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Guida alle costellazioni/Fra Orsa Maggiore e Leone

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La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici

Costellazioni comprese


La vasta regione di cielo che contiene le costellazioni dell’Orsa Maggiore, del Leone e quelle limitrofe giace lontano dal piano della Via Lattea e non contiene molte stelle luminose; tuttavia i suoi asterismi sono ben noti e facilmente riconoscibili.

L’Orsa Maggiore è una costellazione che riconoscono tutti, grazie all’asterismo formato dalle sue stelle più luminose e noto come Grande Carro; la sua presenza durante tutte le notti dell’anno nel cielo boreale lo rende una figura familiare ed è un punto di riferimento chiave per l’orientamento in cielo e per il riconoscimento di diverse altre stelle e costellazioni. Le sue stelle sono abbastanza luminose da poter essere individuate anche dai cieli delle città, specialmente se ci si trova in un parco o in un’area un po’ meno illuminata.

Nel precedente capitolo si è visto come le due stelle più occidentali del Grande Carro siano fondamentali per rintracciare la Stella Polare, partendo da Merak, raggiungendo Dubhe e prolungando per cinque volte la direzione. Utilizzando sempre queste due stelle, ma prolungando nella direzione opposta per sei-sette volte, si arriva al Leone, l’altra grande costellazione descritta in questa sezione. Le stelle che si frappongono lungo questa linea appartengono in gran parte all’Orsa Maggiore, di cui rappresentano le zampe posteriori; tuttavia ve ne sono altre meno luminose e più vicine al Leone, che appartengono a una delle costellazioni minori di questa regione, il Leone Minore.

Il Leone ha la forma di un grande trapezio formato da stelle di magnitudine 2, tranne una, più luminosa, che costituisce il vertice sudoccidentale: si tratta di Regolo, una stella azzurra di magnitudine 1,36. A nord di questa si estende la testa del Leone, definita da un asterismo spesso chiamato “La Falce” a causa della sua forma arcuata. La costellazione del Leone viene attraversata dal Sole nel periodo compreso fra il 7 agosto e il 16 settembre; in questo periodo pertanto il Leone non potrà essere osservato.

Sotto il timone del Grande Carro, che rappresenta la coda dell’Orsa Maggiore, si trova la piccola costellazione dei Cani da Caccia, la cui stella principale spicca non tanto per la sua luminosità (è di magnitudine 2,89) quanto per la sua posizione isolata rispetto ad altre stelle di pari magnitudine. La Lince invece si trova ad ovest di tutte queste costellazioni ed è tanto estesa quanto debole: probabilmente deve il suo nome proprio al fatto che occorrerebbe un “occhio di lince” per poterla individuare.

Località d'osservazione

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Questa regione di cielo ha una grande estensione in declinazione: se infatti l’estremità settentrionale dell’Orsa Maggiore si trova a 73°N, la parte meridionale del Leone prosegue a sud dell’equatore celeste fino a raggiungere la declinazione di 7°S. Ciò nonostante, la zona ideale per la sua osservazione resta quella dell’emisfero boreale, con al massimo i primi 20° di latitudine a sud dell’equatore.

Da questa latitudine le stelle del Grande Carro sono circumpolari a eccezione di quella della punta della coda, che però scende al massimo di 1° sotto l’orizzonte nord; si può quindi affermare che il Grande carro sia comunque sempre osservabile, per cui se ne può sfruttare sempre la sua caratteristica di fornire gli allineamenti per rintracciare altre stelle e costellazioni.

La Lince e la parte meridionale dell’Orsa Maggiore si possono osservare allo zenit durante il loro transito al meridiano, che nelle ore serali avviene all’inizio della primavera. Il grande trapezio del Leone sta invece a 65° di media, diventando la figura dominante dei cieli primaverili in direzione sud.

I Cani da Caccia si possono invece osservare allo zenit nella tarda primavera, quando le brillanti costellazioni invernali di Orione e Gemelli volgono al tramonto e si iniziano a scorgere a est le tipiche costellazioni dei cieli dell’estate.

Dall’equatore

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L’intera regione è ben osservabile in direzione nord, con le figure del Leone e dell’Orsa Maggiore che appaiono capovolte rispetto al verso della loro rappresentazione originaria. Durante il transito al meridiano il Grande Carro è visibile a 35° di altezza verso nord, mentre l’estremità settentrionale della costellazione che lo ospita, laddove sono presenti le due brillanti galassie M81 e M82, sta a non più di 20° di altezza.

Sempre in direzione nord nelle sere di marzo e aprile si può vedere il Leone, il cui trapezio ha un’altezza di 75° ed è pertanto una delle figure dominanti della regione di cielo attorno allo zenit. Le sue zampe posteriori invece raggiungono lo zenit e proseguono di pochi gradi verso sud.

