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Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Gruppi di galassie nel Leone

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La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Copertina

Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

Durante i mesi primaverili boreali, la figura del Leone domina le prime ore della notte; il suo grande trapezio di stelle brillanti è facilmente riconoscibile anche dalle città.

Al suo interno sono presenti numerose galassie, alcune delle quali anche di facile osservazione con strumenti di diametro piccolo.

Caratteristiche

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Il Leone è una grande costellazione caratteristica delle serate primaverili boreali; la sua posizione lontano dalla Via Lattea favorisce l’osservazione di numerosi gruppi di galassie, alcune delle quali alla portata anche di piccoli telescopi.

Quando il Leone è molto alto nel cielo, il piano della Via Lattea si trova nei pressi dell’orizzonte; è pertanto la condizione migliore per osservare i più importanti gruppi e ammassi di galassie della volta celeste, che sono compresi fra Orsa Maggiore, Leone, Chioma di Berenice e Vergine.

La maggior parte delle galassie luminose visibili in questa zona sono organizzate in piccoli gruppi, quasi tutti situati a distanze comprese fra 35 e 60 milioni di anni luce; fra i più vicini vi è quello che comprende il famosissimo Tripletto del Leone, formato dalle due galassie M65 e M66, incluse nel Catalogo di Messier, più NGC 3628.

Un altro gruppo vicino, nonché uno dei più popolati, è quello che comprende altre tre galassie catalogate dal Messier, ossia M95, M96 e M105.

Tutte e cinque le galassie di Messier sono visibili anche con strumenti molto piccoli, come quelli da 70-80 mm di diametro; molte altre galassie sono invece già alla portata di un telescopio da 120 mm.

Al di là di questi gruppi si estendono numerosi ammassi di galassie veri e propri, alcuni dei quali contenenti centinaia di galassie raggruppate attorno ad alcune ellittiche giganti; molti di questi ammassi fanno parte del Superammasso del Leone, situato a una distanza compresa fra i 330 e i 450 milioni di anni luce. Le sue galassie, a parte pochissimi casi, sono però al di là della portata dei più comuni telescopi in possesso degli appassionati, ma risultano molto ben evidenti nelle fotografie a lunga esposizione.

A parte le stelle, sono qui del tutto assenti oggetti appartenenti alla Via Lattea, proprio grazie alla grande distanza dal piano galattico. Il Leone ospita, in realtà, anche alcune nebulose planetarie, ma sono estremamente deboli e di difficile percezione persino nelle foto astronomiche.


Gruppi vicini

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Il Tripletto del Leone, formato da M65 (in alto a destra), M66 (in basso) e NGC 3628 (a sinistra).
M96 ripresa dal Very Large Telescope dell’ESO. Si può notare un'altra galassia molto più lontana e vista di taglio, la cui luce filtra attraverso il suo braccio di spirale in alto a destra.
M105 (a destra), NGC 3384 e, in basso a sinistra, NGC 3389.

Il gruppo di galassie più notevole del Leone è senza dubbio il Gruppo di M96, talvolta indicato come Leo I (da non confondere con la galassia nana Leo I); comprende una decina di galassie relativamente appariscenti visibili nella parte centrale della costellazione, più diverse altre minori, e giace alla distanza media di 35-37 milioni di anni luce. Appare suddiviso in due sottogruppi, di cui il più esteso è quello occidentale, comprendente la galassia da cui il gruppo trae il nome. Il sottogruppo orientale tuttavia è il più appariscente, perché contiene tre galassie molto luminose e ben conosciute che formano il famoso Tripletto del Leone, visibile anche con telescopi di piccolo diametro o persino con grandi binocoli come un 20x80 e, in parte, coi comuni 10x50.

La galassia M66 è la più brillante ed è anche facile da localizzare, grazie alla sua posizione esattamente a metà via fra le stelle θ Leonis e ι Leonis; può essere scorta come una piccola macchia ovale anche con un binocolo 10x50, sebbene con qualche difficoltà, mentre con strumenti da 100 mm di diametro è un oggetto veramente molto facile. Con un telescopio da 300 mm si osservano anche le tracce delle spirali, che appaiono orientate in senso antiorario, mentre il nucleo ha la forma di una barra; sul lato nordoccidentale si nota una stella di decima magnitudine appartenente alla Via Lattea. La galassia dista 35 milioni di anni luce da noi e il suo diametro è stimato sui 100.000 anni luce; la sua morfologia è quella di una galassia spirale barrata, con una barra esile su cui si innestano dei bracci blandamente avvolti. Nei suoi bracci sono state osservate diverse supernovae.

