Guida alle costellazioni/Fra Orsa Maggiore e Leone/Leone

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Fra Orsa Maggiore e Leone

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Leone Minore

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Leo
Genitivo del nome Leonis
Abbreviazione ufficiale Leo
Area totale 947 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 15 aprile
Stelle più luminose della mag. 3,0 5
Stelle più luminose della mag. 6,0 82

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Leonis Regolo 1,36
γ1 Leonis Algieba 2,01
β Leonis Denebola 2,14
δ Leonis Zosma 2,56
ε Leonis Ras Elased 2,97
θ Leonis Coxa 3,33
ζ Leonis Adhafera 3,48
η Leonis Al Jabbah 4,61

Il Leone è una costellazione zodiacale del cielo settentrionale, una delle più grandi; si trova infatti lungo la linea dell'eclittica, tra la debole costellazione del Cancro, a ovest, e la ancor più vasta Vergine, a sudest.

Benché sia povera di stelle di fondo, trovandosi lontano dal piano della Via Lattea, contiene un gran numero di galassie luminose.

Caratteristiche[modifica]

Il Leone è una grande costellazione zodiacale dell'emisfero nord, individuabile con facilità nei mesi fra dicembre e giugno; nell'emisfero boreale, la sua presenza ad est dopo il tramonto indica il prossimo arrivo della primavera, mentre nell'emisfero australe appare come una costellazione tipica dei cieli tardo-estivi e autunnali. Le sue stelle principali formano un grande trapezio, al quale è connesso un famoso asterismo, noto come La Falce, composto da Regolo, η Leonis e Algieba, assieme alle stelle più deboli Adhafera (ζ Leonis), Ras Elased Borealis (μ Leonis) e Ras Elased Australis (ε Leonis).

Anticamente la costellazione era più estesa: la testa comprendeva la parte settentrionale del Cancro e quella meridionale della Lince, mentre la parte terminale della coda era rappresentata dalla famosa chioma di stelle che ora fa parte della Chioma di Berenice.

La stella principale è Regolo, una stella azzurra di prima grandezza, l'unica così luminosa a trovarsi ad appena 0,5° dall'eclittica; frequentemente la si può osservare in coppia con dei pianeti, in rari casi persino in congiunzione con essi, ed è frequentemente occultata dalla Luna. Assieme ad Aldebaran, Antares e Fomalhaut forma il quartetto di stelle note in antichità come "le stelle regali".

Nel Leone si trova anche una delle stelle più vicine alla Terra: si tratta di Wolf 359, una nana rossa distante 7,7 anni luce. La sua magnitudine è pari a 13,44 e in ciò è simile a Proxima Centauri (magnitudine 11).

In termini mitologici, si ritiene che la costellazione rappresenti il leone nemeo, sconfitto da Ercole nella prima delle sue dodici fatiche. Nemea è una città da qualche parte a sudest di Corinto, dove il leone viveva in una caverna con due aperture dalla quale usciva per uccidere gli abitanti del luogo, che diminuivano a vista d'occhio. Il fortissimo e ferocissimo leone era un vero flagello, perché sterminava greggi e sbranava uomini. Era una bestia invulnerabile di incerti natali; correvano voci che fosse stato generato dal cane Ortro, ma anche che fosse figlio del mostro Tifone e persino che i suoi genitori fossero Zeus, il re degli dèi, e Selene, la dea della Luna. Aveva la pelle a prova di qualsiasi arma, perché il suo mantello era assolutamente indistruttibile e ciò lo rendeva invulnerabile, come scoprì Ercole quando lo colpì con tre frecce, le quali si limitarono a rimbalzare, come pure quando la sua spada si piegò come di stagno quando tentò di trafiggerlo, oppure quando la sua clava si spezzò colpendo il felino. Alla morte, il leone nemeo fu posto da Zeus tra i segni dello zodiaco, dove formò la costellazione del Leone.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
3 Leonis 09h 28m 29s +08° 11′ 18″ 5,87 10,7 25,2 ar + b
6 Leonis 09h 31m 58s +09° 42′ 57″ 5,28 9,0 37,4 ar + b
HD 86133 09h 57m 02s +19° 45′ 45″ 7,60 8,5 30,5 g + g
α Leonis 10h 08m 23s +11° 58′ 02″ 1,35 7,9 177 azz + ar
γ Leonis 10h 19m 58s +38° 29′ 57″ 2,61 3,80 4,5 ar + ar
54 Leonis 10h 55m 37s +24° 44′ 59″ 4,50 6,30 6,5 b + b
83 Leonis 11h 26m 46s +03° 00′ 46″ 6,51 7,57 28,5 ar + ar
τ Leonis 11h 27m 56s +02° 51′ 23″ 4,95 7,55 91,1 g + b
90 Leonis 11h 34m 43s +16° 47′ 49″ 6,3 7,4 3,6 azz + azz

