Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Galassie sul lato orientale della Vergine

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La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Copertina

Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

VergineM5DGenerale.png

La regione di cielo compresa fra Arturo, Spica e la testa del Serpente è conosciuta presso gli appassionati soprattutto per contenere il brillante ammasso globulare M5. Ciò tuttavia comporta talvolta un certo disinteresse per gli altri oggetti visibili nei dintorni, complice anche la presenza del grande ammasso di galassie della Vergine poco a ovest.

Molte delle galassie qui presenti sono in realtà abbastanza appariscenti da essere alla portata anche di piccoli strumenti.

Caratteristiche[modifica]

La parte orientale della costellazione della Vergine ospita alcuni gruppi di galassie di facile osservazione, sebbene spesso siano poco conosciuti e trascurati dagli appassionati; l’assenza di galassie di Messier e, al contrario, l’ingombrante presenza del globulare M5 contribuiscono a rendere più oscura questa piccola regione di cielo.

Stella di riferimento assoluta per individuare molte di queste galassie è la stella 109 Virginis, che essendo di magnitudine 3,73 è ben evidente e risalta in un campo che contiene solo stelle di magnitudine 4 e 5.

La gran parte delle galassie più appariscenti è organizzata in piccoli gruppi più o meno compatti, orientati fra loro lungo una direttrice generale estesa da ovest verso est: si tratta infatti di un ramo appartenente al Superammasso della Vergine, noto in letteratura come Complesso Virgo III.

Le galassie più luminose sono visibili anche con strumenti da 100 mm, mentre chi è in possesso di telescopi dobsoniani, che spesso sono di grande diametro, ha la possibilità di notare svariate decine di oggetti, gran parte dei quali concentrati attorno alle stelle 109 Virginis e 110 Virginis, a breve distanza dall’ammasso globulare M5.

Chi si dedica all’astrofotografia dei campi profondi troverà in questo settore di cielo anche numerosi ammassi di galassie remoti, soprattutto al confine con le costellazioni del Boote e del Serpente; fra questi spicca l’ammasso Abell 2029, non tanto per la sua luminosità, quanto perché ospita la famosa galassia ellittica gigante IC 1101, che è considerata la galassia più grande e massiccia conosciuta nell’Universo osservabile.


Il Complesso Virgo III[modifica]

La galassia NGC 5364, membro dominante di un gruppo di galassie posto sul lato occidentale del Complesso Virgo III.
La galassia lenticolare NGC 5363.
La galassia spirale barrata NGC 5566, la principale nell’omonimo gruppo di galassie.
La spirale vista di taglio NGC 5746 è la galassia che domina un esteso gruppo attorno alla stella 109 Virginis.
La galassia NGC 5775, dominante nell’omonimo gruppo.
Le galassia NGC 5846 (a destra) e NGC 5850, situate al centro del Gruppo di NGC 5846 a circa 90 milioni di anni luce.

Il Complesso Virgo III è un allineamento di gruppi di galassie disposti in un'area che copre un'estensione di circa 40 milioni di anni luce. I gruppi sono situati prospetticamente nella costellazione della Vergine a una distanza mediamente compresa tra 65 e 85 milioni di anni luce dalla Terra. Questo complesso rappresenta l'estremità orientale del Superammasso Locale e si collega a un altro sistema di gruppi di galassie, il Complesso Virgo II, il quale a sua volta è in connessione con l'Ammasso della Vergine; è verosimile che l'azione gravitazionale dell’ammasso stesso sia responsabile della distribuzione allungata delle galassie del Complesso Virgo III.

I principali gruppi di galassie che costituiscono l'ammasso sono il Gruppo di NGC 5248, il Gruppo di NGC 5364, il Gruppo di NGC 5506, il Gruppo di NGC 5566, il Gruppo di NGC 5678, il Gruppo di NGC 5746, il Gruppo di NGC 5775 e il Gruppo di NGC 5846, unitamente a svariate galassie sparse.