Anche la galassia M65 è abbastanza facile da localizzare, 20 minuti d’arco ad est della precedente; a differenza della precedente, con un 10x50 si osserva con ben più difficoltà e appare ben staccata dal fondo cielo con uno strumento da 100 mm di apertura. Con un 300 mm si mostra come un fuso di colore argentato, disposto in senso nord-sud, mentre l'alone è attraversato da una banda scura di polveri. La galassia dista anch’essa 35 milioni di anni luce da noi ed è leggermente meno luminosa della sua compagna M66. Si tratta di una galassia spirale con un nucleo molto grande, sebbene sia vista da un'angolazione molto inclinata, per cui la si può osservare quasi di taglio; i bracci di spirale sono attraversati da un sistema di polveri oscure, in cui nelle immagini ad alta risoluzione sono evidenti stelle azzurre molto luminose, segno che è in atto la formazione stellare. Il suo diametro reale sarebbe di 70.000 anni luce e la sua massa pari a 85 miliardi di masse solari.

Completa il trio NGC 3628, che sebbene appaia meno luminosa delle altre due, risulta essere più estesa. Attraverso un telescopio da 100 mm appare come un lungo fuso chiaro privo di dettagli; per poter notare la sua banda oscura che la attraversa in senso longitudinale occorrono strumenti con diametri notevoli. Con telescopi da 150-200 mm di apertura e oculari grandangolari è possibile apprezzare tutte e tre le galassie e alcuni loro dettagli in un’unica visione d’insieme.

Poco a ovest si trova NGC 3593, proprio 2,5 gradi a sud della stella θ Leonis, poco più di mezzo grado a sudovest della stella 73 Leonis. Può essere notata anche co telescopi da 90-100 mm di diametro, nei quali si mostra come una piccola macchia circolare più luminosa verso il centro. Con telescopi superiori ai 200 mm di diametro si può rendere visibile anche la sottile banda scura che passa poco a nord del nucleo. Si tratta di una galassia lenticolare vista quasi di taglio, nonché una galassia starburst per via del suo altissimo tasso di formazione stellare, in particolare lungo la sua banda oscura; dal suo anello interno parte una singola struttura a braccio. La sua distanza è stimata sui 21 milioni di anni luce, il che la renderebbe la più vicina fra le galassie del gruppo.

Il sottogruppo occidentale è quello che contiene il numero maggiore di galassie ed è dominato da M96. La sua individuazione è complicata dal fatto che si trova in un'area povera di stelle di riferimento: occorre partire dunque dalla linea che congiunge Regolo a θ Leonis, fermarsi a metà via e spostarsi a sud di circa 2 gradi. Con un binocolo 10x50 è appena visibile e si mostra come una vaga nebulosità chiara senza particolari evidenti; stessa cosa con un telescopio da 80 mm di apertura. Con strumenti da 150 mm si individua il nucleo, brillante e di forma ellittica e allungato in senso sudest-nordovest, più un vago alone orientato nella stessa direzione, con presenza di alcuni chiaroscuri che fanno pensare ad una struttura a spirale. M96 una grande galassia spirale posta alla distanza di 31 milioni di anni luce; a questa distanza, le sue regioni centrali più luminose possiedono una dimensione reale di oltre 65.000 anni luce, mentre la struttura ad anello che le circonda, relativamente debole, appare estesa per oltre 100.000 anni luce e possiede un gran numero di stelle giovani e blu molto luminose, che le conferiscono il caratteristico colore azzurrino. Questa regione è sede di importanti fenomeni di formazione stellare; le regioni centrali sono invece composte da stelle più vecchie e il colore dominante è il giallo. La massa della galassia è stata stimata essere di 160 miliardi di masse solari; l'inclinazione sulla nostra linea di vista del suo piano galattico è di 35 gradi.

Meno di un grado a ENE si trova M95, leggermente meno luminosa della precedente e quindi sostanzialmente al di là della portata di un binocolo 10x50; occorrono telescopi da almeno 70-80 mm per poterla individuare anche solo come una macchietta chiara. Strumenti di aperture comprese fra 150 e 300 mm aumentano molto il numero dei dettagli visibili, come la presenza di un nucleo di 40" di diametro di decima magnitudine e un alone molto debole di 5' attraversato da una debolissima barra centrale. M95 è una delle galassie più studiate dal telescopio spaziale Hubble al fine di determinare la costante di Hubble, attraverso lo studio delle variabili Cefeidi per determinarne la distanza; i risultati indicano una distanza di circa 33 milioni di anni luce con uno scarto di 1,4 milioni di anni luce. Questa galassia presenta una regione centrale molto attiva, in particolare in un anello del diametro di circa 2000 anni luce attorno al centro, composto probabilmente di gas diffuso non uniforme. Le emissioni di raggi X provengono da numerose fonti, che sono concentrate in regioni di gas caldo; la morfologia dell'emissione può spiegarsi se nella galassia si sta verificando una serie di starburst istantanei situati in diverse zone dell'anello. L'estensione dei raggi X arriva fino ad almeno 1600 anni luce oltre l'anello, che può essere interpretato come un’uscita di gas al di là dello stesso.

