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Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Galassie nella Chioma

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La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Copertina

Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

I mesi primaverili dell’emisfero nord portano a pochi gradi dallo zenit la Chioma di Berenice, una figura molto caratteristica grazie al suo ammasso stellare facilmente riconoscibile anche a occhio nudo.

La costellazione tuttavia non è limitata a ciò, ma contiene anche diverse galassie relativamente facili e luminose, più tantissime altre raggruppate in ricchissimi ammassi.

Caratteristiche

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La Chioma di Berenice è una figura caratteristica delle sere stellate primaverili, facile da individuare nonostante non contenga stelle brillanti grazie al suo appariscente ammasso stellare, la cui forma a chioma ha conferito alla costellazione il medesimo nome.

Osservando però oltre le stelle dell’ammasso aperto della Chioma (Mel 111), si evidenzia un gran numero di galassie in particolare verso nord e nei pressi della stella γ Comae Berenices; in massima parte si tratta di galassie facenti parte di un unico esteso ammasso di galassie, che prende il nome di Coma I, posto alla distanza media di circa 47 milioni di anni luce.

Una buona parte di queste galassie sono visibili anche con strumenti da 150-200 mm di diametro se il cielo è propizio per l’osservazione degli oggetti deboli.

Molte altre galassie più o meno legate fisicamente al gruppo Coma I si osservano nei dintorni.

Andando più a nord, oltre i confini con la costellazione dei Cani da Caccia, appare un altro gruppo di galassie, più piccolo ma interessante perché ospita galassie più appariscenti: si tratta del Gruppo di NGC 4631, la cui componente dominante, da cui il gruppo prende il nome, è la famosa Galassia Balena, visibile anche con piccoli strumenti.

Alcuni gradi più ad est, non lontano dalla stella β Comae Berenices, si estende un ammasso di galassie particolarmente ricco e compatto, formato da oltre mille galassie membri accertate; la sua distanza è di circa 320 milioni di anni luce e pertanto molte delle sue componenti non sono a portata di telescopi di diametro più comune. Le sue galassie più brillanti, NGC 4874 e NGC 4889, sono delle ellittiche giganti.

Quest’ammasso, che prende il nome di “Ammasso della Chioma”, è però spettacolare in fotografia, dove mostra molte delle sue componenti racchiuse in un diametro di appena 3-4 gradi. Fotografie ottenute con più integrazioni e a campo relativamente largo permettono di delineare molto chiaramente la natura di diverse delle sue galassie membri.

Più a sud, i campi celesti al centro della costellazione contengono solo galassie sparse e apparentemente non raggruppate fra loro; fra queste spicca la famosa M64, nota come Galassia Occhio Nero. Ancora più a sud, i grandi sistemi di galassie legati al famoso Ammasso della Vergine verranno descritti nella sezione successiva.


Il Gruppo di NGC 4631

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La Galassia Balena (NGC 4631), membro più appariscente del Gruppo di NGC 4631, formato da alcune galassie situate a 25 milioni di anni luce di distanza.
La galassia NGC 4656/7 ha un aspetto fortemente deformato a causa dell’interazione con altre galassie.
La galassia NGC 4565, nota anche come Galassia Ago, è uno dei membri più luminosi del Gruppo Coma I.
La galassia spirale NGC 4559 è uno dei membri più brillanti del Gruppo Coma I.
La grande galassia NGC 4725 è una delle più brillanti della costellazione della Chioma di Berenice.

Il Gruppo di NGC 4631 è un blando gruppo di galassie situato alla distanza di circa 25 milioni di anni luce, situato in gran parte nella costellazione dei Cani da Caccia e sul confine con la Chioma di Berenice. Si tratta di uno dei tanti gruppetti di galassie situati nei pressi del Superammasso della Vergine ed è dominato dalla famosa Galassia Balena, NGC 4631, visibile anche con piccoli strumenti.

