è reso necessario perché non sarebbe stato possibile perseguire una così stretta e profonda unione economica e finanziaria, come quella attuale, senza autorità centrali di coordinamento, supervisione e controllo.

Tali autorità centrali sono state individuate principalmente nel

  • Consiglio dell'Unione europea, con sede a Bruxelles, con potere di indirizzo politico, formato dai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri;
  • Parlamento europeo, con sede a Bruxelles e Strasburgo, potere legislativo, assemblea eletta a suffragio universale;
  • Consiglio dei ministri europeo, con sede a Bruxelles, potere legislativo, formato da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale per materia di competenza (finanze, agricoltura, trasporti, ecc);
  • Commissione europea, con sede a Bruxelles, potere esecutivo, nomina governativa;
  • Banca centrale europea (Bce), con sede a Francoforte, potere economico-finanziario (gestione dell'Euro e guida della politica economica dell'UE in piena autonomia), nomina del Consiglio dei ministri (delle finanze) europeo.

Solo il Parlamento europeo è eletto direttamente dai cittadini, ma sono le altre ad avere il potere maggiore, in particolare la Commissione e la Bce.

Oggi il processo di unione politica appare, per alcuni, essersi spinto troppo oltre ed al tempo stesso, per altri, aver ancora ottenuto troppo poco. Secondo i primi l'autorità centrale (la Commissione Europea, il governo dell'Unione Europea) sembra essersi allontanata dai cittadini non essendo rispettosa della democrazia sia in sé (la Commissione non è eletta dai cittadini ne' dal Parlamento Europeo, eletto dai cittadini, ma nominata dai governi nazionali in carica da cui per statuto si rende poi del tutto autonoma) sia nella sua azione (come nel caso della Grecia del 2015, dove le decisioni dei cittadini greci sono state sopraffatte in senso opposto dalle azioni della Commissione e della Banca centrale). Secondo altri invece, le istituzioni della UE non sono ancora abbastanza forti perché indebolite dagli interessi nazionali spesso contrastanti ed egoisti e da un eccesso di democrazia che ne paralizza l'azione come nel caso delle decisioni da prendere all'unanimità.

La Brexit (conseguita dopo un lungo dibattito interno al Regno unito e un'altrettanto lunga trattativa con la UE), l'ascesa dei movimenti e dei partiti euro-scettici e sovranisti in molti Paesi della UE, e d'altro lato la volontà di sviluppare il progetto dell'Unione Europea, indica quanto questi temi (troppa o ancora poca unione politica, economica, finanziaria) siano giunti probabilmente ad un livello critico.

Unione Monetaria: l'Euro

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Situazione aggiornata a gennaio 2023:
Blu: Paesi UE con Euro
Giallo: Paesi UE con valute nazionali
Rosa: Paesi UE con valuta nazionale agganciata all'Euro
Verde chiaro: Paesi non UE con Euro per accordi con Paese limitrofo
Verde: Paesi UE che hanno fatto richiesta di adesione all'Euro
Viola scuro: Paesi non UE con Euro per accordi speciali

Il 1º gennaio 1999, 11 degli allora 15 stati membri dell'UE, aderirono all'Unione Monetaria dando vita all'Euro che inizialmente comparve solo come valuta virtuale, contabile, parallela alle valute nazionali. A questi 11 Paesi si aggiunse la Grecia il 1º gennaio 2001. In questi primi 12 Stati (che avevano fissato i loro tassi di cambio già dal 1998) l'Euro entrò ufficialmente in circolazione il 1º gennaio 2002 sotto forma di monete e banconote: inizialmente affiancò le monete e le banconote nazionali ad un tasso di cambio prestabilito, dopo due mesi le sostituì completamente.
In seguito, dal 2007 al 2015, altri 7 Paesi della UE decisero di adottare l'Euro come valuta abbandonando la propria. Dal 1 gennaio 2023 sono 20 i Paesi dell'UE che adottano l'Euro con l'adesione della Croazia.
L'Euro come valuta ufficiale circola anche in altri 4 Paesi europei non UE che sono in associazione monetaria col paese limitrofo (Cdv e S. Marino con l'Italia, Monaco con la Francia, Andorra con Spagna e Francia) mentre ad altri 2 Paesi (Montenegro e Kosovo, anch'essi non UE) è stato consentito di adottare l'Euro per mezzo di specifici accordi.

