Guida alle costellazioni/Chiave di lettura

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Tavola suddivisioni costellazioni N.png
Tavola suddivisioni costellazioni S.png

Questa sezione, la più importante del libro, contiene la descrizione dettagliata delle 88 costellazioni ufficialmente riconosciute della comunità scientifica internazionale.

Le costellazioni qui non vengono presentate in ordine alfabetico, ma vengono raggruppate in 13 aree di cielo relativamente omogenee per periodo di osservazione, ascensione retta e declinazione, in modo da presentarle in modo più organizzato e facilitarne la lettura. Costellazioni contigue che giacciono sulla Via Lattea in un’area di cielo osservabile a una data ora e in una data latitudine sono quindi descritte nello stesso capitolo, come pure costellazioni lontane dalla Via Lattea e che presentano alcune analogie. Una tabella riassuntiva delle costellazioni e della loro collocazione nelle 13 aree è presente alla fine del libro.

Le sezioni sono organizzate seguendo anche un criterio legato alla loro posizione, partendo dalle più settentrionali fino ad arrivare alla più meridionali, lungo fasce a spirale secondo l’ascensione retta. Ogni capitolo che descrive un gruppo di costellazioni è preceduto da alcune pagine che aiutano a inquadrare l’area di cielo descritta nelle pagine seguenti, presentandone le caratteristiche principali, alcune mappe a grande campo e una breve descrizione delle stelle e degli oggetti più importanti in essa compresi; in questo modo è possibile concentrarsi su ciò che di rilievo è presente nell’area e dedicarvi le maggiori attenzioni, specialmente se si è dotati di piccoli strumenti o se non si ha molto tempo a disposizione durante la sessione osservativa.

I primi capitoli sono inevitabilmente dedicati alle costellazioni boreali, dapprima attorno al Polo Nord celeste, per poi passare alle costellazioni attorno all’Orsa Maggiore e al Leone.

Segue la terza sezione, dedicata alle costellazioni attorno al Triangolo Estivo e lungo la Via Lattea visibile nei cieli boreali estivi, quindi la quarta sezione, dedicata a Pegaso, ai Pesci e alle costellazioni autunnali boreali, fino a Perseo.

La quinta sezione descrive le costellazioni dominanti nei cieli invernali boreali, dall’Auriga al Toro, da Orione al Cane Maggiore, comprese le costellazioni limitrofe e lungo il tratto di Via Lattea invernale; con questa sezione si inizia a descrivere le prime costellazioni totalmente comprese nell’emisfero australe.

La sesta sezione è dedicata alle grandi costellazioni visibili in primavera, come il Boote, la Vergine ed Ercole; ampio spazio è dedicato alle numerose galassie.

Con la settima sezione si scende quasi completamente nell’emisfero australe, con la descrizione delle costellazioni situate attorno al centro della Via Lattea, come il Serpente, Ofiuco, lo Scorpione e il Sagittario, con l’aggiunta delle costellazioni limitrofe; ampio spazio è dedicato alla descrizione dei numerosissimi oggetti galattici qui presenti.

L’ottava sezione descrive le costellazioni autunnali più meridionali, come il Capricorno, l’Aquario e la Balena, scendendo anche in aree di cielo visibili con difficoltà dalle latitudini boreali medie.

La nona sezione è dedicata alle costellazioni situate attorno alla lunga Eridano, mentre la decima sezione segue l’Idra trattando anche le piccole costellazioni limitrofe, situate nell’emisfero australe.

La sezione numero undici descrive la regione del Centauro, costellazione grande e molto luminosa, con la Croce del Sud e altre costellazioni lungo la brillante Via Lattea australe, mentre la dodicesima sezione è dedicata alla ricchissima regione di cielo della Nave Argo, oggi divisa in Poppa, Vele e Carena, con la Bussola e le altre costellazioni adiacenti situate lungo la Via Lattea del sud.

L’ultima sezione, la tredicesima, è dedicata alle piccole costellazioni attorno al Polo Sud celeste, dedicando ampio spazio alla descrizione delle Nubi di Magellano.

  • α alfa
  • β beta
  • γ gamma
  • δ delta
  • ε epsilon
  • ζ zeta
  • η eta
  • θ theta
  • ι iota
  • κ kappa
  • λ lambda
  • μ mu
  • ν nu
  • ξ xi
  • ο omicron
  • π pi
  • ρ rho
  • σ sigma
  • τ tau
  • υ upsilon
  • φ phi
  • χ chi
  • ψ psi
  • ω omega

Consigli per l'osservazione[modifica]

« Nessuno strumento,
per quanto grande sia il suo diametro,
ha il valore di un cielo buio.
 »


Questa massima va sempre tenuta in debito conto: requisito essenziale per sfruttare questa guida al massimo è un cielo il più possibile buio, senza Luna e lontano da fonti d’inquinamento luminoso. Il grado di difficoltà per l’osservazione degli oggetti descritti in questa guida si basa su un cielo buio e in condizioni di limpidezza ottimali.

Altri consigli[modifica]

Vale la pena ricordare i soliti consigli prima di iniziare a osservare proficuamente il cielo da una località buia.

Abituarsi al buio

Prima di iniziare l'osservazione, è conveniente restare alcuni minuti al buio, affinché le pupille si dilatino per la visione notturna; in questa fase è molto importante non osservare direttamente le luci di un faro o di una torcia, perché la pupilla in presenza della luce si restringe improvvisamente e la retina ne resta "impressionata", proiettando fastidiose geometrie colorate davanti al punto di fuoco per i 5-10 minuti successivi. Inoltre i tempi di adattamento al buio sono molto più lenti di quelli di adattamento alla luce.

Usare le luci adatte

Se si ha la necessità di dover consultare un libro o una carta celeste, si consiglia di usare delle deboli torce che emettono una luce rossa, l'unica che consente di mantenere un certo adattamento al buio.

La visione distolta

La visione distolta è una tecnica di osservazione fondamentale nell'osservazione amatoriale, perché consente di guadagnare un buon margine di luminosità, pari anche a una magnitudine; se si vuole osservare un oggetto che appare poco luminoso, non lo si deve guardare direttamente, ma si deve indirizzare lo sguardo lateralmente, mentre si continua a concentrare l’attenzione sull'oggetto. Questa tecnica è basata sul fatto che la parte laterale dell'occhio è più sensibile alla luce della parte centrale, grazie alla presenza di particolari cellule chiamate bastoncelli, assenti al centro dell'occhio.

I pianeti

Tenere a mente che nelle costellazioni attraversate dall’eclittica possono esserci i pianeti del Sistema Solare. Se non si è ancora molto pratici col riconoscimento delle costellazioni, la presenza di un pianeta potrebbe creare qualche confusione iniziale. Un buon sito in italiano per reperire le coordinate dei pianeti in una data prescelta è questo. Sono disponibili le effemeridi del Sole, della Luna e dei pianeti, con orari di levata e tramonto per varie località, le coordinate, notazioni su eclissi e altri fenomeni celesti, più numerosi calcoli.