La costellazione presenta un gran numero di stelle doppie, moltissime delle quali sono di larga separazione e dunque risolvibili con facilità anche con un piccolo strumento, in certi casi persino con un binocolo.

La stella 83 Leonis è una delle più facili: le sue componenti sono entrambe arancioni e sono separate da 28,5"; la loro magnitudine apparente è 6,51 e 7,57, dunque ben alla portata di un binocolo.

Regolo, la stella più brillante della costellazione, appare dal colore azzurrognolo; presenta ad oltre 3' di separazione una compagna arancione di ottava grandezza osservabile anche con un binocolo, sebbene la luminosità della primaria disturbi molto; un telescopio consente di apprezzare maggiormente il contrasto di colori fra le due componenti.

Algieba è una stella di seconda grandezza, nonché componente di un sistema multiplo in parte fisico e in parte solo visuale; al binocolo, e in certe occasioni persino ad occhio nudo, è facilmente distinguibile una stella biancastra di quarta magnitudine posta alcuni primi a sud della primaria. In realtà le due stelle sono poste a distanze diverse e non formano dunque una coppia fisica. Con un telescopio di grande diametro è però possibile notare che anche la stessa primaria è composta da due stelle arancioni molto vicine fra di loro, di magnitudine 2,61 e 3,80.

La stella τ Leonis è una coppia composta da una stella di quinta e una di settima magnitudine, dal colore giallastro e separate da circa 1,5', dunque alla portata anche di un binocolo.

La 3 Leonis è una coppia apprezzabile per il contrasto di colori, sebbene la differenza fra le due stelle, una di quinta e l'altra di decima, è notevole; le due stelle sono risolvibili anche con un piccolo telescopio.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Leonis 09h 47m 33s +11° 25′ 44″ 4,4 11,3 309,95 Mireide
V Leonis 10h 00m 02s +21° 15′ 44″ 8,4 14,6 273,35 Mireide
W Leonis 10h 53m 37s +13° 42′ 54″ 8,9 14,8 391,75 Mireide
RY Leonis 10h 04m 16s +13° 58′ 58″ 9,0 11,8 155 Semiregolare pulsante
AI Leonis 11h 40m 29s +11° 11′ 43″ 8,44 10,05 - Semiregolare pulsante
AK Leonis 11h 40m 48s +13° 04′ 41″ 8,36 9,4 60 Pulsante
DH Leonis 10h 00m 02s +24° 33′ 10″ 7,75 7,94 1,0695 BY Dra

Il Leone ospita un gran numero di stelle variabili, ma la gran parte di queste sono piuttosto deboli o con escursioni di luminosità molto lievi, dunque fuori dalla portata di strumenti amatoriali.

Fra le Mireidi la più appariscente è la R Leonis, che è anche la più importante della costellazione. Quando è al massimo della luminosità raggiunge la magnitudine 4,4, diventando così ben osservabile anche ad occhio nudo; nell'arco di circa dieci mesi però scende fino a raggiungere l'undicesima grandezza, diventando visibile solo con telescopi da almeno 70mm, per poi risalire. Anche la V Leonis è una Mireide, ma non osservabile ad occhio nudo neppure quando è al massimo; in nove mesi oscilla fra la magnitudine 8,4 e la 14,6.