Nel Gruppo di NGC 5364, la galassia dominante è appunto NGC 5364; è visibile anche con strumenti da 100 mm, con cui appare come un debole alone orientato in senso nordest-sudovest, con al centro un piccolo nucleo di aspetto stellare, poco meno di 5 gradi a nordovest della stella τ Virginis. Con strumenti più grandi è possibile intravedere un alone più esteso e debole. Si tratta di una galassia spirale di aspetto ben definito, con un nucleo molto piccolo da cui partono dei bracci che formano una struttura ad anello incompleto attorno a esso, per poi aprirsi senza ramificazioni. Il braccio meridionale appare più aperto verso l’esterno, indice che probabilmente la galassia ha subìto un’interazione nel suo passato. La sua distanza è stimata sui 54 milioni di anni luce e possiede un diametro reale simile a quello della Via Lattea.

Circa 15 minuti d’arco a nord si trova la galassia compagna NGC 5363, anch’essa alla portata di telescopi da 100 mm, con cui è anche più facile staccarla dal fondo cielo grazie alla sua compattezza; si tratta infatti di una galassia lenticolare con un nucleo molto luminoso e ben definito. Con strumenti da 120-150 mm si evidenzia anche un leggero allungamento in senso nordovest-sudest. Si tratta di una grande galassia, con un diametro di oltre 100.000 anni luce, la cui distanza è stimata fra i 50 e i 60 milioni di anni luce; il suo disco è attraversato da un filamento di polveri che presenta una morfologia spiraleggiante con barra centrale. Il suo nucleo è attivo con righe di emissione a bassa ionizzazione (LINER) e ospita un buco nero supermassiccio con una massa stimata sui 370 milioni di masse solari.

Fra le altre quattro componenti principali del gruppo, l’unica alla portata della gran parte degli strumenti è NGC 5356, che è visibile con telescopi da 200 mm come uno stretto e tenue fuso appena percepibile circa 15 minuti d’arco a ovest della precedente. Si tratta di una galassia spirale barrata di piccole dimensioni reali, il cui diametro si aggira sui 15.000 anni luce soltanto. È vista quasi perfettamente di taglio, con bracci percorsi da diversi addensamenti di polveri e un nucleo molto piccolo; la sua distanza è stimata sui 60 milioni di anni luce.

Il Gruppo di NGC 5506 è anch’esso piuttosto compatto e si trova circa 2,5 gradi a sudovest della stella υ Virginis, in una zona povera di stelle di facile riferimento; è formato da 5 galassie poco appariscenti e la sua distanza media è di circa 85 milioni di anni luce.

La galassia dominante è NGC 5506, ma è piuttosto difficile da individuare con strumenti inferiori ai 150 mm di diametro; si tratta di una galassia spirale vista di taglio e appare come una macchietta allungata in senso est-ovest e leggermente irregolare ai bordi. Pur essendo la più importante del gruppo, il suo diametro di 65.000 anni luce la rende relativamente piccola; possiede un nucleo molto piccolo e quasi del tutto nascosto dalle polveri interstellari dei suoi bracci, e presenta la caratteristica struttura a X che denota l’esistenza di una barra centrale. La sua distanza è stimata sugli 81 milioni di anni luce.

Pochi minuti d’arco a nord, uno strumento da 200 mm rivela una seconda macchia chiara, di aspetto più regolare e allungato, con un nucleo dall’aspetto stellare e molto sfuggente; si tratta della compagna NGC 5507, una galassia lenticolare del diametro di 40.000 anni luce, situata alla medesima distanza e in interazione con la precedente.

Il Gruppo di NGC 5566 si trova circa 6 gradi a WNW della stella 109 Virginis, in un’area priva di stelle notevoli, ed è un po’ più ricco e con membri più appariscenti del precedente; consta di 7 galassie in prevalenza barrate situate alla distanza media di 78-80 milioni di anni luce.

NGC 5566 è la galassia considerata dominante; è visibile con uno strumento da 100 mm come una piccola chiazza tondeggiante o leggermente elongata, dai bordi sfumati, mentre con telescopi da 200 mm si evidenzia anche lo stretto fuso della vicina galassia NGC 5560, sua compagna, con cui potrebbe essere in interazione. NGC 5566 è una galassia spirale barrata ed è una delle più grandi dell’intero complesso Virgo III: il suo diametro è infatti stimato sui 150.000 anni luce; presenta due bracci di spirale maggiori molto aperti, mentre la barra centrale è circondata da una struttura ad anello. La più piccola NGC 5560 è anch’essa una spirale barrata, ma è vista di taglio; è molto ben evidente un forte warp, provocato dall’interazione.

