Meccanica razionale/Richiami di calcolo vettoriale

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Figura 1

Indice

[modifica] Definizione di vettore

Un vettore è una grandezza definita dalle seguenti entità:

  • modulo
  • direzione
  • verso

Consideriamo la figura 1: diremo che il modulo è rappresentato dalla distanza AB, la direzione è individuata dalla direzione della retta passante per A, B ed il verso è quello che va da A verso B.

[modifica] Rappresentazione cartesiana

Scelta a piacere una terna cartesiana ortogonale (O, x, y, z) chiameremo componenti del vettore:

\vec v (AB)

lungo x, y, z le seguenti quantità:

\begin{vmatrix}v_x=x_B-x_A\\v_y=y_B-y_A\\v_z=z_B-z_A\end{vmatrix}

Il modulo di questo vettore è dato dalla seguente quantità:

|\vec v|=\overline{AB}=\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}

L'orientamento del vettore, cioè direzione e verso, rimane completamente individuato dai coseni direttori:

\alpha={v_x\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}
\beta={v_y\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}
\gamma={v_z\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}

[modifica] Vettori unitari

Chiamasi vettore unitario o versore, il vettore avente modulo |\vec v|=1, e poiché:

v_x=|\vec v|\alpha\qquad v_y=|\vec v|\beta\qquad v_z=|\vec v|\gamma

si vede che le componenti del vettore unitario sono i coseni direttori stessi.

Definiamo come i tre vettori unitari fondamentali, i tre vettori unitari che hanno l'orientamento dei tre assi cartesiani \ x,\ y,\ z e li individuiamo rispettivamente in \vec i,\vec j,\vec k.

[modifica] Operazioni sui vettori

[modifica] Somma

Dati \ n vettori e scelto ad arbitrio il punto \ O costruiamo la poligonale (in generale, sghema), \ OE_1E_2....E_n con la condizione che \ E_1 sia l'estremo del vettore \vec v_1 applicato in \ O, \ E_2 l'estremo del vettore \vec v_2 applicato in \ E_2, allora chiameremo risultato o somma dei \vec v_1,\vec v_2...\vec v_n il vettore \vec {OE_n}\equiv\vec R

Nella rappresentazione cartesiana si ottiene:

\ R_x=\sum v_x
\ R_y=\sum v_y
\ R_z=\sum v_z

[modifica] Prodotto scalare

Si definisce come prodotto scalare fra due vettori \vec v,\vec w la quantità scalare:

|\vec v|\times|\vec w|\cos(\vec v,\vec w)

Nella rappresentazione cartesiana \vec v (v_x, v_y, v_z) e \vec w(w_x, w_y, w_z) :

\vec v\times\vec w=v_x w_x+v_y w_y+v_z w_z

e ricordando che i coseni direttori sono:

\alpha_1={v_x\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}\qquad\alpha_2={w_x\over\sqrt[2]{w_x^2+w_y^2+wz^2}}
\beta_1={v_y\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}\qquad\beta_2={w_y\over\sqrt[2]{w_x^2+w_y^2+w_z^2}}
\gamma_1={v_z\over\sqrt[2]{v_x^2+v_y^2+v_z^2}}\qquad\gamma_2={w_z\over\sqrt[2]{w_x^2+w_y^2+w_z^2}}

per cui:

\vec v\times\vec w=|\vec v||\vec w|(\alpha_1\alpha_2+\beta_1\beta_2+\gamma_1\gamma_2)

Il polinomio \ \alpha_1\alpha_2+\beta _1\beta_2+\gamma_1\gamma_2 è, il coseno dell'angolo fra le direzioni di \vec v e \vec w; da questo è quindi facile vedere che se \vec v\perp\vec w il prodotto scalare \vec v\times\vec w=0 in quanto \ \alpha_1\alpha_2+\beta_1\beta_2+\gamma_1\gamma_2=0

[modifica] Prodotto vettoriale

Per quanto abbiamo detto precedentemente se \ v_x,\ v_y,\ v_z sono le componenti di \vec v, e \vec i,\vec j,\vec k sono i vettori fondamentali unitari, possiamo scrivere:

\vec v=\ v_x\vec i+ v_y\vec j+ v_k\vec k

Premesso ciò, si definisce prodotto vettoriale o vettore, fra due vettori \vec v e \vec w, il vettore definito nella seguente maniera:

\vec v\wedge\vec w=|\vec v||\vec w|\sin(\vec v,\vec w)\cdot \vec n

[modifica] Prodotto misto e prodotto vettoriale doppio

Si definisce prodotto misto dati tre vettori \vec a,\vec b,\vec d

\vec a\times (\vec b\wedge\vec d)

che è una quantità scalare. Il prodotto misto si annulla se \vec a è parallelo a \vec b o a \vec d.

\vec a\times(\vec b\wedge\vec d)\qquad\begin{vmatrix}a_x&a_y&a_z\\b_x&b_y&b_z\\d_x&d_y&d_z\end{vmatrix}

Valgono le seguenti prpprietà commutatrici:

\vec a\times(\vec b\wedge\vec d)=\vec b\times(\vec d\wedge\vec a)=\vec d\times(\vec a\wedge\vec b)

Si definisce il prodotto vettoriale doppio il vettore:

\vec a\wedge(\vec b\wedge\vec d)=(\vec d\times\vec a)\cdot\vec b-(\vec b\times\vec a)\cdot\vec d

Infatti \vec d\times\vec a e \vec b\times\vec a sono numeri che moltiplicati rispettivamente per i vettori \vec b e\vec d danno dei vettori.