Fra le variabili semiregolari la più notevole è la AI Leonis, che quando è al massimo è anch’essa di magnitudine 8,4, mentre in fase di minimo scende fino alla decima grandezza. Il suo periodo non è determinato con precisione.

Una variabile pulsante è infine la AK Leonis, che oscilla fra le magnitudini 8,4 e 9,4 in circa due mesi.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 2903 09h 32m 10s +21° 30′ 03″ Galassia 9,7 12,6 x 6,0
M95 10h 43m 58s +11° 42′ 14″ Galassia 9,7 7,4 x 5,1
M96 10h 46m 46s +11° 49′ 12″ Galassia 9,2 7,6 x 5,2
M105 10h 47m 50s +12° 24′ 54″ Galassia 9,5 5,4 x 4,8
NGC 3371 10h 48m 17s +12° 37′ 42″ Galassia 9,9 5,2 x 2,4
NGC 3377 10h 47m 43s +13° 59′ 09″ Galassia 10,3 4,2 x 2,3
NGC 3412 10h 50m 53s +13° 24′ 43″ Galassia 10,5 3,4 x 2,1
NGC 3489 11h 00m 19s +13° 54′ 04″ Galassia 10,2 3,3 x 2,1
NGC 3521 11h 05m 49s -00° 02′ 06″ Galassia 8,9 10,0 x 5,2
NGC 3607 11h 16m 55s +18° 03′ 06″ Galassia 9,9 4,9 x 2,5
M65 11h 18m 56s +13° 05′ 32″ Galassia 9,3 9,8 x 2,9
M66 11h 20m 15s +12° 59′ 30″ Galassia 8,9 9,1 x 4,2
NGC 3628 11h 20m 17s +13° 35′ 23″ Galassia 9,8 15,0 x 3,6
NGC 3640 11h 21m 07s +03° 14′ 06″ Galassia 10,4 4,2 x 3,5
Il Tripletto del Leone, formato da M65 (in basso), M66 (a destra) e NGC 3628 (a sinistra).
La galassia M95 vista col telescopio spaziale Spitzer, alla lunghezza d’onda infrarossa.
M96 ripresa dal Very Large Telescope dell’ESO. Si può notare un’altra galassia molto più lontana e vista di taglio, la cui luce filtra attraverso il suo braccio di spirale in alto a destra.
La brillante galassia spirale barrata NGC 2903, visibile nei pressi della “Falce leonina” anche con un piccolo telescopio.
NGC 3521 è una grande galassia spirale ben visibile con piccoli strumenti.
NGC 3607, una luminosa galassia lenticolare facente parte del gruppo di galassie Leo II. Può essere osservata anche con piccoli strumenti.

Il Leone si trova lontano dalla scia della Via Lattea e ciò consente l'osservazione del cielo profondo esterno alla nostra Galassia. In questa direzione sono osservabili infatti diverse galassie, alcune delle quali raggruppate in ammassi, mentre altre formano delle vaghe associazioni di pochi membri, simili al nostro Gruppo Locale; alcuni di questi gruppi sono pure relativamente vicini a noi.

Le galassie più famose sono anche quelle catalogate dal Messier, e in particolare M65 e M66, che formano un gruppo a sé stante noto come Tripletto del Leone assieme ad una terza galassia, NGC 3628; si tratta di un terzetto di galassie facilmente individuabili anche con un piccolo telescopio, due delle quali si mostrano quasi perfettamente di taglio.

La galassia M65 è abbastanza facile da localizzare, grazie alla sua posizione esattamente a metà via fra le stelle θ Leonis e ι Leonis; sebbene sia anche al limite della portata di un binocolo 10x50, questa galassia è molto meglio osservabile con telescopi a partire dai 150mm di apertura. Con un 300mm si mostra come un fuso di colore argentato, disposto in senso nord-sud, mentre l'alone è attraversato da una banda scura di polveri. La galassia dista 22 milioni di anni luce da noi ed è leggermente meno luminosa della sua compagna M66. La sua morfologia secondo la sequenza di Hubble è Sa, dunque una galassia spirale, sebbene sia vista da un'angolazione molto inclinata, per cui la si può osservare quasi di taglio; i bracci di spirale sono attraversati da un sistema di polveri oscure, in cui nelle immagini ad alta risoluzione sono evidenti stelle azzurre molto luminose, segno che è in atto la formazione stellare. Il suo diametro reale sarebbe di 70.000 anni luce e la sua massa pari a 85 miliardi di masse solari.