Anche nel caso dell'adozione dell'Euro, come nel caso del ruolo dell'UE, si sta sviluppando un dibattito: da un lato la moneta unica avrebbe dovuto favorire la convergenza fra le economie europee e, in definitiva, la coesione ed il benessere per le popolazioni che lo avessero adottato; dall'altro le politiche economiche restrittive (austerità) imposte dalle istituzioni dalla UE per mantenerlo in vigore (crisi dell'Euro dal 2011 in poi) hanno causato l'impoverimento di alcune popolazioni che lo hanno adottato (Grecia, Italia, Spagna in particolare, come si può notare dall'andamento del pil procapite nel paragrafo successivo). Le difficoltà economiche in molti paesi dell'area Euro stanno esasperando le tensioni politiche interne ad essi e fra di essi determinando il risorgere di tensioni politiche nazionali.



Andamento economico dei principali Paesi UE

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Dall'introduzione dell'Euro nel 2002, ma dovremmo dire da quando gli attuali tassi di cambio fra le valute nazionali partecipanti sono state fissate (31 dic 1998), ad oggi l'andamento economico dei principali Paesi dell'UE ha attraversato diverse fasi: dal 1998 al 2006 crescita e stabilità; dal 2007 al 2008 fortissima crisi economico/finanziaria, nata negli Usa e diffusasi in tutto il mondo; dal 2009 al 2010 tentativo di ripresa; dal 2011 al 2012 fortissima crisi finanziaria nata nella Zona Euro che ha messo a rischio la stessa moneta unica; dal 2013 al 2018 ripresa economica; dal 2020 fortissima crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.

L'andamento dei principali Paesi UE dal 2001 in termini di Pil procapite (reddito medio della popolazione), è raffigurato in questo grafico (fonte: World Bank). Si può notare come già a partire dal 2004-05 e ancor più dalla crisi del 2008 e dalla seguente politica economica dell'austerità praticata dai Paesi UE (secondo le indicazioni della Commissione Europea che vigila sui bilanci degli Stati) il divario fra Italia e la media dei Paesi dell'Eurozona si sia accentuato a discapito dell'Italia. Francia e Regno Unito si sono discostati poco dalla media dei Paesi dell'Eurozona (anche se il R.U. non aderisce all'Euro) mentre chi si è giovato dell'Unione Monetaria fra i 4 Paesi maggiori della area Euro (Germania, Francia, Italia, Spagna) è la Germania.
E' possibile osservare questa condizione, in base al numero di anni necessari per recuperare le posizioni perse in termini di pil procapite (reddito medio della popolazione) dalla la crisi economica del 2008, sotto forma di carta tematica a livello regionale Nuts2 (fonte: Eurostat).

Proseguendo nel confronto a livello mondiale, oltre l'orizzonte europeo, la crescita economica dell'area euro, nel suo complesso, è stata inferiore a quella delle principali economie mondiali e quella dell'Italia particolarmente negativa con un valore, purtroppo, fra i peggiori del mondo. Per approfondire vedere il paragrafo Globalizzazione e Sviluppo economico: dalla crisi finanziaria del 2008 ad oggi

Regioni forti e regioni deboli

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Come detto, è possibile osservare il livello del reddito medio più in dettaglio rispetto al dato nazionale. Eurostat (l'ufficio statistico ufficiale dell'Unione Europea) fornisce dati sociali ed economici per quasi tutti i Paesi europei (anche non UE) a livello delle nostre regioni (nuts2) e province (nuts3). Eurostat visualizza i dati riferiti al pil procapite nuts2 (regioni) anche sotto forma di interessanti carte tematiche che illustrano la condizione attuale (2018) dei divari territoriali economici all'interno dell'UE.

Dall'osservazione delle carte tematiche si può notare che l'area più sviluppata d'Europa è quella del centro-nord, che dall'Italia del nord va alla penisola scandinava, interessando Svizzera, Austria, Germania (ovest), Belgio, Paesi Bassi, Inghilterra (non Regno Unito), Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda.
L'area meno sviluppata è quella più "periferica", lontana dal "centro" sviluppato, e cioè Spagna meridionale e Portogallo, Italia meridionale, e tutto l'est Europa. E' possibile notare come l'Italia, unico Paese in tal senso, abbia al proprio interno ampie aree fortemente sviluppate ed ampie aree fortemente arretrate.

