Vai al contenuto

Meccanica quantistica relativistica/Formalismo di seconda quantizzazione per fermioni

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Indice del libro

Il formalismo appena visto per i bosoni si può estendere ai fermioni a patto di tenere presente che la funzione d'onda totale deve essere antisimmetrica. In termini di autofunzioni di singola particella si può quindi scrivere come un determinante di Slater:

Φ(r→1,r→2,…,r→N)≡|α1,α2,…,αN⟩=1N|φα1(r→1)⋯φα1(r→N)⋮⋮⋮φαN(r→1)⋯φαN(r→N)|

si noti che questa scrittura permette automaticamente di soddisfare il principio di Pauli, in quanto l'antisimmetria è automaticamente soddisfatta.

Si cerchino ora degli operatori Ôi analoghi agli operatori bosonici:

ÔΦ(r→1,r→2,…,r→N)=∑l=1NÔiφαl(r→l)conÔiφαl(r→j)=δijÔlφαl(r→i)

Si possono ora presentare solo due casi: p,l∈{1,…,N} oppure p,l∉{1,…,N}. Se l∉{1,…,N}, l'operatore non agisce e restituisce 0. Se p∈{1,…,N} allora nel determinante compare una seconda riga αp e di conseguenza si annulla.

Consideriamo il caso l∈{1,…,N} e p∉{1,…,N}. In questo caso l'operatore allora cambia la riga ma non preserva la normalizzazione. È importante specificare l'ordine degli stati e sistemarli nell'ordine giusto; si devono quindi effettuare delle permutazioni di righe che cambiano segno al determinante. Cerchiamo allora un operatore del tipo:

Ô=∑p=0NOlpb̂p†b̂p

dove il segno corretto è nell'operatore b̂. Indichiamo gli stati occupati con la notazione:

|0,…,0⏟nonoccupati,1↑α1,1↑α2,…,1↑αN⏟occupati⟩

allora risulta:

bp|0,…,0,1,…,1↑p-simo,…,1⟩=(−1)∑αi<pαi|0,…,0,1,…,0↑p-simo,…,1⟩

dove con ∑αi<pαi si intende il numero di stati che precedono il p-simo. Più in generale se:

b̂p=(−1)∑αi<pαinpb̂p†=(−1)∑αi<pαi(1−np)

allora b̂p e b̂p† apportano il segno giusto. Consideriamo infatti per semplicità il caso l>p.

b̂l†b̂p|0,…,0,1,…,1↑p,…,0↑l,…,1⟩=b̂l†(−1)∑i=0p−1αi|0,…,0,1,…,0↑p,…,0↑l,…,1⟩==(−1)∑ip−1αi(−1)[∑i=0p−1αi+∑i=p+1Nαi]|0,…,0,1,…,0↑p,…,1↑l,…,1⟩==(−1)∑i=p+1Nαi=|0,…,0,1,…,0↑p,…,1↑l,…,1⟩

e ∑i=p+1Nαi è proprio il numero di posti di cui si è scambiato lo stato. Come si vede, l'operatore b̂l† crea un fermione nello stato l e l'operatore b̂p distrugge un fermione nello stato p e sono chiamati pertanto rispettivamente operatore fermionico di creazione e operatore fermionico di distruzione.

Segue dalla definizione degli operatori b̂p:

b̂lb̂p+b̂lb̂p=0∀l,p

infatti se l>p:

b̂lb̂p|…,1↑p,…,1↑l,…⟩=b̂l(−1)∑i=1p−1αi|…,0↑p,…,1↑l,…⟩=(−1)∑i=p+1l−1αi|…,0↑p,…,0↑l,…⟩

quando si calcola b̂pb̂l, b̂l agisce su uno stato occupato in più e ha quindi un segno meno in più che annulla la somma. In modo analogo si ricavano le regole:

b̂l†b̂p+b̂pb̂l†=δlpb̂l†b̂p†+b̂p†b̂l†=0∀l,p

In maniera analoga a quanto fatto per i bosoni, è possibile introdurre degli operatori definiti come:

Ψ̂(r→)=∑h=1nφh(r→)b̂hΨ̂†(r→′)=∑k=1nφk∗(r→′)b̂k†

Siccome b̂ e b̂† anticommutano risulta, ancora in analogia al formalismo bosonico:

[Ψ(r→),Ψ(r→)]=[Ψ†(r→′),Ψ†(r→′)]=0

e:[1]

[Ψ̂(r→),Ψ̂†(r→′)]=∑h,k=1lφh(r→)φk∗(r→′)[b̂h,]b̂k†=∑h=1lφh(r→)φh∗(r→′)=δ(r→−r→′)

Si vede che l'operatore Ψ̂†(r→′) crea un fermione nella posizione r→′ e l'operatore Ψ̂(r→) distrugge un fermione nella posizione r→ e sono dunque chiamati operatori di campo fermionico.

Da notare che i campi associati non sono osservabili, in quanto se si introduce in questa trattazione anche il tempo risulta che questi operatori non commutano su distanze time-like.

  1. ↑ Si ricordi che le φ(r→) sono un sistema completo.