Oltre a questa, il gruppo è formato dalle galassie interagenti NGC 4656 e 4657, la galassia ellittica nana NGC 4627, compagna della Galassia Balena, e un numero di altre galassie estremamente variabile in base agli studi considerati; questa incertezza è data dal fatto che il gruppo si trova in una regione molto ricca di galassie facenti tutte parte dell’Ammasso della Vergine, per cui è molto difficile stabilire i confini di questo gruppo e dunque definirne le galassie membri. Le stime indicano un numero di galassie membri compreso fra appena 5 e ben 27.

Come visto, la galassia dominante del gruppo è NGC 4631, la celebre Galassia Balena, nota anche con la sigla del Catalogo Caldwell C32. La galassia è ben visibile anche in strumenti da 80-100 mm come un fuso allungato e debolmente arcuato; strumenti di diametro superiore ai 250-300 mm consentono di osservare delle bande di polveri oscure lungo il suo piano, nonché una sempre più evidente irregolarità nella sua forma. Si tratta di una galassia spirale vista di taglio con bracci molto ricchi di gas e stelle giovani, originatesi da un episodio di starburst causato dall’interazione con un'altra galassia. Gli intensi processi di formazione stellare sono ancora in atto e sono testimoniati dalle emissioni di idrogeno ionizzato e delle polveri riscaldate dalle giovani stelle formatesi nello starburst. Data la presenza di numerosissime stelle di grande massa, sul suo disco e anche nel nucleo si sono verificate diverse esplosioni di supernova, che hanno generato delle superbolle che stanno spingendo parte del gas interstellare fuori dal piano galattico; questo forte vento che sospinge i gas è evidente sia dalle emissioni di raggi X che dalle emissioni spettrali, mentre il gas spinto fuori dal piano galattico ha generato una grande e diffusa corona di gas attorno alla galassia, anch’essa evidente ai raggi X.

La Galassia Balena è accompagnata da una piccola galassia ellittica, catalogata come NGC 4627 e visibile solo con strumenti di 150 mm sotto un cielo molto buio; le due galassie sono in interazione fisica e sono state infatti catalogate assieme nel catalogo di Arp della galassie peculiari.

A meno di un grado in direzione sudest si trova la galassia peculiare NGC 4656/7, formata apparentemente da due oggetti distinti ma in realtà formanti un’unica galassia, la cui natura di spirale barrata si mostra pesantemente deformata. A causa della sua forma curiosamente angolata, viene talvolta soprannominata “mazza da hockey”. È visibile anche con strumenti da 100-120 mm di diametro, sebbene con qualche difficoltà a causa della sua bassa luminosità superficiale, dove appare come un piccolo fuso orientato in senso nordest-sudovest; la sua struttura ad angolo si evidenzia invece in strumenti da 200 mm a salire, con l’aiuto della visione distolta.

Il Gruppo Coma I

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La parte settentrionale della Chioma di Berenice, attorno al suo famoso ammasso stellare, è occupata dal gruppo di galassie Coma I, la cui distanza media si aggira sui 47 milioni di anni luce. Il gruppo Coma I è formato da 23 galassie riconosciute con maggiore sicurezza come membri, cui se ne aggiungono alcune decine minori o di dubbia appartenenza; il gruppo è particolarmente ricco di galassie a spirale specialmente barrate, mentre vi sono pochissime galassie ellittiche o lenticolari. Il membro più luminoso è la galassia NGC 4725, situata sul suo bordo orientale.

Coma I sembra essere suddiviso in due sottogruppi, dove il più ricco e densamente popolato è centrato sulle galassie NGC 4274 e NGC 4278, mentre il gruppo minore è quello che contiene NGC 4565 e la già citata NGC 4725. Tuttavia, secondo alcuni studiosi non ci sarebbe alcuna evidenza della presenza di due sottogruppi, ma semplicemente un leggero addensamento attorno a NGC 4274, mentre le altre galassie sarebbero uniformemente distribuite verso sudest rispetto a questo addensamento; le galassie inoltre tenderebbero a disporsi lungo un orientamento preferenziale, una sorta di “barra” di circa 3x8 milioni di anni luce. Coma I si sta muovendo nello spazio in direzione del grande Ammasso della Vergine.