Domande per il ripasso

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In base a quali aspetti possiamo studiare l'UE?
Quali sono stati i principali eventi che hanno caratterizzato la storia della UE?
Cos'è la guerra fredda e che ruolo gioca nelle origini e nello sviluppo della UE?
Elenca 4 Stati d'Europa indipendenti, A) filo-sovietici, B) filo-statunitensi, C) neutrali al tempo della guerra fredda.
Elenca 4 stati dell'Europa di oggi che facevano parte dell'Unione Sovietica.
Quali sono le principali istituzioni della UE?
Cos'è il trasferimanto di sovranità?
Quali obiettivi economici ha conseguito la CEE?
Quali obiettivi economici ha conseguito la UE?
Quali obiettivi politici ha conseguito la UE?
Quando ha iniziato a circolare l'Euro?
In quali Stati extra-Ue l'Euro è la moneta legale?
Cos'è la Brexit e perché si è determinata?
Qual è stato l'andamento del pil procapite italiano rispetto alla media UE negli ultimi decenni?
Quali sono le aree con maggiore e minore pil procapite in Europa?

Geografia regionale (gli Stati principali)

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Abbiamo visto com'è possibile individuare alcuni degli Stati più importanti, nel senso di protagonisti della scena europea, combinando fra loro differenti indici geografici ed economici.

Lo studio della loro geografia riguarda diversi aspetti perché è la geografia in se che ha un'impostazione pluridisciplinare, occupandosi sia degli elementi fisici (naturali) sia di quelli antropici (umani). Uno schema di riferimento generale per lo studio di uno Stato, o di una qualsiasi regione è il seguente:

  • Geografia fisica, principali elementi naturali: orografia, acque continentali, coste ed isole, acque marine, clima, biomi (ecosistemi regionali).
  • Cenni storici: principali eventi storico-politici che hanno portato alle condizioni attuali.
  • Popolazione: demografia, distribuzione sul territorio, caratteri culturali, flussi migratori, condizioni sociali e territoriali.
  • Insediamenti: principali insediamenti (rurali, urbani) ed infrastrutture (trasporti, condotte e telecomunicazioni).
  • Geografia politica: istituzioni dello Stato, ripartizione territoriale e tensioni interne, aggregazione territoriale e rapporti con l'estero.
  • Geografia economica: aree forti e deboli, distretti produttivi, settori principali, scambi con l'estero (bilancia agricola, energetica, commerciale, turistica, dei pagamenti).

Inserire qui i contenuti del paragrafo sulla Germania

Inserire qui i contenuti del paragrafo sul Regno Unito

Inserire qui i contenuti del paragrafo sulla Francia

Inserire qui i contenuti del paragrafo sull'Italia

Inserire qui i contenuti del paragrafo sulla Russia

Inserire qui i contenuti del paragrafo sulla Spagna

.