M105 è un po’ in disparte rispetto alle altre due. Anch’essa è al limite della portata di un binocolo di medie dimensioni come un 10x50, dunque occorrono telescopi da almeno 80 mm per poterla individuare anche solo come una macchietta chiara. In un 150 mm si osserva chiaramente assieme ad altre due galassie vicine, NGC 3384 e NGC 3389, con le quali forma un triangolo rettangolo il cui vertice ad angolo retto si trova su NGC 3384; il nucleo è molto brillante e tutt'attorno è circondato dato da un alone che sfuma delicatamente nel fondo cielo. M105 è la più brillante fra le galassie ellittiche presenti nel Gruppo Leo I, in cui è compreso il sottogruppo a cui appartiene; la sua distanza è stimata sui circa 32 o 36 milioni di anni luce. Si tratta di un perfetto esempio di galassia ellittica, grazie all’estrema uniformità di struttura e di luminosità che la caratterizza. Secondo degli studi effettuati tramite il telescopio spaziale Hubble, al centro di questa galassia sarebbe presente un buco nero supermassiccio, la cui massa si aggirerebbe sui 50 milioni di masse solari.

A brevissima distanza da M105 si nota anche con un piccolo telescopio una seconda galassia ellittica, leggermente meno luminosa e di aspetto chiaramente un po’ allungato: si tratta di NGC 3384 (talvolta indicata come NGC 3371, ma si tratta dello stesso oggetto), una delle sue compagne più strette; le due galassie si osservano nello stesso campo visivo anche a ingrandimenti spinti. Con una distanza di circa 35 milioni di anni luce, appare molto vicina anche fisicamente a M105.

Una terza galassia, la spirale NGC 3389, è inoltre visibile pochi minuti d’arco a sudest.; la sua magnitudine è pari a 11,8 ed è quindi visibile solo con telescopi di grande diametro. Non fa tuttavia parte del Gruppo di M96, trovandosi molto più distante, a 60 milioni di anni luce; è in effetti parte del gruppo di galassie LLG 214, descritto più avanti. Circa 1 grado e mezzo a nord si trova NGC 3377, situata a soli 25 minuti d’arco a sudest dalla stella 52 Leonis. Può essere notata anche con un telescopio da 80 mm, sebbene sia al limite della visibilità, mentre con un 100 mm si distingue bene come una piccola ellisse luminosa. I dettagli non aumentano utilizzando telescopi più grandi, data la sua natura di galassia ellittica. La sua distanza è stimata sui 36 milioni di anni luce e possiede un diametro di 40.000 anni luce; si tratta pertanto di una galassia di dimensioni medio-piccole. Nel suo nucleo è presente un buco nero supermassiccio con una massa di 80 milioni di masse solari.

Un grado a sudest di questa (o anche un grado a nordest di M105) si individua NGC 3412, una galassia lenticolare barrata. Con un telescopio da 100 mm è già individuabile come una piccola macchia leggermente irregolare, mentre il suo alone diventa vagamente visibile con strumenti da 150 mm, dove appare orientato in senso nordovest-sudest. La sua distanza è stimata sui 40 milioni di anni luce ed è quindi uno dei membri più lontani del gruppo.

In posizione defilata e più o meno a metà strada fra questo sottogruppo e quello del Tripletto del Leone si trova NGC 3489; la sua posizione è individuabile con un po’ di difficoltà, dal momento che non si trovano stelle appariscenti nelle sue immediate vicinanze. Con un telescopio da 100 mm è visibile come una macchia circolare abbastanza uniforme e appena più luminosa al centro. Con un telescopio da 200 mm è invece chiaramente visibile un alone orientato in senso est-ovest che circonda un nucleo più brillante. L’assenza di ulteriori dettagli è data dal fatto che si tratta di una galassia lenticolare, probabilmente dotata di una tenue barra centrale; possiede un nucleo attivo di tipo Seyfert 2 ed è generalmente considerata una galassia che ha subìto un fenomeno di starburst nel suo recente passato, sebbene nelle sue regioni centrali permanga una discreta quantità di gas che potrebbe in futuro condurre ad un nuovo fenomeno. Le sue dimensioni sono contenute, dato che possiede un diametro di appena 30.000 anni luce; si ritiene che il suo nucleo ospiti un buco nero supermassiccio con massa di circa 6 milioni di masse solari. La sua distanza è di circa 30 milioni di anni luce.

