Guida alle costellazioni/Arturo, Spica e il Polo Galattico Nord/Ercole

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Arturo, Spica e il Polo Galattico Nord

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Verso il centro della Via Lattea

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Hercules
Genitivo del nome Herculis
Abbreviazione ufficiale Her
Area totale 1225 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 15 luglio
Stelle più luminose della mag. 3,0 2
Stelle più luminose della mag. 6,0 138

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
β Herculis Kornephoros 2,78
ζ Herculis Rutilicus 2,81
δ Herculis Sarin 3,12
π Herculis Fudail 3,16
α Herculis Ras Algethi 3,31
μ Herculis Melquarth 3,42
η Herculis Sophian 3,48
ξ Herculis Beraka 3,70

Ercole è la quinta costellazione più grande del cielo, con un’area pari a 1225 gradi quadrati; è nota fin dall’antichità ed è inclusa nella lista delle 48 costellazioni di Tolomeo. Si estende tutta nell'emisfero boreale, dal Drago fino all’Ofiuco, in prossimità dell’equatore celeste.

Caratteristiche[modifica]

Si tratta di una grande costellazione dell'emisfero boreale, ben visibile nelle notti primaverili ed estive di questo emisfero. Nonostante le sue vastissime dimensioni, non sono presenti astri particolarmente luminosi; la sua caratteristica più notevole è un quadrilatero di stelle noto come Chiave di volta, posto nella parte occidentale, a nordovest della Corona Boreale. In generale, tutta la parte di cielo compresa fra quest'ultima costellazione e la brillante stella Vega appartiene alla costellazione di Ercole. In Ercole non sono presenti stelle di prima magnitudine; la più luminosa è la β Herculis, nota come Kornephoros, di magnitudine 2,78, mentre vi sono un gran numero di astri di terza e quarta magnitudine.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo della sera è compreso fra i mesi di aprile e ottobre; è pertanto una figura tipica dei cieli della tarda primavera e dell'estate boreali. Dall'emisfero australe la sua osservazione risulta in parte penalizzata, specie per quanto riguarda la parte più settentrionale della costellazione, che alle medie latitudini temperate può non essere mai visibile. Il nostro Sistema Solare, come tutte le altre stelle, possiede un suo moto proprio; la direzione in cui il Sole e i suoi pianeti si muove (apice solare) è nella costellazione di Ercole, esattamente tra le stelle ν Herculis e ξ Herculis, a sud di Vega.

La costellazione raffigura l'eroe greco Eracle (in latino Ercole), figlio di Zeus e della fanciulla Alcmena; a questa figura sono legate le mitiche 12 fatiche ed anche altre costellazioni si riferiscono a questo mito: uccidere il Leone fu una di queste fatiche, come pure la lotta contro l'essere mitologico rappresentato dalla costellazione dell'Idra, nella quale intervenne pure il granchio inviato dalla gelosissima moglie di Zeus Era (Ercole era il frutto di una relazione extraconiugale del marito) in aiuto dell'Idra.

Maggiore eroe greco, divinità olimpica dopo la morte, Ercole fu venerato come simbolo di coraggio e forza, ma anche di umanità e generosità, anche presso i Romani. Era ritenuto protettore degli sport e delle palestre.

Ercole fu onorato in numerosi santuari sparsi in tutta la Grecia e le sue tante imprese, espressione dell'altruismo e della forza fisica, fecero sì che si credette essere il fondatore dei Giochi olimpici. In alcuni casi, mettendo in luce la generosità con la quale affrontava avversari temibili, si rese dell'eroe un'immagine dall'intensa forza morale, oltre che puramente fisica. Nel mondo romano Ercole presiedeva alle palestre e a tutti i luoghi in cui si faceva attività fisica; considerato anche una divinità propizia, gli si rivolgevano invocazioni in caso di disgrazie, chiamandolo Hercules Defensor o Salutaris.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
χ Herculis 15h 52m 40s +42° 27′ 00″ 5,00 6,25 28,1 ar + ar
γ Herculis 16h 21m 55s +19° 09′ 11″ 3,75 9,58 41,6 g + b
HD 149303 16h 31m 47s +45° 35′ 54″ 5,77 9,0 16,3 b + b
37 - 36 Herculis 16h 41m : +04° 13′ : 5,77 6,92 69,6 b + b
52 Herculis A-BC 16h 49m 14s +45° 59′ 00″ 4,82 8,3 1,8 b + b
52 Herculis A-D 16h 49m 14s +45° 59′ 00″ 4,82 12,0 66,0 b + b
α Herculis 17h 14m 39s +14° 23′ 25″ 3,48 5,39 4,9 r + g
δ Herculis 17h 15m 02s +24° 50′ 23″ 3,14 8,7 8,5 b + g
ρ Herculis 17h 23m 41s +37° 08′ 45″ 4,52 5,47 4,2 b + b
μ Herculis A-BC 17h 46m 28s +27° 43′ 21″ 3,42 9,8 33,8 g + r
95 Herculis 18h 01m 30s +21° 35′ 44″ 4,96 5,18 6,93 b + ar
HD 165358 AB 18h 03m 10s +48° 28′ : 6,1 8,9 26,8 b + b
HD 165358 AC 18h 03m 10s +48° 28′ : 6,1 10,0 94,0 b + b
100 Herculis 18h 07m 50s +26° 06′ 04″ 5,86 5,90 14,3 b + b