Fra le galassie più facili da individuare appartenenti a questo gruppo vi è la NGC 4494, una delle pochissime galassie ellittiche di Coma I, la cui posizione è facilmente rintracciabile mezzo grado a ESE della stella 17 Comae Berenices, facente parte dell’ammasso aperto Mel 111. Può essere notata facilmente anche con un telescopio di 80 mm di apertura sotto un cielo molto buio; il suo aspetto permane tuttavia indistinto, come spesso accade per le galassie ellittiche, anche con telescopi di diametro molto superiore, con cui si può al più rilevare il luminoso nucleo. Nonostante il suo aspetto apparentemente sferoidale che la fa collocare fra le galassie ellittiche, potrebbe anche trattarsi di una galassia lenticolare vista di faccia; al suo centro è presente un buco nero supermassiccio con una massa stimata di alcune decine di milioni di masse solari. Un anello di polveri con semiasse maggiore pari a 200 anni luce circonda il nucleo della galassia; la sua forma simmetrica lascia intendere che si sia generato a seguito della fusione con un'altra galassia molto ricca di gas interstellare.

Circa un grado a ENE di questa galassia, dunque 2,5 gradi a sudest di γ Comae Berenices, si trova la brillante NGC 4565 (nota anche come C38), una galassia spirale vista perfettamente di taglio il cui aspetto allungato le è valso il soprannome di Galassia Ago; è individuabile anche con piccoli strumenti, seppur con qualche difficoltà, mentre è ben visibile con un telescopio di 150 mm di diametro. Con telescopi dai 200 mm in su è evidente con facilità la banda scura che l’attraversa. Nelle foto o con strumenti di grande diametro si nota facilmente una banda scura che l’attraversa in senso longitudinale. Questa galassia è più luminosa della Galassia di Andromeda, in termini assoluti; la natura del suo bulge centrale è oggetto di dibattito, essendo di difficile studio a causa dell’angolo di posizione con cui è visibile: sembrerebbe infatti, data la sua forma e le rivelazioni effettuate con telescopio Spitzer, che sia presente una barra centrale, che di fatto renderebbero questa galassia una spirale barrata; è tuttavia presente anche uno “pseudobulge”, ossia un bulge simile a un disco in cui le stelle non mostrano orbite casuali ma in modo ordinato, sullo stesso piano delle stelle del disco. NGC 4565 possiede almeno due galassie satelliti, di cui una è in fase di interazione; la sua popolazione di ammassi globulari consiste di circa 240 oggetti, dunque più di quelli della Via Lattea. La sua distanza dalla Via Lattea è stimata sui 52 milioni di anni luce, simile a quella della maggior parte delle galassie di Coma I.

Un'altra galassia molto luminosa è NGC 4559 (nota anche con la sigla di Caldwell C36), visibile con facilità due gradi a nord della precedente, o volendo anche due gradi ad est della stella γ Comae Berenices; è ben visibile anche con un potente binocolo, come un 20x80, dove appare come una chiazza chiara allungata ma senza dettagli; la vista diventa interessante con un telescopio da 200 mm di apertura, nel quale si potrà distinguere il nucleo e un alone chiaro. Sembra non far parte di alcun gruppo di galassie vicine, trovandosi in posizione intermedia tra quello di NGC 4631, più prossimo a noi, e quello di NGC 4565. Questa galassia appartiene alla classe morfologica SAB(rs)cd, ossia a una classe intermedia fra le spirali semplici e quelle barrate, mentre rs sta a indicare che i bracci più interni formano una struttura ad anello che circonda il nucleo; cd indica che i bracci tendono ad essere molto aperti nelle regioni periferiche. NGC 4559 è una galassia di notevoli dimensioni reali, con un diametro di circa 100.000 anni luce, simile dunque a quello della Via Lattea; la sua massa sarebbe però inferiore, essendo probabilmente di circa 40 miliardi di masse solari; i suoi bracci di spirale presentano diverse regioni H II, segno che sono attivi processi di formazione stellare molto diffusi. Fra i bracci sono state osservate anche alcune supernovae, la più importante delle quali, nel 1941, raggiunse la magnitudine 13.