Gruppi di galassie di Leo II

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NGC 3607 è una delle galassie dominanti del Gruppo Leo II.
La galassia NGC 3626, una delle galassie più importanti del Gruppo Leo II.
La galassia NGC 3338, dominante nel suo gruppo di galassie.

Al di là del Gruppo di M96, a una distanza compresa fra i 40 e i 70 milioni di anni luce, si trovano diversi piccoli gruppi di galassie che tutti assieme costituiscono il più esteso Gruppo Leo II; tutti assieme coprono una regione estesa per 30 milioni di anni luce e si osservano in una fascia di cielo posta mediamente 5 gradi a nord del gruppo precedentemente descritto.

A circa 54 milioni di anni luce, a metà strada fra le stelle γ Leonis e θ Leonis, si trova il gruppo LLG 219, noto talvolta anche come Gruppo di NGC 3370, formato da tre galassie dominanti e alcune galassie minori.

La galassia dominante è NGC 3370, la quale però non è alla portata di telescopi di piccolo diametro: per notarla bene occorre infatti uno strumento di 250 mm, dove appare come una macchia ovale debole e sfumata, con un nucleo appena più luminoso. Si tratta di una galassia spirale con un nucleo molto piccolo e un estesissimo sistema di bracci, formato da due principali e da diverse ramificazioni secondarie; la sua distanza è stimata sui 60 milioni di anni luce, anche se alcuni studi riportano una distanza ben maggiore, fino a 98 milioni di anni luce; in quest’ultimo caso non farebbe ovviamente parte del gruppo LLG 219.

Più difficile da osservare e alla portata solo di telescopi di grande diametro è NGC 3447, una galassia spirale barrata fortemente deformata dall’interazione con la vicina galassia NGC 3447A; una parte dei suoi bracci sono stati strappati via e costituiscono un addensamento separato, mentre tutta la galassia sperimenta intensi fenomeni di formazione stellare diffusi soprattutto sulle regioni periferiche del disco. La sua distanza è stimata sui 50 milioni di anni luce o di poco inferiore.

Il cuore del Gruppo Leo II coincide con le galassie che si osservano attorno al Gruppo di NGC 3607; la sua distanza media è di circa 54 milioni di anni luce ed è formato da una dozzina di galassie maggiori, alcune delle quali sono alla portata anche di strumenti di piccolo diametro.

Fra queste vi è la galassia dominante, NGC 3607. La sua luminosità la rende individuabile, sebbene a fatica, anche con un binocolo 15x70, mentre è decisamente evidente con un telescopio da 80 mm, dove appare come una macchia di aspetto circolare; con telescopi da 120 mm l’oggetto è molto ben contrastato ed è percepibile anche un leggero alone attorno al nucleo. Si tratta di una galassia di tipo lenticolare, anche se inizialmente era classificata come ellittica; presenta dei sottili anelli di polvere che circondano il nucleo, il quale è molto luminoso e contiene un buco nero supermassiccio la cui massa è stimata sui 120 milioni di masse solari. Il resto del disco è invece molto povero di gas interstellare e ciò è insolito per galassie di questo tipo. La sua distanza è stimata sui 44 milioni di anni luce.

NGC 3607 è anche la principale di un trio di galassie molto vicine fra loro, note con la sigla NGC 3605 (visibile a sud) e NGC 3608 (a nord).

NGC 3605 è la più vicina e dista da NGC 3607 appena 2 minuti d’arco. Sebbene sia più piccola e anche la meno luminosa delle tre, è comunque visibile anche con un telescopio da 120 mm, dove appare come una macchia di aspetto vagamente allungato con l’asse maggiore rivolto verso la galassia compagna. Anch’essa è una galassia ellittica, ma stime sulla sua distanza la collocano a 30 milioni di anni luce, pertanto in primo piano rispetto alle altre due.