Anche M66 si può individuare sfruttando lo stesso allineamento della galassia precedente; può essere scorta anche con un binocolo 10x50, sebbene con qualche difficoltà, mentre con strumenti da almeno 120mm di diametro si osserva con facilità. Con un 300mm si osservano tracce delle spirali, orientate in senso antiorario, mentre il nucleo ha la forma di una barra; sul lato nordoccidentale si nota una stella di decima magnitudine appartenente alla Via Lattea. La galassia dista 35 milioni di anni luce da noi e ha un raggio di circa 50.000 anni luce. Nei suoi bracci sono state osservate diverse supernovae.

NGC 3628 è la terza galassia del Tripletto del Leone; appare meno luminosa delle altre due ma è più estesa. Attraverso un piccolo telescopio appare come un lungo fuso chiaro privo di dettagli; per poter notare la sua banda oscura che la attraversa in senso longitudinale occorrono telescopi con diametri notevoli. Con telescopi da 150-200mm di apertura e oculari grandangolari è possibile apprezzare tutte e tre le galassie e alcuni loro dettagli in un’unica visione d’insieme.

Un secondo gruppo di galassie brillanti si trova più a ovest ed è formato da M95 e M96, cui si aggiunge in posizione leggermente distaccata M105 e alcune galassie minori.

M95 e le sue compagne si individuano in un'area povera di stelle di riferimento: occorre partire dunque dalla linea che congiunge Regolo a θ Leonis, fermarsi a metà via e spostarsi a sud di circa 2°; la galassia è al di fuori della portata di un binocolo di medie dimensioni come un 10x50, dunque occorrono telescopi da almeno 80mm per poterla individuare anche solo come una macchietta chiara. Strumenti di aperture comprese fra 150 e 300mm aumentano il numero dei dettagli visibili, come la presenza di un nucleo di 40" di diametro di decima magnitudine e un alone molto debole di 5' attraversato da una debolissima barra centrale. M95 è una delle galassie più studiate dal telescopio spaziale Hubble al fine di determinare la costante di Hubble, studiandone le variabili Cefeidi allo scopo di determinarne la distanza; i risultati, che furono poi corretti tramite l'ausilio del telescopio Hipparcos, indicano una distanza di 32,6 milioni di anni luce con uno scarto di 1,4 milioni di anni luce. Questa galassia mostra una notevole attività nelle sue regioni centrali, in particolare in un anello del diametro di circa 2000 anni luce attorno al centro, composto probabilmente di gas diffuso non uniforme. Le emissioni di raggi X provengono da numerose fonti, che sono concentrate in regioni di gas caldo; la morfologia dell'emissione può spiegarsi se nella galassia si sta verificando una serie di starburst istantanei situati in diverse zone dell'anello. L'estensione dei raggi X arriva fino ad almeno 1600 anni luce oltre l'anello, che può essere interpretato come un’uscita di gas al di là dello stesso.

La vicina M96 si individua sfruttando gli stessi allineamenti della precedente. È appena osservabile con un binocolo 10x50, essendo la più luminosa del gruppo a cui appartiene, in cui si mostra come una vaga nebulosità chiara senza particolari evidenti, come pure in un telescopio da 60-80mm di apertura. Con strumenti da 150-250mm si individua il nucleo, brillante e di forma ellittica e allungato in senso sudest-nordovest, più un vago alone orientato nella stessa direzione, con presenza di alcuni chiaroscuri che fanno pensare ad una struttura a spirale. Si tratta di una galassia spirale posta alla distanza di 31,3 milioni di anni luce; a questa distanza, le sue regioni centrali più luminose possiedono una dimensione reale di oltre 65.000 anni luce, le quali però sono circondate da una struttura ad anello relativamente debole, estesa per oltre 100.000 anni luce: questa struttura possiede un gran numero di stelle giovani e blu molto luminose, che le conferiscono il caratteristico colore azzurrino. Questa regione è sede di importanti fenomeni di formazione stellare; le regioni centrali sono invece composte da stelle più vecchie e il colore dominante è il giallo. La massa della galassia è stata stimata essere di 160 miliardi di masse solari; l'inclinazione sulla nostra linea di vista del suo piano galattico è di 35°.

