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Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Regione della Galassia di Bode

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La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Copertina

Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

L’area di cielo che corrisponde alla testa dell’Orsa Maggiore contiene alcune fra le galassie più brillanti e famose del cielo, spesso oggetto non solo di osservazione ma anche di fotografia, grazie alla facilità con cui è possibile riprenderle.

Attorno alle galassie principali se ne osservano diverse altre meno appariscenti, ma molte delle quali pur sempre alla portata di strumenti da 200 mm e anche inferiori.

Caratteristiche

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Il settore nordoccidentale dell’Orsa Maggiore al confine con la Giraffa e col Drago, sebbene non sia così ricco di galassie come la parte meridionale della costellazione, presenta comunque diverse galassie facilmente osservabili, alcune delle quali particolarmente luminose.

Fra queste spiccano indubbiamente le celeberrime galassie M81 e M82, due fra le più brillanti dell’intera volta celeste grazie anche alla loro relativa vicinanza.

M81 in particolare è nota col nome di Galassia di Bode ed è la più cospicua delle due, la dominante del suo gruppo di galassie; è visibile anche con un semplice binocolo ed è una delle galassie più fotografate del cielo.

Nelle immediate vicinanze si trova M82, soprannominata Galassia Sigaro a causa del suo aspetto allungato; si tratta di una galassia peculiare, la cui natura è stata notata già dall’Ottocento, sebbene non ne fosse stata compresa la sua reale natura.

Queste due galassie appaiono circondate da altre più piccole, ma spesso sempre alla portata di piccoli strumenti.

Il fondo cielo al di là di queste galassie in primo piano appare molto ricco di gruppi e remoti ammassi di galassie, in particolare a ridosso del confine con la Giraffa e col Drago; molte di queste sono alla portata di telescopi di diametro inferiore ai 200 mm.

In posizione ancora più remota si trovano numerosi ammassi di galassie, che però sono spesso fuori dalla portata dei telescopi di diametro più comune. Sovrapposte a questi lontani gruppi si osservano diverse galassie isolate poste fisicamente in primo piano, essendo più vicine a noi.

Le foto a lunga esposizione mostrano con molta chiarezza che l’intero settore celeste è velato da un esteso sistema di gas e polveri molto deboli, che talvolta disturba la ripresa delle galassie di campo più deboli; si tratta della Integrated Flux Nebula, un vago addensamento del mezzo interstellare interno alla Via Lattea.


Il Gruppo di M81

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La galassia M81, nota anche come Galassia di Bode, è la dominante dell’omonimo gruppo di galassie.
M82, nota anche come Galassia Sigaro, mostra una struttura deformata a causa degli intensi processi di formazione stellare avviatisi nel suo nucleo.
La galassia nana UGC 4305, nota anche come Holmberg II.

Il Gruppo di galassie di M81 è uno dei più vicini al nostro Gruppo Locale; contiene oltre una trentina di galassie fra maggiori e minori ed è dominata in senso assoluto dalla coppia di galassie M81 e M82. Il centro approssimativo di questo gruppo si trova alla distanza di 11,7 milioni di anni luce e fa parte, come il nostro, delle regioni periferiche del Superammasso della Vergine.

M81, M82 e NGC 3077 sono in forte interazione fra loro, come è mostrato chiaramente dalla presenza di un flusso di idrogeno neutro che connette le tre galassie e che è stato strappato loro via a causa della reciproca interazione gravitazionale. Queste interazioni hanno anche causato la caduta di parte del gas interstellare verso il nucleo di M82 e di NGC 3077, causando l’insolita e violenta attività di formazione stellare rilevabile proprio nei loro nuclei.