L’estremità orientale del Gruppo Coma I è segnato dalla grande galassia NGC 4725, una delle più brillanti della Chioma di Berenice; si individua cinque gradi a sudovest della stella γ Comae Berenices, o circa tre gradi ad est di NGC 4565; si tratta di una galassia spirale barrata, di notevoli dimensioni reali: sarebbe grande oltre il doppio della Via Lattea e sembra superi in grandezza pure la Galassia di Andromeda. Per individuarla in cielo è sufficiente un binocolo 11x80, nel quale si presenta come una chiazza allungata in senso nordest-sudovest; un piccolo telescopio consente di notare, ai lati estremi, due formazioni simili a "parentesi", fra le quali si trova il nucleo, molto brillante. Questa galassia è una spirale barrata di grandi dimensioni e possiede una struttura ad anello prominente all’interno del suo disco; si tratta anche di una galassia di Seyfert, con un nucleo attivo, al cui centro si trova un buco nero supermassiccio. La sua distanza è stimata attorno ai 40 milioni di anni luce.

Ad appena mezzo grado a nordest di quest’ultima si trova la ben meno appariscente NGC 4747, una galassia spirale barrata vista di taglio; a differenza delle precedenti, può essere notata solo con strumenti di grande diametro, possibilmente dai 200 mm a salire anche a causa della sua bassa luminosità superficiale. Le sue dimensioni reali sono circa la metà di quelle della Via Lattea, mentre la sua distanza è stimata sui 53 milioni di anni luce. Le sue regioni centrali appaiono attraversate da alcune bande scure e di aspetto irregolari ed è riportata anche nel catalogo di Arp delle galassie peculiari per via delle sue particolarità morfologiche.

Una galassia un po’ più debole si trova a circa mezzo grado a nordest della stella γ Comae Berenices, ed è la NGC 4448; può essere notata con qualche difficoltà con uno strumento da 200 mm sotto un buon cielo ed è una spirale barrata con un nucleo piccolo ma molto più luminoso rispetto al suo disco, che è formato da bracci piuttosto esili e di aspetto flocculento. Il nucleo è l’unica caratteristica effettivamente osservabile coi telescopi di grande diametro più comuni.

La regione più densamente popolata del Gruppo Coma I si estende a circa 2-4 gradi dalla stella γ Comae Berenices; la galassia più orientale in questa direzione è NGC 4314, una spirale barrata alla portata di strumenti da 120 mm, con cui appare come una macchia allungata della grandezza di circa tre minuti d’arco, su cui domina un nucleo ben più appariscente e di aspetto quasi stellare. Il suo disco formato dai bracci è invece osservabile con strumenti di grande diametro. La caratteristica più notevole di questa galassia è la presenza di una grande struttura ad anello che attraversa i suoi bracci di spirale, in cui è avvenuta da qualche milione di anni una vivace attività di formazione stellare, con la presenza di un grande numero di stelle giovani e massicce circondate da grandi campi di nubi ionizzate. La sua distanza è stimata sui 40 milioni di anni luce e sarebbe quindi uno dei membri a noi più vicini del gruppo di galassie.

