Cyberbullismo/Indagine conoscitiva

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Indagine conoscitiva presso le classi del primo biennio del Liceo Gianturco di Potenza[modifica]

Hanno compilato il questionario sul cyberbullismo 302 alunni, di cui 77 maschi e 223 femmine di età compresa tra i 14 e i 16 anni.

La quasi totalità dei ragazzi risiede nella provincia di Potenza. Il 54,8% degli alunni dichiara che i rispettivi genitori hanno conseguito un diploma di scuola superiore, il 26,1% la licenza di scuola media e il 17,4% la laurea, mentre solo l’1,7% la licenza di scuola elementare.

Rispetto alle domande che attengono alla sfera della percezione del sé (6.Ti senti soddisfatto del tuo carattere? 7.Ti senti soddisfatto del tuo aspetto fisico? 8.Ti senti soddisfatto dei rapporti con la tua famiglia? 9.Ti senti soddisfatto dei rapporti con gli amici?) emerge una sostanziale soddisfazione in merito ai rapporti con gli amici e la famiglia e al proprio carattere (il valore oscilla tra l’88,3% e il 77%), mentre rispetto al proprio aspetto fisico la soddisfazione scende al 53%.

Quando hanno un problema si confidano per lo più con gli amici (52%), poi con i genitori (28,5%) e infine con fratelli e/o sorelle (17%). Bisogna sottolineare, inoltre, che 9 ragazzi, pari all’1,9% del totale, si confidano con l’amico virtuale.

Quasi tutti i ragazzi dichiarano di possedere uno smartphone (293 su 302), ma molti hanno la possibilità di utilizzare anche un computer (247) e un tablet (163): dalle risposte risulta un elevato utilizzo dello smartphone (generalmente durante tutto l’arco della giornata), mentre l’84,6% dichiara di utilizzare il computer per un massimo di 2 ore al giorno.

Il 100% degli alunni è iscritto ad almeno un social network e di questi il 53,2% dichiara di dare loro “abbastanza” importanza nella propria vita, mentre il 41,1% “poca”.Solo il 5,7% dichiara di considerare i social network “molto” importanti. La maggior parte, pari a 254 ragazzi, afferma di essere consapevole rispetto alla presenza di regole nell’uso di internet, 14 dichiarano la mancanza di regole e ben 32 affermano di non sapere se esistano o meno delle norme che regolino l’uso di internet. Nonostante la generalizzata consapevolezza dell’esistenza delle predette regole il 7,2% non le rispetta mai e il 25,6% solo alcune volte (in totale 96 ragazzi).

La maggior parte conosce e rispetta le regole sulla privacy (285 alunni). Seguono la conoscenza e il rispetto di un linguaggio adeguato (168 alunni) e l’obbligo di utilizzare la propria identità (166 alunni). Circa un terzo (tra i 103 e i 97 alunni) dichiarano di conoscere e rispettare le regole su copyright, spam e censura.

In merito al bullismo oltre il 55% dichiara di non aver mai assistito ad un episodio di bullismo, mentre il 33% afferma di avervi assistito 1-2 volte e circa l’11% più di due volte. Per l’82% il comportamento da assumere in generale è “prendere le difese della vittima”, mentre il 15,3% rimane indifferente, l’1,4% ride o filma l’accaduto e ancora l’1,4% sostiene il bullo. Nel contesto classe tra i comportamenti personali in caso di episodi di bullismo emerge “Suggerisci alla vittima di chiedere aiuto” (37%), seguito rispettivamente da “Affronti il bullo” (21,3%), “Avvisi gli insegnanti” (19,7%),“Ti rivolgi ad una persona competente di cui ti fidi” (14,3%), “Avvisi la famiglia” (4,3%), “Rimani indifferente” (3,3%).

Solo 28 alunni non conoscono il fenomeno del cyberbullismo, di cui le forme più conosciute sono il Cyberbashing e il Cyberstalking (circa 200 alunni). Oltre il 50% dei ragazzi sa anche in cosa consistono il Flaming, il Cyber-harassment, e la Denigrazione. Circa il 10% è informato anche su Exposure e Masquerade. Ben 26 alunni dichiarano di conoscere ragazzi che stanno subendo forme di cyberbullismo. Alla domanda “27) Partecipi ad una chat ed un coetaneo viene umiliato tu:” la percentuale di alunni che prenderebbe le difese del coetaneo scende al 52% rispetto all’82% della domanda ”22) Se assisti ad un atto di bullismo come ti comporti?”. Il resto ha risposto che non sa (28,3%) o non partecipa uscendo dalla chat (19%). Due ragazzi dichiarano che in tale situazione inveirebbero.

33 alunni dichiarano di aver ricevuto video contenenti scene di cyber bullismo, mentre 43 di aver postato video foto imbarazzanti o informazioni personali violando la privacy del diretto interessato.

Circa il 40% degli alunni dichiara di essere stato vittima di insulti attraverso internet, social network o altri mezzi elettronici: 105 ragazzi “qualche volta”, 11 “spesso”, 6 “sempre”.

La consapevolezza che il cyberbullismo rappresenti un reato è diffusa (circa il 75%), ma 10 alunni sono del tutto inconsapevoli e 63 sono perplessi. A tal proposito circa il 70% sa che la polizia postale ha uno sportello specifico che si occupa del cyberbullismo.

La maggior parte dei ragazzi pensa che sia utile imparare ad usare le nuove tecnologie e difendersi sui social network, internet ecc… (82%), attivare nella scuola una campagna informativa sul cyberbullismo (91,3%) e che sia corretto informare i giovani nella scuola attraverso uno sportello dedicato a questo fenomeno (94,7%).

Per visionare il questionario aprire il seguente link.

Fonte[modifica]