M81, chiamata Galassia di Bode in memoria del suo scopritore che la notò nel 1774, è, come visto, la più luminosa delle galassie del gruppo. Se la notte è particolarmente adatta all'osservazione astronomica può essere individuata con discreta facilità anche con un semplice binocolo poco meno di due gradi a sudest della stella 24 Ursae Majoris; uno strumento da 60-80 mm la mostra come una macchia chiara senza particolari estesa per alcuni minuti d’arco e allungata in direzione NNW-SSE. Un telescopio più grande, sui 150 mm, consente di poter notare discretamente anche la struttura del nucleo, molto più brillante rispetto alle regioni periferiche, le quali sembrano sfumare gradualmente nel buio del fondo cielo; con strumenti da 250-300 mm si evidenziano pure le prime strutture della spirale, sotto forma di variazioni della luminosità dell'alone attorno al nucleo. Si stima che M81 contenga approssimativamente 250 miliardi di stelle, è quindi leggermente più piccola della nostra Via Lattea. La sua distanza è ben nota ed è stata stimata in 12 milioni di anni luce, grazie alla scoperta di un gran numero di variabili Cefeidi, molte delle quali sono state osservate per la prima volta grazie al Telescopio Spaziale Hubble.

A breve distanza verso nord si può osservare M82; anche questa può essere individuata con un semplice binocolo; attraverso un telescopio da 60-80 mm appare come una macchia chiara molto allungata, estesa per alcuni primi e allungata in direzione ENE-WSW. Con un telescopio con aperture sui 150 mm si nota la struttura del nucleo e un gran numero di irregolarità specie in direzione sud, le quali diventano molto più evidenti con strumenti da 250-300 mm. M82 subisce gli effetti gravitazionali della sua galassia vicina, la più grande M81; queste forze mareali hanno deformato M82 fin da circa 100 milioni di anni fa, causando anche un forte aumento dei fenomeni di formazione stellare. Qualche centinaio di milioni di anni fa infatti questa galassia ha avuto un incontro ravvicinato con M81; come risultato di ciò, una gran quantità di gas si è riversata su M82 e in particolare nelle sue regioni centrali. Il più recente incontro fra queste due galassie si è avuto circa 250 milioni di anni fa e ha causato un forte picco della formazione stellare in entrambe le galassie, come è testimoniato dalla distribuzione e dall'età degli ammassi aperti delle due galassie. In seguito sono avvenuti altri due potenti fenomeni di starburst, l'ultimo dei quali circa 4-6 milioni di anni fa, causando la formazione di superammassi stellari. La distanza che separa le due galassie è di circa 300.000 anni luce.

La terza galassia principale del Gruppo di M81 è NGC 3077, di morfologia peculiare, visibile a est di M81 e situata alla stessa distanza angolare che separa M81 e M82, ma con un’angolazione di circa 110°. È visibile co strumenti da 150 mm di diametro come una debole macchia chiara priva di dettagli. Nonostante il suo aspetto la faccia somigliare a prima vista a una galassia ellittica, è classificata fra le galassie peculiari per due ragioni: la prima è legata all’aspetto granuloso e sfrangiato dei suoi bordi, con nubi interstellari diffuse che sono probabilmente il risultato di un’intensa interazione gravitazionale con le galassie vicine, similmente a quanto si osserva in M82; inoltre, questa galassia possiede un nucleo attivo, che la fece classificare in un primo momento fra le galassie di Seyfert. Tuttavia, sebbene sia una galassia con linee di emissione notevoli, oggi non è più classificata come tale, ma come una semplice galassia attiva. La sua distanza è stimata sui 13 milioni di anni luce, simile dunque a quella delle due galassie principali M81 e M82.

Poco meno di un grado e mezzo a sudovest di M81 si trova la galassia NGC 2976, un oggetto piuttosto debole a causa della sua bassa luminosità superficiale; può essere notato con qualche difficoltà con un telescopio da 150 mm, dove appare come una chiazza chiara di aspetto uniforme o vagamente granuloso, senza alcuna evidenza di un nucleo più luminoso. Questa galassia viene classificata come a spirale, ma i suoi bracci sono estremamente difficili da definire, anche a causa della notevole presenza di bande e lineamenti di nebulose oscure e gas interstellare che ne rendono la morfologia più irregolare e ne nascondono quasi completamente la ragione del nucleo; tuttavia il suo disco possiede dei bordi ben definiti. La sua distanza è stimata sui 11,6 milioni di anni luce.