Grazie alle sue estese dimensioni, la costellazione contiene un gran numero di stelle doppie, alcune delle quali sono pure alla portata di piccoli strumenti.

Una delle coppie apparenti più facili da risolvere è costituita dalle stelle 36 e 37 Herculis; si tratta di due stelle bianche separate da oltre un primo d'arco, dunque scindibile anche con un semplice binocolo. Ad occhio nudo sono invece visibili come un'unica stellina di quinta magnitudine.

Con un binocolo potente è possibile osservare due componenti del sistema di HD 165358: la primaria è una stella di sesta magnitudine, che presenta a oltre 1,5' una stella di decima grandezza; un telescopio di piccole dimensioni è in grado inoltre di mostrare una terza componente di nona magnitudine, visibile a mezzo primo dalla primaria.

Ras Algethi è una delle stelle doppie più conosciute, sebbene occorra un telescopio di almeno 80-100mm per poterla risolvere: le due componenti sono di terza e quinta grandezza, ma sono separate da soli 5"; il contrasto fra il rosso della primaria e il giallo della secondaria è ben evidente. La primaria è pure una nota variabile.

La χ Herculis è composta da due stelle di colore arancione le cui magnitudini sono 5,0 e 6,2; possono essere risolte anche con un piccolo telescopio.

La 100 Herculis è una stella biancastra, risolvibile in due componenti di quinta magnitudine anche con un piccolo strumento.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
S Herculis 16h 51m 54s +14° 56′ 31″ 6,4 13,8 307,28 Mireide
T Herculis 18h 09m 06s +31° 01′ 16″ 6,8 13,7 164,98 Mireide
U Herculis 16h 25m 47s +18° 53′ 33″ 6,4 13,4 406,10 Mireide
X Herculis 16h 02m 39s +47° 14′ 25″ 7,5 8,6 95,0 Semiregolare
RU Herculis 16h 10m 15s +25° 04′ 14″ 6,8 14,3 484,83 Mireide
AC Herculis 18h 30m 16s +21° 52′ 01″ 6,85 9,0 75,01 Semiregolare
IQ Herculis 18h 17m 55s +17° 58′ 53″ 6,99 7,47 75: Semiregolare pulsante
LQ Herculis 16h 11m 38s +23° 29′ 41″ 5,58 5,83 - Irregolare
OP Herculis 17h 56m 49s +45° 21′ 03″ 5,85 6,73 120,5 Semiregolare
V441 Herculis (89) 17h 55m 25s +26° 03′ 00″ 5,34 5,54 68: Semiregolare (stella evoluta)
V624 Herculis 17h 44m 17s +14° 24′ 36″ 6,18 6,36 3,8950 Eclisse
V636 Herculis 16h 47m 20s +42° 14′ 20″ 5,83 6,03 - Irregolare
V640 Herculis 17h 25m 54s +16° 55′ 03″ 5,98 6,21 - Irregolare
V642 Herculis 17h 33m 43s +14° 50′ 30″ 6,41 6,56 12: Semiregolare
V939 Herculis 17h 10m 19s +40° 41′ 24″ 7,24 8,02 - Semiregolare
α Herculis 17h 14m 39s +14° 23′ 25″ 2,74 4,0 - Semiregolare
30 Herculis 16h 28m 39s +41° 52′ 54″ 4,83 6,3 89,2 Semiregolare
68 Herculis 17h 17m 20s +33° 06′ 00″ 4,69 5,37 2,0510 Eclisse

Le stelle variabili contenute nella costellazione di Ercole sono molto numerose; alcune di esse sono anche di facile osservazione.