Nelle fotografie ad alta risoluzione è inquadrabile anche la galassia NGC 5569, ancora meno appariscente; queste formano un trio di facile inquadramento.

Poco meno di un grado a SSE si trova un’altra galassia membro del gruppo, NGC 5576; con strumenti da 100 mm appare come una debole macchia netta dall’aspetto stellare. Con telescopi più aperti è possibile notare un leggero allungamento di questa macchia in senso est-ovest. Si tratta di una galassia ellittica di grandi dimensioni, il cui diametro è di quasi 100.000 anni luce. Nello stesso campo visivo si trova la molto più debole NGC 5577, che si evidenzia nelle fotografie.

Il Gruppo di NGC 5746 è uno dei più importanti ed estesi del complesso; la sua posizione è facile da individuare poiché giace attorno alla stella 109 Virginis, di magnitudine 3,7. Il gruppo è formato da 14 galassie fra membri certi e possibili membri, alcune delle quali relativamente facili da osservare grazie alla loro luminosità; la distanza media è stimata sugli 80-90 milioni di anni luce, con alcune componenti che giacciono leggermente più vicino o più lontano. È possibile individuare due sottogruppi: il primo, che contiene la galassia dominante, è concentrato meno di un grado a ovest di 109 Virginis; il secondo gruppo si dispone invece 2-3 gradi più a sud, con le componenti disposte su un allineamento orientato in senso ENE-WSW.

NGC 5746 si individua appena 20 minuti d’arco a ovest di 109 Virginis, la cui presenza potrebbe effettivamente disturbare l’osservazione; è alla portata di strumenti da 100 mm e anche inferiori, dove appare come un piccolo fuso chiaro con un nucleo più evidente. Con telescopi da 200 mm può divenire evidente una traccia scura che attraversa il fuso in senso longitudinale dividendo la galassia in due parti diseguali, similmente a come appare nella famosa Galassia Sombrero (M104). Si tratta di una spirale barrata vista di taglio, la cui barra è definibile grazie alla struttura a X che si sovrappone al nucleo; le sue dimensioni reali sono notevoli, con un diametro di oltre 150.000 anni luce.

Meno di mezzo grado a SSW si trova la meno appariscente NGC 5740, visibile con telescopi da 200 mm come una debole macchia leggermente allungata e molto sfuggente, con un nucleo puntiforme e di aspetto stellare. Si tratta di una spirale barrata con un nucleo e una barra molto piccoli, circondati da un esteso sistema di bracci a spirale ben avvolti e ramificati; il suo diametro è poco superiore alla metà di quello della Via Lattea.

La galassia NGC 5690 si presenta molto più difficile da osservare, non solo per la sua bassa luminosità, quanto per la vicinanza di una stella di magnitudine 6,5 che contribuisce a oscurarla; appare come un fuso chiaro con telescopi da 150 mm. È una galassia spirale vista quasi di taglio, con un nucleo molto piccolo e dei bracci ricchi di polveri; il suo diametro è stimato sugli 80.000 anni luce.

NGC 5692 è visibile un grado e mezzo a nord ed è ancora meno appariscente, essendo alla portata di strumenti da 180 mm a salire, con cui appare come una piccola macchietta ellittica sfuggente; è in realtà una galassia spirale nana, con dei sottili bracci ben avvolti attorno a un nucleo molto piccolo.

Nel secondo sottogruppo sono presenti galassie in genere poco appariscenti. Fra queste una delle più cospicue è NGC 5750, una galassia spirale barrata con un nucleo attivo visibile 2,5 gradi a sud di 109 Virginis; è visibile con telescopi da 120 mm con difficoltà come una macchia circolare, mentre con strumenti da 200-250 mm è potenzialmente distinguibile un nucleo più luminoso e un alone chiaro circostante irregolare. Le dimensioni reali di questa galassia sono di 85.000 anni luce; i suoi bracci interni si congiungono fra loro formando una struttura ad anello.