IC 2574 è un membro più lontano del gruppo e si trova a circa tre gradi a ESE di M81; la sua individuazione può essere difficoltosa anche a causa della sua morfologia irregolare, benché sia classificata come galassia a spirale, e con un telescopio da 150 mm appare come una macchia ovale. Si tratta di una galassia nana i cui bordi esterni sono soggetti a intense ondate di formazione stellare generanti stelle di massa molto grande raggruppate in estesi ammassi; grandi regioni H II circondano queste stelle e spesso contengono al loro interno delle grandi strutture a bolla causate dall’azione del vento stellare o dall’esplosione di supernovae. Si ritiene che il 90% della massa di questa galassia si trovi nella forma di materia oscura. La sua distanza è stimata sui 13 milioni di anni luce.

Le altre galassie facenti parte del Gruppo di M81 sono meno appariscenti, oppure si trovano a grande distanza angolare dalle due galassie dominanti. È questo il caso di NGC 2366, situata entro i confini della costellazione della Giraffa e individuabile con strumenti da 120-150 mm di diametro come una macchia debolmente irregolare e chiaramente allungata in senso nord-sud. Si tratta di una galassia ricca di peculiarità: è classificata come una galassia nana di tipo magellanico (ossia simile alla Grande Nube di Magellano) e ospita sul bordo meridionale una grande e brillante regione di formazione stellare tanto marcata da aver ricevuto la denominazione separata di NGC 2363; entro questa regione si trova la stella variabile blu luminosa NGC 2363-V1, che con una luminosità pari a 6,3 milioni di volte quella del Sole è una delle stelle più intrinsecamente brillanti conosciute. La distanza della galassia è stimata sugli 11,4 milioni di anni luce.

Una menzione a parte merita la galassia nana UGC 4305, nota anche come Holmberg II, dal nome del suo scopritore; si trova vicino al confine con la Giraffa circa 6 gradi a WNW della stella 24 Ursae Majoris ed è visibile con difficoltà con strumenti da 200 mm di diametro. Questa galassia possiede una morfologia irregolare ed è dominata da grandi bolle di gas ionizzato originatesi dall’azione del vento stellare e dall’esplosione di supernovae in estese regioni dove è intensa la formazione stellare; la galassia ospita anche una sorgente ultraluminosa di raggi X, che potrebbe corrispondere a un buco nero di massa intermedia la cui gravità sta attirando gas e materia interstellare verso di sé. La distanza di Holmberg II è stimata sugli 11 milioni di anni luce.

Galassie isolate

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La galassia spirale barrata NGC 3359.
NGC 2985 è il membro principale di un gruppo di galassie da cui prende il nome.

Fra le numerose galassie visibili in questo settore celeste ve ne sono diverse che non appaiono legate a gruppi di galassie ben definiti e talvolta si trovano in posizione isolata nello spazio; le loro distanze sono assai diverse fra loro e vanno da alcune decine di milioni fino a oltre cento milioni di anni luce.

Una delle più notevoli fra queste è la NGC 3359, visibile circa due gradi e mezzo a nordovest della brillante stella Dubhe; è alla portata di strumenti da 120 mm, con cui appare come una macchia chiara vagamente allungata in senso nord-sud, con un leggero alone chiaro più esteso che si rende evidente con strumenti di diametro maggiore. Si tratta di una galassia spirale barrata con due abbozzi di bracci di spirale maggiori che si frammentano in più strutture più esili poco dopo il loro innesto alle estremità della barra; il nucleo è relativamente piccolo rispetto alle dimensioni del disco, mentre la barra è ben sviluppata e secondo alcuni studi si ritiene che possa essersi formata circa 500 milioni di anni fa. La sua distanza è stimata sui 49 milioni di anni luce.

NGC 2787 è visibile circa 3 gradi ad ovest di M81 e 1,5 gradi a sudovest di 24 Ursae Majoris; può essere notata con strumenti da 120 mm di diametro, dove appare come una macchia diffusa e sfocata vagamente tondeggiante o appena schiacciata, con un leggero aumento di luminosità verso il centro. Il suo aspetto non migliora particolarmente con strumenti da 200 mm, oltre a mostrare una maggiore estensione dell’alone chiaro. Questa galassia è classificata come lenticolare barrata, con un disco attraversato da diverse sottili bande di gas non illuminato formante anelli concentrici attorno alle regioni centrali; il suo nucleo ospita un buco nero supermassiccio con una massa stimata di 40 milioni di masse solari. La sua distanza è compresa, a seconda delle stime, fra 24 e 36 milioni di anni luce, dunque ben al di là del Gruppo di M81.