A breve distanza si osserva NGC 4278, una delle poche galassie ellittiche del gruppo. Si tratta di una galassia notevole e visibile sotto buone condizioni anche con strumenti da 100 mm di diametro o inferiori; telescopi più grandi non permettono di mostrare naturalmente ulteriori dettagli di rilievo e l’oggetto si mostra come una macchia chiara circolare dai bordi sfumati. Questa galassia possiede un nucleo attivo, la cui sorgente di energia si ritiene che sia un disco di accrezione che circonda un buco nero supermassiccio; il nucleo è stato anche riconosciuto come una sorgente di onde radio. A differenza della gran parte delle galassie ellittiche inoltre, NGC 4278 presenta dei filamenti di gas e polveri oscure, normalmente assenti del tutto in questa morfologia di galassie, e possiede anche un disco di idrogeno neutro, probabilmente originatosi dalla cattura di una galassia minore. Nel suo alone vi si troverebbe una popolazione di circa 1400 ammassi globulari.

A breve distanza verso nordest si trova un'altra galassia ellittica, decisamente più piccola e meno appariscente della precedente: NGC 4283. La sua osservazione è più difficoltosa ed è alla portata solo di strumenti oltre i 150 mm di diametro.

A meno di 20 minuti d’arco a nord di queste due galassie, circa due gradi a nordovest di γ Comae Berenices, si trova la galassia NGC 4274, una spirale barrata di facile osservazione, sebbene un po’ meno sfuggente della galassia appena descritta. È tuttavia alla portata di strumenti da 120 mm, con cui appare come un’ellisse allungata rozzamente in senso est-ovest, con un nucleo leggermente più appariscente e lenticolare; con telescopi da 200 mm si può notare maggiormente l’alone luminoso. Alla distanza di 45 milioni di anni luce, le sue dimensioni apparenti corrispondono a dimensioni reali simili a quelle della Via Lattea. I suoi due bracci maggiori esterni si sovrappongono formando così una struttura marcatamente ad anello, mentre il nucleo sembra attraversato da una struttura a barra che si dispone perpendicolarmente alla barra principale della galassia, dalle cui estremità si dipartono i bracci esterni.

Più debole appare la vicina NGC 4245, visibile appena mezzo grado ad ovest; questa galassia di morfologia lenticolare si individua con più difficoltà attraverso uno strumento da 120 mm, mentre è decisamente più chiara con aperture leggermente maggiori. Appare in visione distolta come una piccola stellina sfuocata dai margini un po’ sfumati e di magnitudine circa 12, mentre il suo alone non è facilmente definibile e identificabile. La sua struttura lenticolare non le impedisce di possedere comunque una barra centrale, da cui tuttavia non sembrano dipartirsi dei chiari bracci di spirale.

In posizione più defilata, circa tre gradi a nord di γ Comae Berenices e sul confine coi Cani da Caccia, si trova NGC 4414, una galassia spirale visibile anche con telescopi da 100-120 mm di diametro grazie alla sua elevata luminosità superficiale; appare con facilità con questi strumenti come una macchia chiara di forma ovale con al centro un nucleo quasi puntiforme e di aspetto stellare. Con strumenti di diametro maggiore questa galassia è molto più definita e chiara, con un nucleo ben visibile e brillante. Si tratta di una galassia spirale di tipo flocculento, ossia con numerosi segmenti di bracci molto corti e ramificati senza che però vadano a formare delle strutture maggiori ben definite; al loro interno sono attivi diversi processi di formazione stellare, in particolare procedendo verso le regioni più esterne. Si trova anche fisicamente in posizione defilata rispetto alle altre galassie del gruppo Coma I e nonostante non presenti alcun segno di passate interazioni con altre galassie e non si tratti di una galassia starburst, i fenomeni di formazione stellare sono comunque ben attivi. La sua distanza è pari a 62 milioni di anni luce.

Ancora più lontana e isolata si trova la galassia NGC 4203, di morfologia lenticolare e visibile circa 5,5 gradi a nordovest di γ Comae Berenices, nei pressi della stella arancione di magnitudine 5,0 nota come HD 106760; può essere notata anche con telescopi da 120 mm, ma con qualche difficoltà, con cui appare come una piccola macchia tondeggiante o debolmente allungata e più brillante al centro. Questa galassia possiede un nucleo attraversato da una blanda struttura a barra, circondata da un disco senza bracci ma molto ricco di gas neutro per una massa dell’ordine dei miliardi di masse solari; ciò nonostante, il tasso di formazione stellare è molto basso. La sua distanza è stimata sui 50 milioni di anni luce.