NGC 3608 è invece più appariscente e più estesa; si trova circa 6 minuti d’arco a NNE di NGC 3607 ed è visibile anche con telescopi da 90-100 mm, dove appare come una macchia circolare di aspetto marcatamente stellare, circondata da un debole alone. Anche in questo caso si tratta di una galassia ellittica, la cui distanza è stimata sui 57 milioni di anni luce; ciò la rende una delle galassie più lontane del gruppo.

NGC 3626, nota anche con la sigla C40, si trova circa 2,5° a sudest della stella δ Leonis (Zosma) ed è probabilmente una galassia lenticolare (o forse a spirale con bracci molto stretti) visibile anche con un telescopio da 120 mm, sebbene non sia particolarmente appariscente. Nonostante vi siano galassie più appariscenti nelle vicinanze, curiosamente questa è stata scelta per essere inserita nel Catalogo Caldwell. Possiede un disco di polveri e gas neutri che ruota in senso contrario rispetto alle stelle del piano galattico. La sua distanza è stimata sui 70 milioni di anni luce.

Circa 2 gradi e mezzo a sudest di queste galassie si trova un altro addensamento, dominato dalla galassia NGC 3686; la loro posizione è facile, essendo incastonate fra le stelle 81 Leonis e 86 Leonis. Si tratta in generale di galassie deboli e la stessa NGC 3686 è visibile con difficoltà anche con un telescopio da 150 mm di diametro. In particolare, questa è una spirale barrata con un nucleo piccolo e una barra molto poco marcata, da cui partono due o tre bracci principali e una ramificazione minore, che si presentano molto ricchi di stelle giovani e azzurre. La sua distanza è stimata fra i 50 e i 54 milioni di anni luce.

Entro meno di un grado a sudovest si trovano le due galassie NGC 3681 e NGC 3684, entrambe alla portata di telescopi non inferiori ai 120-150 mm di diametro. La prima è una spirale barrata con una barra molto prominente e dei bracci molto ben avvolti e stretti che formano una sorta di anello attorno ad essa; la seconda invece ha una barra molto meno appariscente e dei bracci più irregolari, con numerosi addensamenti di stelle giovani e massicce. Le loro distanze sono rispettivamente di 58 milioni e 54 milioni di anni luce ed entrambe hanno un diametro di 45.000 anni luce.

Molto più difficile è scorgere, anche con strumenti di grande diametro, NGC 3691, una galassia spirale barrata con una bassa luminosità superficiale; possiede dei bracci molto corti sviluppati attorno a una barra spessa e le sue dimensioni totali sono molto contenute, dell’ordine dei 20.000 anni luce. Dista circa 50 milioni di anni luce.

C’è poi NGC 3655, a meno di un grado a WNW della stella 81 Leonis; per individuarla con chiarezza occorrono strumenti da 120-150 mm di diametro, nei quali si presenta come una piccola ellisse chiara orientata in senso nordest-sudovest. Con strumenti da 200 mm e oltre si nota che la luminosità aumenta verso il centro. Si tratta di una spirale barrata con un esteso sistema di bracci, formati da numerose piccole ramificazioni e attraversati da diversi addensamenti di stelle giovani e brillanti. La sua distanza è stimata sui 65-70 milioni di anni luce e pertanto la sua reale appartenenza al Gruppo Leo II è talvolta messa in dubbio; il suo diametro reale è di 30.000 anni luce ed è pertanto una galassia di piccole dimensioni.

Molto isolata verso ovest, ma pur sempre facente parte del gruppo, è la NGC 3507, visibile circa 2 gradi a sud della stella 60 Leonis; è difficile da individuare, non solo per la sua posizione isolata, ma perché poco luminosa e dunque solo alla portata di strumenti dai 150 mm a salire. È una spirale barrata dalla morfologia molto chiara ed evidente, con una barra centrale da cui partono due bracci marcati e quasi senza ramificazioni che compiono un giro completo esatto. Dista circa 40-45 milioni di anni luce e possiede un diametro di circa 40.000 anni luce; possiede un nucleo attivo.

A circa 60 milioni di anni luce giace il Gruppo di NGC 3338, anche noto come LGG 214; a questo si sovrappone parzialmente il gruppo di galassie attorno a M96, come visto nel caso di NGC 3389, appartenente a LGG 214 ma visibile in mezzo alle componenti del gruppo più vicino.

La galassia dominante è NGC 3338, una galassia spirale attiva che è visibile anche con strumenti da 120-150 mm, dove appare come una macchia sfumata leggermente allungata in senso est-ovest e dominata da una stella di magnitudine 9,0 poco a ovest; la sua posizione è rintracciabile circa un grado sudovest della stella 52 Leonis. La galassia presenta due bracci ben marcati e un po’ aperti e deformati verso l’esterno, mentre il nucleo è poco cospicuo; la sua distanza è stimata sui 55-60 milioni di anni luce e possiede un diametro di 55.000 anni luce circa.

