Norvegese/Dialetti

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Indice del libro

Il norvegese parlato è una pletora di dialetti. Non esiste un norvegese standard, ma è ritenuto accettabile per tutti parlare il proprio dialetto. I norvegesi vanno fieri della loro ricchezza di dialetti, sebbene essa sia di gran lunga inferiore a quella italiana: ne è prova il fatto che, a parte alcuni rari dialetti particolarmente ostici, tutti i norvegesi si capiscono tra loro, con poche difficoltà. Il fenomeno è comunque piuttosto irritante per gli studenti stranieri di norvegese, che devono però guardarsi dal chiedere ai norvegesi di parlare "norvegese, non dialetto": non poche persone prenderebbero una simile osservazione come un attacco alla loro identità culturale.

Per un norvegese è fonte di grande imbarazzo non riuscire a capire il dialetto di un altro norvegese; si potrebbe produrre in una serie di "Come?" o "Puoi ripetere?", ma mai potrebbe, come un italiano, alterarsi se la persona che ha di fronte si rifiutasse di parlare una lingua standard.

In pratica, alcuni dialetti, come quello di Oslo, si discostano dal bokmål di misura infinitesima, se se ne discostano in qualche misura. Altri, come il trøndersk (Trondheim), sono facilitati dalla parlata tipicamente lenta. In generale, le regioni isolate tendono ad avere dialetti più marcati.

L'uso di così tanti dialetti causa un interesse dei norvegesi per il luogo d'origine delle persone con cui parlano, e molto spesso la domanda "Di dove sei?" precede "Come ti chiami?". La provenienza geografica è per i norvegesi un argomento di conversazione comunissimo per "attaccare bottone" con estranei.