M105 è un po’ in disparte rispetto alle altre due. Anch’essa è al limite della portata di un binocolo di medie dimensioni come un 10x50, dunque occorrono telescopi da almeno 80mm per poterla individuare anche solo come una macchietta chiara. In un 140mm si osserva chiaramente assieme ad altre due galassie vicine, NGC 3384 e NGC 3389, con le quali forma un triangolo rettangolo il cui vertice ad angolo retto si trova su NGC 3384; il nucleo è molto brillante e tutt'attorno è circondato da un alone che sfuma delicatamente nel fondo cielo. M105 è la più brillante fra le galassie ellittiche presenti nel Gruppo Leo I, in cui è compreso il sottogruppo a cui appartiene; la sua distanza è stimata sui circa 32 milioni di anni luce. Si tratta di un perfetto esempio di galassia ellittica, grazie all’estrema uniformità di struttura e di luminosità che la caratterizza; delle due galassie che l'accompagnano, entrambe ellittiche, NGC 3389 non sembra essere realmente vicina a M105, dato che la sua velocità radiale è di 1138 km/s, contro i 752 km/s accettati per M105. Secondo degli studi effettuati tramite il telescopio spaziale Hubble, al centro di questa galassia sarebbe presente un buco nero supermassiccio, la cui massa si aggirerebbe sui 50 milioni di masse solari.

A brevissima distanza da M105 si nota anche con un piccolo telescopio una seconda galassia ellittica, leggermente meno luminosa e di aspetto un po’ allungato: si tratta di NGC 3371, una delle sue compagne più strette; le due galassie si osservano nello stesso campo visivo anche a ingrandimenti spinti. Una terza galassia, la spirale NGC 3389, è inoltre visibile pochi minuti d’arco a sudest.; la sua magnitudine è pari a 11,8 ed è quindi visibile solo con telescopi di grande diametro.

Fra le galassie più brillanti del Leone ve ne è una non catalogata dal Messier, NGC 2903. Si individua un grado e mezzo a sud della stella λ Leonis ed è visibile anche con un telescopio da 60mm di apertura. Con strumenti da 120mm si nota la sua forma allungata in senso nord-sud, mentre con un telescopio da 200mm si nota un nucleo centrale più luminoso. NGC 2903 è una galassia spirale barrata situata a 30 milioni di anni luce, per molti versi simile alla Via Lattea: la sua dimensione è solo leggermente più piccola della nostra Galassia, con una superficie di circa 80.000 anni luce. La regione centrale della galassia presenta un tasso eccezionale in termini di formazione stellare, concentrate in un anello intorno al nucleo, che ha un diametro di poco più di 2000 anni luce e comprende non solo un gran numero di stelle giovani e brillanti, ma anche un certo numero di nebulose di gas ionizzato con luminosità paragonabili a quelli della Nebulosa Tarantola, con elevate frequenze radio, infrarossi, raggi ultravioletti e raggi X. Fra i suoi bracci di spirale sono presenti alcune “nubi stellari” particolarmente dense e luminose, una delle quali ha ricevuto una denominazione separata del New General Catalogue: NGC 2905. Nel suo ambiente circostante sono note infine tre piccole galassie che orbitano intorno ad essa come satelliti.

Un’altra galassia molto estesa è NGC 3521, sebbene sia meno luminosa; si trova nella parte meridionale della costellazione, a cavallo dell’equatore celeste, e si può individuare con telescopi da 120mm di diametro. Presenta anch’essa un aspetto allungato in senso nord-sud ed è una galassia spirale di tipo flocculento, ossia formata da numerosi piccoli e discontinui bracci di spirale difficilmente distinguibili all’interno della figura principale. Presso il centro è presente un piccolo accenno di struttura a barra che attraversa un nucleo piuttosto massiccio; quest’ultimo contiene anche una grande regione H II.