Oltre alla già descritta NGC 3389, l’altra componente di rilievo del gruppo è NGC 3346, visibile meno di un grado a nordovest di 52 Leonis; la sua bassa luminosità la pone al di fuori della portata di telescopi più piccoli di 200 mm di diametro, se non in condizioni eccezionali. Si tratta di una spirale barrata vista di faccia, con una barra molto corta e due bracci principali da cui partono svariate ramificazioni regolari che si dirigono verso l’esterno. La sua distanza è stimata sui 55-60 milioni di anni luce e possiede un diametro di 45.000 anni luce. Nei pressi si osservano diverse galassie più deboli.

Galassie isolate

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La galassia spirale NGC 3810.

Fra le galassie che apparentemente non fanno parte di alcun gruppo c’è la NGC 3485, che è visibile poco meno di un grado a nord della più brillante e già citata NGC 3489; è una spirale barrata con una barra molto evidente e dei bracci strettamente avvolti attorno ad essa. Per individuarla servono però telescopi da 200 mm di diametro. La sua distanza è di 60-65 milioni di anni luce.

Circa 40 minuti d’arco a SSE della stella θ Leonis si trova NGC 3596, una spirale intermedia con un nucleo piccolo ma brillante e dei deboli ma larghi bracci di spirale; per poterla osservare occorrono telescopi da 200-250 mm e un cielo molto buio. La sua distanza è di 55 milioni di anni luce.

NGC 3705 è visibile circa 2,5 gradi a sudest di ι Leonis e può essere osservata anche con telescopi da 150 mm con cui appare come una macchia allungata in senso nordovest-sudest. È una grande galassia spirale barrata vista da un’angolazione intermedia e dunque di aspetto allungato; possiede un nucleo attivo e delle dimensioni che sarebbero superiori anche a quelle della Via Lattea, dato che avrebbe un diametro di 175.000 anni luce. La sua distanza è stimata sui 45 milioni di anni luce ed è circondata da alcune galassie più deboli, che però sono anche molto remote e dunque non fisicamente legate ad essa.

Circa 4 gradi a ENE della stella ι Leonis, in posizione molto isolata, si trova NGC 3810; è visibile anche con un telescopio da 100 mm sotto ottime condizioni osservative, dove appare come un piccolo ovale chiaro orientato in senso nordest-sudovest. Con strumenti da 150 mm è più chiara un leggero aumento della luminosità verso il centro, che assume una forma più irregolare. Si tratta di una spirale semplice, con una struttura molto simile a quella di M77: presenta infatti un nucleo molto luminoso con bracci di spirale strettamente avvolti attorno ad esso, che si aprono progressivamente verso l’esterno; nei pressi delle regioni centrali sono concentrati i maggiori fenomeni di formazione stellare, responsabili della grande luminosità di queste regioni. Dense bande di polveri attraversano i bracci, dove si trovano anche numerosi ammassi di stelle giovani e brillanti. La sua distanza è stimata sui 48 milioni di anni luce e il suo diametro reale sarebbe di circa 60.000 anni luce. Benché sia posta in posizione isolata, questa galassia è accompagnata dalla meno appariscente NGC 3773, con cui costituisce il Gruppo di NGC 3810.

Circa un grado e mezzo a nord di M96, in direzione del suo gruppo di galassie, si trova infine NGC 3367. È una galassia di fondo e dunque assolutamente non legata a questo gruppo, dato che la sua distanza si aggira sui 120 milioni di anni luce; le sue grandi dimensioni la rendono visibile anche con strumenti da 250 mm di diametro, ma non con telescopi più piccoli. Si tratta di una spirale barrata visibile quasi di faccia e con una forma marcatamente asimmetrica, con una barra all’estremità della quale partono due bracci che per il primo mezzo giro si richiudono a formare una struttura ad anello, per poi ramificarsi e formare una struttura a più bracci; questi bracci sono punteggiati da numerose regioni H II e al loro interno si sono osservate diverse supernovae. La sua forma asimmetrica non è dovuta all’interazione con altre galassie, dato che si trova in una posizione dello spazio molto isolata, ma probabilmente da un fenomeno di accrezione di massa che ha avuto luogo nell’ultimo miliardo di anni a causa forse dell’interazione con una nube di gas freddo intergalattico. Il diametro della galassia è di circa 85.000 anni luce.