  1. L’insieme dell’Europa e dell'Asia, visto che queste due parti del mondo formano un’unica massa continentale
  2. Spartiacque: confine geografico formato dalla divisione del territorio in diversi bacini idrografici per cui ai lati di questa linea l'acqua (precipitazioni) fluisce in diverse direzioni.
  3. A Nord della Russia europea, ad ovest della penisola Scandinava.
  4. A sud della penisola di Kola (articolazione del Mare di Barents).
  5. A nord-est della Norvegia, fra Svalbard ed Islanda.
  6. Fra penisola scandinava e Gran Bretagna.
  7. A sud della penisola scandinava.
  8. Fra Europa, Asia ed Africa (in cui possiamo identificare: mar Ligure, mar Tirreno, mar Ionio, mar Adriatico, mar Egeo (fra Grecia e Turchia).
  9. Fra Ucraina e Turchia.
  10. Bacino endoreico (ossia chiuso) situato di poco sotto il livello del mare (depressione caspica) a sud della Russia ed il nord dell'Iran.
  11. Il Canale della Manica, o più brevemente la Manica, è un canale naturale (stretto) che separa la Gran Bretagna dall'Europa continentale e collega il mare del Nord all'oceano Atlantico; il tratto di larghezza minima (34km) è chiamato Stretto di Dover.
  12. Separa Europa (Spagna e in piccola parte Regno Unito) ed Africa (Marocco ed in piccola parte Spagna) di 14 km vedi [[[w:Stretto_di_Gibilterra|dettagli]]] ed unisce oceano Atlantico e mar Mediterraneo.
  13. Separano l'Europa (Turchia europea) dall'Asia (Turchia asiatica) e collegano il mar Nero al mar Mediterraneo (al centro si crea il piccolo mare di Marmara).
  14. Separa di 3 km Sicilia e Calabria e collega mar Tireno e mar Ionio.
  15. Separa Italia ed Albania di 80km e collega il mar Adriatico al mar Ionio.
  16. Separa la Sicilia la Tunisia di 140km e collega il mar Mediterraneo occidentale ed il Mediterraneo orientale (al centro del canale si trova l'isola di Pantelleria).
  17. Separa Sardegna e Corsica di 10km e collega il mar Tirreno al mar di Sardegna.
  18. Separa l'isola di Sjælland in Danimarca e la Svezia di 4km (attraversate da un ponte) e collega il mar Baltico con il Mare del Nord.
  19. Separa la Russia dalla penisola della Crimea di 4km ed unisce il mar Nero al mare d'Azof (dopo l'annessione della Crimea alla Russia nel 2014 il governo dell russo ha deciso di costruire un ponte sullo stretto di Kerch, previsto nel 2019).
  20. Separano Irlanda e Gran Bretagna di circa 20km (al centro si forma il mare d'Irlanda) e collegano a nord e sud l'oceano Atlantico.
  21. Golfo di Botnia: insenatura formata dalle acque del Baltico fra la costa orientale della Svezia e la costa occidentale della Finlandia.
  22. Golfo di Biscaglia: insenatura formata dalle acque dell'Oceano Atlantico fra le coste nord della Penisola Iberica e della Francia.
  23. Golfo del Leone: formato dalle acque del Mediterraneo nelle coste meridionali della Francia
  24. La maggiore isola europea, nell'Atlantico a nord dell'europa occidentale, circa 200.000kmq.
  25. In pieno Atlantico del nord, fra la Gran Bretagna e la Groenlandia (più vicina a quest'ultima), circa 200.000 kmq.
  26. Nell'Atlantico, ad ovest e vicino alla Gran Bretagna, circa 80.000 kmq.
  27. Nel Mediterraneo, a sud dell'Italia, a cui appartiene, circa 25.000kmq.
  28. Nel Mediterraneo, ad ovest dell'Italia, a cui appartiene, circa 23.000 kmq.
  29. Nel mediterrane orientale a sud della Grecia, a cui appartiene, circa 8.000kmq.
  30. Nel Mediterraneo, a sud della Francia a cui appartiene, circa 8.000kmq.
  31. Isola del continente americano, nel nord dell'oceano Atlantico tra il Canada e l'Islanda, è l'isola più vasta del pianeta e al contempo la meno densamente popolata.
  32. Nel mediterrane orientale a sud della Turchia, circa 10.000kmq.
  33. Grandi isole norvegesi, piu di 700km a nord della penisola scandinava, semi-disabitate e coperte da ghiacci, 60.000kmq quanto le 4 regioni dell'Italia Centrale.
  34. Grandi isole che formano, insieme alla parte settentrionale della penisola dello Jutland, la Danimarca; circa 15.000kmq.
  35. Nel mare Egeo tra Turchia e Grecia a cui appartengono, circa 15.000kmq.
  36. 50 km a nord-ovest delle coste della Gran Bretagna (Scozia), circa 7.000kmq.
