Ecco l'uomo/Gesù guaritore

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Indice del libro
"Risurrezione del figlio della vedova di Nain", olio di Hans von Aachen, XVII sec.

Gesù il guaritore[modifica]

Anche i miracoli di Gesù come guaritore seguono alquanto fedelmente la tradizione rabbinica dell'era del Secondo Tempio. Nel Talmud, troviamo molti resoconti di cure ed esorcismi eseguiti da rabbini rispettati ed eruditi. Lungi dall'impressionare e far paura ai farisei della sua epoca, tali storie di Gesù sarebbero sembrate cospicuamente familiari.

Molte storie dei Vangeli descrivono Gesù che scaccia i demoni. Ad un certo punto dichiara addirittura: "Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio."[1] Anche questo segue la tradizione del Talmud. In molteplici storie, i rabbini vengono descritti con poteri contro i demoni. In un caso, Rabbi Hanina ben Dosa è in grado di controllare e dare ordini ad Agrat bat Machlat (ebr. אגרת בת מחלת), la principessa dei demoni. "Se io sono stimato in cielo", le dice, "ti ordino di non passar mai per le regioni abitate",[2] in modo da non dar fastidio agli esseri umani. In un'altra storia, Rav Acha bar Ya’akov si confronta con un demone che sta occupando la sua sala studio. "Gli apparve come serpente con sette teste", ma pregando, Rav Acha è in grado di vincere la bestia: "Ad ogni prostrazione [di preghiera] gli rimosse una testa."[3]

Guarendo gli infermi e salvandoli dai demoni, Gesù si vide come il realizzatore della profezia di Isaia: "Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi."[4] Poterlo fare era per lui cosa chiaremente importante. Gesù esalta ripetutamente i suoi sforzi per guarire gli infermi ed elevare la coscienza dei suoi discepoli ad un piano in cui potessero vedere ciò che prima era loro oscurato: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24 Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono."[5]

I cristiani considerano i poteri miracolosi di Gesù come prova che egli fosse divino. Non è così semplice per gli ebrei. La sospensione delle leggi della natura non è testimonianza di poteri soprannaturali — dischiude semplicemente una realtà più alta, alzando il velo sulla mano di Dio che sta dietro e costituisce la vera essenza dell'universo.

Il Talmud stesso è colmo di storie di grandi rabbini che guariscono i malati, risuscitano persino i morti, come in un famoso racconto dal Talmud Babilonese: "Rabba e Rabbi Zeira celebrarono la loro festa di Purim insieme. Bevvero. Rabba si alzò [in uno stato di ubriachezza] e uccise Rabbi Zeira. Il mattino successivo egli [Rabba] pregò e lo fece rivivere."[6] Di sicuro, nessun ebreo avrebbe mai attribuito una natura divina al saggio talmudico Rabba. Piuttosto, la sua abilità di far rivivere i morti dipendeva interamente dalla sua preghiera a Dio, l'unico col potere di dar vita ai defunti.

Ma questa è soltanto un'eco della famosa storia di Eliseo, il profeta che fa rivivere un ragazzo morto dopo le suppliche di sua madre:

« Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, steso sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e si curvò su di lui. Il corpo del bambino riprese calore. Quindi si alzò e girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su di lui; il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. Eliseo chiamò Ghecazi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e, quando essa gli giunse vicino, le disse: «Prendi tuo figlio!». Quella entrò, cadde ai piedi di lui, gli si prostrò davanti, prese il figlio e uscì. »
(2 Re 4:32-37)

L'impulso cristiano di usare i segni di Gesù come prova che egli fosse divino, o come pretesto per credere, sembra aver frustrato Gesù stesso. "Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».[7] In un'altra occasione egli dichiara con esasperazione: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete."[8]

Sebbene desideri guarire gli infermi, Gesù non vuole che le sue azioni siano interpretate come asserzioni di divinità. Ancor di meno vuole che il pubblico si diletti del messaggero dimenticandosi del messaggio. Gesù stava diffondendo la parola di Dio, non la sua propria. In svariate occasioni Marco narra che Gesù arrivò al punto di ordinare a coloro che assistevano alle sue guarigioni di non dirlo ad altri.[9] Aveva timore – giustamente, come infatti accadde – che i suoi seguaci evidenziassero la sua personalità a spese della sua chiamata.

Anche gli esorcismi di Gesù hanno una forte somiglianza con quelli eseguiti dai rabbini del suo tempo. Come scrive Marco: "Ed essi glielo portarono. Ma appena lo vide, lo spirito lo scosse con violenza, e il fanciullo, caduto a terra, si rotolava schiumando."[10]

Molti grandi uomini del tempo affermarono di poter fare esorcismi. Lo storico Flavio Giuseppe descrisse nei particolari un suo contemporaneo, un esorcista ebreo di nome Eleazar, che aveva l'abilità di estrarre demoni dal naso degli afflitti. "Quando Eleazar voleva persuadere e dimostrare agli spettatori che egli possedeva tali poteri, metteva un po' lontano dalui una tazza o una coppa piena d'acqua e comandava al demonio, mentre usciva dall'uomo, di rovesciarla e quindi lasciar capire agli spettatori che aveva abbandonato l'uomo [indemoniato]."[11] Chiaramente, Gesù non era il solo esorcista al lavoro in quel periodo.