A1367 e il Superammasso del Leone

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Carta dell’ammasso di galassie Abell 1367 e dei dintorni.

Ad appena un grado e mezzo a sudovest della stella 93 Leonis, di magnitudine 4,5, si trova il grande ammasso di galassie Abell 1367, noto anche come “Ammasso del Leone”; si compone di almeno 70 galassie maggiori e un gran numero di galassie nane e si trova alla distanza di 330 milioni di anni luce circa. Assieme all’Ammasso della Chioma (Abell 1656), è uno dei due ammassi più importanti del Superammasso della Chioma, una grande struttura di forma sferica estesa per circa 20 milioni di anni luce contenente oltre 3000 galassie; a sua volta questo si trova nei pressi della zona centrale del Filamento della Chioma, a sua volta parte della Grande Muraglia (Great Wall): quest’ultima è una delle megastrutture più grandi conosciute dell’Universo osservabile, con un’estensione che arriva a 500 milioni di anni luce di lunghezza, 300 milioni di anni luce di larghezza e appena 16 milioni di anni luce di spessore. È formato da tre grandi superammassi di galassie: Ercole, Chioma e Leone; fra questi, quello della Chioma è il più vicino. Benché in massima parte gli ammassi di galassie più densi come questo tendono ad essere formati principalmente da galassie ellittiche, Abell 1367 contiene in prevalenza galassie a spirale; ciò suggerisce che l’età dell’ammasso sia relativamente recente e pertanto le galassie che ne vengono attratte non hanno ancora sperimentato le forti interazioni e fusioni che portano alla formazione delle galassie ellittiche. In ciò si distingue anche dal vicino Ammasso della Chioma. Sebbene le sue galassie non siano alla portata dei più comuni telescopi amatoriali, nelle fotografie l’ammasso si rivela un oggetto piuttosto facile, con in evidenza diverse decine di galassie fino alla magnitudine 16, tutte concentrate entro un diametro di un grado; molte altre galassie più sparse si osservano anche a nordest della stella 93 Leonis, su uno spazio di un grado.

La galassia più massiccia e dominante dell’ammasso è NGC 3842, una ellittica gigante che può essere osservata con telescopi a partire da 250 mm di diametro; possiede nel suo nucleo uno dei buchi neri più grandi conosciuti, la cui massa sarebbe di 9,7 miliardi di masse solari, ossia quanto una piccola galassia.

Un altro membro importante è NGC 3862, meno appariscente e situato circa 15 minuti d’arco a sudest della precedente: possiede un lungo getto di materia che si origina dal suo nucleo, di circa 2800 anni luce di lunghezza.

A una distanza superiore, pari a circa 450 milioni di anni luce, si estende il già citato Superammasso del Leone, facente parte della Grande Muraglia; è un grande sistema di ammassi di galassie che si estende per 420 milioni di anni luce, con una larghezza di circa 200 anni luce, e ha il suo centro nell’ammasso Abell 1185, situato al confine fra Orsa Maggiore, Leone e Leone Minore.

Verso la testa del Leone

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Il Gruppo di NGC 3190, noto anche come Hickson 44.
La brillante galassia spirale barrata NGC 2903, visibile nei pressi della “Falce leonina” vicino al confine col Cancro anche con un piccolo telescopio.

La regione celeste in direzione della testa del Leone appare povera di galassie, ma quelle presenti sono comunque interessanti e possono essere oggetto di fotografie ad alta risoluzione, in particolare quelle formanti piccoli gruppi.

Uno di questi è il Gruppo di NGC 3190, noto anche con la sigla Hickson 44; la sua posizione si individua con facilità, trovandosi esattamente a metà strada fra le brillanti stelle γ Leonis (Algieba) e ζ Leonis ed è formato da quattro galassie fisicamente legate fra loro, poste a una distanza media di circa 55 milioni di anni luce: appartiene pertanto al gruppo di galassie Leo II, che a sua volta appartiene al Superammasso della Vergine.

La galassia più brillante del gruppo, sebbene non sia anche la più grande, è NGC 3193, che è anche alla portata di strumenti da 100 mm, con cui appare come un piccolo alone circolare delle dimensioni di un minuto d’arco; telescopi di diametro maggiore non consentono di rivelare ulteriori dettagli. Si tratta di una galassia ellittica di tipo E2, il cui nucleo è attivo con emissioni a bassa ionizzazione (LINER).

