Guida alle costellazioni/Il polo sud celeste/Indiano

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Tucano

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Indus
Genitivo del nome Indi
Abbreviazione ufficiale Ind
Area totale 294 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 15 settembre
Stelle più luminose della mag. 3,0 0
Stelle più luminose della mag. 6,0 19

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Indi Il Persiano 3,11
β Indi 3,67
θ Indi 4,39
δ Indi 4,40
η Indi 4,51
ε Indi 4,69
ζ Indi 4,90
ι Indi 5,06

L'Indiano è una piccola costellazione australe la cui introduzione risale a Johann Bayer. Questa costellazione è figurativamente rappresentata con le fattezze di un Indiano d'America con una lancia in mano.

Caratteristiche[modifica]

L'Indiano è una piccola costellazione creata per raggruppare alcune stelle rimaste spaiate con la creazione di altre costellazioni adiacenti, come il Pavone. Può essere individuata grazie alla stella α Indi, di colore arancione e di magnitudine 3,11 e dunque osservabile anche nei cieli delle aree urbane, seppure con difficoltà; le costellazioni vicine semplificano la sua ricerca, in particolare la Gru, grazie alle sue brillanti stelle di prima e seconda magnitudine, situata ad est. La parte settentrionale dell'Indiano, con la stella α, è visibile anche alle latitudini medie boreali, mentre la parte meridionale raccoglie solo stelle di quinta grandezza e confina direttamente con l'Ottante, in cui ricade il polo sud celeste.

La sua osservazione per intero è possibile solo dall'emisfero australe, più la fascia immediatamente a nord dell'equatore; i mesi ideali per scorgerla nel cielo serale sono quelli che vanno da fine agosto a dicembre, nella fascia tropicale, mentre nelle aree temperate australi si presenta in massima parte circumpolare.

Come molte altre costellazioni circostanti, anche l’Indiano fu delineato dagli esploratori olandesi Pieter Dirkszoon Keyser e Frederick de Houtman, che navigarono per i mari del sud, e in seguito ripresa da Petrus Plancius, che la inserì nel suo globo celeste di 35 centimetri del 1598; l’ufficialità venne data da Johann Bayer pochi anni dopo, quando la inserì nella sua Uranometria del 1603.

Fra le stelle più interessanti di questa costellazione spicca la ε Indi, una delle più vicine al sistema solare; è situata ad appena 11,82 anni luce di distanza dal Sole.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
α Indi 20h 37m 34s -47° 17′ 30″ 3,11 12,5 67,4 ar + b
θ Indi 21h 19m 52s -53° 26′ 57″ 4,5 6,9 6,1 b + b

Le stelle doppie presenti nella costellazione sono poco abbondanti e spesso molto deboli o difficili da risolvere con strumenti amatoriali.

L'unica coppia di discreta facilità è la θ Indi, composta da due stelle bianche di quarta e sesta grandezza, separate da circa 6".

La stella α Indi è invece più che altro una doppia prospettica, essendo osservabile una stella bianca di magnitudine 12 a circa 1 minuto d’arco di separazione dalla stella principale.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
S Indi 20h 56m 23s -54° 19′ 27″ 7,4 14,0 399,95 Mireide
T Indi 21h 20m 09s -45° 01′ 19″ 6,0 8,5 320: Semiregolare pulsante
W Indi 21h 14m 23s -53° 01′ 35″ 9,40 11,50 243: Semiregolare pulsante
X Indi 21h 30m 28s -53° 17′ 19″ 8,0 12,0 225,85 Mireide

Fra le poche stelle variabili dell'Indiano, spicca la variabile semiregolare T Indi, nella parte più settentrionale della costellazione, che quando è al massimo raggiunge la magnitudine 6,0, diventando visibile ad occhio nudo nelle notti più limpide; il suo periodo è lungo, sui 320 giorni circa.

Una Mireide è invece la S Indi, che in 400 giorni oscilla fra la settima e la quattordicesima grandezza in circa 400 giorni.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 7049 21h 19m 00s -48° 34′ : Galassia 10,6 4,2 x 3,2
NGC 7090 22h 36m 28s -54° 33′ : Galassia 11,0 7,1 x 1,0
IC 5152 22h 02m 54s -51° 17′ : Galassia 10,2 5,1 x 3,2
La galassia peculiare NGC 7049 presenta un anello di polveri oscure attorno al nucleo.

La fascia di cielo ricoperta dall'Indiano non è oscurata da polveri galattiche, così, nonostante le sue esigue dimensioni, si possono osservare alcune galassie; tuttavia la gran parte di esse sono piuttosto deboli, rendendosi necessario l'utilizzo di un telescopio amatoriale di almeno 150mm di diametro per poterle individuare.

Fra queste vi è la NGC 7049, visibile nella parte settentrionale della costellazione, sulla linea che congiunge le stelle α Indi e α Gruis. Si tratta di una galassia lenticolare di tipo S0 e dista circa 100 milioni di anni luce, cui corrisponde un diametro reale di 150.000 anni luce, superiore a quello della Via Lattea. La sua forma peculiare è data dall’anello di polveri intrecciate di aspetto simile a una corda, fenomeno che si presenta di frequente nelle galassie relativamente giovani o che, come in questo caso, avrebbero subìto processi di interazione con altre galassie vicine. Questa galassia possiede pochi ammassi globulari noti, una caratteristica che l’avvicina più alle galassie a spirale che a quelle ellittiche.

Un’altra galassia osservabile con telescopi da 200mm di diametro è la IC 5152, situata circa 5° a sud della brillante stella α Gruis; si tratta di una galassia intermedia la cui distanza di soli 5,8 milioni di anni luce la colloca sul limite esterno del Gruppo Locale, pertanto la sua reale appartenenza ad esso è dubbia. È anche una delle galassie più facilmente risolvibili in stelle attraverso la fotografia astronomica, sebbene la presenza di una stella di magnitudine 7 nel campo visivo ostacoli un po’.