Le più facili da osservare, anche a causa della loro luminosità, sono le variabili semiregolari: la più celebre della costellazione è Ras Algethi (α Herculis); la scoperta della sua variabilità avvenne ad opera di William Herschel, nel 1775 e le sue variazioni possono essere apprezzate anche ad occhio nudo: in fase di massima infatti ha una magnitudine pari a 2,74, che la rende simile in luminosità alla vicina Ras Alhague, nell'Ofiuco. Quando è in fase di minima la sua luminosità è inferiore a diverse stelle vicine e si fa difficoltà a individuarla anche da un'area urbanizzata. Un'altra variabile semiregolare facile da osservare è la 30 Herculis, che in fase di massima è di magnitudine 4,8, mentre al minimo della luminosità è invisibile ad occhio nudo; il periodo si aggira sui tre mesi.

Fra le variabili Mireidi, tutte al di sotto del limite della visibilità a occhio nudo, vi è la S Herculis, che in circa 300 giorni oscilla fra la sesta e la tredicesima magnitudine; con un periodo cento giorni più lungo oscilla invece la U Herculis, i cui estremi di luminosità sono uguali alla precedente.

La V624 Herculis è una variabile a eclisse del tipo Algol un po’ più difficile, avendo una variazione dell'ordine di pochi decimi di magnitudine e un periodo di quasi quattro giorni.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 6058 16h 04m 27s +40° 40′ 59″ Nebulosa planetaria 13,3 0,4 x 0,3
M13 16h 41m 42s +36° 28′ : Ammasso globulare 5,8 23 Amm. Glob. di Ercole
NGC 6210 16h 44m 30s +23° 48′ 31″ Nebulosa planetaria 8,8 0,3 x 0,2
NGC 6229 16h 46m 59s +47° 32′ : Ammasso globulare 9,4 4,5
M92 17h 17m 07s +43° 08′ : Ammasso globulare 6,3 11,2
NGC 6482 17h 51m 49s +23° 04′ 19″ Galassia 11,3 2,3
L’ammasso globulare M13 è il più luminoso dell’emisfero boreale celeste ed è spesso oggetto di fotografie amatoriali.
L’ammasso globulare M92 è facilmente osservabile anche con piccoli strumenti.
La debole nebulosa planetaria NGC 6210, ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble.
La curiosa forma della nebulosa planetaria Abell 39, ben evidente nelle fotografie, l’ha resa famosa.

Ercole giace in gran parte lontano dalla Via Lattea, occupando una vasta area di cielo; tuttavia, sebbene sia in teoria una posizione favorevole per l'osservazione di galassie esterne, questo tratto di cielo appare completamente privo di galassie luminose, e quelle osservabili in questa costellazione sono tutte estremamente lontane e deboli.

Ercole contiene tuttavia due tra i più luminosi ammassi globulari; di questi il più brillante è il famosissimo M13, che è anche il più importante dell’intero emisfero boreale. Localizzare M13 è abbastanza semplice, dato che la costellazione di Ercole in cielo forma un trapezio facilmente riconoscibile. Tenendo il trapezio in verticale, M13 è sul lato destro, a circa un terzo del lato partendo dall'alto. Data la sua magnitudine apparente di 5,8, è appena visibile ad occhio nudo sotto condizioni favorevoli, in un cielo molto scuro e lontano da ogni fonte di luce; è invece facilmente visibile con un binocolo 7x30 e 10x50. La risoluzione in stelle inizia con un telescopio da 114mm e ingrandimenti medio-alti; con un 200mm si possono notare molto facilmente diverse decine di componenti fino alla quattordicesima grandezza e l'alone appare del tutto risolto. Il suo diametro angolare è di 23', mentre il suo diametro reale è di circa 165 anni luce. M13 contiene diverse centinaia di migliaia di stelle, la più brillante delle quali è di magnitudine 11.95; attorno al suo nucleo le stelle sono circa 500 volte più concentrate che nei dintorni del sistema solare. L’età dell’ammasso è stimata fra i 12 e i 14 miliardi di anni, mentre la sua distanza dalla Terra è di circa 23.200 anni luce. Apparendo così luminoso ad una così grande distanza, la sua luminosità reale è elevatissima, oltre 300.000 volte quella del Sole. La velocità radiale è di circa 250 km/s in avvicinamento; questo moto risulta dalla combinazione di tre diverse velocità: la rotazione della Galassia, il moto del Sole nello spazio e il moto di rivoluzione dell'ammasso attorno al centro galattico. La sua classe di concentrazione è V, ossia mediamente concentrato.

