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Guida alle costellazioni/Eridano e i dintorni

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La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici

Costellazioni comprese


A ovest delle brillanti costellazioni caratteristiche delle sere di dicembre, gennaio e febbraio, come Orione e il Cane Maggiore, si estende una parte di cielo povera di stelle luminose, in cui a prima vista può sembrare difficile orientarsi.

Dedicando uno sguardo più approfondito, si noterà tuttavia che quest’area è contraddistinta da varie concatenazioni di stelle di forma arcuata, con la concavità rivolta tendenzialmente verso sud; si può infatti seguire un flusso di stelle come se fosse un fiume che, ansa dopo ansa, conduce dai piedi di Orione fino all’orizzonte, qualora si osservi da latitudini medie boreali. Il richiamo al fiume è esplicito al punto che anche in passato in questa zona veniva visto un corso d’acqua: la costellazione che infatti racchiude queste concatenazioni rappresenta un fiume, il mitologico Eridano.

Eridano è legato indirettamente al mito di Elio, dio del Sole nella cultura greca; secondo una leggenda, Fetonte, figlio di Elio, un giorno decise di condurre il carro di suo padre, perdendone il controllo e finendo con cadere proprio nel fiume Eridano, che secondo varie fonti antiche sarebbe nient’altro che il fiume Po.

Osservando dai tropici o dall’emisfero australe, la serie di curve delineate dalle stelle termina in un astro azzurro molto luminoso, invisibile dall’Europa; Achernar, questo è il suo nome, rappresenta la foce del fiume ed è la nona stella più brillante dell’intera volta celeste.

Le piccole costellazioni che circondano Eridano sono ben poco appariscenti, tanto che in antichità le loro stelle erano attribuite a quella di Eridano. Solo in epoca recente vennero scorporate per introdurre nuove costellazioni, in particolare da Nicolas Louis de Lacaille, che nel Settecento volle commemorare le importanti invenzioni frutto del progresso in campo tecnologico e scientifico.

Nacque così la costellazione della Fornace, interamente inclusa entro un’ansa di Eridano, la cui scarsa luminosità è però compensata dal gran numero di galassie luminose osservabili entro i suoi confini; presso gli appassionati, specialmente dell’emisfero australe, la Fornace è ben conosciuta.

Molto meno note sono le costellazioni dell’Orologio e soprattutto del Bulino, quest’ultima di dimensioni anche molto ridotte e di difficile individuazione, essendo facile confondere le sue poche stelle fra quelle dei campi circostanti.

Fa eccezione il Reticolo, che pure essendo piccola è formata da un gruppo di stelle molto vicine fra loro e quindi ben evidenziabili, e la Fenice, che invece è formata da stelle di magnitudine 2 e 3, quindi ben visibile anche dalle aree urbanizzate; per poterle osservare nella loro interezza occorre però trovarsi a latitudini quantomeno tropicali, se non effettivamente australi.

Località d'osservazione

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Tutte le costellazioni qui descritte sono comprese nell’emisfero australe, pertanto è da quest’emisfero che è possibile osservarle in modo ottimale; molte di queste sono visibili dalle latitudini medie boreali solo parzialmente, se non completamente invisibili.

Da questa latitudine non è possibile avere il quadro completo della regione, poiché, come detto, molte costellazioni si trovano a declinazioni troppo meridionali; la stessa Eridano, pur essendo visibile per la quasi totalità, ha un piccolo angolo che resta sempre invisibile, un angolo tuttavia importante per la presenza della brillante stella Achernar.

Se la parte settentrionale di Eridano raggiunge i 50° di altezza al passaggio al meridiano, le costellazioni della Fenice e dell’Orologio sono visibili soltanto per metà, mentre il Reticolo è sempre invisibile. Achernar inizia ad essere osservabile solo dalla latitudine 31°N, corrispondente alle coste più meridionali del Mediterraneo, fra la Libia e l’Egitto.

Dall’equatore

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A questa latitudine l’area di cielo è interamente visibile, sebbene la parti più meridionali appaiano molto basse sull’orizzonte. L’estremità settentrionale di Eridano è allo zenit nelle sere di inizio anno, mentre la brillante stella Achernar può raggiungere i 32° di altezza.

Pur non essendo la latitudine migliore in assoluto, è possibile osservare con gran facilità le galassie della Fornace e del Reticolo, che si trovano ad altezze tali da non essere particolarmente disturbate dagli strati bassi dell’atmosfera.

Questa latitudine è senz’altro la più indicata: molte delle costellazioni qui presenti sono visibili allo zenit durante le sere di inizio estate australe, mentre il bordo settentrionale di Eridano sta a 50° di altezza durante il transito al meridiano.

La costellazione del Reticolo è circumpolare, come pure metà della Fenice e dell’Orologio, oltre alla brillante Achernar. Achernar in particolare non si presenta mai ad altezze inferiori a 8° sopra l’orizzonte sud, mentre al transito al meridiano raggiunge i 72° di altezza.

