Guida alle costellazioni/Le stelle più luminose del cielo/Aldebaran

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Le stelle più luminose del cielo

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Spica

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli stella
Sigla α Tauri
Costellazione Toro
Ascensione Retta (J2000) 04h 35m 55s
Declinazione (J2000) +16° 30′ 33″
Magnitudine apparente +0,98
Magnitudine assoluta -2,04
Distanza 67 anni luce
Classe spettrale K5III
Aldebaran (in basso a destra) si trova a breve distanza angolare dal celebre ammasso delle Pleiadi (in alto a sinistra).

Aldebaran è una stella appartenente alla costellazione del Toro. Con magnitudine 0,98, è la stella più luminosa della costellazione, nonché la quattordicesima più luminosa nel cielo notturno. Distante circa 65 anni luce dalla Terra, è una gigante arancione di classe spettrale K5III, circa 500 volte più luminosa del Sole e una quarantina di volte più grande. Si tratta in realtà di una stella doppia, giacché la principale possiede una piccola e debole compagna.

Aldebaran sembra visualmente associata all'ammasso delle Ìadi, ma si trova in realtà molto più vicina a noi e l'associazione è data solo dalla prospettiva.

Osservazione[modifica]

Aldebaran si presenta come una stella di colore arancione, una tra le più facili da individuare nel cielo notturno, sia per la sua grande luminosità che per l'associazione con uno degli asterismi più noti della volta celeste: la Cintura di Orione; se si traccia una linea che passa per le tre stelle che formano la Cintura da sinistra a destra (nell'emisfero boreale) o da destra a sinistra (nell'emisfero australe), la prima stella brillante che si incontra è Aldebaran. Nell'altra direzione la prima stella brillante che si incontra è invece Sirio.

Aldebaran appare anche come la più luminosa delle Ìadi, l'ammasso aperto che con le sue stelle disposte a forma di V marca la testa del Toro. Si tratta però solo di un'associazione apparente in quanto Aldebaran è sulla linea di vista tra la Terra e le Ìadi, che si trovano in realtà a una distanza doppia rispetto a quella in cui si trova Aldebaran. A poco più di una decina di gradi a nordovest di Aldebaran e delle Ìadi è possibile osservare un altro fra i più noti ammassi aperti del cielo: le Pleiadi. Prolungando inoltre il ramo della figura a forma di V formata dalle Ìadi su cui si trova Aldebaran si incontra ζ Tauri a circa 15°, mentre prolungando l'altro ramo si incontra, più o meno alla stessa distanza, la luminosa Elnath, ai confini con la costellazione dell'Auriga. Queste due stelle marcano le corna del Toro.

La sua vicinanza all'eclittica comporta la possibilità da parte di Aldebaran di poter essere occultata dalla Luna. Solo altre tre stelle di prima magnitudine, Spica, Antares e Regolo, condividono questa proprietà con Aldebaran, la più luminosa fra di esse. Tali occultazioni avvengono quando il nodo ascendente è vicino all'equinozio autunnale. L'occultazione del 22 settembre 1978 fu sfruttata per calcolare una stima del diametro della stella. La successiva si è verificata nel 2015. Avendo avuto notizia che una di queste occultazioni era stata osservata ad Atene nel 509 d.C., l'astronomo inglese Edmond Halley calcolò nel 1718 che, perché quell'evento fosse stato possibile, Aldebaran avrebbe dovuto trovarsi in una posizione differente, diversi primi d'arco più a nord, rispetto a quella in cui la osservava nella sua epoca. Egli concluse che la stella si era quindi spostata nei secoli trascorsi dall'evento. Halley aveva così scoperto il moto proprio delle stelle.

Caratteristiche[modifica]

Aldebaran è classificata nella classe spettrale K5III. La classe K raduna le stelle di colore arancione, a causa di una temperatura superficiale inferiore di quella del Sole. Le 20 misurazioni della temperatura superficiale riportate dal sito SIMBAD, effettuate dal 1957 al 2009, variano da 3733 K a 4131 K; la media delle misurazioni è 3913 K. Si può confrontare questo valore con quello della temperatura superficiale del Sole, che è circa 5800 K, cioè quasi 2000 K più elevato. La classe di luminosità III raccoglie invece le stelle giganti, cioè stelle di massa media o piccola aventi un avanzato stato evolutivo, che hanno ormai abbandonato la sequenza principale.

Aldebaran è forse la stella il cui raggio sia stato maggiormente misurato e studiato. Questa dovizia di misurazioni è determinata da tre caratteristiche combinate: grandi dimensioni, relativa vicinanza della stella alla Terra e occultazioni lunari. Tutti questi fattori facilitano la misura del raggio; in particolare l'occultazione lunare può essere sfruttata nel calcolo del raggio misurando il tempo impiegato dalla Luna ad occultare completamente la stella, cioè il tempo che trascorre dal principio dell'occultazione, quando la Luna comincia a coprire la stella, alla sua fine, quando la stella non è più visibile. Nonostante questa abbondanza di misurazioni, i diversi studi condotti presentano ancora parecchie differenze nei risultati.

Il più importante studio dedicato alla misura del raggio di Aldebaran è probabilmente Richichi & Roccatagliata (2005), che combina risultati ottenuti tramite il metodo dell'occultazione a risultati ottenuti tramite misurazioni interferometriche mediante lo strumento VINCI del Very Large Telescope. La misura media ottenuta tramite le occultazioni lunari da parte dei due studiosi è 19,95 ± 0,03 mas, mentre quella ottenuta tramite l'interferometro è 19,98 ± 0,05 mas. Essi adottano quindi un valore medio ponderato fra le due di 19,96 ± 0,03 mas, che diventano 20,58 ± 0,03 mas, quando sia stata operata una opportuna correzione per tenere conto dell'oscuramento al bordo. Si tratta probabilmente della migliore stima del diametro della stella a nostra disposizione. Alla distanza calcolata da Hipparcos di 66,64 anni luce, il diametro angolare misurato da Richichi & Roccatagliata (2005) corrisponde a un raggio di 30,56 milioni di km, equivalenti a 43,9 raggi solari. Se Aldebaran fosse al posto del Sole, occuperebbe metà dell'orbita di Mercurio e apparirebbe dalla Terra come un disco di 20° di diametro.

Secondo il General Catalogue of Variable Stars Aldebaran sarebbe una stella di ridotta variabilità; in particolare, sarebbe una variabile irregolare lenta del tipo LB, che oscilla di 0,2 magnitudini apparenti, da magnitudine 0,75 a magnitudine 0,95. Tuttavia una serie di osservazioni astrometriche compiute fra il 1987 e il 1992 mostrano che Aldebaran è variata di sole 0,028 magnitudini. Una variazione così piccola è compatibile con l'incertezza di misura dello strumento e quindi con il fatto che Aldebaran non sia affatto una stella variabile.

La notizia di un probabile esopianeta attorno ad Aldebaran fu inizialmente suggerita per la prima volta nel 1993, quando misurazioni della velocità radiale di Aldebaran, Arturo e Polluce mostrarono una variazione a lungo periodo, che poteva essere causata dalla presenza di un compagno substellare. Tuttavia, tutte e tre le stelle esaminate mostravano oscillazioni simili e gli autori conclusero che le variazioni erano probabilmente causate da caratteristiche intrinseche della stella. Nel 2015 un altro studio ha mostrato prove della presenza sia di un compagno planetario che di un'attività stellare propria della stella, come confermato anche nel 2018.