Appena 5 minuti d’arco a sudovest si trova la galassia dominante del gruppo, NGC 3190; con telescopi da 100 mm appare come una piccola ellisse chiara e un po’ più luminosa al centro, orientata in senso nordovest-sudest, mentre con strumenti da 150 mm diviene più chiara la sua forma leggermente distorta. Con telescopi di grande diametro è possibile individuare anche la banda scura che l’attraversa in senso longitudinale, a sud del suo nucleo. Si tratta di una grande galassia a spirale, talvolta denominata anche NGC 3189, il cui diametro è stimato di circa 100.000 anni luce; è vista quasi di taglio e ciò mette in evidenza il suo warp, molto ben definito dalla banda oscura che ne attraversa il piano, causato dall’interazione con la vicina galassia NGC 3187. Fra i suoi bracci di spirale sono state osservate alcune supernovae, di cui due nel medesimo anno, il 2002.

La galassia compagna è la appena citata NGC 3187, che però è di difficile osservazione essendo molto più debole, tanto da essere alla portata solo di strumenti di diametro superiore ai 200 mm. Si tratta di una galassia a bassa luminosità superficiale, dove probabilmente gran parte della massa è espressa sotto forma di gas e non di stelle; appare come una spirale barrata fortemente deformata, coi due bracci principali molto aperti, a causa della forte interazione con le galassie vicine e in particolare con NGC 3190.

In posizione più defilata a sudovest si trova la galassia NGC 3185, anch’essa poco appariscente e visibile solo con strumenti da almeno 150 mm di diametro, dove appare come una piccola ma spessa ellisse chiara allungata in senso nordovest-sudest; si tratta della spirale meno deformata del gruppo, attraversata da una prominente barra centrale circondata da due ampi bracci principali che formano una struttura simile a un anello. Il suo nucleo è relativamente piccolo rispetto alle dimensioni della galassia ed è attivo, di tipo Seyfert 2; il diametro complessivo della galassia è di 55.000 anni luce, circa la metà di quello della Via Lattea.

Appena 50 minuti d’arco ad est della brillante γ Leonis (Algieba) si trova la coppia di galassie interagenti NGC 3226 e NGC 3227, definite collettivamente anche come Arp 94. La principale, NGC 3227, è la più meridionale delle due ed è visibile anche con strumenti da 100 mm come una chiazza allungata in senso nordovest-sudest priva di dettagli; telescopi da 150 mm rivelano la presenza di un nucleo di aspetto stellare circondato da un vago alone lenticolare. Col medesimo strumento si rivela anche la vicina NGC 3226, che appare come un piccolo alone circolare dai bordi sfumati e più luminoso al centro. NGC 3227 è una spirale barrata che presenta un nucleo attivo di tipo Seyfert 1, con all’interno un buco nero supermassiccio la cui massa è stimata sui 14 milioni di masse solari; la barra appare prominente e molto spessa e dalle due estremità partono altrettanti bracci che compiono mezzo giro attorno ad essa. Il diametro totale della galassia è stimato sui 60.000 anni luce. La compagna NGC 3226 è invece una nana ellittica con un diametro di 45.000 anni luce. La distanza della coppia è stimata sui 50 milioni di anni luce.

Un grado e mezzo a sud della stella λ Leonis si trova la brillante NGC 2903, tanto luminosa da essere visibile anche con un telescopio da 60 mm di apertura. Con strumenti da 120 mm si nota la sua forma allungata in senso nord-sud, mentre con un telescopio da 200 mm si nota un nucleo centrale più luminoso. NGC 2903 è una galassia spirale barrata situata a 30 milioni di anni luce, per molti versi simile alla Via Lattea: la sua dimensione è solo leggermente più piccola della nostra Galassia, con un diametro di circa 80.000 anni luce. La regione centrale della galassia presenta un tasso eccezionale in termini di formazione stellare, concentrate in un anello intorno al nucleo, che ha un diametro di poco più di 2000 anni luce e comprende non solo un gran numero di stelle giovani e brillanti, ma anche un certo numero di nebulose di gas ionizzato con luminosità paragonabili a quelli della Nebulosa Tarantola, con elevate frequenze radio, infrarossi, raggi ultravioletti e raggi X. Fra i suoi bracci di spirale sono presenti alcune “nubi stellari” particolarmente dense e luminose, una delle quali ha ricevuto una denominazione separata del New General Catalogue: NGC 2905. Nei dintorni sono note infine tre piccole galassie che le orbitano intorno come satelliti.

Due gradi a nord della stella 15 Leonis si segnala infine la presenza della coppia di galassie NGC 2964 e NGC 2968, entrambe alla portata di telescopi da 150 mm e distanti sui 60 milioni di anni luce.