Il gruppo di galassie della Fornace è visibile per gran parte dell’anno e i gruppi di astronomi amatoriali scandagliano spesso questa regione di cielo; idem per il Gruppo del Dorado, del quale alcune galassie sconfinano nel Reticolo.

Stelle e oggetti da non perdere

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Data la lontananza del piano della Via Lattea, quest’area di cielo permette di osservare senza alcun disturbo l’Universo profondo e le sue galassie; ciò naturalmente comporta che gli oggetti appartenenti alla Via Lattea, come ammassi stellari e nebulose, siano quasi del tutto assenti (vedi mappa a lato).

Gli ammassi di galassie visibili in questa direzione sono però per lo più remoti, pertanto non sono molte le galassie veramente alla portata di piccoli telescopi; il problema naturalmente non si pone per gli astrofotografi, che possono qui riprendere ricchissimi campi di galassie di fondo.

In questo quadro fa eccezione il gruppo di galassie della Fornace, che nonostante la sua distanza, pari a 65 milioni di anni luce, sia relativamente grande rispetto al vicino Gruppo dello Scultore, è ricca di galassie giganti e pertanto molto luminose, facilmente individuabili anche con piccoli strumenti.

Un'altra interessante eccezione è data dal gruppo di galassie visibile nel Reticolo, sul confine col Dorado; anche qui sono presenti alcune galassie di facile osservazione, complice soprattutto la minore distanza, stimata sui 20 milioni di anni luce.

In Eridano è compreso inoltre il più grande “vuoto” dell’Universo conosciuto, le cui dimensioni sarebbero di almeno un miliardo di anni luce.

Fra le stelle doppie merita una citazione il sistema di ζ Reticuli, la cui grande facilità di risoluzione la rende un ottimo obiettivo per chi possiede piccoli strumenti come un binocolo. Entrambe le componenti sono di magnitudine 5 e sono risolvibili anche a occhio nudo se le condizioni atmosferiche sono davvero ottimali.

Un'altra stella doppia di ancor più facile risoluzione è la γ Caeli, sul confine fra le costellazioni del Bulino e della Colomba; la loro separazione è davvero notevole e le due stelle sono di magnitudine 4 e 6. Non vi sarebbe alcun legame gravitazionale fra le due componenti, che appaiono vicine solo per un effetto prospettico.

Un’importante stella è la R Horologii, una rossa variabile di tipo Mira con oscillazioni cicliche dell’ordine degli oltre 400 giorni; quando è al massimo della luminosità raggiunge la magnitudine 4,7, divenendo ben visibile a occhio nudo, mentre in fase di minima sta sotto la magnitudine 14. Fra le variabili del suo tipo, è una delle più luminose del cielo.

Sempre nell’Orologio si trova un ammasso globulare, sebbene non particolarmente luminoso: NGC 1261. È un oggetto compatto, la cui magnitudine integrata di 8,3 lo rende visibile anche con un piccolo binocolo, sebbene con un po’ di difficoltà. Per la sua risoluzione in stelle occorrono però telescopi da 120-150 mm di diametro.

Fra le numerose galassie, la più appariscente è la NGC 1291, una grande galassia ad anello già individuabile con un binocolo 10x50 a breve distanza dalla stella Acamar; si tratta di una delle galassie più brillanti del cielo australe, grazie oltre alle sue dimensioni reali, anche alla sua distanza non troppo elevata, sui 33 milioni di anni luce.

Nella costellazione della Fornace si trova un’importante concentrazione di galassie appariscenti, fra le quali primeggia indiscutibilmente la NGC 1316, nota anche come Fornax A a causa della sua forte emissione di onde radio; è ben visibile con un binocolo ed è anch’essa fra le galassie più brillanti del cielo australe. Nei dintorni si trovano diverse altre galassie più deboli, inquadrabili anche con piccoli telescopi e perfettamente visibili nei dettagli nelle foto astronomiche amatoriali ad alta risoluzione. Possiede una forma lenticolare ed è molto compatta.

A breve distanza spicca la galassia NGC 1365, una famosissima spirale barrata presente in quasi tutti i libri di astronomia grazie alla sua forma eccezionalmente regolare, al punto da essere una sorta di galassia modello per la sua categoria; attraverso l’osservazione però la sua struttura appare mal definita, a differenza delle riprese con camera CCD, dove si mostra perfettamente l’estensione dei suoi due bracci di spirale maggiori, molto appariscenti.

Nella costellazione del Reticolo spicca la galassia NGC 1313, un'altra spirale barrata questa volta dalla forma molto irregolare; le immagini ad alta risoluzione mostrano enormi strutture nebulose che si estendono lungo i suoi bracci, dove è attivo uno starburst particolarmente intenso.

Molte sono le galassie visibili specialmente nella costellazione della Fornace, anche se la loro osservazione spesso richiede strumenti da almeno 150 mm di diametro.