NGC 2810 si trova circa due gradi e mezzo a nordovest di 24 Ursae Majoris; è una debole galassia visibile con strumenti da 150-200 mm come una piccola stellina sfuocata senza ulteriori dettagli e ciò è dovuto alla sua morfologia ellittica. Si tratta di una galassia di per se piuttosto luminosa, considerando che è situata a ben 165 milioni di anni luce di distanza, ben oltre tutte le altre galassie circostanti alla portata di telescopi di 200 mm.

Un po’ più debole appare NGC 2441, situata entro i confini della Giraffa in una regione povera di stelle visibili a occhio nudo e sul bordo della regione celeste descritta in questa sezione; può essere notata con difficoltà con strumenti da 200 mm di diametro ed è una spirale barrata vista di faccia, con un disco molto ben sviluppato attraversato da dei bracci molto ramificati e parzialmente deformati. La sua distanza è stimata sui 180 milioni di anni luce e le sue dimensioni reali sarebbero di 130.000 anni luce, dunque superiori a quelle della Via Lattea.

Gruppi remoti

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La grande galassia spirale NGC 3147 domina l’omonimo gruppo di galassie.

Molte delle galassie visibili sul bordo fra Orsa Maggiore, Giraffa e Drago appartengono a diversi gruppi di galassie posti a varie distanze; sovrapponendosi l’un l’altro lungo la stessa linea di vista e dunque non dando luogo a suddivisioni chiare, non è possibile distinguere questi gruppi sulla base delle semplici distanze angolari reciproche, ma occorrono dei dati basati sulla loro distanza.

Uno dei gruppi più appariscenti è il Gruppo di NGC 2985, situato alla distanza media di 70 milioni di anni luce e comprendente poche galassie visibili attorno alla galassia principale, NGC 2985.

NGC 2985 è situata a circa mezzo grado a est della stella 27 Ursae Majoris ed è pertanto di facile individuazione; può essere vista anche con strumenti da 100-120 mm, dove appare come un oggetto quasi stellare e appena sfuocato, talvolta più simile a una sorta di nebulosa planetaria molto concentrata che a una galassia anche con strumenti di diametro maggiore. Si tratta di una galassia spirale priva di barra le cui dimensioni sono molto simili a quelle della Via Lattea, con bracci di spirale notevolmente frastagliati e ramificati che si arrotolano attorno a un nucleo brillante e attivo con al centro un buco nero supermassiccio; il disco è circondato sul bordo esterno da un’unica struttura simile a un anello formata da un braccio molto grosso. Notevoli sono i fenomeni di formazione stellare attivi soprattutto nelle aree interne del disco.

Le altre galassie principali del gruppo si trovano tutte ad est di questa galassia. In particolare vi è NGC 3027, visibile come una macchia irregolare di piccole dimensioni con strumenti da 200 mm mezzo grado a est della precedente; sebbene non tutte le stime concordino sull’appartenenza di questa galassia al gruppo (altre stime indicano una distanza di soli 48 milioni di anni luce), viene solitamente indicata come membro reale. Si tratta di una spirale barrata con un braccio più sviluppato dell’altro, su cui si concentrano i maggiori fenomeni di formazione stellare.

NGC 3065 è invece una galassia lenticolare, allineata alle due precedenti galassie e a mezzo grado da NGC 3027; può essere individuata con strumenti da 150 mm, con cui appare come una sorta di debole stellina un po’ sfuocata. Anche in questo caso, alcune stime di distanza farebbero pensare a una non appartenenza al gruppo, dato che forniscono valori di 91 milioni di anni luce.

NGC 3403 è invece situata in posizione molto defilata rispetto alle altre, circa 5 gradi a nordovest di λ Draconis; piuttosto debole, è visibile solo con strumenti da 200 mm e oltre, dove appare come una macchia allungata in senso est-ovest.

Il Gruppo di NGC 3147 giace invece a circa 130 milioni di anni luce e si sovrappone parzialmente alla stessa linea di vista del precedente; è formato da quattro galassie maggiori e alcune galassie minori.