NGC 5713 e NGC 5719 formano un coppia abbastanza isolata di galassie deboli circa un grado a WSW della precedente; la prima, la più occidentale delle due, è anche la più luminosa, ma resta sfuggente con strumenti da 100 mm, con cui appare come un alone debole e circolare ma vagamente irregolare. Si tratta di una galassia nana peculiare e asimmetrica, talvolta considerata a spirale ma con un unico braccio ben distinguibile, fatto che la fa rientrare nella categoria delle galassie di tipo magellanico; la causa di questo suo aspetto è probabilmente legata all’interazione con la vicina galassia NGC 5719. Quest’ultima è una galassia spirale barrata vista di taglio, con un warp molto pronunciato; è visibile solo con telescopi oltre i 150 mm di diametro, anche a causa della sua bassa luminosità superficiale.

NGC 5691 infine è la galassia più estrema del gruppo, visibile a metà strada fra le stelle 109 Virginis e φ Virginis; è alla portata di telescopi da 120 mm, sebbene sia visibile con difficoltà, e appare come un alone irregolare e leggermente allungato in senso est-ovest. Si tratta di una galassia nana considerata spirale barrata ma con un braccio molto più sviluppato dell’altro, assieme ad altre irregolarità.

Il Gruppo di NGC 5775 è un quintetto di galassie deboli ma molto compatto e isolato, 2,5 gradi a nordest di 109 Virginis; la sua distanza media è stimata sui 78 milioni di anni luce.

NGC 5775 è la galassia più appariscente, sebbene sia osservabile senza eccessive difficoltà solo con strumenti da 130 o 150 mm di diametro; essendo una spirale vista di taglio, appare come uno stretto e lungo fuso chiaro, leggermente più luminoso al centro e allungato in senso nordovest-sudest. Il disco della galassia è attraversato da un gran numero di regioni di formazione stellare e ammassi di stelle giovani e brillanti; probabilmente questi intensi processi sono stati attivati dall’interazione con le altre galassie del gruppo e in particolare con la vicina NGC 5774.

NGC 5774 è molto meno appariscente ed è collegata alla precedente da un ponte di idrogeno neutro, drenato da questa alla precedente. Può essere scorta solo con telescopi da 200 mm a causa della sua bassa luminosità superficiale e si presenta come un piccolo alone molto sfuggente con un piccolo nucleo luminoso leggermente allungato. Si tratta di una galassia spirale vista di faccia, con bracci di spirale frammentati e irregolari.

Poco meno di mezzo grado a NNW della precedente coppia si trova NGC 5770, la cui individuazione è alla portata di telescopi da 120 mm, sebbene con difficoltà; appare qui come una piccola macchia circolare quasi puntiforme e sbiadita. Si tratta di una galassia lenticolare barrata vista perfettamente di faccia, molto regolare e con un tipico aspetto “a volante”; è il membro che appare più vicino a noi, a 75 milioni di anni luce.

Circa 20 minuti d’arco a sudovest della coppia dominante si trova IC 1067, una galassia piccola e sfuggente e visibile solo con strumenti di oltre 150 mm di diametro; è una spirale barrata i cui bracci delineano un anello interno, per poi ramificarsi all’esterno.

Il Gruppo di NGC 5846 è il più orientale del complesso ed è anche uno dei più estesi; si osserva a est della stella 110 Virginis e alcune delle sue componenti sono osservabili anche con strumenti da 100 mm. Comprende una decina di galassie fra grandi e intermedie e la sua distanza media è compresa fra 80 e 95 milioni di anni luce.

NGC 5846 è di gran lunga la galassia più notevole dell’intero complesso: si tratta di una ellittica gigante di 110.000 anni luce di diametro, quasi perfettamente sferica (E0) e con un nucleo attivo, al cui centro si trova un buco nero supermassiccio con una massa stimata di 1,1 miliardi di masse solari; possiede una nutrita popolazione di ammassi globulari, forse oltre 1200. Può essere notata anche con strumenti da 80 mm, dove appare come una macchia circolare abbastanza ben definita; con telescopi da 200 mm il suo aspetto somiglia a quello di un ammasso globulare non risolvibile in stelle.

Circa 10 minuti d’arco a sudest si trova la spirale barrata NGC 5850, con cui è in interazione: le due galassie hanno infatti avuto un incontro ravvicinato ad alta velocità circa 200 milioni di anni fa. Può essere notata anche con strumenti da 100-120 mm, con qualche difficoltà, e appare come una chiazza chiara allungata con un nucleo centrale. La galassia presenta dei bracci ben definiti ma deformati. A breve distanza sul lato opposto di NGC 5846 si trova la piccola galassia ellittica NGC 5845, che però risulta visibile solo con strumenti da 180-200 mm.