Il secondo ammasso globulare più importante della costellazione è M92. La sua localizzazione è meno semplice del precedente, a causa della scarsità di stelle appariscenti nell'area di cielo in cui si trova: un metodo consiste nel cercare a nordest della metà del segmento che congiunge le stelle ι Herculis e η Herculis; a ciò si aggiunge che l'ammasso non è ben visibile con un piccolo binocolo a grande campo. Si tratta comunque di uno degli ammassi globulari più brillanti dell'intero emisfero boreale, sebbene sia spesso ignorato a causa del vicino M13: un binocolo 10x50 è sufficiente per individuarlo e lo mostra come una macchia biancastra diffusa, senza particolari caratteristiche; solo un telescopio da almeno 200mm di apertura permette di risolverlo in stelle. M92 si trova a 26.000 anni luce dal sistema solare ed è quindi un po' più lontano del suo vicino M13. La concentrazione di stelle al centro dell'ammasso è notevole e la sua estensione angolare di 11,2' corrisponde a un diametro effettivo di 85 anni luce. Al suo interno sono state scoperte soltanto 16 variabili, 14 delle quali sono del tipo RR Lyrae. La massa di M92 è di circa 300.000 masse solari, quindi abbastanza elevata, mentre la sua classe di concentrazione IV lo rende un po’ più denso di M13; l’ammasso si avvicina a noi a una velocità di 110 km/s. La percentuale di metalli molto scarsa nella composizione delle stelle dell'ammasso ne suggerisce un'età abbastanza elevata. Le stime basate sul colore delle stelle indicano un'età di 13 miliardi di anni; è quindi uno dei più antichi ammassi globulari conosciuti.

Un terzo ammasso globulare non è stato osservato dal Messier e ha sigla NGC 6229. Si tratta dell'ammasso globulare più settentrionale del cielo; è individuabile nel nord della costellazione, in un'area priva di stelle notevoli ed è fuori dalla portata di piccoli telescopi a causa della sua bassa luminosità. Si mostra in un telescopio da almeno 150mm come un oggetto granulare molto piccolo e rotondo; a ovest, due stelline gialle di ottava magnitudine allineate in senso nord-sud aiutano a identificarlo. La sua risoluzione è impossibile con strumenti inferiori ai 250-300mm di apertura. A causa della sua enorme distanza, stimata in oltre 100.000 anni luce, il suo studio e la sua osservazione sono più complicati rispetto ad altri oggetti più vicini; la sua classe di concentrazione è IV ed è quindi simile a M92.

Fra le nebulose planetarie spicca NGC 6210; si osserva circa 4 gradi a NE della stella β Herculis ed è fuori dalla portata di un binocolo, mentre inizia a essere visibile con uno strumento dal almeno 100mm di diametro. Appare come una macchia azzurrognola irregolare anche con strumenti da 200-250mm di apertura. Questa nebulosa possiede più involucri di gas orientati secondo assi differenti, fenomeno che è all’origine della sua forma curiosa e irregolare; l’involucro più interno ha un aspetto filamentoso e circonda la stella centrale, che ha originato la nebulosa stessa. La sua distanza è stimata sui 6500 anni luce.

Una nebulosa molto più debole ma famosa per via del suo aspetto particolare è Abell 39, visibile circa 4,5 gradi a SW della stella ζ Herculis; la sua debole luminosità la rende un oggetto molto sfuggente e non è osservabile direttamente con gli strumenti più diffusi presso gli astrofili. Nelle fotografie a lunga esposizione appare come una sorta di “bolla” perfettamente circolare solo appena in risalto sul fondo cielo. Questa nebulosa dista circa 6800 anni luce ed è situata a una latitudine galattica molto elevata, a ben 4600 anni luce dall’equatore galattico; il suo diametro è di circa 5 anni luce e ciò la rende anche una delle più grandi nebulose planetarie conosciute. La sua età è anche molto elevata ed è stimata sui 22.000 anni; di solito le nebulose planetarie si dissolvono nel mezzo interstellare in un tempo minore, ma in questo caso la sua posizione potrebbe aver favorito la sua conservazione.