NGC 3147 è la galassia dominante; si tratta di una spirale formata da un nucleo piccolo e brillante circondato da un esteso sistema di bracci molto ben avvolti e assai ramificati su cui sono ospitate numerose regioni H II, specialmente sui tratti più esterni. Si trova quasi 5 gradi a nordest di 24 Urase Majoris, nella costellazione del Drago, e si nota con telescopi da 120 mm, con cui appare come una macchia simile a una stella sfuocata e priva di particolari; con strumenti più grandi si può evidenziare un margine più sfumato.

NGC 3183 si trova circa un grado a nordest ed è visibile con strumenti da 150 mm come una piccola macchia ben allungata in senso nordovest-sudest; si tratta di una spirale barrata, la cui barra è molto ben pronunciata ed è la struttura dominante della galassia. I suoi bracci sono invece piuttosto esili. Posta a una distanza di 141 milioni di anni luce, potrebbe essere uno dei membri più remoti del gruppo.

NGC 3348 si trova circa 5 gradi a nordovest di λ Draconis e un grado a sudovest della già citata NGC 3403; è una galassia ellittica visibile con telescopi da 150 mm come coma sorta di stellina sfuocata priva di dettagli. La sua distanza di 129 milioni di anni luce la colloca in linea con la distanza media del gruppo d’appartenenza.

NGC 3516 infine è la più orientale del gruppo, situata circa 4 gradi a nordovest di λ Draconis; anch’essa è visibile con strumenti da 150 mm come una debole stellina. A differenza della precedente tuttavia, si tratta di una galassia lenticolare barrata, nonché una galassia attiva di tipo Seyfert. La sua distanza è stimata sui 125 milioni di anni luce.

Oltre il confine con la Giraffa si trova il Gruppo di NGC 2633; consta di quattro galassie maggiori e alcune altre minori, situate alla distanza media di 102 milioni di anni luce e tutte piuttosto deboli.

La dominante è NGC 2633, una galassia spirale barrata peculiare visibile solo con strumenti da almeno 250 mm di diametro, dove appare come una macchia allungata in senso nord-sud. A causa del suo aspetto deformato è stata inclusa nel catalogo di Arp, con la designazione Arp 80; la sua distanza è stimata sui 98 milioni di anni luce.

Pochi minuti d’arco a sud si trova la compagna NGC 2634, sulla cui nomenclatura è presente un po’ di confusione (potrebbe essere lo stesso oggetto catalogato come NGC 2630); anche questa galassia è osservabile solo con strumenti di grande diametro ed è una galassia ellittica situata a 103 milioni di anni luce di distanza.

Le altre due galassie del gruppo sono ancora meno appariscenti. NGC 2551 è visibile circa due gradi a sudovest ed è una galassia spirale situata a 107 milioni di anni luce di distanza; IC 529 si trova invece due gradi e mezzo a ovest ed è una galassia spirale.

In posizione più staccata e sul bordo settentrionale dell’area descritta da questa sezione si trova infine il Gruppo di NGC 2655, interamente compreso nella costellazione della Giraffa e dominato dall’omonima galassia; la sua distanza media è stimata sui 60 milioni di anni luce.

La galassia NGC 2655 è ben visibile anche con strumenti da 80 mm di diametro, con cui appare come una macchia di forma chiaramente ovale dai bordi sfumati e orientata in senso est-ovest; con strumenti da 150 mm è molto ben visibile assieme al suo alone chiaro e di aspetto lenticolare. La sua posizione in cielo è tuttavia difficile da recuperare a causa dell’assenza di stelle appariscenti, che costringe a fare diversi passaggi. Si tratta di una galassia lenticolare, con un nucleo attivo che la rende una galassia di Seyfert e delle bande di gas oscuro disposte asimmetricamente. Nella banda dell’infrarosso è stata anche individuata una debole struttura a forma di barra.

Le altre componenti del gruppo sono decisamente meno appariscenti: NGC 2715 è una spirale vista quasi di taglio e visibile con telescopi da 200 mm di diametro poco meno di un grado a est della precedente.

Anche NGC 2748 è una spirale vista quasi di taglio ed è individuabile circa 4 gradi a nordovest di 27 Ursae Majoris; al suo centro ospiterebbe un buco nero supermassiccio.