NGC 5854 si trova circa un grado a NNE e appare con strumenti da 150 mm come un piccolo fuso chiaro con un nucleo distinguibile e di aspetto quasi stellare. Si tratta di una galassia lenticolare vista con un’alta angolazione, il cui nucleo è probabilmente attraversato da una barra. Misura circa 50.000 anni luce di diametro.

Di aspetto molto simile appare NGC 5864, visibile circa 45’ a nordest e descrivibile allo stesso modo in con gli stessi strumenti. Anch’essa è infatti una galassia lenticolare barrata vista con una forte angolazione e con simili dimensioni; formano infatti una coppia di galassie “gemelle”.

NGC 5869 presenta simile luminosità, ma è vista con un’inclinazione meno marcata; si trova 2,5 gradi a sudest di 110 Virginis ed è visibile con strumenti da 150 mm come un punto luminoso simile a una stella sfuocata, circondato da un leggerissimo alone che diviene più chiaro con diametri maggiori. Si tratta di una galassia lenticolare considerata uno dei membri più lontani del gruppo.

NGC 5831 è visibile circa un grado a SSE di 110 Virginis ed è un po’ più luminosa delle precedenti, tanto che sotto buoni cieli è possibile tentarne l’individuazione con strumenti da 120 mm; appare all’osservazione visuale come una piccola macchia di aspetto stellare, leggermente schiacciata se osservata con strumenti di diametro più grande e forti ingrandimenti. È una galassia ellittica di tipo E3, le cui dimensioni reali sono simili alle ultime galassie descritte, attorno ai 45.000 anni luce di diametro.

NGC 5813, infine, si trova mezzo grado a sudovest di 110 Virginis ed è una delle più brillanti del gruppo: è visibile anche con strumenti da 80 mm come un piccolo alone chiaro simile a una stella sfuocata. Si tratta di una grande galassia ellittica di aspetto quasi sferoidale (tipo E1), spesso trascurata perché molto vicina alla 110 Virginis, il cui bagliore può creare disturbo se osservata a bassi ingrandimenti e con grandi inquadrature.

Fra le galassie probabilmente non legate al Complesso Virgo III vi è NGC 5838, che essendo situata a 60 milioni di anni luce sarebbe una galassia in primo piano. Può essere notata anche con strumenti da 120 mm o persino inferiori, dove appare come un dischetto chiaro circondato da un alone allungato. Si tratta di una galassia lenticolare vista con una forte angolazione e la sua posizione è facilmente individuabile circa 40’ a est di 110 Virginis.

Meno appariscente è la galassia spirale NGC 5806, situata sempre a circa 60 milioni di anni luce, e individuabile con strumenti da 150 mm.

Ammassi di galassie remoti[modifica]

La galassia ellittica gigante IC 1101 domina l’ammasso di galassie Abell 2029, posto a oltre un miliardo di anni luce di distanza.

L’area di cielo al confine fra la Vergine, il Boote e il Serpente ospita numerosi ammassi di galassie remoti; fra questi, di grande interesse è l’ammasso di galassie Abell 2029, situato a circa 1,07 miliardi di anni luce e formato da un centinaio di galassie giganti, tutte comprese entro un diametro di 8 milioni di anni luce. L’ammasso costituisce la parte centrale di un superammasso particolarmente esteso denominato SCI 154 e appare dominato in senso assoluto dalla immensa IC 1101, una galassia ellittica gigante nota per essere la più grande conosciuta: il suo diametro, esteso da 2 a 6 milioni di anni luce a seconda delle stime, occuperebbe per intero il nostro Gruppo Locale, mentre il numero delle sue stelle è stimato sui 100.000 miliardi. La sua grande distanza però fa sì che la sua luminosità apparente non sia elevata: si mostra a noi come una macchia luminosa di magnitudine 14,7, ossia invisibile del tutto da telescopi con aperture inferiori ai 250 mm. La sua morfologia sarebbe a metà strada tra il tipo ellittico (E) e quello lenticolare (S0), ossia piatto, ma senza struttura a spirale. Al suo interno è presente un buco nero ultramassiccio la cui massa è stimata fra i 40 e i 100 miliardi di masse solari: è considerato in effetti uno dei buchi neri più massicci dell’intero Universo conosciuto.