In coordinate cartesiane si può scrivere sinteticamente:

\begin{vmatrix}\vec i&\vec j&\vec k\\a_x&a_y&a_z\\\begin{vmatrix}b_y&b_x\\d_y&d_z\end{vmatrix}&\begin{vmatrix}b_z&b_x\\d_z&d_x\end{vmatrix}&\begin{vmatrix}b_x&b_y\\d_x&d_y\end{vmatrix}\end{vmatrix}

[modifica] Prodotto vettore dei vettori unitari fondamentali

Si ottengono le seguenti formule:

\begin{cases}\vec j\wedge\vec k=\vec i\\\vec k\wedge\vec i=\vec j\\\vec i\wedge\vec j=\vec k\end{cases}

[modifica] Vettori applicati

Si chiama vettore applicato, un qualsiasi vettore \vec v applicato in un determinato punto \ A dello spazio.

-Chiamasi coppia l'insieme di due vettori aventi modulo uguale e rette di applicazione parallele a versi opposti. La distanza \ d fra le due rette è chiamata braccio della coppia.
b)
Momento di un vettore rispetto ad un punto.
Il momento di un vettore applicato rispetto ad un punto è il vettore definito nella seguente maniera. Se \ B è il punto rispetto al quale si vuole calcolare il momento, dicesi momento di \ (A,\vec v) rispetto a \ B il vettore che ha per modulo:
\ |m_b|=AB\times|\vec v|\ sin\theta
e direzione normale al piano \vec{BA} e \vec v.

Il verso è definito quello di un osservatore che giacente lungo la normale al piano di \ \vec {BA} e \ \vec v vede \vec{BA} andare verso \vec v con senso antiorario.

[modifica] Differenziazione ed integrazione di vettori

[modifica] Differenziazione

Una funzione vettoriale di una o più variabili scalari è generalmente chiamata campo vettoriale. La derivata di una funzione vettoriale \vec F di una sola variabile \ t è definita da:

{d\vec F(t)\over dt}=\lim_{\Delta\to 0}{\vec F(t+\Delta t)-\vec F(t)\over \Delta t}=\lim{\Delta\vec F{(t)}\over  dt}.

Ora durante l'incremento \ \Delta (t) il vettore \ \vec F può cambiare semplicemente in direzione, restando il suo modulo inalterato. Ed allora avremo:

\ \vec F\times\Delta\vec F=\vec F\times d\vec F=0.

Ovvero può variare il modulo, rimanendo la direzione inalterata. E questo può essere espresso sinteticamente da:

\vec F\wedge d\vec F=0

[modifica] Regole di differenziazione

\ d(\vec A+\vec B)=d\vec A+d\vec B
\ d(\vec A\times \vec B)=\vec A\times d\vec B+\vec B\times d\vec A
\ d(\vec A\wedge\vec B)=d\vec A\wedge\vec B+\vec A\wedge d\vec B=\vec A\wedge d\vec B-\vec B\wedge d\vec A

[modifica] Operatori differenziali

Vogliamo ricordare brevemente i principali operatori differenziali che si usano nei vari campi della Meccanica. Si definisce l'operatore differenziale \ \nabla il vettore:

\ \vec\nabla=\vec i{\partial\over\partial x}+\vec j{\partial\over\partial y}+\vec k{\partial\over\partial z}

mentre l'operatore differenziale "Laplaciano" definito da:

\ \nabla^2={\partial^2\over\partial x^2}+{\partial^2\over\partial y^2}+{\partial^2\over\partial z^2}

è uno scalare.

Se \ V(P) e una funzione scalare dei punti dello spazio \ V(x,y,z) si chiama \ grad V il vettore:

\vec\nabla\cdot V=\vec i\ {\partial V\over\partial x}+\vec j\  {\partial V\over\partial y}+\vec k\ {\partial V\over\partial z}

Se \vec A è una funzione vettoriale con componenti \ A_x,\ A_y,\ A_z si chiama divergenza di \vec A la quantità scalare:

\ div\vec A=\vec\nabla\times\vec A={\partial A_x\over\partial x}+{\partial A_y\over\partial y}+{\partial A_z\over\partial z}

Sempre nel caso che \ \vec A è una funzione vettoriale di componenti \ A_x,\ A_y,\ A_z si chiama rotore di \ \vec A il vettore definito da:

\ rot\vec A=\vec\nabla\wedge\vec A=\begin{vmatrix}\vec i&\vec j&\vec k\\{\partial\over\partial x}&{\partial\over\partial y}&{\partial\over\partial z}\\A_x&A_y&A_z\end{vmatrix}=
\vec i ({\partial A_z\over\partial y}-{\partial A_y\over\partial z})+\vec j ({\partial A_x\over\partial z}-{\partial A_z\over\partial x})+\vec k ({\partial A_y\over\partial x}-{\partial A_x\over\partial y})
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