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Meccanica quantistica relativistica/Impostazione del problema

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Indice del libro

Nella meccanica quantistica non relativistica a ogni osservabile è associato un operatore hermitiano. Valgono il principio di corrispondenza e di sovrapposizione (che deriva dalla linearità dell'equazione):

{x̂→xp̂→ℏi∂∂xψ=∑nanψn

e la media di un operatore Ω̂ è data da:

⟨Ω̂⟩=∫ψ∗Ω̂ψd3x

L'interpretazione probabilistica della meccanica quantistica ci fornisce inoltre un'equazione di continuità per le probabilità:

ψ∗ψ=ϱ∂∂t=iℏ∇→⋅[(∇→ψ∗)ψ−ψ∗∇→ψ]=ȷ→

dove la densità ϱ è definita positiva.

La conseguenza fondamentale della meccanica quantistica è la relazione di indeterminazione ΔxΔp≥ℏ/2. A questo, la relatività aggiunge "solo" la condizione v<c e la relazione E2=m2c4+p2c2. Questo ha tuttavia grosse implicazioni sullo scarto indotto da p (e quindi da q) su E:

ΔE=Δ(m2c4−p2c2)

Lo scarto indotto su E da p è esprimibile anche come ΔE=∂E∂pΔp<math>,percui:<math>ΔE=c2pm2c4−p2c2Δp=c2pEΔp

Ricordando che p=Evc2 e utilizzando il principio di indeterminazione:

ΔE=c2pEΔp=vΔp→δqΔEv≃ℏ→ΔqΔE≃vℏ

e vℏ è una costante che al massimo vale cℏ, per cui se δq→0, ΔE→∞. Ma sappiamo che l'energia contribuisce alla massa, per cui all'aumentare di ΔE ci si deve aspettare la creazione di nuove particelle. Una trattazione uniparticellare non è quindi più valida, il numero di particelle deve essere una variabile dinamica e questo non è come trattare un sistema a più particelle.

Vediamo ora cosa accade se cerchiamo direttamente una funzione d'onda che soddisfi la relazione relativistica fra energia e impulso: questo conduce all'equazione di Klein-Gordon.