  37. A sud della Spagna (la più nota è probabilmente Ibiza), circa 5.000kmq.
  38. Arcipelago formato da numerosissime isole lungo le coste della Croazia, nell'Adriatico orientale, circa 3.000kmq.
  39. Arcipelago greco nel mar Ionio, 2.000kmq.
  40. Nell'Oceano Atlantico di fronte alle coste del Portogallo a cui appartengono, circa 2.000kmq.
  41. A nord-est della Gran Bretagna (Scozia), oltre le Orcadi, circa 1.500 kmq.
  42. Fra la Gran Bretagna e l'Islanda, appartengono alla Danimarca, circa 1.500kmq.
  43. A nord-est della Gran Bretagna (Scozia), circa 1.000 kmq.
  44. Nell'atlantico di fronte le coste del Marocco, circa 7.500cmq.
  45. Costituita Spagna e Portogallo
  46. Costituita da Norvegia e Svezia. Insieme alla Finlandia costituisce la Fennoscandia. Scandinavia fa invece riferimento ad una regione umana che comprende Norvegia, Svezia e Danimarca ed in senso ampio anche la Finlandia e l'Islanda.
  47. Costituita da Italia, San Marino e Vaticano
  48. Costituita da Albania, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovenia parte europea della Turchia.
  49. Penisola del nord Europa che comprende la parte continentale della Danimarca e la parte più a nord della Germania, oggi separata dalla terraferma da un canale artificiale.
  50. Penisola opposta alla Scandinava, più piccola, appartiene alla Russia
  51. Nel nord-ovest della Francia è un vasto promontorio verso la Manica e l'Oceano Atlantico.
  52. Penisola della Grecia meridionale, tra il Mar Ionio e Mare Egeo, oggi separata dalla terraferma da un canale artificiale (canale di Corinto) che taglia l'ismo di Corinto
  53. La più grande penisola affacciata sul mar Nero collegata alla terraferma dall'istmo di Perekop, appartiene di fatto alla Russia dal 2014
  54. Penisola nel sud-est dell'Italia, a cui appartiene.
  55. Penisola nel sud-ovest dell'Italia, a cui appartiene.
  56. Catena montuosa della penisola scandinava, lunghe circa 1700 km che raramente superano i 2.000 mt.
  57. Catena montuosa rettilinea fra Spagna e Francia con una lunghezza di circa 400km ed altezze massime intorno ai 3000 mt.
  58. Catena montuosa a forma di arco al confine nord dell'Italia lunghe circa 1.300km hanno le vette più alte del continente (più di 4000 mt).
  59. nell'italia centro-meridionale lunghi circa 1.500km che nella parte centrale sfiorano i 3.000 mt.
  60. Formano un grande arco di circa 1.500km che solo in pochi punti superano i 2500 metri, attraversano Slovacchia, Ucraina, Romania e Serbia.
  61. Catena montuosa lungha circa 500km in Bulgaria raggiungono poco più di 2.000 mt.
  62. Catena montuosa rettilinea lunga 1.200km fra Mar Nero e Mar Caspio con le vette più alte del mondo (anche sopra i 5000 mt) spartiacque fra Europa sud-est ed Asia.
  63. Catena montuosa che attraversa la Russia da nord a sud per 2.500 km con vette che sfiorano i 2.000 mt, rappresentano un confine naturale fra Europa ed Asia.
  64. Scorre interamente nella Russia europea, nasce a nord di Mosca e sfocia nel mar Caspio, dopo 3.500km
  65. Fiume deell'Europa centro-orientale, sorge fra Svizzera e Germania e dopo aver attraversato Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado e quasi 3000km sfocia nel Mar Nero con un ampio delta
  66. Sorge a sud dei monti urali e sfocia nel Mar Caspio dopo 2.500km, rappresentando per intero una tratto di "confine naturale" fra Europa ed Asia
  67. Sorge in Bielorussia ed attraversando l'Ucraina sfocia dopo 2000km nel mar Nero
  68. Sorge in Svizzera e dopo aver rappresentato un "confine naturale" nel sud di Francia e Germania attraversa quest'ultima e formando un ampio delta sfocia nei Paesi Bassi dopo più di 1000km nel mare del nord.
  69. Rappresentano entrambi un'ideale prosecuzione del mar Baltico all'interno della Russia, a sud della Finlandia. Il Ladoga ad ovest, è grande 60 volte il lago di Garda che è il piu grande lago d'Italia.
  70. Fra Svizzera e FRancia
  71. Fra Svizzera e Germania.
  72. Andamento annuale delle precipitazioni e della temperatura; a cui aggiungere eventualmente l'andamento dei venti, dell'umidità e dell'insolazione
  73. Abbreviazione di Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.