NGC 3626, nota anche con la sigla C40, si trova circa 2,5° a sudest della stella δ Leonis (Zosma) ed è una galassia lenticolare visibile anche con un telescopio da 120mm, sebbene non sia particolarmente appariscente. Possiede un disco di polveri e gas neutri che ruota in senso contrario rispetto alle stelle del piano galattico. La sua distanza è stimata sui 70 milioni di anni luce.

Meno di un grado a sudovest si trova un interessante trio di galassie, la più luminosa delle quali è NGC 3607, una galassia lenticolare facilmente individuabile con strumenti da 120mm di apertura, attraverso cui appare come una piccola macchia chiara ovaleggiante. Il suo disco è ricco di nebulose oscure, che si dispongono in anelli concentrici; il suo nucleo ospita invece un buco nero supermassiccio, la cui massa è stata stimata essere pari a 120 milioni di masse solari. Le dimensioni dell’intera galassia sono maggiori di quelle della Via Lattea ed è dominata da una grande popolazione di stelle vecchie e relativamente deboli. La sua distanza si aggira sui 65 milioni di anni luce.

Nello stesso campo visivo verso nord si osserva NGC 3608, di forma ellittica e leggermente più debole della precedente. Completa il trio NGC 3605, un’altra galassia ellittica molto più piccola e allungata.

In direzione del Leone sono presenti anche tre galassie nane molto deboli appartenenti al Gruppo Locale, due delle quali orbitano attorno alla Via Lattea come galassie satelliti.

La più conosciuta e studiata è la Leo I, situata a circa 820.000 anni luce da noi; si trova pochi minuti d’arco a sud della brillante stella Regolo, tanto da oscurarla rendendone ancor più difficile l’individuazione. Attraverso la misurazione della velocità radiale di alcune giganti rosse della galassia Leo I, è stato possibile stimare la massa della galassia: è almeno 20 milioni di masse solari. I risultati non sono conclusivi e non confermano o smentiscono l'esistenza di un possibile alone di materia oscura intorno alla galassia. Pare comunque certo che la galassia non ruoti su sé stessa. Come per le altre galassie nane, la metallicità di Leo I è molto bassa, solo l'1% di quella del Sole. Leo I ha sperimentato un aumento della sua formazione stellare (tra il 70% e l'80% della sua popolazione) in un periodo che va tra i 6 e i 2 miliardi di anni fa; non ci sono tuttavia significative evidenze di stelle con età superiore ai 10 miliardi di anni. Circa 1 miliardo di anni fa il tasso di formazione stellare di Leo I sembra essere rapidamente precipitato ai livelli attuali, quasi insignificante. Per questi motivi Leo I potrebbe essere la più giovane galassia nana sferoidale satellite della Via Lattea.

La seconda galassia nana, nota come Leo II è un pochino più vicina, con una distanza pari a 690.000 anni luce; consiste principalmente di deboli stelle vecchie e con una metallicità molto bassa, segno che si tratta di una galassia sopravvissuta al cannibalismo galattico da parte delle galassie maggiori (come la Via Lattea) a causa della loro grande attrazione gravitazionale. Leo II è anche una delle galassie satelliti della Via Lattea più lontane conosciute.

Un’altra galassia nana è Leo III, nota anche come Leo A; a differenza delle altre due è una galassia isolata non inserita in alcuna orbita attorno a galassie maggiori. Giace a 2,25 milioni di anni luce e consta di una popolazione stellare di età superiore a 10 miliardi di anni, segno che non ha avuto alcuna interazione con le galassie maggiori da lunghissimo tempo. La sua massa è di circa 80 milioni di masse solari, di cui l’80% sarebbe costituita da materia oscura. Nonostante l’assenza di formazione stellare, nella galassia è presente una gran quantità di idrogeno neutro.