Un'altra galassia piuttosto distaccata dal gruppo ma pur sempre considerata membro di Coma I, è la NGC 4136, una spirale situata circa due gradi ad ovest di NGC 4245 e delle altre galassie centrali del gruppo; si individua con qualche difficoltà con strumenti da 150 mm, con cui appare come una piccola macchia molto sfocata e poco distaccata dal fondo cielo. Secondo le stime sulla sua distanza, che la indicano come posta a 27 milioni di anni luce, è decisamente uno dei membri più vicini di Coma I, ma anche una delle più piccole, avendo un diametro di circa 30.000 anni luce, equivalente a meno di un terzo di quello della Via Lattea. Possiede un nucleo molto piccolo e dei bracci esili ma ben sviluppati.

A meno di un grado a nord si trova una galassia che viene ritenuta un possibile membro del Gruppo Coma I, seppur con qualche dubbio; si tratta di NGC 4150, una galassia considerata di morfologia ellittica o lenticolare, piuttosto compatta ma comunque abbastanza appariscente da poter essere notata anche con strumenti da 120 mm come una sorta di debole stellina leggermente fuori fuoco. La sua distanza pari a 45 milioni di anni luce la rende compatibile con la distanza media delle altre galassie del gruppo; possiede un alone esteso ma debole, che diventa progressivamente più luminoso verso il nucleo, il quale però non appare ben definito specie con strumenti non molto grandi. Attorno al nucleo si estendono diverse venature oscure di gas e polveri.

Gruppi e galassie isolati

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NGC 4395, una galassia di Seyfert i cui bracci irregolari ospitano estesi fenomeni di formazione stellare generanti stelle di grande massa.

L’area di cielo fra la Chioma di Berenice e i Cani da Caccia appare molto ricca di galassie di fondo, ma spesso sono piuttosto deboli, anche a causa della loro grande distanza oppure perché piccole e con una bassa luminosità superficiale. Tuttavia vi sono alcune galassie che possono essere facilmente individuate anche con gli strumenti più comuni in mano agli appassionati.

La galassia più vicina in questa direzione si trova poco oltre il confine coi Cani da Caccia, circa 5 gradi a nord di γ Comae Berenices, ed è la NGC 4395; la sua bassa luminosità superficiale la rende un oggetto sfuggente con piccoli strumenti, sebbene le sue dimensioni apparenti siano notevoli, dell’ordine degli 8 minuti d’arco. Si tratta di una galassia spirale con dei bracci molto aperti, in cui sono attivi forti ed estesi fenomeni di formazione stellare, testimoniati dalla grande abbondanza di stelle giovani e calde; spesso queste regioni densamente popolate formano degli estesi ammassi molto appariscenti circondati da estese nebulosità, tanto che all’epoca di compilazione del New General Catalogue ricevettero delle loro proprie designazioni indipendenti, quali NGC 4399, 4400 e 4401, da ovest verso est. Anche il suo nucleo ha delle caratteristiche peculiari: è infatti attivo e ciò rende NGC 4395 una galassia di Seyfert; contiene un buco nero supermassiccio fra i più piccoli conosciuti con una massa stimata con una certa accuratezza, pari a circa 300.000 masse solari. La distanza di questa galassia si aggira sui 14 milioni di anni luce.

Una galassia più difficile da individuare a causa della sua grande distanza è la NGC 4104, interessante però perché costituisce il membro più importante di un gruppo di galassie situato a ben 120 milioni di anni luce di distanza. NGC 4104 è una galassia lenticolare di grandi dimensioni vista con un’angolazione intermedia, per cui appare all’osservazione come una macchia allungata e più brillante al centro, con strumenti da 200 mm. Si individua poco meno di 5 gradi a ovest di γ Comae Berenices, in una zona relativamente povera di stelle di riferimento.