L’osservazione della zona più settentrionale è preclusa: delle sette stelle del Grande Carro l’unica che può essere osservata è quella della punta del timone, Alkaid, che però può raggiungere al massimo 1° di altezza sull’orizzonte nord ed è quindi praticamente inosservabile. In mancanza del Grande Carro non è quindi possibile sfruttare gli allineamenti consueti per individuare il Leone, il quale potrà essere trovato comunque con facilità grazie alla sua luminosità.

Tipica figura del cielo autunnale australe in direzione nord, il trapezio del Leone ha un’altezza di 35° durante il transito al meridiano, mentre la parte più meridionale, che si estende fin sotto l’equatore, arriva a 57° di altezza.

Stelle e oggetti da non perdere

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La grande area di cielo compresa fra Leone, Orsa Maggiore e Cani da Caccia si affaccia in direzione di un complesso sistema di ammassi e superammassi di galassie, spesso raggruppati a formare lunghe catene (vedi mappa a lato). Quasi tutte le galassie più luminose della magnitudine 13 visibili in questa zona appartengono al Superammasso Locale, la cui figura si delinea facilmente nella carta qui sotto: si può distinguere un allineamento che attraversa il Grande Carro per dirigersi verso i Cani da Caccia, la Chioma di Berenice e addensarsi poi nella Vergine, ramificandosi nel Leone. Alla periferia di questo grande sistema di galassie si trova anche il Gruppo Locale.

Il Superammasso Locale è formato a sua volta da numerosi sottogruppi e ammassi, il più notevole dei quali è l’Ammasso della Vergine, che corrisponde al grande addensamento visibile nell’omonima costellazione. Fra i numerosi gruppi secondari ve ne sono alcuni situati nelle vicinanze del Gruppo Locale e per questo le loro galassie appaiono molto luminose. Fra questi spiccano il Gruppo di M81, nel nord dell’Orsa Maggiore, che è anche uno dei più vicini in assoluto, il Gruppo di M101, il Gruppo dei Cani da Caccia, che comprende a sua volta alcuni sottogruppi in cui sono comprese le galassie M63 e M94, il Gruppo del Leone, cui appartiene il sottogruppo di M95, e il Tripletto del Leone.

Il centro dell’Ammasso della Vegrine si trova a circa 60 milioni di anni luce; al di là di questo si trovano numerosissimi altri ammassi, alcuni anche piuttosto appariscenti nonostante le loro distanze siano di oltre 200 milioni di anni luce.

Con un piccolo rifrattore o un binocolo di grandi dimensioni si possono già osservare alcune delle galassie più luminose. Fra tutte spicca la coppia formata da M81 e M82; la prima è una delle galassie più brillanti del cielo ed ha una morfologia a spirale. La seconda è più debole ma è comunque facile da individuare; si tratta di una galassia irregolare vista di taglio. Le due galassie si osservano nello stesso campo visivo a ingrandimenti molto bassi.

M101 è anch’essa una delle galassie più vicine e la sua magnitudine integrata è pari a 8,3; tuttavia ha una luminosità superficiale molto bassa, per cui appare come un oggetto spesso sfuggente e necessita di un cielo perfetto e diametri più generosi per poter essere notata con facilità.

Sotto il timone del Grande Carro spicca M51, una coppia di galassie interagenti fra le più famose: sono infatti estremamente facili da osservare e i bracci di spirale della galassia dominante sono ben intuibili anche con telescopi da 200 mm di apertura, caso raro fra le galassie; è altresì un soggetto facile e molto gettonato fra gli astrofotografi a causa del gran numero di dettagli rilevabili con le foto.

Nel Leone gli oggetti più notevoli sono tre galassie vicine fra loro che formano il cosiddetto “Tripletto”: si tratta di M65, M66 e NGC 3628, tutte a spirale, sebbene la terza sia vista di taglio. Per la loro individuazione occorrono strumenti da 70-80 mm di diametro.

Benché le galassie siano in assoluto dominanti, non mancano alcuni oggetti appartenenti alla Via Lattea. Fra questi il più importante è M3, un brillante ammasso globulare fra i più luminosi dell’intero emisfero celeste boreale. Si trova nei Cani da Caccia e può essere facilmente notato anche con un binocolo 10x50 come una macchia chiara di forma circolare.

Un altro oggetto notevole è M97, una nebulosa planetaria a ridosso del Grande Carro; oltre ad essere una delle quattro sole nebulose planetarie catalogate dal Messier, è famosa anche per il suo aspetto contraddistinto da due aree circolari più scure, spesso paragonate agli occhi di un rapace notturno: la nebulosa è infatti meglio conosciuta coi suoi soprannomi Nebulosa Civetta o Nebulosa Gufo. Per poterla individuare occorrono telescopi da almeno 80 mm di diametro.