Tra i Rotoli del Mar Morto c'è una descrizione di un esorcismo che riporta fortemente a quelli eseguiti da Gesù. "Così io pregai per lui, quel bestemmiatore, e posi le mani sulla sua testa. A quel punto la peste gli fu rimossa, lo spirito maligno esorcizzato via da lui, e fu guarito."[12]

Il Talmud riporta molte storie di esorcismi che dimostrano Gesù fermamente in linea con i suoi colleghi nell'eseguirli. Qui di seguito una storia tipica che narra del grande saggio Rabbi Hanina ben Dosa:

« Una volta Rabbi Hanina ben Dosa andò ad immergersi [nell'acqua di] una grotta. Kuthim [Samaritani] vennero e posero una grande roccia davanti all'entrata della grotta. Gli spirit vennero e la spostarono. In seguito, uno spirito maligno infestava una povera donna nel vicinato di Rabbi Hanina.
I suoi studenti gli dissero: "Rabbì, vedi come questa povera donna soffre afflizioni a causa dello spirito malvagio."
Rabbi Hanina si rivolse allo spirito: "Perché provochi dolore alla figlia di Abramo?"
Lo spirito rispose: "Non sei tu colui che si andò ad immergere nella grotta, e così via... fintanto che io venni coi miei fratelli e col casato di mio padre e spostammo la roccia. È questo il modo in cui mi ripaghi del favore?"
Egli rispose: "Lo decreto". »

La storia finisce qui improvvisamente, sebbene si faccia intendere che lo spirito alla fine fuggì e la donna fu curata.[13] Questo è di certo un antecedente dei miracoli di Gesù. Senza dubbio, gli atti più sconcertanti di Gesù hanno radici nella tradizione ebraica e, come vedremo di seguito, esistono precursori anche per l'atto miracoloso più famoso di Gesù: risuscitare i morti.

Risurrezione dei morti[modifica]

Per quanto strano possa sembrare, il miracolo più famoso di Gesù, risuscitare un morto, è del tutto in linea con le storie bibliche e le leggende rabbiniche. Il Nuovo Testamento dice che Gesù risuscitò almeno tre persone. Un risuscitato fu il figlio di una vedova della cittadina di Nain. Secondo il Vangelo di Luca, "Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!». E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!». Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre."[14]

In una seconda storia, un uomo chiamato Giairo si avvicina a Gesù, chiedendogli aiuto. Sua figlia è mortalmente inferma. Quando Gesù arriva alla sua casa, la bambina è già morta. Secondo Marco: "Gesù vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: «Talitha koumi», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni."[15]

La terza e più famosa delle risurrezioni compiute da Gesù è quella di Lazzaro di Betania. Per riportarlo in vita, tutto ciò che Gesù necessita di fare è chiamarlo ad alta voce: "Gesù gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario."[16]

Tutte queste storie ricordano Elia ed Eliseo che fanno risuscitare ragazzi dai morti piegandosi sopra di loro e pregando Dio.

Abbiamo gia esaminato le leggende talmudiche in cui rabbini risuscitano i morti. Ma se analizziamo più profondamente la Bibbia ebraica, si può riscontrare ancor di più: nel Libro dei Re, ci viene detto che Elia andò a casa di una vedova e miracolosamente le fece avere una interminabile provvista di cibarie. In seguito, suo figlio muore ed ella incolpa Elia, al che egli esegue un altro miracolo per la vedova:

« Elia le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto. Quindi invocò il Signore: «Signore mio Dio, forse farai del male a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore Dio mio, l'anima del fanciullo torni nel suo corpo». Il Signore ascoltò il grido di Elia; l'anima del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. Elia prese il bambino, lo portò al piano terreno e lo consegnò alla madre. Elia disse: «Guarda! Tuo figlio vive». »
(1 Re 17:19-23)

Se a Elia, uno dei più grandi profeti nella storia ebraica, è permesso risuscitare persone dai morti, farlo non è di certo un peccato contro Dio. Questa storia dal Libro dei Re è tra l'altro alquanto simile a quella di Gesù e del figlio della vedova di Nain.

La storia di Gesù, come ci viene narrata dal Nuovo Testamento, potrebbe veramente essere stata progettata per emulare quelle dei grandi profeti ebraici prima di lui, come Elia appunto. Allo stesso modo e nello stesso spirito, i suoi miracoli possono facilmente essere interpretati alla luce della tradizione ebraica.

Note[modifica]

Searchtool.svg Per approfondire, vedi i rispettivi riferimenti di "Biografie cristologiche".
  1. Luca 11:20.
  2. Pesachim 112b.
  3. Kiddushin 29b.
  4. Isaia 35:5.
  5. Luca 10:23-24.
  6. Megillah 7a.
  7. Marco 8:12.
  8. Giovanni 4:48.
  9. Marco 5:43;7:36.
  10. Marco 9:20.
  11. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, 323.
  12. Racconti dei Patriarchi, 1QapGen 21.28-29.
  13. Per un'esaustiva analisi della fonte di questa citazione, si veda Meir Bar-Ilan, Exorcism by Rabbis, Talmud Sages, and Their Magic, Università Bar-Ilan, Israele.
  14. Luca 7:12-15.
  15. Marco 5:38-42.
  16. Giovanni 11:43-44.