L'Ammasso della Chioma

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Mappa dell’Ammasso di galassie della Chioma.

Pochi gradi a ovest della stella β Comae Berenices, in prossimità del polo nord galattico, si estende il grande Ammasso della Chioma, un ricchissimo ammasso di galassie situato alla distanza media di circa 350 milioni di anni luce e noto anche con la sigla Abell 1656; esso conta oltre mille galassie maggiori, più altrettante galassie minori e forse anche oltre. Assieme all’Ammasso del Leone (Abell 1367) formano i due addensamenti maggiori del Superammasso della Chioma, che a sua volta costituisce la parte centrale della Grande Muraglia e una parte del Filamento della Chioma.

Il Superammasso della Chioma è il superammasso di galassie più vicino al Superammasso della Vergine, di cui anche la Via Lattea fa parte, pur trovandosi in una sua zona periferica.

L’Ammasso della Chioma possiede una massa di ben 4x1015 masse solari e appare dominato da due galassie ellittiche giganti, che a loro volta sono al centro dei suoi due sottogruppi principali. Il sottogruppo A in particolare è centrato sulla galassia NGC 4889 (nota anche con la sigla C35 o anche come Coma B), visibile 3,5° a ovest di β Comae Berenices. Si tratta di un’ellittica gigante di classe E4 visibile solo con telescopi da almeno 120 mm di diametro; data la sua posizione centrale all’interno del suo ammasso di galassie, con telescopi di grande diametro si possono osservare nelle immediate vicinanze anche altre galassie. Situata a 310 milioni di anni luce di distanza, NGC 4889 contiene un buco nero supermassiccio con una massa di 10 miliardi di masse solari. Questa galassia è probabilmente la più grande e la più massiccia fra quelle situate entro un diametro di 100 megaparsec (326 milioni di anni luce) dalla Via Lattea: il suo diametro apparente di circa 6 minuti d’arco corrisponde a un diametro reale di 240.000 anni luce, mentre il suo alone si estende fino a quasi 18 minuti d’arco, circa metà del diametro apparente della Luna piena, che corrisponde a un diametro reale di ben 1,3 milioni di anni luce. Date queste enormi dimensioni, NGC 4889 è anche estremamente massiccia, con stime sulla sua massa che arrivano a indicare anche valori attorno ai 15 mila miliardi di masse solari, ma potrebbe anche essere ben superiore a questa stima a causa della massa non espressa in stelle. Galassie così grandi si ritiene che siano il risultato di numerose fusioni fra galassie più piccole all’interno di ammassi di galassie; oggi non restano che tracce del materiale interstellare che in origine costituiva le nebulose da cui le stelle si sono formate, così questa galassia è dominata da stelle vecchie di popolazione II, che percorrono orbite casuali in tutte le angolazioni possibili, le quali conferiscono l’aspetto sferico o ovoidale a questa (come anche ad altre) galassia ellittica gigante.

La vicina NGC 4874, visibile poco a ovest, domina invece il sottogruppo B dell’Ammasso della Chioma, che si presenta apparentemente un po’ più ricco dell’altro sottogruppo. Si tratta di un'altra ellittica gigante, nota anche come Coma A, che appare però un po’ meno appariscente e visibile solo con telescopi di almeno 150 mm di diametro. Benché sia più piccola della precedente, i suoi numeri sono pure assai notevoli: possiede infatti un alone che arriva a un milione di anni luce di diametro e si ritiene che possieda poco meno di 20.000 ammassi globulari, ossia cento volte più della Via Lattea.

A sudovest del centro dell’ammasso si estende una ramificazione con diverse galassie deboli, che appaiono dominate dalla ellittica NGC 4839, di tipo E5 e visibile con strumenti da 150 mm come una stella sfuocata e allungata in senso nordest-sudovest. È anch’essa uno dei membri più importanti dell’ammasso ed è una radiogalassia.